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La lettera di Newton

By John Banville

(109)

| Paperback | 9788860886095

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Book Description

31 Reviews

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    Mi aspettavo qualcosa del tipo "La notte di Keplero" dello stesso autore, il quale è comunque grandioso!

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    Max said on Jan 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    The Newton Letter (1982)

    Il punto di partenza del breve romanzo di Banville è un libro interrotto, una biografia su Isaac Newton. Come il grande scienziato, anche l'autore della biografia si trova a dover affrontare una crisi esistenziale, che nel suo caso coincide con la me ...(continue)

    Il punto di partenza del breve romanzo di Banville è un libro interrotto, una biografia su Isaac Newton. Come il grande scienziato, anche l'autore della biografia si trova a dover affrontare una crisi esistenziale, che nel suo caso coincide con la mezza età. Come accade a Newton, "le opere più grandi se l'era lasciate alle spalle e la sua vita di scienziato era finita". Entrambi non sanno più come vivere. Un altro tipo verità si è fatta più urgente, niente di esotico, ma l'ordinario, "il più strano e il più sfuggente degli enigmi". Consapevoli di aspettare quietamente, fiduciosamente, che la vita ricominci. Passano da questa crisi tutti i clichè del caso - l'amante giovane e l'amore platonico per la donna matura e il finale più scontato di tutti, e "tuttavia quello che meno ci aspettava". Perchè la storia raccontata da Banville non è quella lì, ma la distante e pruriginosa curiosità con cui guarda le scene illuminate dal sole, i sicomori che si muovono piano, quasi di nascosto nell'aria luminosa; il silenzio spoglio; l'odore di putrefazione muscosa della terra che ricorda quello della carne umida; e l'assillante enigma di altre persone. Tutto il romanzo mi sembra racchiuso nelle "istantanee in bianco e nero prese in una luce sbagliata" con le quali l'autore descrive la sua passione per Carlotta. La sua assenza. La capacità straordinaria di Banville, sua in modo inimitabile, di restituirci queste cose - l'ordinario, "il più strano e il più sfuggente degli enigmi" - e di conservarle per noi.

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    VittorioC said on Jan 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Mi avessero chiesto qualcosa su questo libro appena finito, avrei detto: “Ohmioddioèproprioinsulso!”. Per questo ci ho pensato un attimo prima di scrivere: forse non ho capito niente? Allora ho letto qualche recensione, sia positiva che negativa e mi ...(continue)

    Mi avessero chiesto qualcosa su questo libro appena finito, avrei detto: “Ohmioddioèproprioinsulso!”. Per questo ci ho pensato un attimo prima di scrivere: forse non ho capito niente? Allora ho letto qualche recensione, sia positiva che negativa e mi sono posta la stessa domanda: forse nessuno ha capito niente? E mi è venuta l’illuminazione: devo andare oltre. Ora vi spiego il perché.

    Un biografo di Newton affitta una foresteria in campagna per finire il suo libro. Qui incontra due donne (una giovane e sensuale, e una di quarant’anni suonati perdio! [così nel testo] triste e succube) che inizieranno a intrecciarsi alla sua esistenza; il marito di lei e il figlio di non si sa chi. Guarda caso tutti hanno i nomi dei protagonisti del Libro del Libri (per me, Le affinità elettive), Ottilia, Carlotta, Edoardo, ed è stato proprio questo a suonare il campanello d’allarme: è uno scrittore, forse quello che dice di vivere non è reale, sta scrivendo un libro sulla genesi del libro che dovrebbe scrivere. Perché è mai possibile che quest’uomo di non si sa che età (ma mi pare sulla mezza), si porti immediatamente a letto la giovane (ovvio), escogitando ogni tipo di posizione e strategia persino durante le mestruazioni (magari se avesse anche pensato a mettersi un preservativo sarebbe stato meglio), ma poi si accorga di amare la “vecchia”? È possibile che veda solo l’ubriachezza del marito e non capisca, perlomeno dall’odore dell’alito se non da altro, che ha un cancro allo stomaco? (Il cancro ha un odore, ed è chiaro che lo scrittore lo sa, altrimenti perché lo direbbe?).

    Insomma, alla fine, è il tentativo di riscrivere in veste attuale il libro di Goethe (che io temo, credo e invece no, ne sono sicura, ognuno di noi viva almeno una volta [e io l’ho desiderato tanto]), che sia finzione o meno sta al lettore deciderlo, a suo piacimento. Non l’ho trovato così straordinario come proclamato sulla copertina, mi spiace per il mio cinismo, ma l’ho iniziato, finito e dimenticato. Peccato perché "Il mare" mi era piaciuto.

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    Ire said on Oct 8, 2012 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Lettere dall'ombelico

    Non disponendo di doti esegetiche per commentare adeguatamente i vari aspetti del racconto (testo, fabula, intreccio et similia) mi limito ad alcuni aggettivi: pretenzioso, retorico, superficiale, stucchevole, enfatico, abborracciato, patetico.
    Ne om ...(continue)

    Non disponendo di doti esegetiche per commentare adeguatamente i vari aspetti del racconto (testo, fabula, intreccio et similia) mi limito ad alcuni aggettivi: pretenzioso, retorico, superficiale, stucchevole, enfatico, abborracciato, patetico.
    Ne ometto alcuni dal mio personale repertorio scatologico...

    Cito, da pag. 60, qualche prelibatezza:

    "E allora, alla luce della luna, i capelli biondi della mia umana ragazza diventavano neri, le sue dita bianche e lei diventava qualcosa di nuovo, né se stessa né l'altra, ma una terza - Carlottilia!"

    "C'era anche un quarto [..] con un sorriso ironico, interdetto, a tratti imbarazzato"

    "Era la senzazione di un tempo fuori dal tempo [..]"

    Che prosa! Da abbandonare i propri cari e darsi alla letteratura!
    Carlottilia! - povero Goethe!
    tempo fuori dal tempo - da manuale di scrittura creativa.

    Provo a figurarmi un sorriso che sia al tempo stesso ironico, interdetto e, ma solo a tratti, imbarazzato.
    Forse con un po' di pratica e l'aiuto di uno specchio...

    Non si direbbe che l'autore sia lo stesso de La notte di Keplero: che si tratti di un apocrifo?

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    Epsilon said on Mar 3, 2012 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Banville scrive bene, cattura con le sue atmosfere ovattate, ma non posso perdonargli di aver maltrattato così Ottilia, immagine che per Goethe era l'emblema dell 'amore sublimato nei sentimenti e nell'emotività mentre qui incarna una ragazza pratica ...(continue)

    Banville scrive bene, cattura con le sue atmosfere ovattate, ma non posso perdonargli di aver maltrattato così Ottilia, immagine che per Goethe era l'emblema dell 'amore sublimato nei sentimenti e nell'emotività mentre qui incarna una ragazza pratica reale e grossolana. Forse vuole vendicarsi dei personaggi delle Affinità Elettive, attratto da quel gruppetto un po' snob, romantico e affascinante di cui il protagonista vorrebbe far parte.

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    elalma said on Sep 29, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (109)
    • 5 stars
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    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 126 Pages
  • ISBN-10: 8860886090
  • ISBN-13: 9788860886095
  • Publisher: Guanda (Prosa contemporanea)
  • Publish date: 2010-03-01
  • Also available as: Others
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