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La lettera scarlatta

Gli Indimenticabili vol.2

Di

Editore: San Paolo

3.6
(1347)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 193 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Tedesco , Coreano , Chi semplificata , Catalano , Danese , Sloveno , Norvegese , Polacco

Isbn-10: A000012479 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Fausto Maria Martini

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Cofanetto , Tascabile economico , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati , eBook , CD audio

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    A come Adultera

    Mi sono bevuta questo racconto che immaginavo lungo invece è piuttosto breve. E' molto lontano dalla nostra mentalità moderna e dai romanzi odierni in cui c'è uno studio del personaggio di tipo psicol ...continua

    Mi sono bevuta questo racconto che immaginavo lungo invece è piuttosto breve. E' molto lontano dalla nostra mentalità moderna e dai romanzi odierni in cui c'è uno studio del personaggio di tipo psicologico. Qui si procede per allegorie e la narrazione ha una solennità che poco si immagina rispondente alla rozzezza dei popolani americani dell'epoca. Ma colpisce la forza delle passioni e la crudezza dello scontro fra bene e male che diventa ragione di vita più che aspirazione mistica. Su tutto si erge la figura dell'Adultera che finisce per essere temuta e quasi venerata. I due uomini, marito e amante, religione e demonio, amore e odio, sprofondano al confronto con lei. Sono miseri, caduchi, vacillanti e saranno infine spazzati via. Che dire della figlia Pearl? A me è risultata francamente antipatica.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    L’opera si apre con un’introduzione ‘La dogana’ che, oltre ad inquadrare la situazione e ad offrire una visione d’insieme di alcuni personaggi che non rientrano, però, nella vicenda narrata, serve per ...continua

    L’opera si apre con un’introduzione ‘La dogana’ che, oltre ad inquadrare la situazione e ad offrire una visione d’insieme di alcuni personaggi che non rientrano, però, nella vicenda narrata, serve per aprire il discorso proprio su quanto verrà in seguito descritto, partendo dal ritrovamento di un ”mistico emblema, una lettera A scarlatta finemente ricamata”, che collega il lettore ad una realtà legata alla cultura puritana, un mondo chiuso, rispettoso di regole ferree e inderogabili, per le quali si condanna pesantemente chiunque commetta anche un solo errore che non tenga conto della morale corrente.
    Ad un ambiente naturale che a volte emerge per la sua bellezza fa da contrasto quello cupo ed essenziale in cui vivono donne e uomini pronti a criticare chi esce dalle linee guida della loro società.
    Tre sono i personaggi principali molto diversi tra loro, due uomini, Roger, un vecchio medico chiuso nel suo mondo fatto di studi e di ricerche, ma pronto a vendicarsi, in modo subdolo, del torto subito; Arthur, un giovane prete con elevate aspirazioni in ambito religioso acclamato e adorato dai fedeli, ma incapace di affrontare i suoi doveri di uomo; Hester, ‘statua dell’ignominia’, una giovane donna che ha avuto l'ingenuità di credere all'amore per due volte, ritrovandosi sola con i suoi desideri, con la sua determinazione e con la piccola Perla, una bimba enigmatica ” reietta dal mondo infantile. Rampollo di male, emblema e frutto del peccato...", che sembra agire a suo piacimento influenzando, negativamente, il comportamento di chi le si avvicina, soprattutto perché ha difficoltà a confrontarsi con i suoi coetanei. Il fatto, poi, che non riesca a stabilire rapporti di amicizia reali, la induce ad immaginare un mondo ostile in cui proliferano figure nemiche pronte ad attaccarla e contro le quali è pronta a scaricare la sua carica repressa.
    Tutti i colpevoli sono macerati da un rimorso differente, vista la visione personale della vicenda che li ha coinvolti, non a caso “I tre formarono una catena elettrica” il cui anello centrale è Perla, un “elfo dispettoso”. Alla figura di Roger, altamente negativa nella sua malignità e nella sua malvagità, ben si contrappone quella di Helen che, anche se non suscita più sentimenti come l’Amore - la Passione - l’Affetto, sa vivere di un sentimento più profondo, il Pensiero, grazie al quale riesce a garantire a sé e alla piccola il rispetto della legge universale a dispetto di quella umana, mentre nulla può contro la perfidia del marito e l’inettitudine dell’amante, un uomo pusillanime lacerato da dubbi e incertezze. Ma lei è una donna conscia del suo operato e delle sue scelte, alla fine della sua tormentata storia con un valore aggiunto: essere stata fortificata dall’ingiustizia e dalla persecuzione.

    "Le ragioni non occorre cercarle lontano: furono la mia follia e la tua debolezza”.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Obsoleto

    Non è brutto, ma è veramente vecchio. Scritto da un uomo di 2 secoli fa e si vede. Mentre a un Tolstoj, un Balzac o un Flaubert non si riuscirebbe a datarli (a parte, ovviamente, i riferimenti al temp ...continua

    Non è brutto, ma è veramente vecchio. Scritto da un uomo di 2 secoli fa e si vede. Mentre a un Tolstoj, un Balzac o un Flaubert non si riuscirebbe a datarli (a parte, ovviamente, i riferimenti al tempo in cui vissero e operarono i loro personaggi), tanto le creature cui hanno dato vita sono (quasi) sempre attuali, in questo libro il vecchiume si sente proprio. E' quasi come se l'autore non raccontasse la realtà, ma l'idea che lui si è fatto della realtà; come se scrivesse di cose che ha sempre sentito, ma non lo riguardano direttamente e di cui si è fatto certe idee. Poi la figura del pastore è, per una donna moderna, odiosa, ipocrita non solo con gli altri, che sarebbe il meno (diciamo che in quel caso l'avrei considerato solo stronzo) ma con se stesso.

    ha scritto il 

  • 3

    letteralmente divorato in una giornata. 3 stelline perchè l'inizio è un po' noioso, lo stile è un po' faticoso e richiede concentrazione, ma tralasciando questi dettagli, il libro è grandioso e la vic ...continua

    letteralmente divorato in una giornata. 3 stelline perchè l'inizio è un po' noioso, lo stile è un po' faticoso e richiede concentrazione, ma tralasciando questi dettagli, il libro è grandioso e la vicenda intriga i lettore che non potrà fare a meno di divorarlo :-)

    ha scritto il 

  • 4

    Gruppo di lettura

    Un classico della letteratura nordamericana sulle prime comunità puritane del Nuovo Mondo.
    La scrittura di Hawthorne non è sempre fluente: alcuni passaggi sono pedanti e prolissi, e se non è detto che ...continua

    Un classico della letteratura nordamericana sulle prime comunità puritane del Nuovo Mondo.
    La scrittura di Hawthorne non è sempre fluente: alcuni passaggi sono pedanti e prolissi, e se non è detto che questo rallenti l'andatura, di certo smorza l'entusiasmo. Si tratta comunque di una scrittura eccellente, fine e ben cesellata.
    La storia offre moltissimi spunti di discussione: oltre al tema della colpa, della condanna e della redenzione, inaspettatamente si fanno avanti la pallida questione femminile, la stregoneria, l'amore e l'odio (ahimè, solo accennata).
    Una bella lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Un classico che non avevo ancora letto. L’ho recuperato grazie a un GdL anobiano. Mi è piaciuto leggerlo insieme, sono felice di averlo fatto, ma il romanzo non mi ha entusiasmata: ci sono alcuni mome ...continua

    Un classico che non avevo ancora letto. L’ho recuperato grazie a un GdL anobiano. Mi è piaciuto leggerlo insieme, sono felice di averlo fatto, ma il romanzo non mi ha entusiasmata: ci sono alcuni momenti felici e altri (troppi) faticosi, eccessivamente prolissi.
    Di Hawthorne ho apprezzato molto di più i racconti, meno famosi di questo romanzo, ma in cui raggiunge il suo vertice espressivo.

    Forse è paradossale, ma in tutta questa vicenda di colpa, redenzione, perdono, vigliaccheria, pentimento, punizione, passione, odio, ipocrisia, ecc. ecc., mi ha colpita, per la sua poeticità, un brano che sta proprio all’inizio del libro e che descrive un cespuglio di rose selvatiche cresciuto di fianco alla grigia prigione da cui prende il via tutta la vicenda. Questo:

    ”Davanti al brutto edificio, tra questo e la strada solcata dalle ruote dei carri, c’era uno spiazzo erboso in gran parte ricoperto da bardana, amaranto, belladonna, dulcamara e altre erbe del genere che trovano evidentemente congeniale quel suolo che così precocemente aveva prodotto il fiore nero della società civile, una prigione. Ma a un lato del portale, e radicato quasi sulla soglia, c’era un cespuglio di rose selvatiche, ricoperto in quel mese di giugno di gemme delicate, che parevano offrire la loro fragranza e la loro fragile bellezza al prigioniero che entrava e al criminale già condannato che andava incontro al proprio destino, a testimonianza che il cuore segreto della natura poteva compatirlo ed essergli gentile.
    (…)
    Trovandolo proprio sulla soglia della narrazione che da quell’infausto portale sta per prendere avvio, non ci restava che cogliere uno dei suoi fiori e offrirlo al lettore. Speriamo che possa servire a simboleggiare una dolce fioritura morale che forse incontreremo lungo il sentiero, oppure ad alleviare l’amara conclusione di un racconto di umana fragilità e dolore.”

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro assoluto della letteratura americana,nel libro troviamo passione,coraggio,altruismo,amore,gelosia,morte,tutti gli ingredienti che ne fanno uno dei testi da non perdere assolutamente.L'atmos ...continua

    Capolavoro assoluto della letteratura americana,nel libro troviamo passione,coraggio,altruismo,amore,gelosia,morte,tutti gli ingredienti che ne fanno uno dei testi da non perdere assolutamente.L'atmosfera che sa ricreare,i personaggi travolti dalla loro passione,gli eventi narrati con maestria,lo rendono una lettura viva e appassionante.

    ha scritto il 

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