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La lettera scarlatta

Di

Editore: Garzanti I Grandi Libri 118

3.6
(1288)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 242 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Tedesco , Coreano , Chi semplificata , Catalano , Danese , Sloveno , Norvegese , Polacco

Isbn-10: 8811581184 | Isbn-13: 9788811581185 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesco Valori

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , Cofanetto , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    Qualsiasi nuova colonia deve presto destinare una parte del suolo al cimitero e un’altra al carcere. Questo “racconto di umana fragilità e dolore”, ambientato fra “gente per cui religione e legge erano pressoché identiche, e nel cui carattere ambedue erano così intimamente fuse che i più leggeri ...continua

    Qualsiasi nuova colonia deve presto destinare una parte del suolo al cimitero e un’altra al carcere. Questo “racconto di umana fragilità e dolore”, ambientato fra “gente per cui religione e legge erano pressoché identiche, e nel cui carattere ambedue erano così intimamente fuse che i più leggeri come i più crudeli atti di disciplina pubblica erano parimenti considerati venerandi e terribili”, comincia con una giovane donna, Hester Prynne, che esce di prigione. Tiene in braccio la figlia di tre mesi. Sulla sua veste è stata cucita una grande lettera “A” di colore rosso. La donna è alta, “con una corporatura di perfetta eleganza” e lunghi capelli neri. Tutte le donne assiepate fuori dalla prigione avrebbero preteso una pena ben più cruenta per quella “peccatrice”.
    Gli spettatori dell’onta a cui è sottoposta Hester Prynne sono spiriti semplici, gente cupa e severa. Dominano le figure del governatore Billingham, del reverendo John Wilson, del giovane parroco Dimmesdale. La donna intravvede anche l’uomo con cui era partita dall’Inghilterra e che la ritrova proprio in quel momento: si fa chiamare Roger Chillingworth, ha nozioni di medicina arricchite dalla frequentazione dei pellerossa. Chillingworth non cerca vendetta sulla moglie: è consapevole di averla abbandonata e di non averla mai resa felice, ma vuol sapere chi abbia concepito la bambina. Lei rifiuta di dirglielo. Lui le assicura che lo scoprirà, e intanto pretende che la donna mantenga il segreto sul loro matrimonio...

    ha scritto il 

  • 3

    È un curioso tema di osservazione e di indagine se l'odio e l'amore non siano, in fondo, la stessa cosa. Ciascuno dei due, al limite estremo del suo sviluppo, presuppone un alto livello di intimità e di conoscenza del cuore; ciascuno dei due fa si che un individuo dipenda da un altro per nutrire ...continua

    È un curioso tema di osservazione e di indagine se l'odio e l'amore non siano, in fondo, la stessa cosa. Ciascuno dei due, al limite estremo del suo sviluppo, presuppone un alto livello di intimità e di conoscenza del cuore; ciascuno dei due fa si che un individuo dipenda da un altro per nutrire i suoi affetti e la sua vita spirituale; ciascuno dei due rende miserabile e desolato l'amante appassionato, o il non meno appassionato nemico, se gli viene a mancare l'oggetto. Da un punto di vista filosofico perciò le due passioni sembrano la stessa nell'essenza, soltanto che una viene vista in una luce celestiale e l'altra in un bagliore fosco e sinistro.

    ha scritto il 

  • 0

    È un curioso tema di osservazione e di indagine se l'odio e l'amore non siano, in fondo, la stessa cosa. Ciascuno dei due, al limite estremo del suo sviluppo, presuppone un alto livello di intimità e di conoscenza del cuore; ciascuno dei due fa si che un individuo dipenda da un altro per nutrire ...continua

    È un curioso tema di osservazione e di indagine se l'odio e l'amore non siano, in fondo, la stessa cosa. Ciascuno dei due, al limite estremo del suo sviluppo, presuppone un alto livello di intimità e di conoscenza del cuore; ciascuno dei due fa si che un individuo dipenda da un altro per nutrire i suoi affetti e la sua vita spirituale; ciascuno dei due rende miserabile e desolato l'amante appassionato, o il non meno appassionato nemico, se gli viene a mancare l'oggetto. Da un punto di vista filosofico perciò le due passioni sembrano la stessa nell'essenza, soltanto che una viene vista in una luce celestiale e l'altra in un bagliore fosco e sinistro.

    ha scritto il 

  • 4

    il meccanismo del dramma è strettamente legato al clima di rigido puritanesimo in cui era immersa la società della Nuova Inghilterra nella seconda metà del Seicento. Nonostante lo stretto rapporto di causa-effetto tra la situazione socioculturale della Boston seicentesca e i fatti narrati, uno sp ...continua

    il meccanismo del dramma è strettamente legato al clima di rigido puritanesimo in cui era immersa la società della Nuova Inghilterra nella seconda metà del Seicento. Nonostante lo stretto rapporto di causa-effetto tra la situazione socioculturale della Boston seicentesca e i fatti narrati, uno spaccato di una società dominata dai tabù, da superstizioni e dalla tragica fragilità dell’essere umano. L’isolamento di Hester la rende più consapevole di sé , del fatto di essere tagliata fuori dalla società che non ammette certi comportamenti e della precarietà dei rapporti umani. D’altra parte l’autore è nato a Salem in un luogo dove i puritani inglesi sono emigrati per fondare nuove comunità sul suolo americano e in questo romanzo la sua “ educazione” si riflette alla perfezione (sappiamo che Salem fu famosa per la caccia alle streghe) con un rimorso quanto mai evidente per i trascorsi dei suoi antenati. In un mondo in bianco e nero, dove tutto è buono o cattivo e le persone sono rinchiuse in un mondo senza perdono che sembra cancellare ogni colore, la lettera scarlatta di Hester racchiude ed emana il “proibito”, la vita, la passione, una gioia selvaggia che fa paura a chi non si lascia andare a qualsivoglia sentimento. E’ segno di una mente libera nonostante le restrizioni, ancor più se si pensa a chi sia il padre della piccola Pearl questo ci fa capire quanto chiusa sia la mentalità dell’epoca e anche qui si nota il tema del rimorso perché il padre della piccola alla fine rovina la sua stessa salute per via del rimorso.

    ha scritto il 

  • 3

    Un buon libro

    Niente di eccezionale ma un classico da leggere, a mio avviso. La storia più o meno la conosciamo tutti ma, per poco più di 100 pagine, consiglio la lettura del libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Un grande romanzo

    Pubblicato nel 1850, cioè nel cuore dell’età d’oro del romanzo, l’opera è un classico che porta benissimo il suo secolo e mezzo, anzi proprio la distanza temporale ce ne accresce le qualità: grandi personaggi, a cominciare dalla protagonista, Hesther Prynn, l’eroina che si trasforma nel corso del ...continua

    Pubblicato nel 1850, cioè nel cuore dell’età d’oro del romanzo, l’opera è un classico che porta benissimo il suo secolo e mezzo, anzi proprio la distanza temporale ce ne accresce le qualità: grandi personaggi, a cominciare dalla protagonista, Hesther Prynn, l’eroina che si trasforma nel corso della storia dalla donna esposta alla gogna in una metamorfosi che la vede giganteggiare per intensità e profondità di sentimenti. Ma tutta la vicenda si appoggia su un meccanismo tra i più forti dell’universo narrativo: il ribaltamento dei ruoli – l’adultera è innocente perché amava, mentre il marito paga alla fine con la morte solitaria una vita trascorsa nell’odio, nel desiderio di vendetta, nelle trame dell’ombra. Grande sequenza in apertura cui si contrappone il finale catartico, con la confessione pubblica ed espiatoria del pastore Dimmesdale, in una sorta di riconciliazione in articulo mortis con la donna che aveva pagato da sola la “colpa” dell’amore e con la figlia, la piccola Pearl che ne era stata la conseguenza.
    Chiaroscurale come ci si aspetta da un romanzo ottocentesco, il capolavoro di Hawthorne, senza esagerare nella cornice storica, ci lascia un ritratto della comunità puritana che ancora oggi ci intriga e ci inquieta – soprattutto perché ci fa meglio comprendere le origini profonde della società americana. Su tutto la genialità di quella grande lettera, la A, di volta in volta segno di infamia, ma alla fine segno del riscatto.
    Una lettura appassionante, una leggenda che dura ancora.

    ha scritto il 

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