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La lettera scarlatta

Di

Editore: Garzanti I Grandi Libri 118

3.7
(1272)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 242 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Tedesco , Coreano , Chi semplificata , Catalano , Danese , Sloveno , Norvegese , Polacco

Isbn-10: 8811581184 | Isbn-13: 9788811581185 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesco Valori

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , Cofanetto , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    Un grande romanzo

    Pubblicato nel 1850, cioè nel cuore dell’età d’oro del romanzo, l’opera è un classico che porta benissimo il suo secolo e mezzo, anzi proprio la distanza temporale ce ne accresce le qualità: grandi personaggi, a cominciare dalla protagonista, Hesther Prynn, l’eroina che si trasforma nel corso del ...continua

    Pubblicato nel 1850, cioè nel cuore dell’età d’oro del romanzo, l’opera è un classico che porta benissimo il suo secolo e mezzo, anzi proprio la distanza temporale ce ne accresce le qualità: grandi personaggi, a cominciare dalla protagonista, Hesther Prynn, l’eroina che si trasforma nel corso della storia dalla donna esposta alla gogna in una metamorfosi che la vede giganteggiare per intensità e profondità di sentimenti. Ma tutta la vicenda si appoggia su un meccanismo tra i più forti dell’universo narrativo: il ribaltamento dei ruoli – l’adultera è innocente perché amava, mentre il marito paga alla fine con la morte solitaria una vita trascorsa nell’odio, nel desiderio di vendetta, nelle trame dell’ombra. Grande sequenza in apertura cui si contrappone il finale catartico, con la confessione pubblica ed espiatoria del pastore Dimmesdale, in una sorta di riconciliazione in articulo mortis con la donna che aveva pagato da sola la “colpa” dell’amore e con la figlia, la piccola Pearl che ne era stata la conseguenza. Chiaroscurale come ci si aspetta da un romanzo ottocentesco, il capolavoro di Hawthorne, senza esagerare nella cornice storica, ci lascia un ritratto della comunità puritana che ancora oggi ci intriga e ci inquieta – soprattutto perché ci fa meglio comprendere le origini profonde della società americana. Su tutto la genialità di quella grande lettera, la A, di volta in volta segno di infamia, ma alla fine segno del riscatto. Una lettura appassionante, una leggenda che dura ancora.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho avuto l'ennesima conferma: amo i classici.
    Sin dalle prime pagine ho preso una posizione a favore della protagonista, Hester Pryenne, che viene incolpata di adulterio: essa infatti ha messo alla luce una bambina, Perla, nonostante suo marito sia lontano parecchio tempo dalla città.
    Non mi asp ...continua

    Ho avuto l'ennesima conferma: amo i classici. Sin dalle prime pagine ho preso una posizione a favore della protagonista, Hester Pryenne, che viene incolpata di adulterio: essa infatti ha messo alla luce una bambina, Perla, nonostante suo marito sia lontano parecchio tempo dalla città. Non mi aspettavo una lettura tanto piacevole. A parer mio, la storia è scritta perfettamente. I sentimenti dei personaggi traspaiono in modo chiaro e interessante. Il finale è all'altezza di tutta la storia e, ha una morale proprio come piace a me.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro scritto nel 1850 e racconta della Nuova Inghilterra (Boston) intorno al 1650
    Se dovessimo riassumerlo in due parole: vendetta e redenzione dei due principali personaggi maschili (anche se la colpa ai giorni nostri farebbe sorridere)
    Ma l'eroina del libro è Hester, donna volitiva e senza ...continua

    Un libro scritto nel 1850 e racconta della Nuova Inghilterra (Boston) intorno al 1650 Se dovessimo riassumerlo in due parole: vendetta e redenzione dei due principali personaggi maschili (anche se la colpa ai giorni nostri farebbe sorridere) Ma l'eroina del libro è Hester, donna volitiva e senza dubbio molto moderna che con la sua piccola Pearl nonostante le prove inferte dal destino riesce a cavarsela con le proprie forze.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Un romanzo toccante, un viaggio nella società puritana dei primi coloni americani, intollerante e chiusa alle novità. Esther, giovane donna in cui marito è rimasto in Inghilterra, giunge in America dando una scossa alla vita della cittadina, rimanendo incinta... Nessuno riesce a farle rivelare ch ...continua

    Un romanzo toccante, un viaggio nella società puritana dei primi coloni americani, intollerante e chiusa alle novità. Esther, giovane donna in cui marito è rimasto in Inghilterra, giunge in America dando una scossa alla vita della cittadina, rimanendo incinta... Nessuno riesce a farle rivelare chi sia il padre del bambino, e viene marchiata con una A rossa ricamata sul petto del vestito, A come Adultera. Esther porta a termine la gravidanza, e Perla porta un pò di gioia nella sua vita. Ma è quando il marito, creduto morto in un naufragio, arriva come medico in città che le cose peggiorano: l'uomo nota che il reverendo Dimmesdale si comporta in modo strano, si sta lasciando andare e pare vivere nella paura e nell'ansia... E quando Esther si incontra con Dimmesdale nella radura sciogliendo i capelli e facendogli conoscere Perla, è chiaro che il padre sia lui. Alla fine la verità verrà fuori, e il prete morirà in pace con sé stesso per aver espiato la sua colpa mentre Esther se ne va con Perla. Il finale è la parte che più mi ha fatto piangere: una donna che torna a vivere in quella casa vicino alla radura, una donna che sembra proprio Esther, che dopo anni passati a cucire vestitini (per la nipotina, forse?) muore nel silenzio tra quelle quattro mura... E sepolta vicino a un'altra lapide, una lapide di un uomo di chiesa, e coperta dalla stessa pietra tombale: alla fine, nell'aldilà, si sono ritrovati <3 Una scrittura scorrevole anche se un pò lenta, che tenta in ogni modo di non far intuire la verità che nasconde su Esther e il suo amante segreto, ma emozionante, delicata, che nonostante tutto non giustifica la condotta dell'adultera. Stupendo, uno dei miei libri preferiti ^^ e Dimmesdale non è proprio niente male *.*

    ha scritto il 

  • 4

    Siate sinceri! Siate sempre sinceri...

    "Non c’è uomo che a forza di portare una maschera, non finisca per assimilare a questa anche il suo vero volto. "


    Ho sperato, ho pianto ma anche se il finale non rispecchia il mio desiderio lo trovo un bellissimo romanzo.
    Al contrario di molti non lo trovo noioso, anzi entra subito nel v ...continua

    "Non c’è uomo che a forza di portare una maschera, non finisca per assimilare a questa anche il suo vero volto. "

    Ho sperato, ho pianto ma anche se il finale non rispecchia il mio desiderio lo trovo un bellissimo romanzo. Al contrario di molti non lo trovo noioso, anzi entra subito nel vivo e la narrazione mantiene un ritmo serrato. Mi è piaciuta la figura di Ester, forte, orgogliosa, passionale, non si fa mai vedere sofferente anzi talvolta è sprezzante, dimostra di essere superiore a coloro che la giudicano facendo opere di carità e del bene. Interessante la figura di Dimmesdale, nonostante sia "debole" è un personaggio per cui ho provato simpatia, ma niente Hawthorne ha deciso diversamente...

    ha scritto il 

  • 3

    "Non c’è uomo che a forza di portare una maschera, non finisca per assimilare a questa anche il suo vero volto. "

    Onestamente avevo iniziato questo libro con molte aspettative che sono rimaste in parte deluse. La scrittura è notevole, anche a se a volte risulta essere un po' pesante e la storia è sicuramente piena di buoni spunti. Il tutto però scorre lento e risulta poco avvincente e trascinante anche se ci ...continua

    Onestamente avevo iniziato questo libro con molte aspettative che sono rimaste in parte deluse. La scrittura è notevole, anche a se a volte risulta essere un po' pesante e la storia è sicuramente piena di buoni spunti. Il tutto però scorre lento e risulta poco avvincente e trascinante anche se ciò è compensato dall'ottima caratterizzazione dei personaggi. Hawthorne, pur criticando la puritana società dell'epoca, non si schiera mai apertamente a favore di Ester, nè la condanna, lasciando al lettore la scelta di assolverla o meno. Apprezzabile il finale. *** 1/2

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho letto tantissimi anni fa, quando ero poco più di una bambina, e ricordo perfettamente di averlo apprezzato moltissimo, almeno con la parte adolescenziale di me. Lo rileggerò senz'altro, perchè vorrei inserire anche la mia recensione "adulta" e "consapevole".

    ha scritto il 

  • 3

    Carino ma niente di eccezionale..però ha un buon potenziale. Non mi è piaciuto molto il modo in cui è scritto, forse è colpa della traduzione non saprei. Cosa che a me da un fastidio enorme: nomi italianizzati.

    ha scritto il 

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