Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La letteratura invisibile

Infanzia e libri per bambini

Di ,

Editore: Carocci

3.9
(16)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 219 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8843060279 | Isbn-13: 9788843060276 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Children , Education & Teaching , Non-fiction

Ti piace La letteratura invisibile?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Il volume nasce dalla constatazione di un paradosso: la quasi totale assenza - l'invisibilità - della letteratura per l'infanzia negli scaffali della saggistica mentre essa è più che mai vitale e gode di singolare fortuna in mezzo e insieme alle altre letterature. Il dubbio, particolarmente forte in ambito pedagogico, è che la marginalità che caratterizza la letteratura per l'infanzia e la scarsa attenzione critica ad essa prestata siano legate non ad una sua presunta semplicità, bensì ad una sua poco riconosciuta complessità. Gli autori presentano riflessioni e proposte d'indagini intorno a temi, metafore, figure, forme tipiche di questa letteratura, affrontando la sfida di mostrarla nei suoi legami inscindibili con l'immaginario, con riferimenti al passato e urgenza di capirne i risvolti più attuali. Con la convinzione che studiare i libri per bambini sia necessario per comprendere non solo quelli, ma anche molto del nostro mondo e di noi stessi.
Ordina per
  • 5

    Letteratura per l'infanzia letteratura di serie A

    Il libro raccoglie sei saggi incentrati sull'importanza della letteratura per l'infanzia e le sue contaminazioni ... Consigliato per chi crede che Peter Pan ed Alice nel paese delle meraviglie siano più che libri!

    ha scritto il 

  • 4

    L’infanzia alle origini della civiltà contemporanea

    Una raccolta di saggi che fa luce sulla letteratura per l’infanzia e ne dimostra la grande importanza per lo sviluppo della cultura occidentale contemporanea. Il titolo è molto significativo: la letteratura per l’infanzia, soprattutto agli occhi della critica letteraria, è spesso invisibile, asse ...continua

    Una raccolta di saggi che fa luce sulla letteratura per l’infanzia e ne dimostra la grande importanza per lo sviluppo della cultura occidentale contemporanea. Il titolo è molto significativo: la letteratura per l’infanzia, soprattutto agli occhi della critica letteraria, è spesso invisibile, assente, non viene presa in considerazione sul serio.

    I saggi, diversi per argomenti ma tutti accomunati da una visione unitaria del problema (derivata dalla scuola di Antonio Faeti), aiutano a capire perché questa invisibilità non ha senso: «l’infanzia e la letteratura per l’infanzia si collocano al centro, per quanto in modo inconsapevole, poco analizzato e ufficialmente non dichiarato, della nostra identità occidentale contemporanea» (p. 13). Lo hanno capito e mostrato a tutto il mondo gli organizzatori della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra 2012, che hanno dedicato una parte centrale dello spettacolo proprio ai bambini e alla rievocazione dei più grandi successi della letteratura per ragazzi del periodo immediatamente successivo alla seconda rivoluzione industriale: passando da Alice nel Paese delle Meraviglie a Mary Poppins, gli inglesi hanno mostrato al mondo che questa letteratura è intimamente connessa con la società contemporanea, situandosi alle sue radici, e che non è possibile ignorarne la portata.

    Tra i saggi che compongono il volume (tutti degni di nota e di utile lettura), quello di apertura di Giorgia Grilli è forse il più illuminante, proprio perché affronta il problema al suo nocciolo, indagando in modo approfondito le origini della moderna letteratura per l’infanzia, collocabili proprio in Inghilterra all’epoca della grande rivoluzione industriale, che mutò radicalmente la visione del mondo e il modo di vivere della nostra civiltà. Il punto cardine della teoria della Grilli è che vi è una certa assonanza tra l’evoluzionismo di Darwin e la letteratura per l’infanzia del tempo: «Darwin si affidò alla scienza per offrire una rappresentazione del mondo diversa da quella che al suo tempo era ritenuta ufficiale. E la letteratura per l’infanzia e le sue teorie, che esplosero e si svilupparono praticamente insieme come fenomeno, prendendo corpo negli stessi anni e nello stesso ambiente (la gran parte degli indiscussi classici per bambini fu scritta in ambito anglosassone nella seconda metà dell’Ottocento e all’inizio del Novecento), in fondo prospettavano una visione molto simile del mondo, che poteva sembrare strana, fantastica, o sconvolgente e inedita, ma che a ben vedere non era né inventata né nuova perché nasceva dal recupero di qualcosa di passato» (p. 41). E ancora: «La miglior letteratura per l’infanzia e la scienza darwiniana nascono, entrambe, per dare voce a un’apertura, a un’ipotesi, a un dubbio, più che a un’asserzione finale, si sviluppano per esplorare qualcosa di possibile, più che di attuale. E nel far questo contribuiscono a cambiare la mente, a sciogliere la rigidità del sapere ufficiale [...]. Perché parlano, in maniera teorica o narrativa, della stessa cosa: del divenire, anziché dell’essere» (p. 27). L’evoluzionismo di Darwin , che parte da una minuziosa osservazione della realtà della natura, esplora, in sostanza, una possibilità evolutiva che si è concretizzata, in mezzo a una miriade di altre possibilità evolutive: in questo senso, creature come elfi, fate, troll e orchetti sono soltanto analoghe ipotesi di trasformazione, che avrebbero potuto concretizzarsi al pari di quella che si è rivelata vincente. Il mondo fantastico della narrazione parla dunque di realtà possibili, alternative, solo apparentemente molto distanti dalla nostra. Il saggio della Grilli, oltre a manifestare in modo mirabile tanti dei motivi per cui la letteratura per l’infanzia non merita di restare invisibile, tocca dunque quel prolifico terreno di scambio tra narrazione e scienza, dimostrando ancora una volta che tra i due mondi i ponti ci sono e gli scambi sono molto frequenti.

    Bello anche il saggio di Emy Beseghi, che indaga e ripercorre, attraverso alcuni grandi classici di ogni tempo, alcune aree tematiche care alla letteratura per l’infanzia (le grandi domande; il viaggiare oltre lo specchio della realtà; il volare con le ali del puer; i giardini segreti e le isole misteriose; il tema dell’essere orfani; per finire con le nuove frontiere della letteratura per l’infanzia, simboleggiate dal libro La straordinaria invenzione di Hugo Cabret di Brian Selznick), incentrando l’analisi dalla parte del lettore bambino: «Dare un’attenzione privilegiata al lettore significa permettere al libro di continuare a parlare. Ed è con questo esigente, imprevedibile e misterioso visitatore del testo, che ribalta intenzioni adulte e fa balenare nuove verità, che diventa indispensabile dialogare. Di fronte a un’ondata commerciale che si rivolge a un immaginario ripulito e asettico, depurato da più libere fruizioni, l’infanzia continua a preferire le spregiudicate invenzioni narrative di Dahl, che non teme di dialogare con il mondo controverso e sfuggente dei bambini» (p. 85).

    Anche gli altri saggi contribuiscono a illuminare alcune zone d’ombra, segnalando al lettore argomenti che sono connessi con la letteratura per l’infanzia e che meriterebbero senza dubbio opportuni approfondimenti: il legami con poesia, fiaba e romanzo di formazione (Milena Bernardi); i generi narrativi tra letteratura e paraletteratura (William Grandi); il dialogo tra testo e figura nei libri per i più piccoli (Marcella Terrusi); le contaminazioni con le nuove forme di media, dai videogame alla televisione (Anna Antoniazzi).

    Nel complesso, un volume utilissimo che contribuisce a far conoscere, oltre ai segreti della “letteratura invisibile”, una scuola ben viva che, sulle tracce del maestro Antonio Faeti, ha il merito di perseverare nello sforzo di disvelamento di questa stessa letteratura, con illuminanti riflessioni che aprono piste di ricerca e di interpretazioni assai affascinanti, sempre nel segno dell’amore per il giovane lettore e il suo futuro.

    ha scritto il 

  • 4

    e' una raccolta di saggi che permette di fare il punto sulla situazione della letteratura dell'infanzia. molto belli il saggio di giorgia grilli, incredibile ed affascinante il suo parallelismo fra darwin, l'evoluzionismo e la nascita della letteratura dell'infanzia, e il testo di emy beseghi che ...continua

    e' una raccolta di saggi che permette di fare il punto sulla situazione della letteratura dell'infanzia. molto belli il saggio di giorgia grilli, incredibile ed affascinante il suo parallelismo fra darwin, l'evoluzionismo e la nascita della letteratura dell'infanzia, e il testo di emy beseghi che partendo da alcuni temi forti scelti fra i "libri delle origini" segue il continuo aggiornamento negli anni: dal "piccolo principe", regno di ogni domanda, al "libro di tutte le cose", dal "giardino segreto" all' "isola misteriosa" scopriamo perche' abbiamo amato certi libri e perche' continuiamo ad amarli.

    ha scritto il 

  • 0

    dalla seconda di copertina

    Il volume nasce dalla constatazione di un paradosso: la quasi totale assenza l'invisibilità - della letteratura per l'infanzia negli scaffali della saggistica mentre essa è più che mai vitale e gode di singolare fortuna in mezzo e insieme alle altre letterature. Il dubbio, particolarmente forte i ...continua

    Il volume nasce dalla constatazione di un paradosso: la quasi totale assenza l'invisibilità - della letteratura per l'infanzia negli scaffali della saggistica mentre essa è più che mai vitale e gode di singolare fortuna in mezzo e insieme alle altre letterature. Il dubbio, particolarmente forte in ambito pedagogico, è che la marginalità che caratterizza la letteratura per l'infanzia e la scarsa attenzione critica ad essa prestata siano legate non ad una sua presunta semplicità, bensì ad una sua poco riconosciuta complessità. Gli autori presentano riflessioni e proposte d'indagine intorno a temi, metafore, figure, forme tipiche di questa letteratura, affrontando la sfida di mostrarla nei suoi legami inscindibili con l'immaginario, tra riferimenti al passato e urgenza di capirne i risvolti più attuali. Con la convinzione che studiare i libri per bambini sia necessario per comprendere non solo quelli, ma anche molto del nostro mondo e di noi stessi.

    ha scritto il