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La lettrice di tarocchi

Di

Editore: Longanesi

3.5
(69)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 496 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8830433977 | Isbn-13: 9788830433977 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Romance

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Descrizione del libro
Le carte non mentono, a loro ho sempre chiesto lumi sul futuro. Ma perché non ho saputo leggerne tutti i segnali? Ancora una volta sono accanto alla mia signora, Caterina, la figlia illegittima e più amata del crudele duca di Milano Galeazzo Sforza, che solo davanti alla sua bellezza e al suo coraggio era capace di gesti di tenerezza paterna. Sono accanto a lei come lo sono sempre stata, quando combatteva con la forza e l'abilità di un uomo e quando amava con la dolcezza e la passione di una donna. Qui, nella Rocca di Ravaldino, mentre fuori infuria la battaglia, arrivano le prime, sconfortanti notizie: Imola si è arresa al mortale nemico di Caterina, il duca Cesare Borgia, e ormai la fine della mia adorata signora è vicina. Le carte non mentono; adesso è uscita la Torre e nel rumore assordante dell' l'artiglieria rivedo la nostra fine e il nostro inizio. E la mente torna al passato che abbiamo condiviso, a partire dalla nostra infanzia nel castello di Milano, quando io, Dea, trovatella di origini oscure, venni accolta alla corte degli Sforza dal grande cuore di Bona, moglie di Galeazzo, per crescere con i suoi figli legittimi e illegittimi, e lì legai per sempre il mio destino a quello di Caterina, del cui cuore io sola conosco le pieghe più recondite. Ma le carte non mentono...
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Niente da fare, la Kalogridis proprio non ci riesce a replicare quanto fatto in Alla corte dei Borgia: un libro così assurdo da fare il giro e diventare divertente. Dopo la delusione de La Regina Male ...continua

    Niente da fare, la Kalogridis proprio non ci riesce a replicare quanto fatto in Alla corte dei Borgia: un libro così assurdo da fare il giro e diventare divertente. Dopo la delusione de La Regina Maledetta avevo sperato che il ritorno al Rinascimento italiano potesse aiutarla.
    Mi sbagliavo.
    Per quello che mi riguarda Jeanne Kalogridis rappresenta un po' il sunto di quello che un autore non dovrebbe essere: non sembra sicura di quello che vuole trasmettere al lettore, non riesce a capire quando le storie d'amore o di sesso stonano, ha serissimi problemi a rendere i personaggi complessi, non capisce che gli antagonisti possono essere interessanti e molto spesso si scorda dove abita la coerenza.
    In ambito storico sono più confusa: accanto a sfondoni pazzeschi c'è cura nei dettagli, come il fatto che non furono i Borgia ad usare i figli di Caterina come arma di ricatto, salvo sentirsi rispondere che aveva i mezzi per farne altri.
    Ad ogni modo questo libro è un po' un fallimento su tutti i fronti.

    La protagonista è Dorotea, detta Dea, un'Emerita Figlia di Nessuno. Nonostante questo è stata informalmente adottata da Bona di Savoia, moglie di Galeazzo Sforza e matrigna di Caterina, e cresciuta insieme ai figli legittimi e illegittimi del conte.
    Dorotea è un personaggio molto noioso, probabilmente perchè si tratta di una donna durante il Rinascimento, senza particolari grilli per la testa e piuttosto bigotta. La sua unica funzione è raccontarci la vita di Caterina Sforza, di cui diventa dama di compagnia, al punto che ad un certo punto ti chiedi perchè la protagonista non è direttamente Caterina: sue sono le azioni, suoi sono i piani, sua è la trama... mentre Dorotea è lì per scandalizzarsi e non capire.
    Ma Dea è speciale: è figlia di una lettrice di tarocchi francese, e dalla madre ha ereditato il Dono. Cosa potrà mai fare, con questa mirabolante capacità? La risposta è assolutamente niente.
    Da un libro che si intitola La Lettrice di Tarocchi uno si aspetta che le carte vengano lette più di cinque volte, e che la cosa abbia un ruolo, ma questo è un simpatico errore dell'edizione italiana a cui il titolo originale (The Scarlett Contessa) evidentemente faceva schifo.

    Ma il succo non cambia: Dea è una fanciulla tanto speciale quanto inutile, e il suo apporto agli aventi zero assoluto. Solo alla fine potrebbe fare qualcosa (uccidere Cesare Borgia) ma cambia idea e non lo fa.
    Per il resto non si capisce come mai tutti la amino considerando che si tratta di una donna dalla personalità incredibilmente scialba: i Medici vorrebbero adottarla (Lorenzo in primis); Caterina Sforza non può vivere senza di lei; Rodrigo vuole farsela appena la vede; Cesare non la ammazza all'istante anche se lei ha provato ad ucciderlo...
    Cavolo, almeno Sancia era divertente della sua incosistenza. Dorotea è solo noiosa.
    E ha serissimi problemi nelle conversazioni: chiede ad un tizio notizie della famiglia:
    "Questo, non lo so", rispose. "Sono orfano"
    "Che coincidenza! Anch'io."

    Finissimo dialogo. Come ha commentato mia sorella: la risposta che ti fa sembrare un essere umano senziente è qualcosa sullo stile "Mi dispiace, so cosa si prova" e non "Che coincidenza! Anch'io".
    Classici dialoghi deliranti in stile Kalogridis.
    Ma per me l'esempio della sua confusione ed incapacità di scrittura si trova verso l'inizio, quando descrive la povera Bona.
    Dio le aveva conferito una corporatura robusta, arti tozzi, un collo corto e grosso che le rimpiccioliva il volto largo. Non era brutta - il naso era corto e rotondo, la pelle fine e morbida come cipria, i denti piccoli e regolari - ma aveva una fronte bassa con sopracciglia folte e imponenti. Aveva un profilo piatto, gli occhi disanziati, un mento piccolo che si perdeva nelle pieghe di grasso acquisite dopo la nascita del primo figlio.

    Ora, io non sono una scrittrice, ma come lettrice ritengo che ci siano altri modi di descrivere una donna non bella ma comunque gradevole: cara Kalogridis, non puoi dirmi che non è brutta e poi descriverla così perchè l'hai dipinta mostruosa.
    Il livello di coerenza qui applicato si ritrova anche nelle psicologie dei personaggi, col risultato che non si capisce mai se sono buoni, cattivi, intelligenti, stupidi, sinceri, bugiardi.
    Alla fine ho semplicemente pensato che fossero una manica di idioti, e tutto tornava.

    Ma Caterina? Partiamo dal presupposto che Caterina Sforza nella vita vera è stata una donna cazzutissima. L'avevano soprannominata la Tigre di Forlì, roba che solo Sandokan è stato abbastanza badass da avere un nome simile e solo perchè è un personaggio inventato.
    Qui? Qui la Kalogridis sembra pensare che una donna abbia solo un modo per affermarsi: andare a letto con più gente possibile con il minimo coinvolgimento emotivo possibile. Caterina ottiene quello che vuole aprendo le gambe: gli uomini la desiderano, e lei sfrutta la cosa per divertirsi e manipolare come se non fosse lei quella che ha più da perdere con una condotta simile.
    Tant'è che alla fine l'antagonismo coi Borgia non nasce solo dalla politica ma dal fatto che Caterina ha troncato di sua iniziativa la relazione con Rodrigo, umiliandolo e garantendosi il risentimento eterno dell'uomo che, si sa, nella vita altro non aveva da fare che vendicarsi di un'ex-amante. Ma no, quasi è più importante la storiella con la Sforza di quella con Giulia Farnese.
    Le sue imprese militari sono descritte molto male, e veniamo informati velocissimamente di come abbia avuto un po' di esperienza in materia. Personalmente credo che la Kalogridis si intenda poco e niente di strategia e simili e abbia sorvolato per non tirare sfondoni, ma la butto qui come mera teoria personale.

    Altro momento bellissimo e WTF completo è quello in cui Caterina cede ai Borgia, a Forlì.
    Ricordiamo che stiamo parlando di Caterina Sforza, che quando le dissero di arrendersi o avrebbero ucciso i suoi figli si tirò su le sottane urlando "Fate pure, Dio mi ha dato modo di farne altri dieci" o qualcosa di simile.
    Ma quando Dorotea viene fatta prigioniera da Cesare le cose cambiano.
    "Le è stato garantito un salvacondotto a condizione che mi arrendessi."

    Per i figli assolutamente no, ma per la dama di compagnia sì.
    Coerenza, where are you?
    Da un lato vorrei ridere, dall'altro... ma perchè appiattire così le personalità interessanti, le vicende che ci fanno pensare che la Storia è bella?
    Oh, ad un certo punto poi salta fuori che Dorotea è figlia illegittima di Galeazzo e quindi sorellastra di Caterina. Ci può anche stare, ma considerando che gli altri figli naturali lo sapevano ed erano stati trattati di conseguenza... perchè lei no? Puzzava, forse?

    Poi c'è anche tutta una sottotrama in cui Lorenzo de Medici e famiglia fanno parte di un gruppo mistico di stregoni (ma non sono eretici, eh, parlano con gli angeli), che cercano conoscenze e provano ad influire sugli eventi in questo modo. Che l'innamorato di Doroea, Luca, è stato mandato da Girolamo Riario per cercare di portarlo verso la luce... tutta roba che viene buttata lì e mai risolta del tutto perchè, evidentemente, Dorotea che raggiunge l'orgasmo è più interessante.

    La capacità della Kalogridis di destreggiarsi tra protagonisti ed antagonisti è sempre mirabile: qui, per qualche motivo, le donne sono tutte buone (unica con un minimo di complessità: Caterina), spesso vittime di uomini malvagi. Capire l'allineamento dei personaggi maschili è più semplice: escludendone tre (Lorenzo, Cesare e Feo) se sono belli sono buoni e se sono brutti sono cattivi. Una cosa che mi aspetto nelle favole, non in libri moderni per adulti, che hanno pure la pretesa di essere presi seriamente.

    Morale della favola? Un libro noioso, con una protagonista inutile e detestabile, che appiattisce tutte le vicende che tocca.

    ha scritto il 

  • 1

    L'ho acquistato perché avevo voglia di leggere qualcosa di diverso,un romanzo sui Borgia mi mancava,in più c'era l'alone un pò mistico dei tarocchi che sembrava dare un tocco in più alla trama.
    La scr ...continua

    L'ho acquistato perché avevo voglia di leggere qualcosa di diverso,un romanzo sui Borgia mi mancava,in più c'era l'alone un pò mistico dei tarocchi che sembrava dare un tocco in più alla trama.
    La scrittura non è male anche se è un libro che non mi ha fatto impazzire,certi dettagli cruenti non mi sono piaciuti. Pensavo meglio.

    ha scritto il 

  • 3

    Non bello come "Alla corte dei Borgia "

    La storia di Caterina Sforza e della sua dama di compagnia non mi ha affascinato per niente. La nobile viene descritta come una donna che soddisfa i suoi appetiti. L'ho trovato privo di contenuti e la ...continua

    La storia di Caterina Sforza e della sua dama di compagnia non mi ha affascinato per niente. La nobile viene descritta come una donna che soddisfa i suoi appetiti. L'ho trovato privo di contenuti e la figura principale non mi fa nessuna simpatia.

    ha scritto il 

  • 4

    CATERINA SFORZA..UNA DONNA E UNA GUERRIERA

    Anche questa volta la signora Kalogridis non si è smentita.
    ormai ben ambientata nell'atmosfera rinascimentale, ci regala un altro ritratto di donna dai contorni netti e solidi: Caterina Sforza!
    la vi ...continua

    Anche questa volta la signora Kalogridis non si è smentita.
    ormai ben ambientata nell'atmosfera rinascimentale, ci regala un altro ritratto di donna dai contorni netti e solidi: Caterina Sforza!
    la vicenda narrata in prima persona dalla sua dama di compagnia Dea, ripercorre le tappe salienti della vita di Caterina: dalla nascita fino alla sua disfatta per merito della famiglia Borgia.
    Amori, passioni e soprattutto astuzia e giochi di potere, contraddistinguono questo libro.

    per gli appassionati del genere, da non perdere!

    ha scritto il 

  • 3

    carino, da 3 e 1/2!

    Dea, dama di compagnia di Caterina Sforza ci racconta la storia della sua signora a cui è legata da un inesorabile destino; insieme vivranno gioie e dolori nei fasti delle corti italiane del rinascime ...continua

    Dea, dama di compagnia di Caterina Sforza ci racconta la storia della sua signora a cui è legata da un inesorabile destino; insieme vivranno gioie e dolori nei fasti delle corti italiane del rinascimento, tra vita quotidiana,amori, morte,e un pizzico di mistero; Dea infatti ha un dono...
    Scorrevole, lo stile della Kalogridis è sempre molto piacevole, e i suoi romanzi storici sono sempre molto coinvolgenti. Da questo onestamente mi aspettavo qualcosa di più..

    ha scritto il 

  • 3

    Non l'ho capito. Storicamente non troppo attendibile, ma ci può stare ai fini dell'intreccio, è solo che non ho ben compreso che necessità c'era di inserire un angelo nella trama.
    Un angelo che alla f ...continua

    Non l'ho capito. Storicamente non troppo attendibile, ma ci può stare ai fini dell'intreccio, è solo che non ho ben compreso che necessità c'era di inserire un angelo nella trama.
    Un angelo che alla fine non serve a nulla.

    ha scritto il 

  • 3

    Qui la recensione completa: http://bookland89.blogspot.it/2013/09/recensione-la-lettrice-di-tarocchi-di.htm

    ......... Che dire, le premesse di questo romanzo sono fantastiche perché storicamente Cater ...continua

    Qui la recensione completa: http://bookland89.blogspot.it/2013/09/recensione-la-lettrice-di-tarocchi-di.htm

    ......... Che dire, le premesse di questo romanzo sono fantastiche perché storicamente Caterina è una figura femminile leggendaria: ama le armi e la caccia, è decisa e combattiva ma anche fragile ed incerta. Una donna nata del sesso sbagliato, oppure una ragazza nata nell'epoca sbagliata e che ha mostrato una resistenza sorprendente nel mondo maschilista della seconda metà 1400.
    Tutte le figure femminili del romanzo sono descritte in modo eccellente: da Bona Sforza, moglie di Galeazzo Maria Sforza tradita numerosissime volte ma che tiene alta la sua dignità, a Dea, un'umile dama di compagnia con un destino particolare legato ad una società segreta.
    Al contrario ho trovato le figure maschili sono un po' troppo in opposizione perché, se da una parte c'è Galeazzo Maria Sforza che è dipinto come un uomo brutale con le donne e con coloro che lo circondano, sempre altero e prepotente, dall'altra c'è Lorenzo de Medici così gentile e comprensivo con tutti. ......

    ha scritto il 

  • 2

    Amo la Kalogridis ma in questo libro non ho trovato la stessa magia degli altri.
    E' prolisso, si dilunga molto su dettagli che potrebbero essere tranquillamente sorvolati, sembra che l'autrice non abb ...continua

    Amo la Kalogridis ma in questo libro non ho trovato la stessa magia degli altri.
    E' prolisso, si dilunga molto su dettagli che potrebbero essere tranquillamente sorvolati, sembra che l'autrice non abbia ben chiara l'azione che devono intraprendere i personaggi e si focalizzi su particolari di scarso interesse per lo svolgimento della storia; in pratica questo romanzo non riesce a ingranare.
    Non posso che dare due stelline, spero sia solo un'incidente di percorso perchè l'autrice è e rimane una delle mie preferite.

    ha scritto il