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La lezione di anatomia

Di

Editore: Einaudi

3.7
(441)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 239 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8806190733 | Isbn-13: 9788806190736 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Vincenzo Mantovani

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Health, Mind & Body

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Descrizione del libro
Lo scrittore Nathan Zuckerman è prostrato da una misteriosa malattia, che inizia dal collo e dalle spalle e invade tutto il corpo. La sua principale occupazione è vagare da un medico all'altro, ma nessuno riesce a scoprire la causa del suo tormento. Per evitare che tutti i tormenti si trasformino in incubo, cerca di trovare le cause al suo dolore in qualcosa di reale e concreto: suo fratello, ad esempio, lo accusa di aver provocato la morte dei loro genitori con la pubblicazione del suo astioso bestseller. Decide infine di fuggire da New York e di iscriversi alla facoltà di medicina per colmare i vuoti della sua professione di scrittore, ma i guai che incontra sono peggiori di quelli che fugge.
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  • 4

    Mi sono spaccato in due quando Zuckerman finge d'essere Milton Appeal il pornografo!

    Roth dimostra il suo genio descrivendo in modo assolutamente perfetto la natura dell'uomo ebreo:
    "...l'ebreo scatenato, un animale tanto divorato dalla propria nuova fame insaziabile da azzannarsi la ...continua

    Mi sono spaccato in due quando Zuckerman finge d'essere Milton Appeal il pornografo!

    Roth dimostra il suo genio descrivendo in modo assolutamente perfetto la natura dell'uomo ebreo:
    "...l'ebreo scatenato, un animale tanto divorato dalla propria nuova fame insaziabile da azzannarsi la coda da sé e godersi l'inquietante sapore di se stesso pur seguitando a lagnarsi, con alte grida, del tormento che le proprie zanne gli infliggono".

    ha scritto il 

  • 5

    "Riusciranno a capire i nostri posteri che, verso la metà del ventesimo secolo, in questa enorme, fiacca, smidollata democrazia, un padre - e neanche un padre illustre, di grande cultura o di dimostrabile potere - poteva ancora assumere la statura di un padre in un racconto di Kafka?"

    ha scritto il 

  • 3

    partiamo dal fatto che il libro è scritto in maniera magistrale (e complimenti alla traduzione italiana).


    la storia rientra nella saga di Zuckerman, ed in questo caso non c'è una vera trama a farla da padrone. è un volume di transizione, tutto è stato già fatto. "Carnovsky" è ancora l'incu ...continua

    partiamo dal fatto che il libro è scritto in maniera magistrale (e complimenti alla traduzione italiana).

    la storia rientra nella saga di Zuckerman, ed in questo caso non c'è una vera trama a farla da padrone. è un volume di transizione, tutto è stato già fatto. "Carnovsky" è ancora l'incubo del suo autore, che rimasto orfano, allenta anche i rapporti col fratello che mai gli ha perdonato questo libro. ha un dolore alla spalla che nessun tipo di medico è riuscito nemmeno ad alleviare, e lui, a modo suo, cerca di attenuare con droghe, alcolici e quattro amanti.

    ed è qui che iniziano le riflessioni su quello che Zuckerman è diventato e su quello che il futuro gli dovrà riservare per uscire da questa crisi. e la soluzione sembra quella di rimettersi a studiare per diventare medico. ma dal confronto con un suo amico medico capirà che forse ha sottovalutato le implicazioni di quella professione, e l'abuso di droghe farà il resto.

    un po' pesante in alcuni punti. d'altra parte l'assenza di parecchi avvenimenti importanti si fa sentire. ma forse questo libro sarebbe da leggere d'un fiato in mezzo agli altri volumi di Zuckerman per non perdere di mordente.

    ha scritto il 

  • 3

    Senza dubbio Philip Roth è il più grande scrittore vivente. Quando il suo talento si associa ad affreschi grandiosi come quelli descritti in "Pastorale americana" e ne "La macchia umana", la sua lettura è un'esperienza che consiglio a tutti di fare. Quando vira verso il grottesco e l'ironico, com ...continua

    Senza dubbio Philip Roth è il più grande scrittore vivente. Quando il suo talento si associa ad affreschi grandiosi come quelli descritti in "Pastorale americana" e ne "La macchia umana", la sua lettura è un'esperienza che consiglio a tutti di fare. Quando vira verso il grottesco e l'ironico, come nella trilogia di Zuckerman, di cui questo libro rappresenta l'ultimo atto, si fa spesso fatica a leggere cinque, sei pagine senza fare una pausa. Consigliato ai Roth-dipendenti

    ha scritto il 

  • 4

    Confesso.

    Il libro mi era piaciuto. Il solito Roth. Mi mancava. E bla bla bla.


    Ma. A distanza di poco più di un mese fatico a ricordarmi la trama o cosa mi avesse tanto appassionato del solito Roth.


    Io invecchio, e questa ne è la prova evidente. Ma temo anche che tanto capolavoro non fosse. ...continua

    Il libro mi era piaciuto. Il solito Roth. Mi mancava. E bla bla bla.

    Ma. A distanza di poco più di un mese fatico a ricordarmi la trama o cosa mi avesse tanto appassionato del solito Roth.

    Io invecchio, e questa ne è la prova evidente. Ma temo anche che tanto capolavoro non fosse.

    ha scritto il 

  • 3

    Philip Roth - La lezione di anatomia

    La quarta di copertina parla di questo romanzo come di una commedia sulla malattia e, dopo averlo terminato, sento di concordare in pieno con questa definizione. Terzo capitolo del ciclo di Nathan Zuckerman (che diciamocela tutta non mi sta facendo impazzire) La lezione di anatomia è un viaggio a ...continua

    La quarta di copertina parla di questo romanzo come di una commedia sulla malattia e, dopo averlo terminato, sento di concordare in pieno con questa definizione. Terzo capitolo del ciclo di Nathan Zuckerman (che diciamocela tutta non mi sta facendo impazzire) La lezione di anatomia è un viaggio attraverso i tormenti, la paure ed i dolori di un uomo malato nel fisico ma anche e soprattutto nella testa, il tutto condito con la graffiante ironia ed il feroce sarcasmo di Philip Roth.

    Le prime battute sono già un poderoso assaggio di quello che ci aspetta, dei tormenti dello scrittore, della sua sfrenata poligamia, ma soprattutto dei suoi bisogni materni, dei suoi sentimenti di colpevolezza verso una famiglia che si è sentita tradita da i suoi romanzi e dalle sue parole che mai hanno reso giustizia agli ebrei. Diciamo che Roth non è mai banale quando scrive ed è uno dei pochi scrittori che riesce veramente a mettere su carta la debolezze dell'uomo, le sue paure e le sua angosce. Tuttavia Nathan Zuckerman, nei suoi monologhi e nei suoi deliri non è graffiante come Roth ci ha abituati. Insomma a parte la questione pornografia (veramente divertente ma anche dai risvolti seri) mancano un po' quelle scene tragicomiche che sono uno dei punti di forza della narrativa rothiana. Nella prima parte Zuckerman si attorciglia un po' su sé stesso, sul suo odio verso Milton Apple e sull'ebraismo. Concetti che però erano già stati ampiamente sviscerati durante Lo scrittore fantasma, primo capitolo delle avventure di Nathan. Nella seconda parte il romanzo migliora sensibilmente anche se Roth non raggiunge le vette eccellenti di altre sue produzioni.

    La lezione di anatomia è un libro sul dolore, sulla sofferenza umana più che altro vista da un lato psicologico, che sfocia poi anche nel fisico. E' un manifesto della debolezza maschile, della scarsa capacità di sopportare stress e tensione. Ma soprattutto ribadisce, ancora una volta, come la figura materna sia spesso per il maschio qualcosa di più, qualcosa da cui è difficile staccarsi e di cui è difficile fare a meno. Diciamo un tre stelle e mezzo. Non un capolavoro per gli standard di Roth, ma sicuramente un romanzo al di sopra della media per i comuni scrittori mortali.

    ha scritto il 

  • 3

    Nathan Zuckermann (alter ego del PHILIP ROTH di Portnoy), è afflitto da terribili dolori che partono dal collo e si diramano fino alle braccia rendendogli la scrittura un martirio. Mentre prova tutti i tipi di terapia e antidolorifici, la sua vita è costellata di visite di donne che, tra cucina e ...continua

    Nathan Zuckermann (alter ego del PHILIP ROTH di Portnoy), è afflitto da terribili dolori che partono dal collo e si diramano fino alle braccia rendendogli la scrittura un martirio. Mentre prova tutti i tipi di terapia e antidolorifici, la sua vita è costellata di visite di donne che, tra cucina e sesso occasionale, in qualche modo lo accudiscono mentre giace sul materassino gonfiabile. Una sola cosa pare accendere la sua rabbia e farlo reagire: il fatto che un famoso accademico e stroncatore dei suoi romanzi lo inviti a fare dichiarazioni a favore di Israele dopo i recenti attentati. Questo odio per Milton Appel (anch'egli ebreo) e il desiderio di espiare il male che indirettamente ha fatto ai propri genitori scrivendo invettive sulle famiglie ebree nel suo romanzo "Carnovski" lo spingono a cambiare stato: andrà a Chicago e si iscriverà a medicina,.. A parte momenti di puro humor involontario la lettura è faticosa, soprattutto nei momenti della logorrea di Zuckerman.

    ha scritto il 

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