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La lezione di anatomia

By Philip Roth

(429)

| Paperback | 9788806190736

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Book Description

Lo scrittore Nathan Zuckerman è prostrato da una misteriosa malattia, che inizia dal collo e dalle spalle e invade tutto il corpo. La sua principale occupazione è vagare da un medico all'altro, ma nessuno riesce a scoprire la causa del suo tormento. Continue

Lo scrittore Nathan Zuckerman è prostrato da una misteriosa malattia, che inizia dal collo e dalle spalle e invade tutto il corpo. La sua principale occupazione è vagare da un medico all'altro, ma nessuno riesce a scoprire la causa del suo tormento. Per evitare che tutti i tormenti si trasformino in incubo, cerca di trovare le cause al suo dolore in qualcosa di reale e concreto: suo fratello, ad esempio, lo accusa di aver provocato la morte dei loro genitori con la pubblicazione del suo astioso bestseller. Decide infine di fuggire da New York e di iscriversi alla facoltà di medicina per colmare i vuoti della sua professione di scrittore, ma i guai che incontra sono peggiori di quelli che fugge.

61 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    "Riusciranno a capire i nostri posteri che, verso la metà del ventesimo secolo, in questa enorme, fiacca, smidollata democrazia, un padre - e neanche un padre illustre, di grande cultura o di dimostrabile potere - poteva ancora assumere la statura di ...(continue)

    "Riusciranno a capire i nostri posteri che, verso la metà del ventesimo secolo, in questa enorme, fiacca, smidollata democrazia, un padre - e neanche un padre illustre, di grande cultura o di dimostrabile potere - poteva ancora assumere la statura di un padre in un racconto di Kafka?"

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    Ailairia Di Meo said on Apr 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    partiamo dal fatto che il libro è scritto in maniera magistrale (e complimenti alla traduzione italiana).

    la storia rientra nella saga di Zuckerman, ed in questo caso non c'è una vera trama a farla da padrone. è un volume di transizione, tutto è sta ...(continue)

    partiamo dal fatto che il libro è scritto in maniera magistrale (e complimenti alla traduzione italiana).

    la storia rientra nella saga di Zuckerman, ed in questo caso non c'è una vera trama a farla da padrone. è un volume di transizione, tutto è stato già fatto. "Carnovsky" è ancora l'incubo del suo autore, che rimasto orfano, allenta anche i rapporti col fratello che mai gli ha perdonato questo libro. ha un dolore alla spalla che nessun tipo di medico è riuscito nemmeno ad alleviare, e lui, a modo suo, cerca di attenuare con droghe, alcolici e quattro amanti.

    ed è qui che iniziano le riflessioni su quello che Zuckerman è diventato e su quello che il futuro gli dovrà riservare per uscire da questa crisi. e la soluzione sembra quella di rimettersi a studiare per diventare medico. ma dal confronto con un suo amico medico capirà che forse ha sottovalutato le implicazioni di quella professione, e l'abuso di droghe farà il resto.

    un po' pesante in alcuni punti. d'altra parte l'assenza di parecchi avvenimenti importanti si fa sentire. ma forse questo libro sarebbe da leggere d'un fiato in mezzo agli altri volumi di Zuckerman per non perdere di mordente.

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    jeffrey.hammond said on Apr 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Senza dubbio Philip Roth è il più grande scrittore vivente. Quando il suo talento si associa ad affreschi grandiosi come quelli descritti in "Pastorale americana" e ne "La macchia umana", la sua lettura è un'esperienza che consiglio a tutti di fare. ...(continue)

    Senza dubbio Philip Roth è il più grande scrittore vivente. Quando il suo talento si associa ad affreschi grandiosi come quelli descritti in "Pastorale americana" e ne "La macchia umana", la sua lettura è un'esperienza che consiglio a tutti di fare. Quando vira verso il grottesco e l'ironico, come nella trilogia di Zuckerman, di cui questo libro rappresenta l'ultimo atto, si fa spesso fatica a leggere cinque, sei pagine senza fare una pausa. Consigliato ai Roth-dipendenti

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    Misidan said on Feb 9, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Confesso.

    Il libro mi era piaciuto. Il solito Roth. Mi mancava. E bla bla bla.

    Ma. A distanza di poco più di un mese fatico a ricordarmi la trama o cosa mi avesse tanto appassionato del solito Roth.

    Io invecchio, e questa ne è la prova evidente. Ma temo anch ...(continue)

    Il libro mi era piaciuto. Il solito Roth. Mi mancava. E bla bla bla.

    Ma. A distanza di poco più di un mese fatico a ricordarmi la trama o cosa mi avesse tanto appassionato del solito Roth.

    Io invecchio, e questa ne è la prova evidente. Ma temo anche che tanto capolavoro non fosse.

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    Laura Gotti said on Jan 8, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Philip Roth - La lezione di anatomia

    La quarta di copertina parla di questo romanzo come di una commedia sulla malattia e, dopo averlo terminato, sento di concordare in pieno con questa definizione. Terzo capitolo del ciclo di Nathan Zuckerman (che diciamocela tutta non mi sta facendo i ...(continue)

    La quarta di copertina parla di questo romanzo come di una commedia sulla malattia e, dopo averlo terminato, sento di concordare in pieno con questa definizione. Terzo capitolo del ciclo di Nathan Zuckerman (che diciamocela tutta non mi sta facendo impazzire) La lezione di anatomia è un viaggio attraverso i tormenti, la paure ed i dolori di un uomo malato nel fisico ma anche e soprattutto nella testa, il tutto condito con la graffiante ironia ed il feroce sarcasmo di Philip Roth.

    Le prime battute sono già un poderoso assaggio di quello che ci aspetta, dei tormenti dello scrittore, della sua sfrenata poligamia, ma soprattutto dei suoi bisogni materni, dei suoi sentimenti di colpevolezza verso una famiglia che si è sentita tradita da i suoi romanzi e dalle sue parole che mai hanno reso giustizia agli ebrei. Diciamo che Roth non è mai banale quando scrive ed è uno dei pochi scrittori che riesce veramente a mettere su carta la debolezze dell'uomo, le sue paure e le sua angosce. Tuttavia Nathan Zuckerman, nei suoi monologhi e nei suoi deliri non è graffiante come Roth ci ha abituati. Insomma a parte la questione pornografia (veramente divertente ma anche dai risvolti seri) mancano un po' quelle scene tragicomiche che sono uno dei punti di forza della narrativa rothiana. Nella prima parte Zuckerman si attorciglia un po' su sé stesso, sul suo odio verso Milton Apple e sull'ebraismo. Concetti che però erano già stati ampiamente sviscerati durante Lo scrittore fantasma, primo capitolo delle avventure di Nathan. Nella seconda parte il romanzo migliora sensibilmente anche se Roth non raggiunge le vette eccellenti di altre sue produzioni.

    La lezione di anatomia è un libro sul dolore, sulla sofferenza umana più che altro vista da un lato psicologico, che sfocia poi anche nel fisico. E' un manifesto della debolezza maschile, della scarsa capacità di sopportare stress e tensione. Ma soprattutto ribadisce, ancora una volta, come la figura materna sia spesso per il maschio qualcosa di più, qualcosa da cui è difficile staccarsi e di cui è difficile fare a meno. Diciamo un tre stelle e mezzo. Non un capolavoro per gli standard di Roth, ma sicuramente un romanzo al di sopra della media per i comuni scrittori mortali.

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    david said on May 19, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Deludente. È il primo libro che leggo di Roth e forse ho sbagliato la scelta. Niente da dire sulla prosa, ma...ci ho capito poco.

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    Claudio said on Apr 20, 2013 | Add your feedback

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