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La libraia di Orvieto. L'ultima eredità

Di

3.2
(21)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 883471721X | Isbn-13: 9788834717219 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 3

    un giallo de noartri...

    si legge..ma ripensandoci la trama è un po' banalotta..cmq se mi capita leggerò anche la libraia di Orvieto più che altro per capire che cosa è successo a quel bambinetto che ogni tanto fa capolino nelle pagine

    ha scritto il 

  • 4

    Sono sincera. Lo avevo letto prima dell'altro volume e, a dirla tutta, non mi era piaciuto. Non capivo i legami con i personaggi, la loro psicologia. Dopo aver letto "La libraia di Orvieto" l'ho ripreso e stavolta l'ho capito meglio. Certo, continuo a pensare che un po' più di lavoro sui personag ...continua

    Sono sincera. Lo avevo letto prima dell'altro volume e, a dirla tutta, non mi era piaciuto. Non capivo i legami con i personaggi, la loro psicologia. Dopo aver letto "La libraia di Orvieto" l'ho ripreso e stavolta l'ho capito meglio. Certo, continuo a pensare che un po' più di lavoro sui personaggi non sarebbe stato affatto male. Ma anche questo non mi è dispiaciuto affatto, forse per le atmosfere di casa o forse... non so! Rimango col dubbio...

    ha scritto il 

  • 5

    Imperdibile per i bibliofili, esilarante (il massimo delle risate con l'episodio della zuppa di lumache) ma con un'altra preziosa qualità: l'elogio del teatro. Ecco la citazione delle frasi dedicate a quest'ultimo:
    "Gli orchestrali si scaldano eseguendo degli armonici che mi infondono entus ...continua

    Imperdibile per i bibliofili, esilarante (il massimo delle risate con l'episodio della zuppa di lumache) ma con un'altra preziosa qualità: l'elogio del teatro. Ecco la citazione delle frasi dedicate a quest'ultimo:
    "Gli orchestrali si scaldano eseguendo degli armonici che mi infondono entusiasmo. Forse è perchè fanno da preludio a una suggestione più grande, quella che cattura ogni spettatore nell'attimo in cui assiste alla rappresentazione di una realtà diversa dal proprio quotidiano, addentrandosi in finzioni che diventano verità e vivendole per mezzo dell'artista che le interpreta. (...) L'autore crea, e le sue opere, continuando a essere realizzate, gli sopravvivono e lo consegnano all'eternità. (...) Certo, il progresso e la tecnologia hanno fatto sì che anche degli interpreti si possa conservare una traccia visiva e sonora, ma cosa resta di straordinari protagonisti del passato la cui memoria è tenuta in vita solo dalle testimonianze di chi ha potuto ammirarli sulla scena? (...) Riempiamo perciò i teatri, lasciamo che risuonino di applausi: in un istante della loro vita gli interpreti ci donano una magnifica espressione d'arte, ma quest'arte non vive che in quell'istante. Poi, si perde nel ricordo."

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo essere stata incuriosita dalle vicende di un paesino del Nord ne La Modista di Andrea Vitali, anche in questo piacevole libro di Valentina Pattavina ho ritrovato i sapori e le atmosfere della vita di un paese di provincia.
    L’ultima eredità è infatti il sequel de La libraia di Orvieto, ...continua

    Dopo essere stata incuriosita dalle vicende di un paesino del Nord ne La Modista di Andrea Vitali, anche in questo piacevole libro di Valentina Pattavina ho ritrovato i sapori e le atmosfere della vita di un paese di provincia.
    L’ultima eredità è infatti il sequel de La libraia di Orvieto, ambientato nella splendida cittadina umbra, patria della vivacissima Matilde, che insieme ai suoi due adorati cani Dori e Lessing, conduce una vita abbastanza tranquilla tra casa e la libreria del professor Sergio Paolini.
    Tutto questo fino a quando non vengono ritrovate nel cimitero una serie di buche, apparentemente scavate a caso presso le lapidi.
    Matilde viene così suo malgrado assoldata dall’intraprendente Michele, sempre alla caccia di notizie, per risolvere questo mistero.
    Ma la trama si infittisce quando cominciano a sparire alcuni oggetti disseminati tra le vie del centro, tra cui l’amata bicicletta della nostra eroina, e un losco individuo prende in affitto i locali proprio davanti alla biblioteca del professore..
    Ovviamente anche questa volta Matilde riuscirà a dipanare il bandolo della matassa, scovando un insospettabile colpevole, e regalandoci un finale a sorpresa.
    L’ultima eredità è una lettura piacevolissima e scorrevole, con qualche citazione colta qua e là che rende la narrazione ancora più intrigante.
    La protagonista, già delineata nel primo libro, riconferma le sue caratteristiche assolutamente (e oserei dire piacevolmente) differenti rispetto agli stereotipi letterari odierni: è una donna pacata, colta, che non cerca sconvolgimenti, amorosi e non, nella sua vita, ma suo malgrado li accetta e li supera.
    Una eroina dotata di una straordinaria sensibilità, ma allo stesso tempo di ironia, che ci conduce in una storia intrigante con interessanti flash-back negli anni ’40.

    http://readingattiffanys.blogspot.com/2011/06/recensione-lultima-eredita.html

    ha scritto il