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La lignée

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3.3
(203)

Language:Français | Number of pages: 565 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) Greek , English , Spanish , Catalan , Italian , Portuguese , Chi traditional , German , Finnish , Swedish , Dutch , Danish

Isbn-10: 2266202774 | Isbn-13: 9782266202770 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Paperback

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Description du livre
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  • 4

    Un libro che si ispira all'antica figura mostruosa del vampiro, ben lontana dai canoni più moderni ma anche da quelli di Stoker, con l'aggiunta di caratteristiche che ben si sposano con l'immaginario fantasioso di Del Toro.
    Nel complesso il libro è molto valido benchè, purtroppo, non sia esente d ...continuer

    Un libro che si ispira all'antica figura mostruosa del vampiro, ben lontana dai canoni più moderni ma anche da quelli di Stoker, con l'aggiunta di caratteristiche che ben si sposano con l'immaginario fantasioso di Del Toro. Nel complesso il libro è molto valido benchè, purtroppo, non sia esente da qualche pecca. La prima è da ricercare nella piattezza dei personaggi, che sono decisamente stereotipi poco approfonditi, la seconda nella scrittura che non è particolarmente ricercata ma a volte neppure buona. Nonostante ciò, non mi sento di dare meno di quattro stelle a questo primo libro della trilogia, sia per le interessanti soluzioni che propone per la figura del vampiro, sia per il modo in cui è affrontata la narrazione, ossia indagando non solo ciò che succede ai protagonisti, ma cercando di ricreare un quadro più complesso, con accurate descrizioni di eventi legati anche a personaggi minori. I protagonisti non hanno una gran personalità, è vero, ma sono gli eventi a farla da padrone e questa piattezza viene in parte compensata dal fluire della storia. Ho particolarmente apprezzato inoltre la capacità di portare avanti la storia con realisticità, senza scorciatoie, ma procedendo passo a passo e sempre seguendo fili logici. Molto bella l'introduzione che cita palesemente l'arrivo in Inghilterra del Dracula di Stoker, ma in chiave del tutto moderna.

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  • 4

    Belli, i vermetti...

    Idea originale per sviluppare un soggetto pluriabusato. Sapiente 'regia' di Del Toro, che assembla un libro che è già uno script per la serie che in effetti è arrivata. Al netto di spoiler, gli autori mescolano sapientemente i cliche del genere con novità "tutte loro"

    dit le 

  • 3

    Fa il suo dovere

    Mi serviva un libro dalla lettura facile, leggero e appassionante per animare un po' la mia voglia di lettura. Beh in effetti non c'è molto altro ... :-)

    dit le 

  • 5

    Più che un romanzo uno script cinematografico

    Bel revamp di un tema supersfruttato. Si percepisce già la trasposizione al video e non vedo l'ora di godermelo al cinema :) CSI incontra Fringe e saluta con la mano Fright Night.

    dit le 

  • 3

    I vampiri invecchiano, ma non cambiano

    Interessante rilettura e sintesi del mito vampiresco, operata dal regista Guillermo Del Toro con la collaborazione dello scrittore Chuck Hogan. Per una volta il tag del libro è credibile. C'è molto di Michael Chrichton nel romanzo, dove il vampirismo è descritto come un tecnobubbolosissimo virus. ...continuer

    Interessante rilettura e sintesi del mito vampiresco, operata dal regista Guillermo Del Toro con la collaborazione dello scrittore Chuck Hogan. Per una volta il tag del libro è credibile. C'è molto di Michael Chrichton nel romanzo, dove il vampirismo è descritto come un tecnobubbolosissimo virus. Divertente, ma un po' prolisso (oltretutto primo libro di una trilogia). Serrato, ma troppo vago in alcune parti. Nel complesso, un libero fantastico horror distensivo.

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  • 2

    Una lettura abbastanza "mah!".
    Tensione ed intreccio classici, che seguono quelle formule da "manuale del bravo scrittore horror" grazie alle quali è impossibile toppare di brutto. Cio' nonostante il libro manca di verve e di vera innovazione, e in alcuni punti è concitato, banale e affrettato. ...continuer

    Una lettura abbastanza "mah!". Tensione ed intreccio classici, che seguono quelle formule da "manuale del bravo scrittore horror" grazie alle quali è impossibile toppare di brutto. Cio' nonostante il libro manca di verve e di vera innovazione, e in alcuni punti è concitato, banale e affrettato. Si sente l'impronta cinematografica del regista Del Toro, soprattutto del suo Blade (il Padrone e i suoi "figli" sono un evidente rimanipolazione del personaggio di Jared Nomak), mentre, d'altro canto, si tratteggia un'ambientazione molto post-apocalittica, con vampiri che rasentano lo stato zombesco, e una formula quindi molto vicina ai gusti di oggi, sia cinematografici che televisivi letterari. Purtroppo mancano i momenti di paura/emozione/originalità vera. Resta un compitino eseguito a norma, ma senza vita.

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  • 4

    Promette bene, ottimo ritmo, la tensione si coglie anche in parti di normale quotidianità. Guillermo del Toro conferma per ora il suo fiuto per le storie. Molto bello! - A fine lettura confermo, bei brividi, anche nelle parti semplici si sente quel filo di tensione che corre lungo tutta la narraz ...continuer

    Promette bene, ottimo ritmo, la tensione si coglie anche in parti di normale quotidianità. Guillermo del Toro conferma per ora il suo fiuto per le storie. Molto bello! - A fine lettura confermo, bei brividi, anche nelle parti semplici si sente quel filo di tensione che corre lungo tutta la narrazione. Per un brivido in più è perfetto.

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  • 3

    Non male!

    Adoro Guillermo del Toro: il suo Labirinto del Fauno è uno dei film che ho più amato degli ultimi anni, e quando ho visto questo romanzo ho pensato: "Guillermo del Toro + vampiri= successo assicurato".
    Poi mi sono ricordato che anche Blade II era suo, e ho temuto il peggio.
    Per fortuna con questo ...continuer

    Adoro Guillermo del Toro: il suo Labirinto del Fauno è uno dei film che ho più amato degli ultimi anni, e quando ho visto questo romanzo ho pensato: "Guillermo del Toro + vampiri= successo assicurato". Poi mi sono ricordato che anche Blade II era suo, e ho temuto il peggio. Per fortuna con questo primo romanzo siamo ben lontani dalle tamarrate di Wesley Snipes, con un'infezione stile zombie che "atterra" a New York e la trasforma in un inferno.

    Originale la visione scientifica del morbo del vampirismo nonostante le origini folcloristiche e storiche, e appassionante il modo di intrecciare la vicenda con le situazioni personali dei protagonisti. Peccato per i vampiri troppo bestiali e istintivi, che sembrano più quelli di 30 Days of night piuttosto che quelli di Anne Rice. Sono già usciti anche il secondo e il terzo (e ultimo, credo) capitolo, che spero siamo all'altezza, se non meglio di questo incipit che comunque non è affatto da buttare, anzi, complice anche una scorrevolezza (chissà come mai) quasi cinematografica.

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