La linea d'ombra

Testo originale a fronte

Di

Editore: Mondadori

3.9
(4547)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 265 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Greco , Catalano

Isbn-10: 8804533692 | Isbn-13: 9788804533696 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gianni Celati ; Prefazione: Ian Watt ; Postfazione: Italo Calvino

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Viaggi

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Descrizione del libro
A bordo di una nave immobilizzata da una bonaccia in mezzo all'Oceano Indiano,iniziano a diffondersi preoccupazioni e paura. Nel giro di pochi giorni l'equipaggio cade preda di un'epidemia e gli ufficiali perdono il controllo. Solo il giovane comandante riesce a mantenere la calma e a salvare la situazione. Uno dei più tesi e drammatici romanzi di mare dello scrittore polacco naturalizzato inglese.
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  • 2

    Aspettative altissime su questo testo, per motivi per nulla attinenti al testo stesso, e conseguente inevitabile delusione. E sensazione di qualcosa di incompiuto. Menzione speciale alla traduzione, i ...continua

    Aspettative altissime su questo testo, per motivi per nulla attinenti al testo stesso, e conseguente inevitabile delusione. E sensazione di qualcosa di incompiuto. Menzione speciale alla traduzione, in tutta evidenza da un inglese letterario e lontano dallo stile moderno.

    ha scritto il 

  • 2

    Realtà e consapevolezza

    Spesso consigliato ai giovani lettori prossimi alla maturità, “La linea d’ombra” di Joseph Conrad è il racconto di un’esperienza di vita, l'evento personale che sancisce il passaggio definitivo dalla ...continua

    Spesso consigliato ai giovani lettori prossimi alla maturità, “La linea d’ombra” di Joseph Conrad è il racconto di un’esperienza di vita, l'evento personale che sancisce il passaggio definitivo dalla giovinezza alla vita adulta.
    Arriva per tutti, secondo l’autore, quel momento fatidico in cui si acquista piena consapevolezza sul rapporto che ci lega alla realtà nella quale siamo immersi:

    “Eccoli là: stelle, sole, mare, luce, tenebra, spazio, grandi distese d’acqua; la formidabile Opera dei Sette Giorni, in cui l’umanità sembra essersi smarrita senza essere stata invitata. Oppure adescata. Come me che sono stato adescato in questo tremendo comando, inseguito dalla morte…”

    Forse indica questo “la linea d’ombra” conradiana, il passaggio del ponte che separa la gioia dell’incoscienza dal dolore che deriva dalla responsabilità e dalla scoperta della “verità”.
    La terribile esperienza vissuta dal giovane capitano, in lotta contro le forze ostili della natura, è una perfetta metafora che simboleggia la scomparsa di quell’illusione che vede nel mondo un alleato dei nostri progetti infantili.
    Il problema è che le intenzioni letterarie di Conrad sembrano fermarsi qui: egli ci ricorda la nostra fragilità, fisica e mentale; restare in vita e raggiungere, magari, le destinazioni che ci siamo prefissati, sono aspettative che non possono prescindere dal sacrificio, dal duro lavoro e dalla resistenza ai colpi. Tutto vero, ma anche troppo scontato. Le illuminanti premesse iniziali che emergono dalle riflessioni del protagonista, il quale tenta di far chiarezza sulla spinta irrazionale che lo ha indotto ad abbandonare la prima nave sfidando il buon senso, cedono velocemente il passo a situazioni che appaiono prive di qualunque elemento significativo. La ripresa di un buon ritmo narrativo si presenta al momento in cui il giovane ufficiale accetta, con enorme entusiasmo, di assumere il comando di una nuova nave. Il destino non favorevole muterà la sua visione del mondo. La scoperta della malattia e della follia, il sentirsi solo, responsabile dell’incolumità dei suoi uomini e della nave, gli permetteranno di oltrepassare “la linea d’ombra”.
    La scrittura di Conrad prosegue limitandosi semplicemente al racconto di una precisa esperienza; i momenti di noia non mancano, i pensieri del protagonista non sono mai così approfonditi da stimolare riflessioni interessanti, abbondano le descrizioni di azioni ripetute che riflettono la monotonia della vita di bordo. A risvegliarci, di tanto in tanto, dal torpore, sono i deliri febbrili del primo ufficiale Burns: la sua tenera e geniale follia sottolinea l'atavica tendenza umana a immaginare mondi fantastici dai quali proliferano forze ultraterrene capaci di influire (in positivo o in negativo) su azioni e comportamenti.
    Insomma, "La linea d'ombra" è un testo che, pur proponendo spunti interessanti, si mostra eccessivamente debole sul piano dello sviluppo. A mio modesto parere, troppo approssimativo per essere considerato un grande classico della narrativa.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo breve ma intenso, come succede praticamente sempre con Conrad.
    Ne ho scritto qui, se vi va: https://perseinunbuonlibro.wordpress.com/2017/02/05/ilclassicodelmese-la-linea-dombra/

    ;) ...continua

    Romanzo breve ma intenso, come succede praticamente sempre con Conrad.
    Ne ho scritto qui, se vi va: https://perseinunbuonlibro.wordpress.com/2017/02/05/ilclassicodelmese-la-linea-dombra/

    ;)

    ha scritto il 

  • 3

    Questo libro è stato per me una lettura più interessante del previsto. Mi era stato regalato tempo fa da una persona dei quali gusti letterari mi fidavo, quindi sapevo di potermi aspettare qualcosa di ...continua

    Questo libro è stato per me una lettura più interessante del previsto. Mi era stato regalato tempo fa da una persona dei quali gusti letterari mi fidavo, quindi sapevo di potermi aspettare qualcosa di più che degno. All'inizio però devo ammettere di aver faticato un poco: sì, le descrizioni erano ben costruite, i personaggi ben caratterizzati, gli scenari ben studiati, ma c'era qualcosa nel tessuto narrativo che trovavo vischioso e che rendeva il proseguimento un po' pesante. Forse, a pensarci bene, non riuscivo a capire davvero il punto di vista iniziale del protagonista - che, a costo di essere sacrilega, nelle prime pagine ho trovato insopportabilmente acido. Tutto cambia con la partenza per la missione: benché di fatto non succeda quasi niente, la costruzione della tensione è magnifica e la trama si dipana in modo estremamente piacevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Il protagonista del romanzo viene messo di fronte ad una grossa responsabilità che è quella di prendere il comando della nave nel momento stesso in cui lui aveva deciso di non imbarcarsi e rientrare a ...continua

    Il protagonista del romanzo viene messo di fronte ad una grossa responsabilità che è quella di prendere il comando della nave nel momento stesso in cui lui aveva deciso di non imbarcarsi e rientrare a casa. Spavaldo e un po' incosciente accetta trovandosi poi ad affrontare una situazione ai limiti dell'orrorifico. Romanzo bellissimo che come un'accetta segna in modo definitivo il passaggio all'età adulta catapultando tutto d'un colpo un giovane nel bel mezzo della malattia, della follia, della superstizione, della paura e della forza imperscrutabile della natura.

    ha scritto il 

  • 5

    Il mare, l'animo umano, gli occhi di un marinaio.

    Un racconto fortemente autobiografico, dicono. Anche se non lo avessero specificato lo si sarebbe capito molto facilmente. Si "sente" fortemente che Conrad in quegli ambienti ci è vissuto, si intuisce ...continua

    Un racconto fortemente autobiografico, dicono. Anche se non lo avessero specificato lo si sarebbe capito molto facilmente. Si "sente" fortemente che Conrad in quegli ambienti ci è vissuto, si intuisce che solo un marinaio, solo chi ha vissuto in mare può descriverlo per quello che esso è, per quello che certi attimi della vita in quella enorme distesa, sono davvero. La linea d'ombra narra di un giovane marinaio che di punto in bianco decide di lasciare il suo impiego, ma poi le occasioni della vita lo portano a diventare lui stesso comandante, per la prima volta, di una nave. Questo "primo impiego" non sarà assolutamente come si aspettava, ma gli permetterà di varcare quella linea d'ombra che per l'autore è la linea che separa la giovinezza dalla maturità. Eventi che lo tramuteranno così nel profondo da farlo sentire così cambiato, mutato, stravolto dentro, da sentirsi quasi vecchio.
    E' un racconto di mare splendido.

    ha scritto il 

  • 3

    The Shadow Line: A Confession (1917)

    Come è noto, Linea d’ombra è di ispirazione autobiografica. Conrad racconta le improvvise vicende che lo portarono al suo primo incarico come capitano di vascello, così come il narratore ricorda il p ...continua

    Come è noto, Linea d’ombra è di ispirazione autobiografica. Conrad racconta le improvvise vicende che lo portarono al suo primo incarico come capitano di vascello, così come il narratore ricorda il primo incarico da capitano di una nave mercantile. Questo per esaurire l’aspetto umano. Ovviamente la vicenda è romanzata, non è un diario, e risponde alle esigenze di drammatizzazione di un racconto. Per quel che mi riguarda, vuol dire che siamo nell’ambito della fiction e che la vita vera, la vita vissuta, l’episodio di cronaca sono pretesti narrativi e nulla più.

    Non mi è piaciuta la prima parte, ambientata nell’albergo di Singapore dove il protagonista alloggia per un breve periodo. I siparietti comici, i personaggi buffi e la celebre ironia conradiana penzolano inerti come le vele lasche del suo vascello nella più completa bonaccia. C’è una leggera brezza, quel ”Solo i giovani hanno di questi momenti”, sufficiente per cominciare a muoverci, che promette molto di quel “pallido malessere della tarda giovinezza” e mantiene così poco. Molto più affascinante la seconda parte, quando la nave s’imbatte in una “inerzia desolante” e rimane bloccata sull’Oceano per due settimane. Conrad è bravissimo nello sfruttare la monotonia dell’attesa e gli elementi naturali per i suoi fini drammatici, grazie anche all’uso di tecnicismi del settore navale e ai brani descrittivi (quelle “deboli brezze mutevoli e fugaci” o gli “abissi inconcepibili” di tenebra che annunciano la pioggia) sempre molto efficaci. Sicuramente più efficaci del facile simbolismo e della presunta intimità del racconto, più tecnica della suspense che psicologia: “La cosa terribile è che l’unica voce che sentivo era la mia. Specialmente di notte riecheggiava quanto mai solitaria tra le superfici delle vele immobili.”

    Per tutto il racconto riecheggiano alcuni versi di Shakespeare, soprattutto dall’Amleto (monologo dell’essere non essere) e dalla Tempesta: la rappresentazione di una generazione ormai anziana che assiste alla maturazione di una generazione più giovane corrisponde al tema principale di Linea d’ombra (il “passaggio dalla giovinezza, spensierata e fervida, al periodo più consapevole e tormentoso dell’età matura”). L’altro testo di cui si avvertono gli echi per tutto il racconto è il poema La Ballata del vecchio marinaio di Coleridge. Ci sono romanzi e racconti di formazione più belli di Linea d’ombra che in fondo è un'avventura di mare. L’elenco è lunghissimo. Se penso a mare e giovinezza, però, i primi nomi a venirmi in mente sono quelli di Melville e Stevenson, incantatori di gran lunga più interessanti e ispirati di Conrad.

    ha scritto il 

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