La linea d'ombra

Di

Editore: Rusconi Libri

3.9
(4388)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 115 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Greco , Catalano

Isbn-10: 881801627X | Isbn-13: 9788818016277 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 5

    Ci sono momenti della vita in cui ci sentiamo irrequieti e nulla sembra bastarci. Momenti in cui mettiamo in discussione tutto e tutti. Proprio in quei momenti cambia il nostro mondo, come succede a C ...continua

    Ci sono momenti della vita in cui ci sentiamo irrequieti e nulla sembra bastarci. Momenti in cui mettiamo in discussione tutto e tutti. Proprio in quei momenti cambia il nostro mondo, come succede a Conrad nel suo primo comando: sceglie in maniera ingenua, resta in balia degli eventi e poi, di punto in bianco, si ritrova cambiato e diverso. Un libro da divorare.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ossessione della responsabilità

    Che cos’è la linea d’ombra? È una linea immaginaria che delimita l’essere umano dalla sana incoscienza alla serena consapevolezza; questa linea si oltrepassa in maniera non determinata ma a causa di p ...continua

    Che cos’è la linea d’ombra? È una linea immaginaria che delimita l’essere umano dalla sana incoscienza alla serena consapevolezza; questa linea si oltrepassa in maniera non determinata ma a causa di particolari circostanze che accadono in maniera improvvisa e ci immergono in una dimensione di responsabilità e coscienza di tutto ciò che da qual momento in poi potrà avvenire e si dovrà affrontare nel nostro percorso vitale. Non si può dire che esista un’età specifica in merito ma, in linea di massima, questo importante cambiamento mentale e spirituale ha luogo con ciò che si definisce fine della giovinezza e subentro nell’età matura; di conseguenza la variabilità di tale condizione è veramente elevata.
    Parliamo del romanzo di Conrad, il primo che leggo di quest’autore. La vicenda si svolge nei primi anni del novecento nei paesi del sud-est asiatico; un giovane ufficiale di marina sbarca inspiegabilmente da una nave, dove aveva l’incarico di secondo ufficiale, a Singapore per ritornare in patria. Durante la breve permanenza in questo porto si presenta una mirabile occasione di avere il comando, il suo primo comando, su un mercantile di stanza a Bangkok; l’anelito cui il giovane mirava, quasi fosse un sogno, si realizza all’improvviso in un’atmosfera quasi surreale dalla quale emergono numerosi interrogativi. Appena a bordo della sua nave con il grado di comandante, si rende subito conto di un minaccioso mistero che aleggia sull’equipaggio travolto dalle febbri tropicali che fiaccano in malo modo tutte le attività necessarie alla navigazione.
    Ecco tracciarsi la famigerata linea d’ombra! La responsabilità improvvisa cui è sottoposto il giovane; la necessità di decidere e ordinare le misure più consone atte a ridurre l’impatto della condizione malsana; avere nelle proprie mani la destinazione del vascello e la vita dei propri uomini senza poter contare su nessun’altra persona che possa indirizzarlo sul percorso retto e senza ostacoli. E’ la figura del comandante, uomo solitario in mezzo all’oceano, a combattere gli elementi della natura e le superstizioni impregnate nell’animo di ogni componente dell’equipaggio. Un romanzo introspettivo che mette in risalto le debolezze celate nell’essere umano.

    ha scritto il 

  • 3

    UN MARE DI CATTIVA SORTE!

    "[...] un uomo deve affrontare la sua cattiva sorte, i propri errori, la propria coscienza. D'altronde, con che cosa si dovrebbe lottare, altrimenti?"(p. 120).
    Mi sembra che questo estratto sintetizzi ...continua

    "[...] un uomo deve affrontare la sua cattiva sorte, i propri errori, la propria coscienza. D'altronde, con che cosa si dovrebbe lottare, altrimenti?"(p. 120).
    Mi sembra che questo estratto sintetizzi benissimo tutto il contenuto di questa piacevole opera autobiografica di Conrad.

    ha scritto il 

  • 3

    No, no, la verità è che nella vita non bisogna dare troppo peso a nulla, né al bene, né al male

    Un bel romanzo-diario, che ho avuto la fortuna di leggere probabilmente al momento giusto.
    Pesante in alcuni tratti, riesce a trasmettere perfettamente il senso di angoscia e impotenza, l'ansia e lo ...continua

    Un bel romanzo-diario, che ho avuto la fortuna di leggere probabilmente al momento giusto.
    Pesante in alcuni tratti, riesce a trasmettere perfettamente il senso di angoscia e impotenza, l'ansia e lo sconforto si percepiscono come se si stesse sul ponte di quella nave.

    ha scritto il 

  • 3

    Tifone è un'altra cosa!

    Tifone è un'altra cosa :) Ma quando si ha voglia di mare, avventura, il fuoco di una pipa tra le onde, capitani che ci insegnino ad essere uomini.... CONRAD non si smentisce mai.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo romanzo fu consigliato a me e ai miei compagni di classe dal mio professore di filosofia pochi giorni prima dell'esame di maturità. Disse che ci avrebbe aiutato ad affrontare il "distacco", il ...continua

    Questo romanzo fu consigliato a me e ai miei compagni di classe dal mio professore di filosofia pochi giorni prima dell'esame di maturità. Disse che ci avrebbe aiutato ad affrontare il "distacco", il cambiamento che avremmo dovuto affrontare a breve.
    Mi capitò fra le mani ad agosto, ma ho aspettato fino ad ora per leggerlo e posso dire che forse è stato meglio così. Tenterò di spiegarvi il perché.

    La linea d'ombra è un romanzo di formazione basato sulla personale esperienza di Conrad stesso, e per questo forse assume un valore maggiore.
    Il protagonista, di cui non si accenna mai il nome, è un giovane primo ufficiale che, preso da chissà quale colpo di testa, decide improvvisamente di licenziarsi. Il capitano e gli altri marinai erano i migliori che avesse potuto sperare di trovare, eppure qualcosa lo spinge via da quel lavoro sicuro e ben retribuito. Se gli chiedono il motivo lui non risponde, perché del resto non saprebbe cosa dire.
    Raggiunta la terraferma si reca alla Casa dell'Ufficiale e del Marinaio, una sorta di pensione, dove incontra il capitano Giles, grazie al quale viene a conoscenza di un incarico come comandante su una nave il cui precedente capitano è morto recentemente.
    Senza nessun indugio il giovane accetta l'incarico e parte subito per raggiungere nave e marinai a Bangkok, ma una volta arrivato lì dovrà fare i conti con le numerose difficoltà che gli si presentano: la malattia del suo primo ufficiale, la febbre tropicale che sfianca uno alla volta i membri dell'equipaggio e l'insopportabile e irritante bonaccia che li costringe all'immobilità.
    La vicenda presenta molte affinità con la vita dell'autore, cosa che ricaviamo dalla prefazione di Conrad. La linea d'ombra è la descrizione di un'esperienza personale che può rispecchiare la condizione universale dell'umanità: il senso di noia e di insofferenza che a volte coglie i giovani e la conseguente voglia di cambiamento, di novità.
    E' per questo che il protagonista guarda con disprezzo il mondo e le persone che lo circondano perché tutto gli sembra statico e insulso; non riesce a capire il motivo delle sue azioni e questo lo rende confuso e facilmente irritabile.
    Quando però arriva il comando di Bangkok il suo umore non migliora, non solo per le condizioni dell'equipaggio. Fin da subito il giovane si sente indegno di tale incarico, ha paura che la sua inesperienza e che l'impazienza di un brivido che lo riscuota da quel senso di torpore possano essere fatali per tutti loro; non è pronto per una tale responsabilità.
    Il protagonista sarà messo di fronte a una dura verità: quando ciò che desideriamo più ardentemente ci viene offerto dalla vita non sempre siamo pronti per riceverlo.
    Eppure prima o poi ognuno di noi deve affrontare la sua "linea d'ombra", quell'impalpabile confine tra la spensieratezza della giovinezza e la maturità, la presa di coscienza nel proprio ruolo nel mondo e della solitudine in cui ci troviamo ad affrontare le prove della vita.
    Veniamo a conoscenza di personaggi che a loro modo hanno qualcosa da insegnare al protagonista. Primo fra tutti il capitano Giles, a volte enigmatico, ma affabile e saggio, assume quasi il ruolo di mentore. Qualcosa nel suo comportamento fa intuire che l'uomo veda oltre e intuisca i pensieri del giovane marinaio, ma lascia che egli faccia la sua esperienza e ne tragga insegnamento. Inizialmente giudicato superficiale e insignificante, il protagonista capirà il vero valore del capitano Giles.
    Al signor Burns spetta invece il compito di insegnargli la perseveranza e l'ostinazione, qualità che spingono il primo ufficiale a lottare contro la febbre tropicale e a voler salvare le sorti della nave.
    Il tuttofare Ransome, dal cuore malato, con la sua personalità solare e pacata gli farà comprendere invece il valore del coraggio. Ransome è forse il personaggio che mi è piaciuto di più per la forza con cui affronta la malattia: non la vive come un ostacolo, ma come un motivo per cercare di ancorarsi alla vita e a viverla senza rinunce.
    L'unica pecca, per così dire, del romanzo, è la lunghezza dei capitoli che in sé non sarebbe grave se non fosse per la totale mancanza di spazi e di pause al loro interno. A volte l'interruzione della lettura ha significato riprenderla con un pochino di difficoltà.
    Per il resto ho trovato la scrittura scorrevole e carica di emozioni, coinvolgente.
    Non so dire cosa abbia suscitato in me tanto fascino, ma ogni volta che lo aprivo per proseguire non riuscivo quasi a scollarmene.
    Un'altra cosa che ho apprezzato poco è stato il finale che mi ha lasciato a bocca asciutta. Avrei preferito qualcosa all'altezza col resto del romanzo, invece la narrazione si interrompe quasi su due piedi. Effettivamente è un difetto solo per metà perché l'interesse dell'autore era mostrarci come si entra nel mondo degli adulti, ciò che sarebbe seguito non rientrava più in questo intento.
    Se consideriamo questo libro una sorta di biografia romanzata dell'autore, allora è come se Conrad avesse deciso di raccontarci un episodio della sua vita.
    In conclusione La linea d'ombra è un libro da leggere al momento giusto, dopo aver varcato la linea d'ombra, per comprendere ciò che significa e ciò che comporta, e superare così il senso di inadeguatezza che ci attanaglia nel passaggio all'età adulta.

    ha scritto il 

  • 4

    “La linea d’ombra”, di Joseph Conrad, anno di pubblicazione 1917.
    Ho letto questo romanzo con trasporto. Gli scenari esotici e la profonda introspezione dello stesso Conrad, personaggio della storia, ...continua

    “La linea d’ombra”, di Joseph Conrad, anno di pubblicazione 1917.
    Ho letto questo romanzo con trasporto. Gli scenari esotici e la profonda introspezione dello stesso Conrad, personaggio della storia, hanno scatenato in me stati d’animo contrastanti. “La linea d’ombra” racconta il passaggio dall’adolescenza all’età adulta dello scrittore, attraverso le sue vicissitudini marinare nell’Oceano Indiano.
    TRAMA: Conrad, marinaio ventenne, senza un preciso motivo decide di congedarsi dall’equipaggio. Prima di potersi ritenere svincolato, fa la conoscenza del capitano Giles. Quest’ultimo lo mette in guardia sulle manovre truffaldine del cambusiere, il quale sembra essere preoccupato di nascondere una lettera arrivatagli dalla Capitaneria. Conrad, insospettito, riesce a usurpargli la lettera eleggendola apprende che il capitano Ellis, ufficiale della Capitaneria, lo ha mandato a chiamare. Dopo una lite con il cambusiere si precipita in Capitaneria. Lì, il capitano Ellis lo investe con i gradi da capitano. Conrad capisce di aver ricevuto l’occasione della vita e si rende conto di essere marinaio nel profondo e di non aver mai desiderato altro se non navigare per mare. Sfruttato un passaggio dal vapore Melita, Conrad raggiunge Bangkok e può prendere il comando di un bellissimo veliero chiamato Otago. Parrebbe l’inizio di un sogno, invece sarà solo il principio di un’avventura terribile che stremerà tutto l’equipaggio, mettendolo a dura prova con febbri tropicali, bonaccia e maledizioni lanciate dal vecchio capitano morto nella stessa nave. Frammezzo alla ciurma, fanno compagnia a Conrad nel viaggio alcuni personaggi di spicco: il primo ufficiale Burnus – ossessionato dalla superstizione- il cuoco cardiopatico e tuttofare Ransome, l’esperto timoniere Gambril, e infine “il francesino”, un uomo dalle energie insospettabili.
    ANALISI: Conrad per scrivere questo romanzo attinge chiaramente dalla sua esperienza marittima maturata durante gli anni di navigazione nella marina mercantile britannica. Eppure, nonostante i suoi viaggi potessero fornire importanti spunti per l’ambientazione, egli ha invece scelto di intingere con ristrettezza il pennello nella tavolozza dei colori. Gli scenari che ne vengono fuori sono quindi cupi, velati, ottenebrati dall’introspezione dell’autore e del resto dei personaggi; e così emergono le paure dell’uomo, i desideri, le pressioni schiaccianti dinanzi a responsabilità immani. Certamente Conrad è il meno esotico degli scrittori esotici, come scrisse Cesare Pavese, e nelle sue opere fa sempre capolino una realtà quotidiana sfiancante e inevitabile. I personaggi sono tutti bizzarri, mai scontati, ed evidenziano l’alterezza anglosassone di Conrad, il quale non concede alcuno spazio agli umili, ai sorridenti, agli uomini comuni. Conrad instilla una compassione che rasenta la pietà, spingendo anche i critici a ipotizzare che questo sentimento non sia altro che un segno entico derivato dalle sue origini slave. In ogni caso “La linea d’ombra” è una traversata marittima che potrebbe intendersi come metafora di vita: il cammino dell’adolescenza per travalicare la linea d’ombra che la separa dall’età adulta. Alla fine del viaggio, egli non è infatti più un ragazzo e un marinaio: è prima un uomo, poi un capitano. E a proposito della fanciullezza egli scrive: “Uno chiude dietro di sé il cancelletto della fanciullezza – ed entra in un giardino incantato. Là persino le ombre rilucono di promesse. Ogni svolta del sentiero ha un suo fascino. E non perché sia una terra tutta da scoprire. Si sa bene che l’umanità intera l’ha percorsa in folla. E’ la seduzione dell’esperienza universale, da cui ci si attende una sensazione singolare o personale: un po’ di se stessi”.
    Il romanzo originale è scritto in inglese, lingua che Conrad ha appreso solo in età adulta, poiché visse e fu educato in Francia. Il linguaggio è infatti ricercato, quasi che lo scrittore si stesse misurando con se stesso per cogliere tutte le sfumature di una lingua che per molti aspetti gli era avversa. A tal proposito sarebbe interessante leggere la versione originale e fare il raffronto con la traduzione italiana di Flavia Marenco.

    ha scritto il 

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