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La linea di minor resistenza

Di

Editore: Gallucci (Universale)

3.8
(28)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 28 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8861453899 | Isbn-13: 9788861453890 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Illustratore o Matitista: Giuliano Della Casa

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Un testo cesellato parola per parola, limato con la cura dell'antico poeta, pensato per decenni e infine composto con l'attenzione riservata alle opere definitive. Questo libro unico, inafferrabile, concentra in sé il ritmo dell'epica, la saggezza del trattato morale, la narrazione metaforica del grande romanzo d'avventura, il fascino della confessione, messi in pagina con il delicato contrappunto dei disegni all'acquerello. "La linea di minor resistenza" è il tragitto che ciascuno fa nell'arco della propria esistenza: una battaglia con pochi momenti di euforia e qualche attimo di luminosa felicità, combattuta percorrendo inconsapevolmente la strada meno impegnativa, in un erratico avanzare sotto i giavellotti del destino. Fino allo stagno color piombo, che tutto inghiotte e cancella. Meditata a lungo e scritta da tempo, perfezionata con una ricerca senza requie, questa ballata esce oggi per esplicita volontà dell'autore, per il suo desiderio di condividere con tutti noi l'insegnamento di una vita, la sua vita. Al di là della cultura, della letteratura, dell'ineguagliabile simpatia, ciò che Carlo Fruttero ha voluto infine lasciarci in dono è un prezioso, sincero, essenziale "testamento umano".
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  • 5

    Brevissimo poemetto leggibile però come prosa interrotta, autoepitaffio dettato alla figlia e di postuma pubblicazione per esplicita consegna dell'autore; un po' come "una storia semplice" di Sciascia.


    Non esattamente ovvio, la sua storia e quella di tutti gli uomini sembra un lascito di ...continua

    Brevissimo poemetto leggibile però come prosa interrotta, autoepitaffio dettato alla figlia e di postuma pubblicazione per esplicita consegna dell'autore; un po' come "una storia semplice" di Sciascia.

    Non esattamente ovvio, la sua storia e quella di tutti gli uomini sembra un lascito di Marco Aurelio nei "pensieri a me stesso", insomma più che gentiluomo torinese Fruttero sembra uno stoico romano dei primi secoli del millennio. Sangue e battaglie, forza e onore, non ascoltare le sirene o simili, stringersi nella coorte ecc.
    A me ha sorpreso. Anche se non "procombette" sempre e solo nella lotta continua, ammettendo, temperato dall'applicazione della regola subalpina "Esageroma nen", che seguì invece, lui come moltissimi altri, la linea del titolo.

    E dire che dei due era quello dello scherzo faceto, dell'ironia - Lucentini invece più incline al sarcasmo e alla beffa.

    ha scritto il 

  • 5

    confesso che ho vissuto

    E' bellissimo e struggente questo piccolo testamento di Carlo Fruttero.


    Prossimo alla fine dei suoi giorni si racconta per metafora, quasi stupito di come sia sopravvissuto ai dolori e alle battaglie, ai pericoli, e grato delle giornate luminose e gioiose, degli affetti che hanno accompagn ...continua

    E' bellissimo e struggente questo piccolo testamento di Carlo Fruttero.

    Prossimo alla fine dei suoi giorni si racconta per metafora, quasi stupito di come sia sopravvissuto ai dolori e alle battaglie, ai pericoli, e grato delle giornate luminose e gioiose, degli affetti che hanno accompagnato la sua vita.

    Tutto questo in pochi versi sciolti, senza solennità e senza dare ammonimenti e consigli, e con quel disincanto, quel sorriso un pò amaro nel quale riconosciamo il Fruttero dei giorni migliori.

    ha scritto il 

  • 2

    la cinquantina di versi di poesia, tra l'esistenziale e il riassunto in allegoria di una vita, non sarebbe nemmeno male (per quanto non trovi condivisibili i toni enfatici delle varie presentazioni sui risvolti; occorrerà almeno una seconda lettura); il votaccio va alla discutibile operazione edi ...continua

    la cinquantina di versi di poesia, tra l'esistenziale e il riassunto in allegoria di una vita, non sarebbe nemmeno male (per quanto non trovi condivisibili i toni enfatici delle varie presentazioni sui risvolti; occorrerà almeno una seconda lettura); il votaccio va alla discutibile operazione editoriale di farne un volume, sfruttando il nome dell'autore. (è anche vero, però, che sarebbe stato difficile farne qualcos'altro; forse pubblicarli in appendice a qualche riedizione...)

    ha scritto il 

  • 4

    "C'erano tratti, anche lunghi, di pur guardinga
    spensieratezza, di euforico abbandono, l'ombra
    del pricolo rimasta indietro, quando ci pareva
    di correre piu' in fretta del sole."

    Ho aspettato un po' ad aprire questo libretto.
    Troppa enfasi me lo aveva fatto andare d ...continua

    "C'erano tratti, anche lunghi, di pur guardinga
    spensieratezza, di euforico abbandono, l'ombra
    del pricolo rimasta indietro, quando ci pareva
    di correre piu' in fretta del sole."

    Ho aspettato un po' ad aprire questo libretto.
    Troppa enfasi me lo aveva fatto andare di traverso..
    anche se la copertina mi aveva subito conquistato,
    sorprendendomi con il "mio" pupazzo, lo splendido guerriero di Capestrano!
    E invece ora che l'ho letto vi suggerisco di lasciar perdere le ritrosie da intelletuali snob, apritelo e non ve ne fregherà piu' nulla delle polemiche...la potenza di questo breve testo poetico vi scorrerà sottopelle come lava, che si rimpossessa della sua terra.

    ha scritto il 

  • 3

    Belve, tutti

    Ho troppo amato Carlo Fruttero in vita – da solo e con il compagno di una intera esistenza, Lucentini – per essere troppo severo con questo libricino che gli eredi, a poca distanza dalla sua scomparsa, mandano in tipografia con il titolo La linea di minor resistenza.
    Ma pare che Fru ...continua

    Ho troppo amato Carlo Fruttero in vita – da solo e con il compagno di una intera esistenza, Lucentini – per essere troppo severo con questo libricino che gli eredi, a poca distanza dalla sua scomparsa, mandano in tipografia con il titolo La linea di minor resistenza.
    Ma pare che Fruttero, dopo averlo dettato, volesse proprio così: da pubblicare solo successivamente alla sua morte.
    E così, eccolo qui questo libretto di poche pagine, con le belle illustrazioni di Giuliano Della Casa, e con un testo quasi poetico, una storia a volte epica che ci parla di una lunga fuga, di rari momenti di quiete, di brusco ripiombare nella barbarie del combattimento, tra una pioggia di giavellotti.
    A guidare i nostri eroi è, appunto, la “linea di minor resistenza”, quella stessa legge che governa i fatti della fisica, secondo la quale la stessa natura si adatta spontaneamente secondo i percorsi che appaiono più agevoli, più “naturali”, così come un fiume che si scava il letto lì dove è possibile.
    Lungo questo percorso – che è quello della vita – i nostri ignoti eroi incontreranno la paura, la speranza, la bellezza, la violenza, in un incessante mutare.
    Un bel testo, indubbiamente, cui si è voluto (troppo enfaticamente, a mio giudizio) attribuire valenza di testamento spirituale. Per fortuna vi è tutta l’opera di Carlo Fruttero per questo.

    ha scritto il