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La lingua perduta delle gru

By David Leavitt

(218)

| Others | 9788804337065

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Book Description

"I miei genitori sono gente aperta. Non resteranno anninetati dalla notizia" confida Philip. Sa che il tipo d'amore che lui ha scelto di vivere non è convenzionale, non è facile; ma non vede motivi per costringersi ancora a tenere segreta la sua real Continue

"I miei genitori sono gente aperta. Non resteranno anninetati dalla notizia" confida Philip. Sa che il tipo d'amore che lui ha scelto di vivere non è convenzionale, non è facile; ma non vede motivi per costringersi ancora a tenere segreta la sua realtà vera, la tenerezza che ha cercato e trovato, la sua speranza di felicità, perchè "qualunque sia la cosa che amiamo, è quello che noi siamo". Era il 1986. Con questo libro delicato, tagliente, preciso nella chirurgia dei sentimenti che uniscono e dividono generazioni attigue e diversissime, David Leavitt entrava nella corsa verso il Grande Romanzo Americano.

154 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Mi ha colpito molto l’origine del titolo del libro che prende spunto da un caso clinico e si riferisce alla storia di un bambino di due anni che viene abbandonato dalla madre in una casa popolare, vicino ad un cantiere edile, nei sobborghi di New Yor ...(continue)

    Mi ha colpito molto l’origine del titolo del libro che prende spunto da un caso clinico e si riferisce alla storia di un bambino di due anni che viene abbandonato dalla madre in una casa popolare, vicino ad un cantiere edile, nei sobborghi di New York. Per qualche tempo il bimbo piange e si dispera fino a quando i vicini lo trovano intento a giocare e a imitare i movimenti e i rumori delle gru, uniche cose stabili, del mondo esterno, che vede dalla finestra dell'appartamento; portato in un istituto speciale il piccolo continua a divertirsi solamente vedendo delle fotografie di gru.
    Questa vicenda è solo una parentesi di tre pagine poste al centro del romanzo.
    Per il resto si racconta di una tipica famiglia americana: Owen, il papà, enigmatico professore, Rose, la mamma, redattrice in una casa editrice e Philip, il figlio che, pur essendo andato via di casa, è ancora alla ricerca di un suo equilibrio.
    L'atmosfera familiare è scandita da giornate tranquille nelle quali Rose si divide tra il lavoro e la casa, luogo in cui esprime se stessa soprattutto in cucina, nella preparazione di piatti e torte assortite che Owen attende.
    La loro quieta esistenza è investita dalla rivelazione di Philip che decide di confessare ai genitori di essere gay. Nello stupore generale anche il padre, dopo lunghe giornate trascorse ad illudersi nel tentativo di costruire una famiglia "normale", esce allo scoperto e comunica alla moglie i desideri omosessuali che, segretamente, aveva represso per tutta la vita.
    Il racconto prosegue con una delicata descrizione del ritrovato rapporto tra padre e figlio ma la protagonista del libro è lei, la madre, moglie ma soprattutto donna che, energicamente e intelligentemente lascia scorrere in se le contrastanti emozioni che le rivelazioni le provocano.
    Solo quando i sentimenti invisibili prendono corpo si comprende il senso del bambino gru, vicenda che Leavitt commenta con una frase che per me è la più intensa dell’opera:" Ciascuno, a modo suo, trova ciò che deve amare e lo ama, qualunque sia la cosa che amiamo, è quello che noi siamo”.

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    Aspa said on Oct 21, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il problema è che amare qualcuno non è la stessa cosa che voler passare la vita con questa persona.

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    Luca Leone said on Sep 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ...perso, non lo trovo più!:)

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    mary said on Mar 23, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    "Se mi svegliassi fra trent'anni e mi guardassi alle spalle e capissi che ho sprecato la mia vita-beh sarebbe orribile.Perchè è importante mamma.La mia sessualità,la mia attrazione per gli uomini,è la forza più cruciale,più elementare della mia vita, ...(continue)

    "Se mi svegliassi fra trent'anni e mi guardassi alle spalle e capissi che ho sprecato la mia vita-beh sarebbe orribile.Perchè è importante mamma.La mia sessualità,la mia attrazione per gli uomini,è la forza più cruciale,più elementare della mia vita,e negarla,fingere che non ci sia perchè ho paura di quello che pensa la gente- questa sì sarebbe una tragedia"...

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    Lasissy85 said on Feb 19, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Anni '80

    Molta perplessità mi rimane alla fine di questo libro, di sicuro l'argomento è interessante ed affrontato in una certa maniera, ma risente troppo del tempo passato, si sente tutto il peso degli anni '80, con l'outing a tutti i costi, l'ostentazione, ...(continue)

    Molta perplessità mi rimane alla fine di questo libro, di sicuro l'argomento è interessante ed affrontato in una certa maniera, ma risente troppo del tempo passato, si sente tutto il peso degli anni '80, con l'outing a tutti i costi, l'ostentazione, la paura dell'AIDS, i bar gay, interessante la dualità della storia fra il 'nuovo' gay e il 'vecchio'.
    E comunque a tratti pare che il concetto di omosessualità sia legato ad una sorta di ereditarietà e quindi di malattia e l'ho trovato molto sgradevole.

    6.5/10

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    Marta said on Feb 15, 2014 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    Qualunque sia la cosa che noi amiamo, è quello che noi siamo.

    Una famiglia annientata dall'omosessualità. Famiglia vista come rifugio o come salvezza da chi non sa come affrontare l'essere "diverso". O, ancora, vista come consuetudine, come un quadruccio antico, senza un vero valore, fintamente felice, per cost ...(continue)

    Una famiglia annientata dall'omosessualità. Famiglia vista come rifugio o come salvezza da chi non sa come affrontare l'essere "diverso". O, ancora, vista come consuetudine, come un quadruccio antico, senza un vero valore, fintamente felice, per costringersi a NON vivere la propria libertà e la propria indole. E' vero, è un romanzo che tratta di omosessualità, parla di gay, ma messa così è decisamente riduttivo perchè a mio avviso è un libro che parla d’amore in tutte le sue forme, della paura dell’amore e della paura di soffrire per amore, del disagio, delle difficoltà di esprimersi e di lasciarsi andare. E Leavitt lo fa nella giusta maniera, senza troppi sentimentalismi e senza scadere mai nella retorica e nell'ovvio. Il mini racconto sul bambino gru che inserisce abilmente a circa metà del libro è molto toccante e da un senso allo strano titolo del libro.... No, forse non un senso vero e proprio ma un indizio per poi trarre liberamente le proprie conclusioni...... Bello e particolare

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    CriSting said on Jan 17, 2014 | 2 feedbacks

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