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La lingua perduta delle gru

By David Leavitt

(658)

| Others | 9788804458746

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Book Description

"I miei genitori sono gente aperta. Non resteranno annientati dalla notizia" confida Philip. Sa che il tipo d'amore che lui ha scelto di vivere non è convenzionale, non è facile: ma non vede motivi per costringersi ancora a tenere segreta la sua real Continue

"I miei genitori sono gente aperta. Non resteranno annientati dalla notizia" confida Philip. Sa che il tipo d'amore che lui ha scelto di vivere non è convenzionale, non è facile: ma non vede motivi per costringersi ancora a tenere segreta la sua realtà vera, la tenerezza che ha cercato e trovato, la sua speranza di felicità, perché "qualunque sia la cosa che amiamo, è quello che noi siamo". Era il 1986. Con questo libro delicato, tagliente, preciso nella chirurgia dei sentimenti che uniscono e dividono generazioni attigue e diversissime, David Leavitt entrava nella corsa verso il Grande Romanzo Americano.

152 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    ...perso, non lo trovo più!:)

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    mary said on Mar 23, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    "Se mi svegliassi fra trent'anni e mi guardassi alle spalle e capissi che ho sprecato la mia vita-beh sarebbe orribile.Perchè è importante mamma.La mia sessualità,la mia attrazione per gli uomini,è la forza più cruciale,più elementare della mia vita, ...(continue)

    "Se mi svegliassi fra trent'anni e mi guardassi alle spalle e capissi che ho sprecato la mia vita-beh sarebbe orribile.Perchè è importante mamma.La mia sessualità,la mia attrazione per gli uomini,è la forza più cruciale,più elementare della mia vita,e negarla,fingere che non ci sia perchè ho paura di quello che pensa la gente- questa sì sarebbe una tragedia"...

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    Lasissy85 said on Feb 19, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Anni '80

    Molta perplessità mi rimane alla fine di questo libro, di sicuro l'argomento è interessante ed affrontato in una certa maniera, ma risente troppo del tempo passato, si sente tutto il peso degli anni '80, con l'outing a tutti i costi, l'ostentazione, ...(continue)

    Molta perplessità mi rimane alla fine di questo libro, di sicuro l'argomento è interessante ed affrontato in una certa maniera, ma risente troppo del tempo passato, si sente tutto il peso degli anni '80, con l'outing a tutti i costi, l'ostentazione, la paura dell'AIDS, i bar gay, interessante la dualità della storia fra il 'nuovo' gay e il 'vecchio'.
    E comunque a tratti pare che il concetto di omosessualità sia legato ad una sorta di ereditarietà e quindi di malattia e l'ho trovato molto sgradevole.

    6.5/10

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    Marta said on Feb 15, 2014 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    Qualunque sia la cosa che noi amiamo, è quello che noi siamo.

    Una famiglia annientata dall'omosessualità. Famiglia vista come rifugio o come salvezza da chi non sa come affrontare l'essere "diverso". O, ancora, vista come consuetudine, come un quadruccio antico, senza un vero valore, fintamente felice, per cost ...(continue)

    Una famiglia annientata dall'omosessualità. Famiglia vista come rifugio o come salvezza da chi non sa come affrontare l'essere "diverso". O, ancora, vista come consuetudine, come un quadruccio antico, senza un vero valore, fintamente felice, per costringersi a NON vivere la propria libertà e la propria indole. E' vero, è un romanzo che tratta di omosessualità, parla di gay, ma messa così è decisamente riduttivo perchè a mio avviso è un libro che parla d’amore in tutte le sue forme, della paura dell’amore e della paura di soffrire per amore, del disagio, delle difficoltà di esprimersi e di lasciarsi andare. E Leavitt lo fa nella giusta maniera, senza troppi sentimentalismi e senza scadere mai nella retorica e nell'ovvio. Il mini racconto sul bambino gru che inserisce abilmente a circa metà del libro è molto toccante e da un senso allo strano titolo del libro.... No, forse non un senso vero e proprio ma un indizio per poi trarre liberamente le proprie conclusioni...... Bello e particolare

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    CriSting said on Jan 17, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Bocciato senza remore.

    Che frustrazione questa volontà di dire, dire, dire e di ritrovarsi con un messaggio banale e senza reale adesione alla realtà.

    In questo caso parliamo di realtà omosessuale. Perché, dico io, presentare dei dialoghi così banali ed irreali, da rasent ...(continue)

    Che frustrazione questa volontà di dire, dire, dire e di ritrovarsi con un messaggio banale e senza reale adesione alla realtà.

    In questo caso parliamo di realtà omosessuale. Perché, dico io, presentare dei dialoghi così banali ed irreali, da rasentare letteralmente l'assurdo?

    Procedendo con ordine: inizialmente reputavo la rappresentazione del mondo omosessuale anni '80 come qualcosa di forzato. Poi ho dovuto fare un passo indietro per due motivi: il primo è che questo mondo qui presentato, fatto di mancanza di veri valori (tranne che per pochi eletti), di volontà per la stabilità, e così via, è un mondo che oggi è ben saldo, a scapito di quello fisso, che tende alla fissità della famiglia (omosessuale e non); il secondo è che ho dovuto tener conto anche del periodo storico, in cui la liberazione sessuale era, oserei definire, sfacciata, ossia quasi priva di dubbi o di influenze esterne. Essere gay nella New York anni '80 era - finalmente - normale, anche se comunque ciò comportava una ghettizzazione autoimposta.

    Parlando della struttura del romanzo, posso dire che la mancanza di un qualsiasi equilibrio è IMPERANTE: David non ha colto, a parer mio, la capacità che ha la scrittura di sollevare questioni e evidenziare problematiche. Qui sono tutti gay, anche i padri, nessuno escluso. Gay significa soffrire o nascondersi per 50 anni (ci può stare). Gay significa quindi soffrire, accettarsi e attendere che gli altri accettino. Totalmente fuorviante.
    Di tanta letteratura lgbt che ho letto, posso dire che l'omosessualità è sempre più vissuta come un processo che, per i più, termina con il sorriso. Qui invece non si capisce. Non c'è un'omosessualità normalizzata, né un'omosessualità vissuta solo da un punto di vista erotico. C'è confusione.

    Cose positive sono state poche: alcune scene basate sulle relazioni famigliari - la famiglia è una costante; la rappresentazione, molto fine e nascosta, della paura dell'AIDS, che in quegli anni terrorizzava come la peste nel Medioevo; la rappresentazione delle vite sui nuovi scorci urbani materialisti e eco-egoistici che rendono la narrazione più vera.

    Per il protagonista, Philip, non c'è nemmeno un vero finale sentimentale, non proprio. Il romanzo presenta abbastanza buchi, creati senza motivo attraverso una rappresentazione anche sbagliata - secondo la mia esperienza - dell'omosessualità. Al fine di confermare la cosa, l'autore - dichiaratamente gay - nell'opera afferma che essere gay è una scelta di vita profonda. Ho detto tutto.

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    Manuel said on Nov 19, 2013 | Add your feedback

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