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La lingua salvata

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 45

By Elias Canetti

(1031)

| Hardcover | 9788481305418

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Book Description

La lingua in cui ci si esprime come identità culturale e antropologica, ma anche come conquista originata da una mozione degli affetti, da un grave incidente di percorso nella vita: il primo volume dell'autobiografia di Elias Canetti fa perno proprio Continue

La lingua in cui ci si esprime come identità culturale e antropologica, ma anche come conquista originata da una mozione degli affetti, da un grave incidente di percorso nella vita: il primo volume dell'autobiografia di Elias Canetti fa perno proprio sul problema della lingua, problema particolarmente sentito per un ebreo sefardita di origini spagnole, nato in Bulgaria, con due genitori che in casa parlano spagnolo, ma nell'intimità adottano il tedesco, e con una scuola in cui gli si insegna il bulgaro. Ma per il bambino poliglotta il tedesco, lingua a lui ignota e resa in qualche modo magica dall'uso che ne fanno i genitori, costituirà un doloroso appuntamento col destino: glielo insegnerà con gran pazienza e fatica la madre, dopo l'improvvisa e prematura scomparsa del padre, come fosse un pegno d'amore indirizzato al marito morto. E Canetti la adotterà in ogni suo scritto, come lingua, appunto, dell'amore.
La lingua salvata è una struggente, lucidissima rievocazione dell'infanzia e dell'adolescenza dello scrittore, profondamente segnate dalla perdita del padre amatissimo e dalla consolante, discretissima presenza della madre, che senza darlo a vedere gli instilla l'amore per la letteratura. Ed è anche la cronaca degli spostamenti per l'Europa del ragazzo al seguito di una famiglia senza pace, dalla natia cittadina danubiana di Rustschuk all'Inghilterra, da Vienna a Zurigo, dove l'adolescente Elias trascorre "gli unici anni di perfetta felicità", e dove il libro si conclude con l'amara premonizione di un imminente ulteriore spostamento. E', in definitiva, la storia di una giovinezza triste ed esaltante, depressa e curiosa, divertente e tragica: una storia che non può non coinvolgere chiunque coltivi una disponibile sensibilità e un rapporto col mondo basato sull'onestà e autenticità degli affetti.

159 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Ci ho sentito delle stonature fastidiose che mi impediscono la massima valutazione.

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    Vra48 said on Jul 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    il finale vale da solo la lettura... la cacciata dal Paradiso

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    Franciscus said on Apr 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Io credo infatti faccia parte del sapere il volersi rendere manifesto e non contentarsi di un'esistenza nascosta. Il sapere muto mi pare pericoloso, perché, ammutolendo sempre più, finisce per diventare un sapere segreto che poi deve vendicarsi dell ...(continue)

    "Io credo infatti faccia parte del sapere il volersi rendere manifesto e non contentarsi di un'esistenza nascosta. Il sapere muto mi pare pericoloso, perché, ammutolendo sempre più, finisce per diventare un sapere segreto che poi deve vendicarsi della propria segretezza. Il sapere che si fa avanti, in quanto si comunica agli altri, è un sapere buono, che cerca, certo, stima e considerazione, ma non si rivolge contro nessuno.

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    Laura said on Feb 28, 2014 | Add your feedback

  • 11 people find this helpful

    Una scrittura raffinata per una autobiografia che si legge come un romanzo...<br />Mi ha incantato questo scrittore con il suo modo di raccontare: mi sono sentita piacevolmente e completamente immersa nelle parole, nelle immagini, nelle sensazi ...(continue)

    Una scrittura raffinata per una autobiografia che si legge come un romanzo...<br />Mi ha incantato questo scrittore con il suo modo di raccontare: mi sono sentita piacevolmente e completamente immersa nelle parole, nelle immagini, nelle sensazioni...nelle storie che ha raccontato, nei pensieri che ha avuto...<br />Si capisce il motivo per cui ha meritato il Premio Nobel: la purezza della sua lingua.

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    Rosella said on Feb 12, 2014 | 1 feedback

  • 3 people find this helpful

    Tutto ciò che chiedo a un classico

    La lentezza con cui l'ho letto è pari all'intensità che mi ha trasmesso.

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    ElenaElle said on Feb 10, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    "Mi voltai verso la mamma, avevo paura che stesse piangendo, ma non piangeva, ci gettammo l'uno nelle braccia dell'altro e restammo abbracciati "

    La lingua in cui ci si esprime come identità culturale e come conquista originata da una mozione degli affetti, dà un grave incidente di percorso nella vita: il primo volume dell'autobiografia di Elias Canetti fa leva proprio sul problema della ling ...(continue)

    La lingua in cui ci si esprime come identità culturale e come conquista originata da una mozione degli affetti, dà un grave incidente di percorso nella vita: il primo volume dell'autobiografia di Elias Canetti fa leva proprio sul problema della lingua, particolarmente sentito per un ebreo di origini spagnole, nato in Bulgaria, con due genitori che in casa parlano spagnolo, ma nell'intimità adottano il tedesco, e con una scuola in cui gli si insegna il bulgaro. Ma per il bambino poliglotta il tedesco, lingua a lui ignota e resa in qualche modo magica dall'uso che ne fanno i genitori, costituirà un doloroso appuntamento col destino: glielo insegnerà con gran pazienza e fatica la madre, dopo l'improvvisa e prematura scomparsa del padre, come fosse un pegno d'amore indirizzato al marito morto. E Canetti la adotterà in ogni suo scritto, come lingua, appunto, dell'amore.
    La lingua salvata è una struggente, lucidissima rievocazione dell'infanzia e dell'adolescenza dello scrittore, profondamente segnate dalla perdita del padre amatissimo e dalla consolante, discretissima presenza della madre, che senza darlo a vedere gli instilla l'amore per la letteratura. Ed è anche la cronaca degli spostamenti per l'Europa del ragazzo al seguito di una famiglia senza pace, dalla natia cittadina danubiana di Rustschuk all'Inghilterra, da Vienna a Zurigo, dove l'adolescente Elias trascorre "gli unici anni di perfetta felicità", e dove il libro si conclude con l'amara premonizione di un imminente ulteriore spostamento. E', in definitiva, la storia di una giovinezza triste ed esaltante, depressa e curiosa, divertente e tragica: una storia che non può non coinvolgere chiunque coltivi una disponibile sensibilità e un rapporto col mondo basato sull'onestà e autenticità degli affetti.

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    Marina di Malombra said on Oct 12, 2013 | Add your feedback

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