La llamada de lo salvaje

By

Publisher: El Pais

4.1
(4241)

Language: Español | Number of Pages: 146 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Galego , Catalan , Italian , German , French , Chi simplified , Portuguese , Norwegian , Swedish

Isbn-10: 849624637X | Isbn-13: 9788496246379 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , Others , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Pets , Travel

Do you like La llamada de lo salvaje ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Buck, el perro del juez Miller, lleva una apacible vida en California, cuando es raptado y obligado a tirar de un trineo por las heladas orillas del río Yukón, donde miles de hombres -llamados por las "fiebre del oro"- buscan fortuna. Terribles experiencias y la crueldad de sus nuevos amos le empujan a reencontrarse con sus ancestros salvajes como única forfma de adaptarse al medio y sobrevivir. Finis, el otro cuento que completa este volumen, se desarrolla, también en la zona ártica.
Sorting by
  • 4

    Il dominatore della foresta

    E' un libro avvincente che narra le avventure vissute da Buck, un cane coraggioso e vigoroso, in una terra selvaggia popolata da uomini avidi.
    Il protagonista si rivela piuttosto in gamba nei boschi s ...continue

    E' un libro avvincente che narra le avventure vissute da Buck, un cane coraggioso e vigoroso, in una terra selvaggia popolata da uomini avidi.
    Il protagonista si rivela piuttosto in gamba nei boschi selvaggi e in tante situazioni pericolose, è legato a il suo ultimo padrone da una profonda amicizia.
    Mario.

    said on 

  • 5

    Il romanzo breve perfetto.

    Scribacchini di oggi inchinatevi di fronte a sua maestà Jack London che riesce a scrivere capolavori anche parlando di un cane.

    said on 

  • 5

    Buck, dalla vita domestica alla foresta.

    Entriamo nella pelle (e nel pelo) di Buck, un grosso cane che vive beato nella bella casa dei suoi padroni. Ci entriamo agevolmente, perché London sa scrivere molto bene ed è qui la chiave della belle ...continue

    Entriamo nella pelle (e nel pelo) di Buck, un grosso cane che vive beato nella bella casa dei suoi padroni. Ci entriamo agevolmente, perché London sa scrivere molto bene ed è qui la chiave della bellezza e potenza di questo libro. La capacità di vedere con gli occhi di Buck, il suo fidarsi dell'uomo e la disperazione dovuta alla perdita di questa profonda e illimitata fiducia, lo scontro con gli altri cani, lo scoprire una realtà ben più selvaggia ed infine il richiamo della foresta. Vale la pena di leggerlo almeno una volta nella vita. Fantastico.

    said on 

  • 5

    L'ultima volta l'avevo letto moltissimi anni fa, non ricordo con precisione quando fu, ma ricordo che lo lessi un giorno di influenza in pieno inverno e davanti al camino acceso. Ovviamente andavo anc ...continue

    L'ultima volta l'avevo letto moltissimi anni fa, non ricordo con precisione quando fu, ma ricordo che lo lessi un giorno di influenza in pieno inverno e davanti al camino acceso. Ovviamente andavo ancora a scuola ma non ricordo a che livello della scuola, se elementari o medie.
    E mi ricordo che mi sorpresi a piangere di commozione e rabbia nella scena finale, l'avevo già letto il romanzo e mi era piaciuto molto, ma quella volta mi commosse sino alle midolla.
    *
    Questa volta ho scoperto, a distanza di due decenni circa, un romanzo molto più "profondo" per alcuni versi, e molto più "grezzo" per altri. Ho molto gradito la nota finale di Gianni Celati e mi chiedo perché i traduttori non si impongano sempre di scriverci qualcosa su come è stato tradurre il libro e come hanno notato la lingua di partenza. Ho pure scoperto (grazie Gianni) che la crassa imbecillità degli USA impone la "moda" (o non so come chiamarla) di "modernizzare" il testo di London al punto che le differenze tra l'edizione del 1903 e quelle che oggi comprano gli utenti odierni degli USA sono notevoli.
    Per la serie, non solo siamo ignoranti come delle manguste etiliste, ma ci teniamo pure a peggiorare la nostra scarsa cultura!

    said on 

  • 4

    Il richiamo della Storia

    La Storia, insegna Jack London in questo libro, è un filo lunghissimo, rosso e inseguibile, fin alle origini; dalla matassa prima che si è dipanata, all'alba dei tempi, srotolandosi fino a noi, che ne ...continue

    La Storia, insegna Jack London in questo libro, è un filo lunghissimo, rosso e inseguibile, fin alle origini; dalla matassa prima che si è dipanata, all'alba dei tempi, srotolandosi fino a noi, che ne stringiamo il capo e presto saremo costretti a passarlo alle nuove generazioni e ad aiutare lo svolgimento - della matassa appunto.
    Prima che una storia di cani, è un libro sull'imponenza della Storia, sulla tortuosità dei suoi percorsi, sulla miscelazione continua, sulle curve e sui perigli che l'animo umano attraversa per trovare (o ri-trovare) sè stesso - o finendo fatalmente per perdersi in un crepaccio, vittima della propria demiurgica vanità.

    A mio parere, la Storia, in questo libro, è iconograficamente rappresentata da una serie di personaggi che influiscono diversamente sull'animo del protagonista. La Storia PRESENTE, è l'uomo col maglione rosso che, nel secondo capitolo, ammansisce la rabbia di Buck e lo doma al comando dell'uomo: è la vita nella quale ci troviamo, senza possibilità di scelta, che con crudele dirigismo ci impone un luogo e le sue leggi.
    La sopravvivenza, come si vedrà per i tre quarti del libro, non è ubbidirvi ciecamente, non è sottostarvi, MA farle proprie; seguirle per distorcerle al proprio ISTINTO (l'unico richiamo al quale Buck non mancherà mai d'obbedire).
    Ed è proprio l'istinto a farsi Storia nel vero senso della parola, come risultante del tempo, degli incroci, dell'inconoscibile bagaglio che il passato, colle sue ombre e le sue soluzioni, allestisce e regala alle generazioni future - ma lo seppellisce, profondamente, nel sangue, nelle combinazioni peptidiche, e il suo richiamo è docile, quasi una impressione.
    Per questo Buck deve prima riuscire a comprendere e dominare il presente, conoscere i suoi rischi, rafforzare la propria decisione, il proprio coraggio, la propria saggezza - la consapevolezza del presente,si fa crudele a volte, spietata, ma anche caritatevole, fondamentalmente, nell'immaginario di London, è la GIUSTIZIA che agisce, spesso, nel ristabilire l'ordine, tirando con sè anche degli innocenti.
    Ma, si diceva, conosciuto il presente, l'orecchio e l'udito si affinano, e sentono il richiamo, è L'URLO a sconvolgerlo: come nei romanzi d'Elsa Morante, l'urlo (qui un ululato) squarcia la notte imprimendo col suo sconvolgente potere, uno sgomento e una inquietudine universali.
    Ed è come se la storia riavvolgesse la matassa, e noi, col capo fra le dita, stretti nella presa, regredissimo all'originale di noi stessi.

    Questo è ciò che ristagna ne "il richiamo della foresta, al di là dell'intreccio molto bello e molto ben strutturato, veloce e crudo, come la vita del suo autore; vagabondo e ieratico, forastico ma anche dolce nel proprio rigido affetto. Un libro stratificato, più profondo di quanto si possa pensare alla prima impressione.

    said on 

  • 5

    Bellissimo romanzo d'avventura ambientato nel Nord America. Un grande ed emozionante classico. Il personaggio principale è il cane Buck. Il cane all'inizio domestico che vive con una famiglia, poi vie ...continue

    Bellissimo romanzo d'avventura ambientato nel Nord America. Un grande ed emozionante classico. Il personaggio principale è il cane Buck. Il cane all'inizio domestico che vive con una famiglia, poi viene rubato e diventa un cane da slitta (conosce la cattiveria umana), poi scoprirà l'amore di un uomo fino al richiamo della foresta. Un cane che conosce la sofferenza però non si arrenderà mai e mai dimenticherà chi gli ha voluto bene. Libro che parla anche dell'amicizia vera e sincera tra un cane e il suo "padrone". Libro per ragazzi da rileggere in età adulta.

    said on 

  • 5

    Una prosa poetica al servizio di una storia che celebra il ritorno alla selvatichezza

    Ho divorato questo breve ma denso London: vero capolavoro in cui si respira un nietszcheanismo selvaggio, un atavismo furente.
    Questo narratore dei boschi e dei ghiacci ha un'abilità davvero non comun ...continue

    Ho divorato questo breve ma denso London: vero capolavoro in cui si respira un nietszcheanismo selvaggio, un atavismo furente.
    Questo narratore dei boschi e dei ghiacci ha un'abilità davvero non comune nello sforzo di immedesimazione con l'altro (ma un altro che ci dice molto di noi stessi), compiendo il miracolo di restituirci in modo credibile il sentire di un cane. Lo fa riportandoci in sette capitoli i passaggi che in una spirale di violenza e potenza crescenti conducono Buck alla propria completa de-domesticazione.
    Mi rendo conto solo ora, leggendo qualche critica qua e là, che al testo si può dare, oltre alla più immediata interpretazione positiva (la risposta al richiamo e la fusione e dispersione nel branco è vita, è giovinezza), quella negativa di un percorso involutivo pari a quello dell'allontanamento dell'uomo dalla civilizzazione, verso una progressiva brutalità.
    Ad ogni modo, una delle impressioni che mi resterà di più di questa lettura è quella della - per me inattesa - intensa poeticità della prosa di London, come in estratti di innegabile bellezza come il seguente:

    "C'è un'estasi che caratterizza il culmine della vita e oltre la quale la vita non può innalzarsi. E il paradosso di vivere è tale che questa estasi arriva quando si è sommamente vivi e viene come un totale oblio dell'essere vivi. Questa estasi, questo dimenticarsi di vivere, viene all'artista fuori di sé colto da una vampata di passione; viene durante la battaglia campale al soldato pazzo di guerra quando rifiuta la tregua; e venne a Buck alla testa del branco mentre faceva risuonare il vecchio grido del lupo, teso a inseguire il cibo ancora vivo che fuggiva rapido davanti a lui sotto la luna. Stava scandagliando le profondità della sua natura e di parti della sua natura ancora più profonde di lui, le stesse che risalivano nel grembo del Tempo."

    said on 

Sorting by
Sorting by
Sorting by