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La lleona blanca

Per

Editor: Tusquets editors

3.9
(1267)

Language:Català | Number of Pàgines: 482 | Format: Softcover and Stapled | En altres llengües: (altres llengües) English , German , Italian , Spanish , French , Dutch , Slovenian , Polish

Isbn-10: 8483108798 | Isbn-13: 9788483108796 | Data publicació:  | Edition 1

Translator: Carolina Moreno

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descripció del llibre
Una tarda de primavera de 1992, la jove agent immobiliària Louise Akerblom és assassinada a sang freda en una solitària granja d'Escània, Suècia. Mentrestant, en la llunyana Sud-àfrica, Jan Kleyn, cap visible d'una organització d'extrema dreta, lidera un atemptat contra un important dirigent del país per tal d'evitar que guanyi la nova política antiapartheid. Per això, Kleyn contractarà els serveis d'un assassí a sou que valorà fins a Ystad, on l'esperarà un antic agent del KGB per entrenar-lo.

Tots aquests esdeveniments se succeiran sota la jurisdicció de l'inspector Kurt Wallander, que haurà d'intentar fer encaixar les peces d'aquest estrany trencaclosques format per un assassinat sense mòbil, un dit negre escapçat, una banda de delinqüents russos d'Estocolm i una granja que algú fa volar pels aires. Tot plegat, massa complex per a un Wallander cansat i amb massa problemes personals, que al final aconseguirà que recaigui sobre ell un ordre de recerca i captura.
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  • 4

    Ormai ho capito che Mankell non mi tradisce.
    Non sono un gran lettore di gialli, eppure ormai mi son messo in testa che un po' alla volta mi leggo tutto Wallander. Gustoso, di ampio respiro, affronta ...continua

    Ormai ho capito che Mankell non mi tradisce.
    Non sono un gran lettore di gialli, eppure ormai mi son messo in testa che un po' alla volta mi leggo tutto Wallander. Gustoso, di ampio respiro, affronta temi importanti con un'ottica che permette di trascendere dal particolare (la vicenda narrata, il delitto) per arrivare ai grandi spazi degli aspetti critici del mondo intero.
    Svezia e Sudafrica: come trovare due nazioni così distanti fisicamente e culturalmente? In questi libro invece s'intrecciano e la vicenda ci sta tutta.
    Io me lo sono gustato, lo consigli anche a voi.

    dit a 

  • 3

    Non un classico giallo

    Terzo libro di Marnkell dedicato al commissario Wallander, che alterna buoni spunti a pagine di dissertazioni geopolitico-morali e che non è assolutamente paragonabile ad un classico giallo.
    Infatti s ...continua

    Terzo libro di Marnkell dedicato al commissario Wallander, che alterna buoni spunti a pagine di dissertazioni geopolitico-morali e che non è assolutamente paragonabile ad un classico giallo.
    Infatti sin dall’inizio si capisce chi è il colpevole, chi è l’assassino, fin dall’inizio si sa come andrà a finire e ciononostante la tensione non cala mai.
    Cosa ha a che fare l'omicidio di una donna, mite e senza nemici in Svezia, con un attentato organizzato in Sudafrica contro un eminente uomo politico? Il commissario Wallander indaga sulla prima morte, ma si troverà coinvolto in qualcosa che forse è più grande di lui: l'happartaid. Però, il commissario si imbatte in troppe coincidenze a lui favorevoli, ha sempre sensazioni mai sbagliate, e spesso si interroga pessimisticamente se è in grado di portare avanti il suo lavoro.

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  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    3

    Tempo fa...:

    Devo dire che ci ho messo un po' a finirlo, perché quasi 600 pagine scritte in piccolo richiedono tempo, ma ne è valsa la pena. Iniziamo immersi nell'atmosfera - un po' rarefatta per me ...continua

    Tempo fa...:

    Devo dire che ci ho messo un po' a finirlo, perché quasi 600 pagine scritte in piccolo richiedono tempo, ma ne è valsa la pena. Iniziamo immersi nell'atmosfera - un po' rarefatta per me che conosco poco quella realtà - del Sud Africa nel 1918, dove i boeri si uniscono in una “Confraternita” per conservare la supremazia sui neri e per mettere in minoranza gli inglesi, allora fortemente presenti in terra d'Africa. Si tratta di una sorta di premessa alla vicenda, che invece si svolge ai giorni nostri. I boeri della Confraternita organizzano un'attentato per uccidere Nelson Mandela, che dopo la sua liberazione è visto come una minaccia all'egemonia dei bianchi sui neri, siamo ancora in pieno hapartaid. Per l'attentato viene ingaggiato un killer di colore (due per la verità perché il primo rimarrà ucciso e verrà sostituito), che viene addestrato da un ex agente segreto sovietico, un certo Konovalenko, uomo freddo e spietato, già il nome incute un certo timore. L'addestramento avviene in Svezia, un paese dove è facile entrare e uscire con passaporti falsi e i controlli sono davvero modesti. Qui viene uccisa a sangue freddo Louise, una giovane donna, sposata e madre di due bambini, capitata nel posto sbagliato al momento sbagliato. L'omicido dà il via alle laboriose e difficili indagini di Wallander e della sua squadra. Molti i colpi di scena: Wallander rischia la vita più volte e anche la figlia Linda viene rapita e maltrattata da Konovalenko, si salverà solo grazie al sacrificio di un'altra donna, coinvolta nel complotto, che la farà fuggire. Wallander uscirà provato da tutta questa esperienza, infatti chiudiamo il romanzo lasciandolo in uno stato di profonda prostrazione, una sorta di esaurimento che dovrà curare e che lo terrà lontano dal commissariato di Ystad per diversi mesi, anzi lui medita di non tornare più in servizio e di chiedere la pensione anticipata, ma noi sappiamo che non è così perché ci sono ancora ben 6 libri sulle sue inchieste prima dell'addio definitivo a questo personaggio. Chiudo, perciò, il romanzo un po' più rilassata; la storia invece mi ha tenuta col fiato sospeso fino alla fine,come è nella tradizione di Mankell.

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  • 3

    Talvolta si rimane dispiaciuti quando la lettura di un thriller termina. Si avrebbe voglia di mantenere quella atmosfera che ci ha accompagnato nella lettura. Ecco questa e' una sensazione che non si ...continua

    Talvolta si rimane dispiaciuti quando la lettura di un thriller termina. Si avrebbe voglia di mantenere quella atmosfera che ci ha accompagnato nella lettura. Ecco questa e' una sensazione che non si prova alla fine del romanzo. Si legge, ogni tanto ci si appassiona, ma.... Tutto sommato quando termina non si è dispiaciuti. Sarà forse un po' troppo lungo e ..stiracchiato?

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  • 5

    Wallander again...

    certo che a guardare la mole di questo libro ci si chiede cosa vorrà mai dire in un giallo, ed invece il libro scorre e non si vede l'ora di finirlo. tra il Sudafrica e la Svezia, quasi in parallelo, ...continua

    certo che a guardare la mole di questo libro ci si chiede cosa vorrà mai dire in un giallo, ed invece il libro scorre e non si vede l'ora di finirlo. tra il Sudafrica e la Svezia, quasi in parallelo, le vicende si accavallano con morti e complotti, crolli nervosi e tenerezze. resisterà a tutto questo, il mitico commissario Wallander? a suivre...

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  • 3

    Il mio primo Mankell. Ancora non l'ho finito.
    Non sono un'amante dei gialli/thriller.
    Un libro molto ambizioso, che parte in sordina e poi si tuffa in un intricato racconto di complotti internazionali ...continua

    Il mio primo Mankell. Ancora non l'ho finito.
    Non sono un'amante dei gialli/thriller.
    Un libro molto ambizioso, che parte in sordina e poi si tuffa in un intricato racconto di complotti internazionali. A tratti forse pure un po' troppo ambizioso, ma la parte sudafricana è quella che mi sta piacendo di più. Wallander mi è istintivamente simpatico. Lo stile di Mankell mi piace. Leggerò altro.

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  • 4

    una bella trama gialla

    si parte dai primi del 1900 per parlare del sudafrica con le sue schifose leggi razziali ...Mankell costruisce una storia credibile e ricca di suspence.

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  • 4

    In Svezia la democrazia almeno per la generazione del dopoguerra deve essere stata sentita, vissuta e integrata nel dna. Se non fosse così non si potrebbe trattare in forma di "thriller" a mezzo con ...continua

    In Svezia la democrazia almeno per la generazione del dopoguerra deve essere stata sentita, vissuta e integrata nel dna. Se non fosse così non si potrebbe trattare in forma di "thriller" a mezzo con una spy story un argomento come l'apartheid con tanta profondità.
    Anche il precedente libro era teso a portare al mondo una realtà praticamente sconosciuta hai più. Non c'è mi pare un intento propedeutico ne uno stacco di superiorità i personaggi sono nudi nella loro normalità nelle loro contraddizioni vedi un po' le considerazioni sulla pena di morte qui contenute. Naturalmente il progresso economico la stabilità politica ci fanno sentire indietro di vent'anni: il matrimonio del padre con la badante e da noi ora argomento d'attualità. Il resto è un gran casotto: più che un'indagine si è coinvolti in una caduta a precipizio dove a forza di annaspare sbattere e protendersi si afferrano appigli che salvano la vita e svelano l'arcano. E per tutta la lettura ti chiedi ma sarà possibile tutto ciò? Licenza d'autore?

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  • 4

    Alcune annotazioni: come per tanti autori, soprattutto nelle serie, alcuni meccanismi narrativi si ripetono; se pur siamo in Svezia, trovo poco credibile che un commissario sapendo che uno spietato as ...continua

    Alcune annotazioni: come per tanti autori, soprattutto nelle serie, alcuni meccanismi narrativi si ripetono; se pur siamo in Svezia, trovo poco credibile che un commissario sapendo che uno spietato assassino vuole ucciderlo, possa dormire con i familiari nelle loro abitazioni senza pensare di proteggersi/li; anche il fatto che un telefax via interpool con l'indicazione di un possibile attentato a una personalità politica di spicco possa essere spedito incompleto mi pare incredibile e non capisco se lo sia comunque, oppure se lo sia diventato nel frattempo, che la comunicazione simultanea in tutto il mondo è così facile ed accessibile a tutti (talvolta effettivamente è incredibile pensare a quanto in pochissimo tempo sia cambiato il mondo): certo il caso, attore anche nella vita reale, è un escamotage importante per far funzionare la trama...
    Sembrano critiche, ma in realtà, a parte il solito piacere di leggere Mankell, mi pare che questa sia la storia più bella di Wallander.

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