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La luce della luna

Storia di una geisha

Di

Editore: Castelvecchi

3.1
(15)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8876155937 | Isbn-13: 9788876155932 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , History , Romance

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Descrizione del libro
Komayo ha soltanto venticinque anni quando, rimasta vedova, decide di abbandonare la campagna giapponese per tornare a Tokio, la citta dove, regina del quartiere del piacere, aveva trascorso la sua adolescenza apprendendo le sublimi arti delle geishe.
Quel tempo che ora le appare lontano è in realtà vicinissimo, perchè nella capitale imperiale c'è chi, come Yoshioka, non si è mai dimenticato delle ore trascorse con lei.
Il cuore di Komayo, però, non è rimasto prigioniero del passato.
Al contrario, mentre le tentazioni del "mondo fluttuante" incombono, Komayo incontra Segawa, un giovane attore.
Confondere l'amore con il piacere diventa facile.
Ma la grazie di Komayo, pallida come la luce della luna che rischiara le sue notti, diventa il desiderio proibito di un cliente particolare: un uomo conosciuto semplicemente con l'inquietante nome di "Mostro marino".
Il terzo amante di una storia di intense passioni e pericolose rivalità, un capolavoro della letteratura giapponese dedicato alla vita di una geisha, la figura più magica e misteriosa dell'immaginario orientale.
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  • 3

    Tradizioni e contraddizioni

    E' cosa nota che la luna non brilla di luce propria. Eppure a guardarla non si direbbe.
    Non sempre le cose sono come appaiono. Anche le persone. Per indole o per costume l'essere come si dovrebbe prevale sull'essere come si vorrebbe.
    E in Giappone, terra dove passato e presente si con ...continua

    E' cosa nota che la luna non brilla di luce propria. Eppure a guardarla non si direbbe.
    Non sempre le cose sono come appaiono. Anche le persone. Per indole o per costume l'essere come si dovrebbe prevale sull'essere come si vorrebbe.
    E in Giappone, terra dove passato e presente si confondono, il tutto è ancora più enfatizzato.

    http://www.youtube.com/watch?v=QucMfffwmaE

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelline e mezza

    Nel mondo fluttuante dove ogni cosa muta
    L’amore non cambia mai nelle sue promesse di mai cambiare.
    Canzone delle geishe

    (in Storia di un mondo segreto – Geisha, di Lesley Downer)

    Quella di Komayo è la storia di una donn ...continua

    Tre stelline e mezza

    Nel mondo fluttuante dove ogni cosa muta
    L’amore non cambia mai nelle sue promesse di mai cambiare.
    Canzone delle geishe

    (in Storia di un mondo segreto – Geisha, di Lesley Downer)

    Quella di Komayo è la storia di una donna divenuta per destino geisha e per vocazione eroina di un romanzo.

    Probabilmente meno conosciuta in Occidente delle più famose Sayuri (protagonista di Memoirs of a Geisha, di Arthur Golden) e Tami (Jotoku – La virtù femminile, di Harumi Setouchi), pur essendo loro contemporanea e “sorella” Komayo sembra quasi appartenere a un’altra realtà; in parte per la sua vicenda personale che si discosta dalla loro, in parte per lo stile narrativo di Nagai Kafu. L’autore infatti, ben lontano dai toni intimistici e poetici di Golden, da quelli autobiografici della Setouchi, da quelli sensuali e scabrosi dell’autore anonimo di Romanzo di una geisha, e anche da quelli didascalici e nostalgici della Downer (Geisha. Storia di un mondo segreto)*, racconta la sua storia con uno sguardo disincantato e venato da un certo realismo cinico.

    La storia di Komayo inizia dove quella delle altre geishe letterarie finisce: già affrancata dal suo debito nei confronti della Okiya grazie a un generoso e innamorato danna, e da lui sposata, Komayo si ritrova dopo soli tre anni di matrimonio vedova. Sentendosi sperduta e sola nella fredda campagna della settentrionale Akita (in Hokkaido) e nell’inospitale e rigida famiglia acquisita, non trova altra strada che quella di tornare all’unica realtà che ben conosce, quella del mondo fluttuante del quartiere di Shimbashi, dove ha vissuto la sua prima giovinezza come geisha, conosciuta col nome di Komazō. Ma tornare a essere geisha dopo aver creduto di essersene lasciata alle spalle doveri, sacrifici e timori non è facile e Komayo, nonostante l’ottima accoglienza ricevuta da padroni di ochaya, sorelle geishe e clienti, non riesce a gestire bene la sua vita, i suoi affari e il suo futuro. Si ritrova infatti presto legata e vincolata a tre uomini: per famigliarità all’autoritario Yoshioka, conosciuto sette anni prima, che diventa il suo danna e che intende riscattarla dall’Okiya, ma che lei tradisce; per soldi a un cliente che lei ribattezza “mostro marino”, del quale sopporta la violenza e l’orrenda presenza fisica; e infine per amore al capriccioso e superficiale onnagata Segawa, per il quale sacrifica molto e dal quale viene abbandonata e umiliata pubblicamente. Dopo questi terribili colpi e cocenti delusioni, Komayo riesce contro ogni speranza ad assicurarsi un futuro, se non felice almeno sereno, grazie alla generosità inaspettata di un personaggio insospettabile.

    Ma, al di là dell’apparente tema centrale e al di là del lieto fine, quella raccontata da Kafu più che la storia di una geisha risulta essere una galleria di ritratti, dipinti con pochi, minimali e decisi tratti, che riescono ad animare il vero grande quadro che interessa all’autore: quello di un Giappone che sta cambiando, che sta abbandonando valori, istituzioni e tradizioni, in favore di una superficialità, di un arrivismo, di una mancanza di rispetto, di poesia, di coscienza. Le espressioni più ricorrenti nel romanzo sono “Ma i tempi stavano cambiando…”, o una delle sue parafrasi, e “l’inevitabile tendenza dei tempi”, sempre accompagnate da una realistica panoramica della realtà e da un indiscutibile senso di rammarico, rimpianto e nostalgia e soprattutto di impotenza.

    Così c’è sì il ritratto dell’impotente fanciulla condannata dalla tradizione per ben due volte a un destino gravoso e infelice, ma c’è anche quello della giovane Ranka che, pur presentandosi come geisha, si allontana dalla sua figura remissiva e posata per abbracciare con entusiasmo e opportunismo le libertà sessuali ed espressive dell’Occidente: definita “una di quelle nuove donne”, con un’evidente connotazione negativa, ottiene però un grande successo tra i clienti più licenziosi! Il medesimo successo raggiunto dal rampante Yoshioka, che dopo aver studiato all’estero ed essere rientrato in Giappone, trova un ottimo impiego e scala la gerarchia aziendale, amato dai superiori e guardato con astio dai colleghi, e si costruisce una salda reputazione come professionista e affarista, ma anche come edonista nel mondo fluttuante, cavalcando così tra il mondo futuro verso cui è proiettato il Giappone e quello tradizionale che si sta spegnendo, e riuscendo a prendersi il meglio da entrambi, proprio come Ranka.

    Per i ragazzi dell’era moderna, scevri di qualsiasi traccia dei valori del confucianesimo che avevano forgiato le generazioni passate, l’unica cosa che contava veramente era il successo, raggiungere il proprio obiettivo, e Yoshioka non aveva mai avuto l’inclinazione o il tempo libero per mettere in dubbio i mezzi che lo avevano portato fin dove era arrivato. Non c’era davvero nulla per cui sentirsi in colpa: si trattava semplicemente dell’inevitabile tendenza dei tempi. (pag. 61)

    E poi ci sono i ritratti di coloro che sono appartenuti al Giappone dei valori confuciani, dell’armonia scintoista, della poesia tradizionale, e che assistono sgomenti e nostalgici al suo lento sbiadire: Gozan, ex cantastorie che dopo aver sposato una geisha è diventato con lei proprietario di un’Okiya, e Kurayama, romanziere e autore di ballate jōruri e di pièce per il teatro kabuki.

    Ma i tempi stavano cambiando, soprattutto nel primo ventennio del Ventesimo secolo. Novi sviluppi caratterizzavano la letteratura, l’arte, il teatro, la musica popolare e persino le cose della vita quotidiana. Lungi dal volerne prendere parte, Kurayama trovò sempre maggiori motivi di indignazione. (pag. 141)

    <<Per qualche motivo non penso che potrei. Non con il mondo di adesso. Non c’è più nessuno che desidera rimanere fermo abbastanza a lungo da ascoltare vecchie storie>> (Gozan).

    Così, quello di Kafu è un romanzo che inaspettatamente pone accenti toccanti non sugli amori e le sofferenze della giovane geisha protagonista, ma sugli amori e le sofferenze di un Giappone che sta smarrendo la sua identità e che vive tra nostalgia per il passato glorioso ed entusiasmo per un futuro che appare luminoso ma anche immemore e cieco.

    Non importava quanto si fossero occidentalizzati i costumi e le maniere: finché si continuavano a sentire le campane di una notte d’estate o a vedere il flusso della Via Lattea in una sera d’autunno, finché sopravvivevano gli alberi e le piante tipiche di ogni regione, fino ad allora era cero che il dolore sarebbe rimasto sempre al centro delle relazioni tra uomini e donne, come dicevano le vecchie ballate. (pag. 140)

    * Bibliografia
    Arthur Golden, Memorie di una geisha, Tea, 2000
    Harumi Setouchi, La virtù femminile, Neri Pozza, 2000
    Lesley Downer, Geisha. Storia di un mondo segreto, Piemme, 2002
    Mako Yoshikawa, I mille modi dell’amore, Piemme, 2000
    Anonimo, Romanzo di una geisha, Dellavalle editore, 1971
    Jina Bacarr, Passioni di una geisha, Harlequin Mondadori, 2006

    Recensione anche qui:
    http://www.diariodipensieripersi.com/2011/09/recensione-la-luce-della-luna-di-nagai.html

    ha scritto il 

  • 0

    PRIME 33 PAGINE

    http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/luce-della-luna-storia-una-geisha
    ntervallo
    Il foyer del teatro Imperial era affolato di gente che, approfittando
    dell’intervallo, si sgranchiva le gambe dopo
    aver lasciato il proprio posto. Tra loro, una geisha tentava
    di f ...continua

    http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/luce-della-luna-storia-una-geisha
    ntervallo
    Il foyer del teatro Imperial era affolato di gente che, approfittando
    dell’intervallo, si sgranchiva le gambe dopo
    aver lasciato il proprio posto. Tra loro, una geisha tentava
    di farsi strada su per la scalinata principale quando per
    poco non si scontrò con un uomo che cercava di ridiscenderla.
    Quando i loro occhi si incontrarono, trasalirono entrambi nel riconoscersi.
    «Yoshioka-san!».
    «Che sorpresa!».
    «Sono passati anni!».
    «Ma sei ancora una geisha?».
    «Sì, sono tornata a esserlo… dalla fine dello scorso anno».
    «Quanto tempo…».
    «Sette anni da quando mi sono ritirata».
    «Sette anni? Così tanto?».
    La campanella annunciò l’inizio del secondo atto e la ressa andò peggiorando mentre si affrettavano tutti a tornare al loro posto. Forse pensando che nessuno l’avrebbe notata, la geisha si sporse verso di lui e alzò lo sguardo fino a incontrare i suoi occhi. [...]

    ha scritto il 

  • 3

    3 stelline e mezzo

    Leggendo “La luce della luna” mi sono ritrovata immersa nel Giappone di inizio secolo.


    Tra atmosfere da sogno, scenari suggestivi e l'intramontabile fascino orientale, Nagai Kafu ci conduce nel mondo delle geishe, un mondo tanto attraente quanto perennemente celato da un velo di mistero. ...continua

    Leggendo “La luce della luna” mi sono ritrovata immersa nel Giappone di inizio secolo.

    Tra atmosfere da sogno, scenari suggestivi e l'intramontabile fascino orientale, Nagai Kafu ci conduce nel mondo delle geishe, un mondo tanto attraente quanto perennemente celato da un velo di mistero.

    La protagonista di questo romanzo è Masaki Koma, in arte Komayo.

    Komayo dopo essere stata riscattata dal lavoro di geisha ed essersi sposata si ritrova improvvisamente vedova e non essendo in buoni rapporti con la famiglia del marito ed avendo perso la sua rimane abbandonata a se stessa.

    Così all'età di ventisei anni sceglie di ritornare a fare la geisha.

    Una sera per caso incontra un suo vecchio cliente Yoshioka, e tra i due nascerà un nuovo feeling ma purtroppo non sempre ciò che si crede amore lo è.

    Yoshioka diventerà il danna di Komayo, ovvero colui che si occupa di tutte le spese di una geisha.

    In poco tempo Komayo intreccerà una relazione oltre che con il suo danna anche con un attore di teatro, Segawa, e con un altro personaggio misterioso chiamato “mostro marino”, che non verrà molto approfondito nel corso della trama e il suo ruolo rimarrà un pò sospeso tra le righe...

    Senza accorgersene Komayo farà soffrire molte persone e allo stesso tempo sarà anche Lei vittima dei dolori dell'amore.

    Komayo non è una protagonista semplice, durante la lettura a volte l'ho amata e a volte l'ho odiata.

    Dal carattere deciso e forte inizialmente grazie alla sua determinazione riesce subito ad imporsi sulla scena e a farsi un nome.

    Komayo è un personaggio reale, nei suoi atteggiamenti, a volte anche cinici e volti a guadagnare sempre più fama e più denaro, non c'è traccia dell'eroina debole o stereotipata che sempre più spesso trova spazio nei romanzi d'oggi.

    Ed in questo torniamo a parlare del nostro autore, che ha ambietato la storia ai suoi tempi, tempi ormai passati, dove il teatro veniva sostituito dal cinema e sempre più spesso l'arte veniva intrapresa esclusivamente per guadagnare e non per dare anima alla propria passione.

    Sono gli anni venti-trenta del XX secolo e il mondo è spinto verso la modernità, anche i luoghi tranquilli, le case con i giardini perfetti vengono abbandonati per le caotiche cittadine.

    E in tutto il racconto troviamo una velata protesta contro quest'avanzare della modernità espressa dal personaggio di Kurayama, uno scrittore, che altri non è che la rappresentazione dell'autore stesso che come usavano una volta gli artisti, si è “autoritratto” nella sua opera.

    Devo dire che lo stile di Nagai Kafu mi è molto piaciuto, uno stile semplice e delicato.

    Per tutto il romanzo si ha come l'impressione di essere nascosti dietro un sipario, e vedere svolgersi la scena come nascosta dietro un velo.

    Pur descrivendo la vita e le abitudini di Komayo, una geisha, e delle sue compagne, la lettura non sfocia mai in descrizioni esplicite, anzi, ciò che importa allo scrittore è trasmettere gli stati d'animo di queste donne e come la loro vita poteva passare in un attimo, per il capriccio degli uomini, dall'idillio all'inferno.

    E come già detto oltre al mondo delle geishe ritroviamo anche la situazione sociale dell'epoca, i declini e gli svuluppi.

    Insomma un romanzo che gli amanti della terra del Sol Levante ma anche tutti coloro che vogliono leggere un buon romanzo, dal profumo antico, non potranno lasciarsi sfuggire!

    ha scritto il 

  • 3

    Komayo è una ragazza giovanissima e bellissima che, all'età di venticinque anni, perde il marito e passa improvvisamente dalla condizione di novella sposa a quella triste di vedova. Alle sue spalle, ha un passato da geisha, regina del quartiere del piacere di Tokio. E in quella meravigliosa città ...continua

    Komayo è una ragazza giovanissima e bellissima che, all'età di venticinque anni, perde il marito e passa improvvisamente dalla condizione di novella sposa a quella triste di vedova. Alle sue spalle, ha un passato da geisha, regina del quartiere del piacere di Tokio. E in quella meravigliosa città, Komayo non ha semplicemente lasciato quel che restava della sua adolescenza, ma ha anche abbandonato Yoshioka, un uomo che era solito trascorrere del tempo con lei, bellissima geisha, e che non l'ha mai dimenticata. Dopo la morte del marito, Komayo si vede contesa da due uomini: da un lato c'è Yoshioka, un'ombra che il tempo non è ancora riuscito a cancellare, e dall'altro c'è il giovane Segawa, un attore che le ha rubato il cuore e che rappresenta il futuro che lei ha sempre sognato. Non solo: un altro uomo la desidera ardentemente. Non ha nome, ed è semplicemente conosciuto come il "Mostro Marino". Che significato ha questo insolito appellativo? E perchè quest'uomo inquietante è ossessionato da Komayo e dalla sua pelle pallidissima che brilla di luce propria, come una luna caduta in terra per un errore divino? Molte sono le domande alle quali Komayo dovrà rispondere, frugando nel suo passato che, come scriveva Bergson, è sempre ripiegato sul presente.
    Le storie giapponesi non sono mai state il mio forte, lo ammetto. Non amo molto il mondo delle geishe, e questo è il primo libro che leggo sul tema, però devo ammettere che mi ha preso molto. Nagai Kafu ha una scrittura delicatissima che mi ha ricordato i "fiori di parole" della Yoshimoto e la prosa armonica e lieve di Kazuo Ishiguro. Insomma, ci troviamo dinanzi a un bell'esempio di letteratura giapponese che può piacere anche a coloro che, come me, non conoscono molto di questa fetta del mondo orientale e che sicuramente affascinerà i grandi appassionati della cultura nipponica. Un libro consigliato a tutti, dunque, e in particolar modo a chi ha voglia di concedersi un viaggio in quella terra magica e lontana che è il Giappone a bordo di un tappeto magico molto particolare: quello delle parole.

    ha scritto il