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La luce di Orione

Il ritorno dell'Inquisitore Eymerich

Di

Editore: Mondadori

3.6
(645)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 333 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 880457299X | Isbn-13: 9788804572992 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Questa volta – corre l’anno 1366 – Eymerich deve lasciare il regno d’Aragona, dove è stato esonerato dalla carica, e recarsi a Padova, alla riunione del capitolo domenicano. Avrà un aspro scontro con Francesco Petrarca, ispiratore di un dipinto ambiguo e malefico. È però solo l’esordio di una traversia che porterà Eymerich, sulle navi dei crociati agli ordini di Amedeo di Savoia, fino a Costantinopoli, nel cuore di un impero bizantino in piena decadenza. Un’imperatrice sensibile e impaurita subisce la minaccia di mostri giganteschi che avanzano dal mare, e la chiave del pericolo pare essere un’assurda creatura alata, imprigionata in un pozzo. Il cuore di feti titanici pulsa in intrichi di gallerie, mentre il cielo è solcato da vene rossastre. Eymerich dovrà risolvere un doppio mistero. Quello dell’esistenza dei giganti, asserita dalla Bibbia, e quello, ancor più inquietante, del telaio compatto di un universo in cui ogni gesto ha risonanze nello spazio e nel tempo.
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  • 3

    Non tra i migliori della saga, ma resta sempre un bel leggere.
    Inizialmente, Eymerich sembra un po' troppo macchietta, poi però recupera il suo fascino. Ma Bagueny, è un personaggio odioso. Insieme, i due ricalcano troppo la tipica coppia detective-sfigato dei gialli classici, e nel contest ...continua

    Non tra i migliori della saga, ma resta sempre un bel leggere.
    Inizialmente, Eymerich sembra un po' troppo macchietta, poi però recupera il suo fascino. Ma Bagueny, è un personaggio odioso. Insieme, i due ricalcano troppo la tipica coppia detective-sfigato dei gialli classici, e nel contesto "eymerichiano" una simile coppia stona un po'.
    Ed è noiosa l'ennesima guerra del futuro (dovrebbe però essere l'ultima), per fortuna occupa poco spazio.

    ha scritto il 

  • 3

    Leggo in giro che questo volume, rispetto all'intera saga che vede protagonista l'inquisitore Nicolas Eymerich, risulterebbe un po' "sottotono". Considerando il fatto che l'ho apprezzato molto sia in termini stilistici sia narrativi e che mi sono innamorata dell'intelligenza e della crudeltà del ...continua

    Leggo in giro che questo volume, rispetto all'intera saga che vede protagonista l'inquisitore Nicolas Eymerich, risulterebbe un po' "sottotono". Considerando il fatto che l'ho apprezzato molto sia in termini stilistici sia narrativi e che mi sono innamorata dell'intelligenza e della crudeltà del domenicano, devo trarre la conclusione che Evangelisti si è appena conquistato una nuova lettrice.
    Me.

    ha scritto il 

  • 3

    Il finto finale della saga di Eymerich

    Avvincente, scorrevole, originale, imprevedibile. Eymerich, questa volta, si confronta addirittura con Francesco Petrarca, mostra reminiscenze dantesche e affronta angeli-demoni. Frullifer fa una brutta fine, e la RACHE sembra annientata, quasi si trattasse di un'avventura conclusiva.

    ha scritto il 

  • 3

    sufficiente

    Che la saga di Eymerich sia lunga è un dato di fatto e forse, benché l'autore adori il suo personaggio, inizia a dare segni di cedimento.
    La parte futuristica è lasciata in retroguardia come se fosse obbligato a scriverla e molto spesso è scollegata dal resto del libro (mentre nei libri pre ...continua

    Che la saga di Eymerich sia lunga è un dato di fatto e forse, benché l'autore adori il suo personaggio, inizia a dare segni di cedimento.
    La parte futuristica è lasciata in retroguardia come se fosse obbligato a scriverla e molto spesso è scollegata dal resto del libro (mentre nei libri precedenti i due momenti storici erano ben coesi).
    Anche la vicenda nel passato è molto lenta e solo verso la fine riprende il giusto ritmo.

    In più mi è parso che maggiormente intervenga il pensiero dell'autore in modo "palese" nella narrazione, soverchiando quello di Eymerich.

    Vediamo come va avanti.

    ha scritto il 

  • 4

    Minestra riscaldata, ma sempre buona

    L'ultimo libro di Evangelisti l'avevo letto paerecchi anni fa, lo confesso, quindi non posso provare il fastidio che altri hanno manifestato nel constatare una mancanza di vitalità in nel suo personaggio più famoso. Però, che piacere rileggerlo! Vedere al centro della scena un protagonista odioso ...continua

    L'ultimo libro di Evangelisti l'avevo letto paerecchi anni fa, lo confesso, quindi non posso provare il fastidio che altri hanno manifestato nel constatare una mancanza di vitalità in nel suo personaggio più famoso. Però, che piacere rileggerlo! Vedere al centro della scena un protagonista odioso, farsi grasse rissate alle sue spalle insieme all'autore, e finire con l'amarlo nonostante la distanza siderale che ci divide, beh, non è cosa da tutti. Bravo Evangelisti, quindi, innanzitutto per Eymerich, poi per avere avuto le palle necessarie a inventarsi un genere che oscilla tra il romanzo storico - ben scritto e documentato - il giallo classico e la fantascienza. Pazienza se la mucca di Eymerich l'hai munta forse troppo, e pazienza se il legame tra i due piani temporali non è stato sviluppato a sufficienza. Tutto sommato ci sono in giro minestre riscaldate ben peggiori di questa.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho letto questa ennesima avventura di Nicolas Eymerich con piacere per il sommo affetto che provo verso il mitico inquisitore. Purtroppo, però, devo ammettere che il ns eroe appare "invecchiato" e "rammollito" e il povero frate Bagueny assomiglia tanto a un flaccido Watson che insegue uno stanco ...continua

    Ho letto questa ennesima avventura di Nicolas Eymerich con piacere per il sommo affetto che provo verso il mitico inquisitore. Purtroppo, però, devo ammettere che il ns eroe appare "invecchiato" e "rammollito" e il povero frate Bagueny assomiglia tanto a un flaccido Watson che insegue uno stanco Holmes.
    Concordo con chi dice che la saga doveva concludersi con Mater Terribilis e a mio avviso niente potrà eguagliare opere come Picatrix, Cherudek e il Castello.
    Comunque sia, il romanzo è scritto bene e scorre senza fatica. Le ambientazioni storiche descritte da Evangelisti sono sempre affascinanti. Questa volta il lettore viene trasportato i Medio Oriente, nel decadente Sacro Romano Impero scismatico, lungo il percorso di una Crociata verso Costantinopoli. Qui Eymerich si troverà a svelare i rituali abonimevoli che stanno alla base di allucinazioni mostruose e deliranti che si riflettono attraverso l'etere e avviluppano i soliti 3 livelli in cui si sviluppano le storie scritte da Evangelisti.

    ha scritto il 

  • 4

    La luce di orione

    Purtroppo è stato un libro sottovalutato, peccato perchè l'idea di una Costantinopoli del passato, assediata da giganti, accostata ad una Bagdad di un mondo futuro dilaniato dalla guerra,è decisamente geniale e unica.
    Per me un buon libro.
    http://marcobriziogliscrittoridelleterno.blog ...continua

    Purtroppo è stato un libro sottovalutato, peccato perchè l'idea di una Costantinopoli del passato, assediata da giganti, accostata ad una Bagdad di un mondo futuro dilaniato dalla guerra,è decisamente geniale e unica.
    Per me un buon libro.
    http://marcobriziogliscrittoridelleterno.blogspot.com/

    ha scritto il 

  • 0

    Erano tanti anni che non leggevo dell'inquisitore Eymerich e l'ho ritrovato abbastanza in forma, in una storia piacevole, con un buon ritmo e giuste dosi di terrore medioevale. Anche il consueto intraccio con la distopia del futuro prossimo stavolta funziona bene. Lo stile però è abbastanza sciat ...continua

    Erano tanti anni che non leggevo dell'inquisitore Eymerich e l'ho ritrovato abbastanza in forma, in una storia piacevole, con un buon ritmo e giuste dosi di terrore medioevale. Anche il consueto intraccio con la distopia del futuro prossimo stavolta funziona bene. Lo stile però è abbastanza sciatto: direi che la scrittura di Evangelisti non tiene il passo della sua fantasia. Grandioso poi lo strafalcione della patata (patata?! in Europa nel XIV secolo????), segnalato giustamente anche da un altro commentatore.

    ha scritto il