La lucidité

roman

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4.1
(1811)

Language: Français | Number of pages: 354 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) Spanish , English , Catalan , Italian , Portuguese , German

Isbn-10: 2020790661 | Isbn-13: 9782020790666 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Political , Social Science

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Description du livre
A la suite d'élections municipales qui font apparaître 83% de votes blancs sans
aucune abstention, le gouvernement et les partis politiques paniquent et, ...
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  • 4

    Saramago!!

    Una penna sottile, provocatoria, sagace, una storia incredibile che vi farà sentire inquieti tutto il tempo.
    Recensione completa qui: http://www.passionsworld.it/saggio-sulla-lucidita-jose-saramago/ ...continuer

    Una penna sottile, provocatoria, sagace, una storia incredibile che vi farà sentire inquieti tutto il tempo.
    Recensione completa qui: http://www.passionsworld.it/saggio-sulla-lucidita-jose-saramago/

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  • 4

    Saramago non delude!

    Sulla scia di Cecità, che vi consiglio di leggere prima di affrontare quest'opera (non proprio un seguito ma comunque con molti richiami a partire dai personaggi) mi sono dedicata a Saggio sulla luci ...continuer

    Sulla scia di Cecità, che vi consiglio di leggere prima di affrontare quest'opera (non proprio un seguito ma comunque con molti richiami a partire dai personaggi) mi sono dedicata a Saggio sulla lucidità! Affascinante e stimolante, va promosso per il modo in cui Saramago ci cattura, per i colpi di scena, per lo stile, per tutto! Un pò prolisso l'inizio, con una parte sulla politica molto complessa a mio avviso (che già odio un pò l'argomento in sè), ma con il senno di poi abbastanza funzionale per il messaggio che vuol dare. Senza addentrarmi nella trama, che penso conoscete e per non spoilerare nulla, vi consiglio di superare lo scoglio iniziale perchè ne varrà davvero la pena!

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  • 4

    Come per gli altri romanzi di Saramago lo stile è in sintonia con la storia e l'atmosfera, un po' surreali e nello stesso tempo logiche e razionali. Si seguono i dialoghi, i lunghi ragionamenti e dopo ...continuer

    Come per gli altri romanzi di Saramago lo stile è in sintonia con la storia e l'atmosfera, un po' surreali e nello stesso tempo logiche e razionali. Si seguono i dialoghi, i lunghi ragionamenti e dopo un po' ci si ritrova in un clima completamente paradossale. Alla fine non so se odiare o amare questo libro, che comunque rimane in testa a lungo, anche se forse è un po' macchinoso e prolisso.

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  • 5

    "Ma come, non sai che c'è il seguito di Cecità?"
    E no, mica lo sapevo... Ed è stato così, un po' per caso, che son venuta a conoscenza di quest'altra geniale opera firmata Saramago.
    A quattro anni dal ...continuer

    "Ma come, non sai che c'è il seguito di Cecità?"
    E no, mica lo sapevo... Ed è stato così, un po' per caso, che son venuta a conoscenza di quest'altra geniale opera firmata Saramago.
    A quattro anni dall'epidemia di cecità bianca che colpì l'intera città, ritroviamo la moglie del medico, col cane delle lacrime e gli altri ciechi da lei guidati, coinvolti in un'altra surreale vicenda. Siamo, infatti, di fronte ad una nuova forma di cecità dilagante, metaforica questa volta: quasi tutti i cittadini hanno votato scheda bianca alle elezioni. Da questo paradossale episodio, scaturiscono riflessioni terribilmente lucide sulle folli macchinazioni del potere, sugli imbrogli assurdi di cui la politica è capace, sulle sopraffazioni che è pronta a mettere in atto pur di trovare a tutti i costi un colpevole.
    Ironico e a tratti beffardo, questo Saggio sulla lucidità non fa altro che sbatterci sotto gli occhi una realtà tristemente nota e fin troppo attuale.

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  • 3

    La lettura non mi ha preso come in "Cecità" e "Le intermittenze della morte", ma resta un gran bel libro. Adoro la serietà naturale con cui Saramago riproduce la comicità di certi dialoghi. Finale sci ...continuer

    La lettura non mi ha preso come in "Cecità" e "Le intermittenze della morte", ma resta un gran bel libro. Adoro la serietà naturale con cui Saramago riproduce la comicità di certi dialoghi. Finale scioccante! Consigliato a chi ha già letto e amato Cecità.

    “Nasciamo, e in quel momento è come se firmassimo un patto per tutta la vita, ma può arrivare il giorno in cui ci domandiamo Chi l’ha firmato per me”.

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  • 5

    Una storia apparentemente surreale che invece potrebbe stare già accadendo senza passaparola ma nella mente di ognuno che non accetta la democrazia senza reale rappresentatività nel Parlamento, evoluz ...continuer

    Una storia apparentemente surreale che invece potrebbe stare già accadendo senza passaparola ma nella mente di ognuno che non accetta la democrazia senza reale rappresentatività nel Parlamento, evoluzione attuale nei Paesi occidentali o a economia sviluppata. Ironico, beffardo e bellissimo.

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  • 4

    Stimolante, come ogni libro di Saramago d'altronde.
    Uno stile tutto suo, un coacervo di riflessioni e una cascata di narrazione, che porta il lettore verso lidi politicamente inesplorati (cosa accade ...continuer

    Stimolante, come ogni libro di Saramago d'altronde.
    Uno stile tutto suo, un coacervo di riflessioni e una cascata di narrazione, che porta il lettore verso lidi politicamente inesplorati (cosa accade se tutta la popolazione votasse scheda bianca?).
    Non mancano i colpi di scena, a mio avviso.

    Consigliato a tutti coloro che hanno già letto "Cecità".

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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    2

    Più di un'occasione sprecata?

    "Saggio sulla lucidità" è la seconda opera di Saramago che leggo. La prima è stata "Cecità". Già al tempo la decisione di rendere praticamente indistinguibili il discorso diretto e quello diretto mi a ...continuer

    "Saggio sulla lucidità" è la seconda opera di Saramago che leggo. La prima è stata "Cecità". Già al tempo la decisione di rendere praticamente indistinguibili il discorso diretto e quello diretto mi aveva reso la lettura pesante ma, siccome "Cecità" me l'avevano girato in formato Ebook, ho pensato potesse essere un problema di formato o di conversione, quindi me lo sono tenuto così e bon. Adesso capisco che è una scelta dell'autore e, nonostante dia più immediatezza e realismo alle vicende raccontate (almeno a mio avviso), disorienta il lettore, che non sa mai se sta affrontando una parte narrativa, una discorsiva o anche un commento dell'autore.
    Passando alla storia: arrivato alla fine del libro mi è sembrato di aver seguito un discorso per la prima metà e un altro, quasi completamente estraneo, nella seconda. Per me, l'idea di ricongiungere le schede bianche alla cecità bianca del primo libro, utilizzando l'idea come pretesto per sviluppare la trama attorno ai vecchi protagonisti, è perdente. Questo perché si viene a sacrificare l'ottima opportunità di incentrare l'opera sull'ipotesi di un popolo che si governa da sé, come, dai primi capitoli, sembrava dovesse andare.
    Lo stratagemma che riesuma la cecità bianca e il gruppo di "reduci" che qualcuno già conosce, poi, mi è sembrato non troppo efficace, soprattutto visto come si erano concluse le altre iniziative del governo per convincere il resto del paese che la malattia delle schede bianche altro non era che un attacco terroristico alla democrazia. Davvero delle persone che, fino ad adesso, hanno resistito così bene ai vari tentativi di demonizzazione, singola o collettiva, dovrebbero credere a questo? E perché?
    In ultimo, due questioni:
    1) Perché la vicenda dei 500 interrogati non è stata più ripresa? Non sapremo mai che cosa gli è successo, sarebbe potuta essere una buona vicenda narrativa la loro;
    2) Le ultime 50 pagine. Gli eventi si susseguono in fretta, viene a mancare quella parte esplicativa che mostrava come si fosse arrivati ad alcune decisioni del governo e a prezzo di quali scontri tra i ministri, si vola ad un finale che lascia tutto aperto, e quindi non risolve la questione di questa nuova cecità. Non so se questa inconcludenza sia voluta o no, ma non mi è piaciuta per niente.

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