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La luna è tramontata

By John Steinbeck

(272)

| Mass Market Paperback

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Book Description

140 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    caro Steinbeck...compagno delle mie riflessioni...
    140 pagine da leggere in un fiato...un piccolo racconto denso di significato! La guerra è sempre qualcosa di inutile e Steinbeck lo sapeva perfettamente. Una frase che mi ha colpito molto: gli uomini ...(continue)

    caro Steinbeck...compagno delle mie riflessioni...
    140 pagine da leggere in un fiato...un piccolo racconto denso di significato! La guerra è sempre qualcosa di inutile e Steinbeck lo sapeva perfettamente. Una frase che mi ha colpito molto: gli uomini-gregge vincono le battaglie, gli uomini liberi vincono le guerre....Quarto libro di Steinbeck che leggo e non posso far altro che inchinarmi a questo genio assoluto!

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    Clara Firrincieli said on Jun 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    1940. I nazisti occupano una tranquilla cittadina norvegese la cui unica importanza strategica consiste in una miniera di carbone poco distante dalla costa del Mare del Nord. Le guerre – è noto - si nutrono non solo di sangue, ma anche di ferro, di c ...(continue)

    1940. I nazisti occupano una tranquilla cittadina norvegese la cui unica importanza strategica consiste in una miniera di carbone poco distante dalla costa del Mare del Nord. Le guerre – è noto - si nutrono non solo di sangue, ma anche di ferro, di carbone, di petroilio, di manodopera e di ogni altra risorsa che possa rendere l'avversario inferiore. L'occupazione tedesca, grazie al determinante aiuto di Corell, “popolare negoziante”, si conclude in una manciata di ore, con sei perdite per la guarnigione locale.
    Questa è la dimessa ambientazione de LA LUNA E' TRAMONTATA – famoso romanzo di John Ernst Steinbeck.
    Romanzo che induce ad una lettura veloce, forse a causa della netta preponderanza dei dialoghi, i quali, in modo efficace, definiscono i personaggi dell'una e dell'altra parte.
    Ad esempio, il vecchio sindaco Orden che, pur avendo paura degli invasori, va incontro al sacrificio con fermo coraggio e rifiutando di “collaborare” come già aveva fatto il connazionale Vidkun Quisling. L'ambizioso capitano Loft, che cita il "Manuale X-12 sul comportamento dei militari nei territori occupati" quasi fosse un testo sacro; di lui viene detto: “Arriverà al Comando Supremo prima che passi molto tempo. Guarderà la guerra dall'alto e per questo l'amerà sempre.”
    Purtroppo il capitano Loft non sa che “gli uomini-gregge potranno vincere le battaglie, ma mai la guerra: questa è infatti una prerogativa degli uomini liberi”.

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    Antonio6060 said on Jun 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il capo sa che sono stato molto ricco in passato ma fin ora non mi ha chiesto niente. Sicuramente sa anche che ormai ricco non lo sono più, e da come vesto e mangio ha probabilmente dedotto che le cose non stanno andando meglio. Lei mi paga bene, ma ...(continue)

    Il capo sa che sono stato molto ricco in passato ma fin ora non mi ha chiesto niente. Sicuramente sa anche che ormai ricco non lo sono più, e da come vesto e mangio ha probabilmente dedotto che le cose non stanno andando meglio. Lei mi paga bene, ma io non so spendere. No, tu sai spendere, mi ha corretto lei, spendi che è una meraviglia, non fai altro che spendere. Dimmi un po', come hai fatto a perdere tutto quello che avevi? Ho fatto una cosa di cui ora mi vergogno, ho detto. Io anche, ha risposto lei. Ok, ho detto io, le cose sono andate così, stavo con una ragazza all'epoca e un giorno mi ha chiesto, amore, sono stanca delle solite vacanze, perché non mi porti sulla luna?, e io ho detto sì, certo che ti ci porto amore, e due giorni dopo ho contattato una compagnia privata chiamata Space Invaders. Ho pagato 350 milioni per due posti, e la cosa mi è piaciuta talmente tanto che ho speso tutto quello che avevo e ho prenotato un secondo viaggio per l'anno successivo. Lei però s'era già stufata e voleva andare a Sharm El Sheik, e la compagnia non rimborsava. Non ho trovato nessuno che venisse con me e allora sono andato da solo. La cosa più bella che hai fatto sulla luna?, mi ha chiesto il capo. Mangiarmi i pop corn mentre guardavo la Terra, ho detto io. Hai speso 700 milioni per andare sulla luna, ha poi detto il capo. Già, ho detto io.

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    (skate) said on Jun 14, 2014 | 3 feedbacks

  • 13 people find this helpful

    Adoro Steinbeck

    La prima cosa che mi è venuta in mente, leggendolo, è stata il teatro epico di Brecht. Niente scavo psicologico o solo accennato.
    I personaggi “tipi” che interagiscono poco tra loro e nei limiti dei ruoli sociali e militari loro assegnati: il colonn ...(continue)

    La prima cosa che mi è venuta in mente, leggendolo, è stata il teatro epico di Brecht. Niente scavo psicologico o solo accennato.
    I personaggi “tipi” che interagiscono poco tra loro e nei limiti dei ruoli sociali e militari loro assegnati: il colonnello, il capitano, il maggiore e i tenenti da un lato; il sindaco, il dottore, la cameriera e il maggiordomo dall’altra. Steinbeck non ci vuole far piangere, ma pensare.
    La scena è scarna, ridotta al minimo: la casina del sindaco dove s’insedia il quartier generale degli invasori. Sullo sfondo l’esercito e il popolo del paesino norvegese.
    Su questo quadro espressionista si deposita l’implacabile neve nordica, quasi unica concessione simbolica romantica. Gli invasori hanno portato la neve. Ha raggelato i cuori di uomini e donne riempiendoli di odio.
    È l’epopea della democrazia che si oppone all’ottuso potere militare nazista: la democrazia non ha bisogno di un capo, pena la dissoluzione dello stato, perché partorisce tanti capi quanti ce ne sono di bisogno. Forti di questa convinzione i condannati sanno che la loro morte sarà forza e non sconfitta.
    È anche uno sguardo sugli imbattibili tedeschi, ammaestrati come scimmie all’invincibilità e che si disorientano come bambini, cui è negata la caramella, davanti all’ostilità di buona gente disarmata che si è trasformata inaspettatamente in partigiani della la libertà.
    Altra concessione romantica di questa perfettamente scarna “operetta morale” è la fucilazione del sindaco, un uomo “semplice” fino a quel momento, le cui ultime parole sono quelle del Socrate condannato a morte.

    P.S. Il libro l’ho dimenticato tra gli scaffali per ben quarantonove anni: ho l’edizione ’65. Rimpiango di non averlo letto allora. Tantissimo.

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    Maria Francesca e basta said on Jun 5, 2014 | 5 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Che strano romanzo! Leggerlo dà la sensazione che si tratti di un'opera teatrale. Ci sono pochissime riflessioni e introspezioni: tutto è demandato allo sguardo del lettore che, attraverso la narrazione, vede i personaggi muoversi come fossero su un ...(continue)

    Che strano romanzo! Leggerlo dà la sensazione che si tratti di un'opera teatrale. Ci sono pochissime riflessioni e introspezioni: tutto è demandato allo sguardo del lettore che, attraverso la narrazione, vede i personaggi muoversi come fossero su un palcoscenico. Insolito, crudo, implicitamente filosofico. Un originale punto di vista sulla guerra, sull'odio, sul lento logorio della solitudine.

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    Bianca Rita Cataldi said on Jun 5, 2014 | Add your feedback

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