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La luna è tramontata

Di

Editore: Mondadori

3.9
(1020)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 241 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Olandese , Francese , Tedesco

Isbn-10: A000006311 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giorgio Monicelli

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    resistenze

    Uscito nel '42, nel periodo di massima espansione dell'occupazione nazista dell'Europa, questo romanzo di Steinbeck ci propone il tema della resistenza della mite popolazione di un paesino dell'estrem ...continua

    Uscito nel '42, nel periodo di massima espansione dell'occupazione nazista dell'Europa, questo romanzo di Steinbeck ci propone il tema della resistenza della mite popolazione di un paesino dell'estremo nord, all'invasione dell'esercito nemico.
    L'autore ci parla di una resistenza disarmata fatta di freddezza, di ostile indifferenza e di piccoli sabotaggi, che con il tempo finiscono per esasperare la guarnigione occupante, rendendola essa stessa ostaggio del proprio comando superiore e sempre più vulnerabile agli attacchi sempre più frequenti della popolazione.
    Bravo Steinbeck a cogliere la mutazione di atteggiamento degli ufficiali occupanti: dalla certezza della vittoria finale, alla percezione di trovarsi in una situazione senza via d'uscita.
    un piccolo appunto alla traduzione in italiano dei nomi propri tipicamente nordici dei personaggi, che suona particolarmente demodé...:)

    ha scritto il 

  • 3

    Il titolo dell'edizione in mio possesso è "Notte senza luna". Rimango sempre un po' sconcertata quando leggo Steinbeck, lo sento sempre un po' distaccato rispetto alle storie che racconta.

    ha scritto il 

  • 1

    Propaganda bellica con personaggi ingenui, x non dire stupidi

    L'esercito nazista occupa un villaggio di pescatori e minatori, in un paese non identificato, presumibilmente la Norvegia. Gli abitanti sono attoniti e confusi, ma quando è fucilato un minatore che ha ...continua

    L'esercito nazista occupa un villaggio di pescatori e minatori, in un paese non identificato, presumibilmente la Norvegia. Gli abitanti sono attoniti e confusi, ma quando è fucilato un minatore che ha ucciso un tedesco, nasce un odio represso profondo e silenzioso, e cominciano sabotaggi e attentati, in un crescendo di violenza e timore. Scritto nel 1942, il romanzo sembra un copione di propaganda holliwoodiana. Tutti i personaggi sono incredibilmente ingenui, x non dire stupidi, riducendosi a stereotipate macchiette. Il sindaco si agghinda x ricevere gli invasori, incerto se offrire vino o caffè; la cuoca rovescia pentole di acqua bollente sui soldati che curiosano in cucina; il delatore rifiuta di abbandonare il paese. Il minatore come Balilla rifiuta di lavorare x l'invasore, ma anziché tirare una pietra, colpisce con il piccone, x di più l'uomo sbagliato; un ignaro e romantico ufficiale tedesco cerca di intrecciare una relazione con la moglie del fucilato, che lo uccide con una forbiciata. Una violenza senza sangue e orrore e mai esplicita, tutti sembrano perseguire un personale codice di onore dimentichi di essere in guerra. Una storia totalmente distaccata dalla realtà, che, come nei film, supera disinvoltamente le barriere linguistiche. Steinbeck è uno scrittore acclamato, premio Nobel 1962, e dopo aver tentato inutilmente a più riprese di leggere "Uomini e topi", mi chiedo come sia possibile. Lo stile è stringato ma ricco di autocompiacimento; il romanzo è breve, e questo mi ha aiutato a finirlo. L'unico aspetto ancora attuale è che molti eserciti occupano un paese pensando di essere accolti da liberatori, x scoprire invece di suscitare odio e ribellione, che sfocia in guerriglia e attentati, come accade oggi in Iraq e Afghanistan.

    ha scritto il 

  • 4

    ….ed ecco perché sono sempre gli uomini-gregge che vincono le battaglie, ma gli uomini liberi vincono le guerre.

    Dicembre 2012:
    Ispirandosi ad un fatto realmente accaduto in Norvegia durante l’occupazione nazista, Steinbeck scrive nel 1942, in piena seconda guerra mondiale, questo breve romanzo che è l’esempio d ...continua

    Dicembre 2012:
    Ispirandosi ad un fatto realmente accaduto in Norvegia durante l’occupazione nazista, Steinbeck scrive nel 1942, in piena seconda guerra mondiale, questo breve romanzo che è l’esempio della capacità di un popolo pacifico e democratico di fare muro comune contro l’invasore, non senza ribellioni e attentati dinamitardi, ma anche e soprattutto attraverso una sorta di resistenza pacata e silenziosa, che non nasconde l’odio viscerale e che isola il nemico facendolo sentire quello che realmente è: un popolo che non ha dignità e che obbedisce ad un Capo pazzo, un popolo di “mosche che conquistano la carta moschicida” restandone attaccati. Letto moltissimi anni fa a scuola, l’ho ripreso dietro la spinta della lettura di alcuni commenti belli ed ispirati, e sono contenta di averlo fatto. E’ un libro che dovrebbero leggere tutti, un ottimo esempio di dignità e di coraggio.

    ha scritto il 

  • 5

    La luna, purtroppo, non è ancora tramontata

    Il titolo di questa recensione è per me significativo in quanto gli oppressori ancora non hanno ceduto e gli oppressi ancora lo sono. In una miriade di parti del mondo avviene tutto ciò e lo stesso è ...continua

    Il titolo di questa recensione è per me significativo in quanto gli oppressori ancora non hanno ceduto e gli oppressi ancora lo sono. In una miriade di parti del mondo avviene tutto ciò e lo stesso è anche per noi, qui non c'è la guerra, gli oppressori sono coloro che decidono della sorte di un popolo che in se stesso è oppresso ma non ha la forza di ribellarsi come nel libro di Steinbeck. Questo testo deve essere un insegnamento, un monito perchè l'oppresso si risvegli e si liberi dell'oppressorre ma dopo 67 anni in pochi hanno colto ciò che S. voleva esprimere. Questo libro deve essere letto, riletto e riproposto anche tra i banchi di scuola, si spera solo venga ristampato.

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    Alle dieci e quarantacinque tutto era finito. La città era occupata, i difensori abbattuti e la guerra finita.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/l/la-luna-e-tramontata-john-steinbeck/ ...continua

    Alle dieci e quarantacinque tutto era finito. La città era occupata, i difensori abbattuti e la guerra finita.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/l/la-luna-e-tramontata-john-steinbeck/

    ha scritto il 

  • 4

    "Abbiamo un piccolo diritto alla vita in tutta questa morte"

    Bellissimo. E strano. Duro, crudo, ma nello stesso tempo umano ed ironico. Così reale e fantastico al tempo stesso. Davvero un libro unico nel suo genere.
    Sembra quasi un testo teatrale, con quell'uni ...continua

    Bellissimo. E strano. Duro, crudo, ma nello stesso tempo umano ed ironico. Così reale e fantastico al tempo stesso. Davvero un libro unico nel suo genere.
    Sembra quasi un testo teatrale, con quell'unità di tempo e spazio. I luoghi sono delineati chiaramente, descritti nei dettagli, con la spiegazione precisa della disposizione di sedie e luci. Piccole scenette racchiuse in pochi momenti, dialoghi tra conquistati e conquistatori, che si comportano in modo umano ed in modo crudele. E paradossalmente è il lato umano quello che pare più irreale.

    Ho l'edizione del '44. Un piccolo gioiello da tenere per le mani e da leggere con gli occhi.

    ha scritto il 

  • 4

    Avete presente quei libri che trovate in casa che fanno parte delle collezioni che i vostri genitori hanno fatto coi giornali?
    Ecco questo libro ha una storia peggiore. Faceva parte di una collezione ...continua

    Avete presente quei libri che trovate in casa che fanno parte delle collezioni che i vostri genitori hanno fatto coi giornali?
    Ecco questo libro ha una storia peggiore. Faceva parte di una collezione di libri regalataci da una zia suora di mia madre.
    Livello di appetibilità? Basso.
    Però ci sono quei periodi in cui vuoi leggere qualcosa che, bah, seconde te può sorprenderti. E soprattutto non hai soldi per comprare l'ennesimo libro. E poi,diciamocela tutta, nessuno può togliere Harry Potter, finito da neanche un mese, dal mio cuore. Ho bisogno di un libro che non lo scalzi prepotentemente ma mi aiuti ad allontanarlo piano piano. Un po' come quelle storie d'amore importanti.
    Allora ecco che ho scelto questo libro che vegetava da anni nella mia libreria. Il nostro Steinbeck per chi non lo sapesse ha vinto il premio Nobel per la letteratura, io per esempio non lo sapevo. Uno s'immagina che i Nobel scrivano cose sempre un po' ostiche. E invece no, questo libro è scorrevolissimo e positivamente semplice.
    Quello che non è semplice è ignorare quanto gli uomini siano umani, anche quelli cattivi. E che certe volte non è che poi così facile distinguere il bene dal male.
    Il libro è ambientato in Svezia e sembra parlare dell'invasione nazista di un piccolo paesino. Dico sembra perché non c'è scritto da nessuna parte, ma l'associazione è facile. Allo stesso tempo questo permette un po' di adattarlo a quel che si vuole. E nonostante si parli della guerra, la sensazione che ho provato era di pace.
    E' un libro svelto, non di quei mattoni che ti esaltano immediatamente, ma ben scritto, s'insinua piano piano dentro. E per ben scritto intendo che per me c'è un uso magistrale delle parole, messe sempre al posto giusto. Frasi sempre messe al posto giusto. E so che può sembrare banale ma no, non lo è. Non c'è una, e dico una frase che sia di troppo, inutile.
    Consigliato a tutti quelli che vogliono leggere qualcosa che non ti dilani l'anima, ma comunque ti colpisca. Bum e poi ritorni alla tua vita di tutti i giorni.

    ha scritto il 

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