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La luna di carta

Di

Editore: Sellerio (La memoria, 656)

3.9
(3296)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 267 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8838920540 | Isbn-13: 9788838920547 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
"Quann'era picciliddro, una volta sò patre, per babbiarlo, gli aveva contatoche la luna 'n cielu era fatta di carta. E lui, che aviva sempre fiducia inquello che il patre gli diciva, ci aviva criduto. E ora, maturo, sperto, omodi ciriveddro e d'intuito, aviva nuovamente criduto come un picciliddro a dùfìmmine..., che gli avivano contato che la luna era fatta di carta." Torna ilsangue nelle inchieste di Montalbano: un delitto spietato in una casaalla periferia di Vigata. Tutto sembra condurre alla pista passionale. Ma ilcommissario non si lascia ingannare. Come già ne "La pazienza del ragno"incontriamo un commissario Montalbano più del solito pensieroso, quasiintimista.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Se dovessi dire con un netto SI o No, propenderei per il SI. Il vantaggio è che si legge agevolmente (compatibilmente con la lingua usata che mi rende più semplice leggere Grisham in inglese) e che non presenta buchi narrativi evidenti. Le pecche però ci sono. Innanzitutto alcune lacune di inform ...continua

    Se dovessi dire con un netto SI o No, propenderei per il SI. Il vantaggio è che si legge agevolmente (compatibilmente con la lingua usata che mi rende più semplice leggere Grisham in inglese) e che non presenta buchi narrativi evidenti. Le pecche però ci sono. Innanzitutto alcune lacune di informatica base dell'autore (ma gli editor che ci stanno a fare?) che descrive il processo di decrittazione di un file in modo assolutamente insensato dato che la trama si svolge non negli anni '80 ma tra il 2001 (data dell'euro) e il 2005 (data di pubblicazione). Immaginare che a tale scopo si deleghi non la scientifica ma Catarella che in modo bovino inserisce ogni combinazione possibile di parole "chiave" sperando di beccare la PW è francamente più che ridicolo. Stessa cosa per la crittografia del contenuto del file. La bovinità del commissario che lascia andare in cucina la colpevole subito dopo averla smascherata e prima che faccia i nomi degli spacciatori meriterebbe la retrocessione al centralino insiema a Catarella. Che poi lui abbia non rilevato la morbosità del rapporto fratello/sorella (salvo recuperare in corner nell'ultima pagina), che per ignoti motivi il prof Sclafani non sia mai oggetto di indagine e che di fatto il commissario abbia fatto dichiarare colpevole uno che (pur essendo un evidente sicario della mafia) di fatto era innocente è ancora un segno di non accuratezza narrativa. Uscendo dalle note riguardo la trama e concentrandoci sulla scrittura, e sorvolando sull'ibrido lessicale abbastanza fastidioso, non posso non stigmatizzare il chiaro voyerismo dell'autore morbosamente affascinato da ogni particolare legato alle descrizioni erotiche. Di ultraottantenni preda di tali fascinazioni ne abbiamo già avuti al governo, anche recentemente. Abbiamo già dato.

    ha scritto il 

  • 3

    Non sempre ciò che sembra è

    Non sempre ciò che sembra è, o ciò che è ovvio è interessante... il solito inquieto e vivace Commissario non si fa fuorviare dal fascino femminile, così presente nel libro e risolve l'ennesimo mistero a colpi di indagini non ordinarie

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Mm

    Meravigliosamente morboso: più leggo episodi di Montalbano, più la mia stima di Camilleri, giallista e scrittore tout-court, cresce.
    Solo un dubbio: credo che, strada facendo, si sia dimenticato di mandare il commissario ad interrogare il Prof. Sclafani, è un passaggio inspiegabilmente assente. ...continua

    Meravigliosamente morboso: più leggo episodi di Montalbano, più la mia stima di Camilleri, giallista e scrittore tout-court, cresce. Solo un dubbio: credo che, strada facendo, si sia dimenticato di mandare il commissario ad interrogare il Prof. Sclafani, è un passaggio inspiegabilmente assente.

    ha scritto il 

  • 4

    Amici di carta

    Eh sì... oramai piazzo qua e là parole e slang "Camilleriano" con la naturalezza camaleontica tipica dei meridionali. Perchè non è una posa, uno "sfoggio". Io davvero mi immedesimo in quelle parole, neologismi o meno, tanto musicali e diretti. Salvù è quello che mi dà il buongiorno mentre faccio ...continua

    Eh sì... oramai piazzo qua e là parole e slang "Camilleriano" con la naturalezza camaleontica tipica dei meridionali. Perchè non è una posa, uno "sfoggio". Io davvero mi immedesimo in quelle parole, neologismi o meno, tanto musicali e diretti. Salvù è quello che mi dà il buongiorno mentre faccio colazione, prima di andare al lavoro, che mi ci accompagna mentre viaggio in metropolitana, che mi dà la buonanotte la sera con quelle poche righe che riesco a leggere prima di crollare per la stanchezza della giornata. Quando lavoro al computer e devo immettere una qualsiasi password penso a Catarella, alle sue battaglie nel cercare "le guardie ai passi", e mi viene da sorridere. I libri di Camilleri sono gialli perchè c'è quasi sempre un omicidio, ma io non li definirei così. Sono qualcosa di più. Il "di più" è qualcosa che ognuno di noi scova dentro di sè.

    ha scritto il 

  • 3

    Montalbano invecchia...

    Ennesimo romanzo sul celeberrimo commissario che comincia a manifestare i segni dell'età. Oltre ad esprimerlo chiaramente attraverso i dubbi del protagonista, Camilleri ci offre un commissario intontito, senza lo smalto e l'arguzia che lo hanno contraddistinto in altri romanzi. La trama è piuttos ...continua

    Ennesimo romanzo sul celeberrimo commissario che comincia a manifestare i segni dell'età. Oltre ad esprimerlo chiaramente attraverso i dubbi del protagonista, Camilleri ci offre un commissario intontito, senza lo smalto e l'arguzia che lo hanno contraddistinto in altri romanzi. La trama è piuttosto prevedibile già dalla metà del libro e il lettore riesce a risolvere il caso ben prima che Montalbano ci arrivi. Anzi, stavolta il commissario viene riabilitato soltanto all'epilogo quando anche lui riesce a chiarire il mistero. Piacevole come al solito, ma un gradino in giù rispetto al solito.

    ha scritto il 

  • 4

    Questa volta Montalbano è alle prese con il caso di un informatore farmaceutico trovato ucciso in casa sua, e parallelamente con le morti sospette di certi personaggi di spicco nel panorama politico. Ci sarà o no un legame?
    Il Commissario Montalbano si trova a dover indagare nelle vite di queste ...continua

    Questa volta Montalbano è alle prese con il caso di un informatore farmaceutico trovato ucciso in casa sua, e parallelamente con le morti sospette di certi personaggi di spicco nel panorama politico. Ci sarà o no un legame? Il Commissario Montalbano si trova a dover indagare nelle vite di queste persone che apparentemente sembrano non aver nulla da nascondere e invece...

    ha scritto il 

  • 5

    Il grande Montalbano non delude neppure questa volta...come sempre, al di là della trama, contano le atmosfere, il linguaggio, i personaggi, ed i pensieri del nostro adorato commissario.

    ha scritto il 

  • 3

    Onorata società

    Camilleri raccoglie dalla cronaca e rielabora: quindi morti per droga tagliata male, politici che sniffano (per loro è terapia, naturalmente), legami tra mafia e politici, impeccabili insegnanti con vizi privati..... Tirato un po' per le lunghe, diventa fastidioso.

    ha scritto il 

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