La luna e i falò

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 7

Voto medio di 8178
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Libro consapevolmente finale, uscito nel 1950, pochi mesi prima che Cesare Pavese si togliesse la vita in un albergo di Torino, La luna e i falò era considerato dal suo autore una «modesta Divina Commedia»; e anche, comunque, il coronamento della ... Continua
Ha scritto il 24/07/17
Non fermarti a un passo dalla vita
Leggendo La luna e i falò ho camminato lungo i sentieri delle Langhe col passo riflessivo di Anguilla, Nuto e Pavese. Sono gli stessi sentieri percorsi tante volte a passo veloce o anche discesi a rotta di collo con Fenoglio. Per tutta la lettura ..." Continua...
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Ha scritto il 22/07/17
Lettura complessa e impegnativa. Una vera e propria perla della nostra letteratura.Ritrovi tutta la malinconia di Pavese e il suo stile, che è un flusso continuo di pensieri in una prosa evocativa e delicata, ai confini con la poesia.Il ritmo è ..." Continua...
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Ha scritto il 18/07/17
Più una biografia che un romanzo vero e proprio, in cui si riesce a catturare molti aspetti della vita dell'autore, i suoi pensieri e il suo stato d'animo. Non mi ha particolarmente colpito perchè mi aspettavo qualcosa in più, dato che a mio ..." Continua...
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Ha scritto il 04/06/17
Potente romanzo a tinte autobiografiche di Pavese, scritto su più piani narrativi con un intreccio riuscito ed un ritmo che non cade, sorretto dall'energia dei ricordi e dall'intensità delle descrizioni. Da leggere assolutamente.
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Ha scritto il 20/05/17
il mondo dei vinti
in 130 pagine molte vite bruciate in modo diverso
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Ha scritto il Dec 28, 2016, 23:27
Un paese ci vuole, non fosse per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.Capii nel buio, in quell'odore di ... Continua...
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Ha scritto il Oct 12, 2015, 14:15
[...] dove son nato non lo so; non c'è da queste parti una casa né un pezzo di terra né delle ossa ch'io possa dire "Ecco cos'ero prima di nascere".
Pag. 3
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Ha scritto il Oct 02, 2015, 08:05
A quei tempi non mi capacitavo di cosa fosse questo crescere . Credevo fosse solo fare delle cose difficili. Non sapevo che crescere vuol dire andarsene, invecchiare, veder morire trovare la Mona così.
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Ha scritto il Sep 20, 2015, 19:09
Capii nel buio, in quell'odore di giardino e di pini, che quelle stelle non erano le mie.
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Ha scritto il Jul 27, 2015, 20:32
Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.
Pag. 7
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Ha scritto il Apr 21, 2016, 14:03
853.914
PAV 4668
Letteratura Italiana
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Ha scritto il Feb 14, 2015, 21:38
Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dir non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.
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Ha scritto il Feb 14, 2015, 21:33
Di tutto quanto... che cosa resta? ... I ragazzi, le donne, il mondo, non sono mica cambiati - eppure la vita è la stessa, e non sanno che un giorno si guarderanno in giro e anche per loro sarà tutto passato.
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