La luna e i falò

Di

Editore: Mondadori (Gli Oscar 194)

3.9
(7901)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 177 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Olandese , Portoghese , Tedesco

Isbn-10: A000211857 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Antonio Pitamitz ; Prefazione: Roberto Cantini

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
La luna e i falò - il romanzo che precede di poco il suicidio dell'autore - contrappone il presente al passato in un confronto con la natura, impassibile al trascorrere del tempo. L'ambiente e quello delle Langhe, la parte del Piemonte meridionale cui Pavese e rimasto legato dall'infanzia. Ne è protagonista un emigrante che, tornato dall'America, percorre dopo molti anni le vie del paese dove e vissuto da ragazzo, si inoltra nelle campagne e scopre che intorno a sé tutto è cambiato, tranne il paesaggio e Nuto, un vecchio amico con il quale parla volentieri del passato. Nella sua mente tornano le immagini di un tempo, i primi amori, le prime esperienze di vita, ma intanto altri avvenimenti intervengono, non ricordi, ma cieca follia del presente, nuovi falò che non sono più i fuochi accesi dai contadini, ma incendi provocati dall'ira o dalla disperazione. Tutti i personaggi e i fatti del romanzo hanno un diverso ma completo significato, sono la testimonianza di un sentimento fortissimo fatto di amore ma, per usare un'espressione di Saba, di doloroso amore. Pavese ha dato fondo in queste pagine a tutte le sue risorse, ha notato ogni piu segreta reminiscenza o gesto, ha lavorato con spaventosa felicita sui personaggi e lo stile, ha fatto il possibile per "chiudere" consapevolmente il suo lavoro di scrittore.
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  • 4

    Ascoltato come audiolibro, letto da Remo Girone.

    Frasi di bellezza assoluta ("Dare un senso a tutto il baccano sotto le stelle") ma non è esattamente una botta di ottimismo. Statisticamente parlando, ...continua

    Ascoltato come audiolibro, letto da Remo Girone.

    Frasi di bellezza assoluta ("Dare un senso a tutto il baccano sotto le stelle") ma non è esattamente una botta di ottimismo. Statisticamente parlando, a qualcuno in questo paese sarà pure andata bene, no?

    ha scritto il 

  • 4

    Non sapevo che crescere vuol dire andarsene, invecchiare, veder morire

    Pur non potendo immedesimarmi, il ritorno nei propri luoghi d'origine da parte di chi ne ha viste tante è esattamente come ho sempre pensato che sia. Le cose cambiano, le persone invecchiano, chi è ri ...continua

    Pur non potendo immedesimarmi, il ritorno nei propri luoghi d'origine da parte di chi ne ha viste tante è esattamente come ho sempre pensato che sia. Le cose cambiano, le persone invecchiano, chi è rimasto fermo finisce per basare le proprie scelte di vita su concetti primitivi, che si tratti di superstizioni o di violenza domestica cambia poco, e alla fine non appartieni veramente a nessun posto. Chiaramente, la storia ha un unico punto di vista e non tiene conto dell'entusiasmo (chiamiamolo così, anche se...) di una nuova generazione, perché quando invecchiamo tendiamo sempre a pensare a quanto fossero migliori le cose, prima. Prima, cioè quando eravamo giovani noi. C'è sempre qualcuno più giovane, e le situazioni che ricorderà dopo anni saranno state, in realtà, contemporanee a quelle tragiche che tu hai vissuto da vecchio.

    L'intensità aumenta e diminuisce tra i capitoli, ma sono molto efficaci i salti temporali.

    Nota a margine: il fascismo qui è solo un fattore di sfondo che fa comunque parte della storia, ma a sentir qualcuno diventa l'elemento principale. Fondamentalmente, accade perché siamo fissati sempre con le stesse cose e a superarle non ce la si fa proprio. C'è qualcosa di più importante e italiano, qui.

    ha scritto il 

  • 5

    Malinconia e radici

    Mi diedero questo libro da leggere, molti anni fa, quando ancora frequentavo il liceo. Avevo 16-17 anni. Non lo capii, lo trovai noioso e non riuscii a terminarlo. Ho deciso di riprenderlo e di riprov ...continua

    Mi diedero questo libro da leggere, molti anni fa, quando ancora frequentavo il liceo. Avevo 16-17 anni. Non lo capii, lo trovai noioso e non riuscii a terminarlo. Ho deciso di riprenderlo e di riprovarci molti anni dopo e solo adesso comprendo le emozioni tangibili che Pavese riporta in queste pagine, ricche di una malinconia e nostalgia contagiose; é lo stesso lettore a provare sulla sua pelle la desolazione e la mancanza di radici provate dal protagonista al ritorno nei luoghi d'infanzia. Una lettura non certo allegra, ma profondissima.
    N.P.

    ha scritto il 

  • 5

    Troppo poche 5 stelle...un intero firmamento!

    Ci sono libri che ti appartengono anche se non li hai vissuti. Quei libri che non scorderai mai perchè... "lo sapevi già". Ecco, 'La luna e i falò' è tutto questo per me.

    ha scritto il 

  • 4

    Volevo recuperare questo romanzo già da un po' di tempo e adesso che l'ho finito devo ancora riprendermi. Pavese racconta la storia di Anguilla che, dopo essere emigrato in America giovanissimo, decid ...continua

    Volevo recuperare questo romanzo già da un po' di tempo e adesso che l'ho finito devo ancora riprendermi. Pavese racconta la storia di Anguilla che, dopo essere emigrato in America giovanissimo, decide di tornare nella sua terra natìa, un paese della valle del Belbo. Giunto alla cascina della Gaminella, nella quale è cresciuto dopo esser stato adottato da una famiglia di contadini, scoprirà che tutto è cambiato dopo la guerra e che il mondo dei suoi ricordi non esiste più. Ritroverà però il suo amico Nuto, assieme al quale ripercorrerà i luoghi della sua infanzia e della sua adolescenza, in un viaggio alla riscoperta delle persone del suo passato.
    Un libro amaro e malinconico, di poco precedente al suicidio dell'autore. I temi affrontati sono tanti, dalla vita contadina dell'Italia negli anni precedenti alla guerra, alla lotta partigiana. Un libro che parla di sentimenti contrastanti, della ricerca delle proprie radici e allo stesso tempo della voglia di evadere dalla propria ristretta realtà, riassunti egregiamente da una frase che si legge nelle prime pagine:
    "Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti."
    Assolutamente da leggere. Voto: 7/10

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    ha scritto il 

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