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La luna e i falò

Di

Editore: Mondadori (Gli Oscar 194)

3.9
(7484)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 177 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Olandese , Portoghese , Tedesco

Isbn-10: A000211857 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Antonio Pitamitz ; Prefazione: Roberto Cantini

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
La luna e i falò - il romanzo che precede di poco il suicidio dell'autore - contrappone il presente al passato in un confronto con la natura, impassibile al trascorrere del tempo. L'ambiente e quello delle Langhe, la parte del Piemonte meridionale cui Pavese e rimasto legato dall'infanzia. Ne è protagonista un emigrante che, tornato dall'America, percorre dopo molti anni le vie del paese dove e vissuto da ragazzo, si inoltra nelle campagne e scopre che intorno a sé tutto è cambiato, tranne il paesaggio e Nuto, un vecchio amico con il quale parla volentieri del passato. Nella sua mente tornano le immagini di un tempo, i primi amori, le prime esperienze di vita, ma intanto altri avvenimenti intervengono, non ricordi, ma cieca follia del presente, nuovi falò che non sono più i fuochi accesi dai contadini, ma incendi provocati dall'ira o dalla disperazione. Tutti i personaggi
e i fatti del romanzo hanno un diverso ma completo significato, sono la testimonianza di un sentimento fortissimo fatto di amore ma, per usare un'espressione di Saba, di doloroso amore. Pavese ha dato fondo in queste pagine a tutte le sue risorse, ha notato ogni piu segreta reminiscenza o gesto, ha lavorato con spaventosa felicita sui personaggi e lo stile, ha fatto il possibile per "chiudere" consapevolmente il suo lavoro di scrittore.
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  • 4

    ci ho messo pochi giorni a finirlo, immerso nel Paese – Universo di Pavese. Stupenda la rievocazione di Nuto delle tre sorelle. Piccolo capolavoro della letteratura italiana, pochi colori, personaggi e storie autentiche, moltissima poesia, a partire dal bellissimo titolo.

    ha scritto il 

  • 5

    Per l'ennesima volta, Pavese si dimostra più che capace di accorciare le distanze tra realtà tra di loro molto differenti. Ovviamente parlo di quella dei protagonisti della campagna del primo novecento e di quella di tutte le persone come me, lontane da quegli spazi temporali e non solo.
    Pa ...continua

    Per l'ennesima volta, Pavese si dimostra più che capace di accorciare le distanze tra realtà tra di loro molto differenti. Ovviamente parlo di quella dei protagonisti della campagna del primo novecento e di quella di tutte le persone come me, lontane da quegli spazi temporali e non solo.
    Pavese è un maestro indiscusso.

    ha scritto il 

  • 2

    Della nostalgia, delle sue piccole incomprensioni.

    Il valore di un romanzo e la forza del suo messaggio sono strettamente collegati allo stato mentale di chi lo sta leggendo. Questa grande tautologia è la motivazione dietro cui mi nascondo quando devo scrivere che questo libro (questo enorme capolavoro della letteratura italiana eccetera, ecceter ...continua

    Il valore di un romanzo e la forza del suo messaggio sono strettamente collegati allo stato mentale di chi lo sta leggendo. Questa grande tautologia è la motivazione dietro cui mi nascondo quando devo scrivere che questo libro (questo enorme capolavoro della letteratura italiana eccetera, eccetera, eccetera) non mi è piaciuto.
    Non è un problema di stile né di scrittura (quasi mai è un problema di stile o scrittura), semplicemente l'ho trovato lontano. Forse sono ancora troppo giovane per capirlo ed essere nostalgico in questo modo passivo e rassegnato. Forse è l'iperestesia a cui mi sottopongo a renderlo attempato.
    Ai posteri l'ardua sentenza.

    ha scritto il 

  • 3

    Pavese descrive esattamente la condizione dell'emigrante, condannato a sentirsi dovunque un non integrato. Non integrato nel nuovo paese perché figlio di altri costumi e tradizioni e con il pensiero costantemente rivolto alla sua terra d'origine. Ma non integrato nemmeno lì, nella sua terra d'ori ...continua

    Pavese descrive esattamente la condizione dell'emigrante, condannato a sentirsi dovunque un non integrato. Non integrato nel nuovo paese perché figlio di altri costumi e tradizioni e con il pensiero costantemente rivolto alla sua terra d'origine. Ma non integrato nemmeno lì, nella sua terra d'origine, perchè ormai sradicato da essa, forse perchè troppo cambiato, o forse perchè è ormai lei, la sua terra, ad essere cambiata, a non rispecchiarsi più in quella "luna e i falò" del titolo, simbolo di un mondo arcaico e legato alle sue tradizioni che era, in quegli anni, destinato a scomparire.

    ha scritto il 

  • 3

    Il protagonista in questo ritorno al passato cerca di trovare se stesso e di capire le scelte fatte in passato. Ora può vedere da un punto di vista diverso i sogni che aveva da ragazzo. (...)
    http://arieljulie.wordpress.com/

    ha scritto il 

  • 4

    Pensavo, forse da "La casa in collina" della giovinezza sono ora diventato questo di romanzo. Non mi dispiaceva. Pure negli anni passati, Pavese restava come mio paradigma.
    Invece no. Invece ho scoperto che sono ancora il primo, sempre su quella collina, sempre di qua dal Belbo, sempre inet ...continua

    Pensavo, forse da "La casa in collina" della giovinezza sono ora diventato questo di romanzo. Non mi dispiaceva. Pure negli anni passati, Pavese restava come mio paradigma.
    Invece no. Invece ho scoperto che sono ancora il primo, sempre su quella collina, sempre di qua dal Belbo, sempre inetto.
    "Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via". Giacchè lo so, l'interpretazione non è dinamica.
    C'è soprattutto che il noto simbolismo di Pavese si stacca dall'introspezione e vuole essere orizzonte di comprensione delle vicende umane e mi interessa meno.

    ha scritto il 

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