La luna e sei soldi

Di

Editore: Mondadori (I libri del pavone, 80)

4.1
(820)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 239 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Tedesco , Catalano , Spagnolo , Francese , Giapponese

Isbn-10: A000093387 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giorgio Monicelli

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
In questo romanzo W. Somerset Maugham mette in scena, come sempre o quasi, se stesso, ma stavolta nella doppia veste di Strickland, un agente di cambio che per amore della pittura lascia il solido mondo della City per quello assai meno rassicurante di Parigi prima e di Tahiti poi, distruggendo lungo il cammino la vita di due donne, e del suo involontario biografo, un giovane deciso a indagare sugli oscuri, brutali, inaccettabili moventi di ogni vero artista. Celebre per decenni soprattutto come evocazione di Paul Gauguin, questo romanzo oggi ci appare finalmente per quello che è: un'inchiesta conturbante sull'attrazione fisica e totale per il bello, enigma "che in comune con l'universo ha il merito di essere senza risposta".
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  • 5

    "Fare ciò che più si desidera, vivere nelle condizioni che più danno piacere, in pace con sé stessi, è rovinarsi la vita? Il vero successo è essere un medico eminente con diecimila sterline all'anno e ...continua

    "Fare ciò che più si desidera, vivere nelle condizioni che più danno piacere, in pace con sé stessi, è rovinarsi la vita? Il vero successo è essere un medico eminente con diecimila sterline all'anno e una bella moglie? Dipende, suppongo, dal senso che si dà alla vita".

    Questo libro mi ha fatta finalmente innamorare di Maugham! *_* L'autore ci racconta dal punto di vista di un giovane scrittore la storia di un celebre pittore immaginario, Charles Strickland: anonimo londinese con un lavoro noioso e una bella casa che un giorno, di punto in bianco, lascia moglie e figli per andare a vivere di pittura a Parigi. Tutti credono che sia pazzo o che abbia un'altra, ma non è così: Strickland è semplicemente preda di uno strano "demone interiore" che lo spinge a trascurare tutto e tutti e a calpestare cose e persone senza alcun riguardo, pur di inseguire e concretizzare la visione interiore che lo tormenta. Con quest'opera a metà tra la biografia e il romanzo pare che l'autore si sia ispirato a Paul Gaugain, ma dato che la vita di quest'ultimo non ha nulla in comune con quella di Strickland credo che l'ispirazione riguardi principalmente il "demone interiore". Ci ho visto molto anche di Van Gogh, in Strickland, anche se il pittore olandese a dispetto della rinomata pazzia era molto più buono e gentile d'animo. Ho un debole per le opere che parlano di geni solitari ed eccentrici e questo libro mi ha conquistata anche per le sue belle riflessioni sulla vita e la società...consigliatissimo!

    ha scritto il 

  • 4

    Quando uno scrittore riesce a scrivere un bel libro ponendo al centro di esso un personaggio sgradevole e fondamentalmente privo di interesse quanto alle sue azioni e alle sue parole, beh, quello è un ...continua

    Quando uno scrittore riesce a scrivere un bel libro ponendo al centro di esso un personaggio sgradevole e fondamentalmente privo di interesse quanto alle sue azioni e alle sue parole, beh, quello è un ottimo scrittore.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo è un libro particolare a mio parere. Senza entrare nei particolari della storia, ho trovato uno stile semplice e diretto, ma allo stesso tempo, ci sono delle frasi che ti lasciano il tempo di ...continua

    Questo è un libro particolare a mio parere. Senza entrare nei particolari della storia, ho trovato uno stile semplice e diretto, ma allo stesso tempo, ci sono delle frasi che ti lasciano il tempo di rifletterci su, di pensare a quanto siano vere certe affermazioni. Il libro racconta la vita di un uomo, un inglese che lasciata la famiglia e il lavoro sicuro parte per Parigi per seguire il suo interesse per la pittura. Gira il mondo e questo ovviamente influisce sulle sue opere e sul suo stile, ma il vero punto focale del libro è la ricerca disperata e dolorosa della Bellezza nella sua arte. Di raggiungere quel punto estremo e supremo che solo i grandi artisti riescono a raggiungere. Un percorso particolare e difficile, ma che non riesce a lasciare indifferente il lettore.

    ha scritto il 

  • 4

    Tra Londra, Parigi e Tahiti si ripercorre la vita di un immaginario pittore che solo dopo la morte riesce ad essere famoso. Il romanzo nella sua essenzialità è rivolto alla vicenda di Strickland, il p ...continua

    Tra Londra, Parigi e Tahiti si ripercorre la vita di un immaginario pittore che solo dopo la morte riesce ad essere famoso. Il romanzo nella sua essenzialità è rivolto alla vicenda di Strickland, il pittore, e alla sua naturale conclusione. Questa asciuttezza può piacere o no, ma la narrazione è scorrevole e si fa leggere, è appassionante, con quel pizzico d'ironia che solo Maugham sa dare.

    ha scritto il 

  • 4

    La luna e i sei soldi.

    Mi è piaciuta la scrittura di Maugham, e la rappresentazione dei suoi personaggi così eccessivi. Il grande pittore così insopportabilmente “disumano” perchè divorato dalla sua arte, il pittore med ...continua

    Mi è piaciuta la scrittura di Maugham, e la rappresentazione dei suoi personaggi così eccessivi. Il grande pittore così insopportabilmente “disumano” perchè divorato dalla sua arte, il pittore mediocre così debole, “umano” forse perchè consapevole della propria mancanza di talento. Le figure femminili sono marginali.. A un certo punto forse c'è stata una excusatio non petita dell'autore: ”se scrivessi un romanzo, invece di raccontare i fatti che conosco riguardo a una personalità bizzarra, avrei inventato molti particolari per dar conto di quella sua svolta”. In effetti è poco comprensibile la svolta di Strickland, raccontata così. La parte finale del libro si svolge nei mari del Sud, dove l'autore entra in contatto con le persone che hanno conosciuto il pittore. Strickland in quei luoghi riusciva ad essere se stesso: “forse gli isolani sapevano che un uomo non è quello che vuol essere, ma quello che deve essere per necessità”. “Se avesse vissuto tutta la vita in questo ambiente sarebbe potuto passare per un uomo non peggiore di altri”.
    Un libro scritto con uno stile asciutto e moderno, molto intelligente con delle riflessioni interessanti sul genere umano.

    ha scritto il 

  • 5

    Gouguin mi è sempre piaciuto molto; la sua storia è affascinante e i suoi quadri sono tra i pochi che mi piacerebbe avere a casa. Fatta questa premessa dopo aver letto il libro l'ho apprezzato mille v ...continua

    Gouguin mi è sempre piaciuto molto; la sua storia è affascinante e i suoi quadri sono tra i pochi che mi piacerebbe avere a casa. Fatta questa premessa dopo aver letto il libro l'ho apprezzato mille volte di più: una descrizione cruda e acerba, in certi punti la trasposizione in arte scrittoria dell'arte pittorica.

    ha scritto il 

  • 3

    Non all'altezza di altri suoi che ho letto, come il Velo dipinto o La diva Julia, ma il suo stile è inconfondibile. Non so se il protagonista, il duro e crudele Charles Strickland, nasconda veramente ...continua

    Non all'altezza di altri suoi che ho letto, come il Velo dipinto o La diva Julia, ma il suo stile è inconfondibile. Non so se il protagonista, il duro e crudele Charles Strickland, nasconda veramente la figura di Paul Gauguin, ma Maugham ne descrive la follia e l'eccentricità con frasi di un cinismo straordinario, con giudizi fatti pronunciare ai personaggi secchi e lapidari. E' vero che la storia è narrata in prima persona da un presunto scrittore inglese e che tanti altri si affacciano, più o meno in modo preponderante, nel romanzo, ma tutti hanno senso solo in rapporto a Strickland, che, presente o assente sulla scena, condiziona la vita di tutti, mente della vita di tutti, a lui, non frega assolutamente nulla.

    ha scritto il 

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