La luna e sei soldi

Di

Editore: Mondadori (I libri del pavone, 80)

4.1
(870)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 239 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Tedesco , Catalano , Spagnolo , Francese , Giapponese

Isbn-10: A000093387 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giorgio Monicelli

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
In questo romanzo W. Somerset Maugham mette in scena, come sempre o quasi, se stesso, ma stavolta nella doppia veste di Strickland, un agente di cambio che per amore della pittura lascia il solido mondo della City per quello assai meno rassicurante di Parigi prima e di Tahiti poi, distruggendo lungo il cammino la vita di due donne, e del suo involontario biografo, un giovane deciso a indagare sugli oscuri, brutali, inaccettabili moventi di ogni vero artista. Celebre per decenni soprattutto come evocazione di Paul Gauguin, questo romanzo oggi ci appare finalmente per quello che è: un'inchiesta conturbante sull'attrazione fisica e totale per il bello, enigma "che in comune con l'universo ha il merito di essere senza risposta".
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  • 4

    Non e` una biografia ...

    E` letteratura, non cronaca.
    Non rilevano dunque incongruenze o dissimiglianze rispetto alla vita di Gauguin, che è solo un riferimento, o pretesto narrativo che dir si voglia.
    Chissà poi se Gauguin s ...continua

    E` letteratura, non cronaca.
    Non rilevano dunque incongruenze o dissimiglianze rispetto alla vita di Gauguin, che è solo un riferimento, o pretesto narrativo che dir si voglia.
    Chissà poi se Gauguin sia stato davvero umanamente così scadente e anaffettivo. E` possibile, ma è appunto irrilevante.
    La ricerca della bellezza assorbe ogni energia, ogni attenzione, ogni ricerca del protagonista. Destatosi dal torpore della sua vita routinaria, un giorno fa la valigia e parte, inseguendo una luce che lo consolerà fino alla morte.
    E` un tema da tragedia classica: la "possessione" di Strickland non è demoniaca, bensì condanna degli dei. Egli non potrà ne vorrà più far altro che adempiere alla propria vocazione.
    La narrazione è appassionante all’inizio ma rallenta nella fase parigina, con troppe banalizzazioni che rischiano di trasformare Strickland in macchietta. La parte migliore è naturalmente quella finale, nella quale l’introspezione psicologica è davvero mirabile, e così la ricostruzione dell’atmosfera incantata di Tahiti; non è chiaro invece se l’ulteriore, e definitivo, mutamento nell’atteggiamento della moglie sia sincero ma resta un dettaglio.

    ha scritto il 

  • 3

    Un'opera metabiografica

    Ispirato alla vita di Gauguin, soprattutto per quel che concerne la parte ambientata a Tahiti, il libro è un esempio di opera metabiografica. Il grande stile narrativo di Somerset Maughan c'è tutto, m ...continua

    Ispirato alla vita di Gauguin, soprattutto per quel che concerne la parte ambientata a Tahiti, il libro è un esempio di opera metabiografica. Il grande stile narrativo di Somerset Maughan c'è tutto, ma la parabola del pittore Skylard ha stavolta un risultato un po' irrisolto - ancorché misterioso e inquietante. Molto ben designati i personaggi minori, soprattutto quelli femminili.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, ma...

    Mi è piaciuto moltissimo, ma...mi chiedo: perché scrivere una specie di biografia di Gauguin, se poi nulla a che fare con la sua vera storia? Troppe cose non coincidono e sono totalmente distanti da q ...continua

    Mi è piaciuto moltissimo, ma...mi chiedo: perché scrivere una specie di biografia di Gauguin, se poi nulla a che fare con la sua vera storia? Troppe cose non coincidono e sono totalmente distanti da quella che è stata la vita del grande pittore francese (e non inglese!). E' scritto comunque molto bene, i personaggi sono ben delineati e si evince un grosso sforzo nel descrivere la complessa personalità del protagonista, anche lui pittore, anche lui diventato famoso post-mortem e anche lui morto in povertà in Polinesia, ma...tutt'altra la storia. Certo, sono contenta di averlo letto, ma non lo consiglio a chi crede di leggere la biografia di Gauguin.

    ha scritto il 

  • 0

    La biografia rivista e revisionata di Gauguin. Il tema centrale è la chiamata, la vocazione, la necessità di seguire non ciò che si vuole ma ciò che ci chiama a sé. Dunque, le domande fondamentali che ...continua

    La biografia rivista e revisionata di Gauguin. Il tema centrale è la chiamata, la vocazione, la necessità di seguire non ciò che si vuole ma ciò che ci chiama a sé. Dunque, le domande fondamentali che si pone il romanzo, sono: che cos’è l’Arte? Che cos’è la Bellezza? Maugham non può farlo senza far cadere il velo delle illusioni umane, dei falsi ideali. C’è qualcosa di tagliente e caustico nella scrittura di Maugham che lascia senza parole, senza fiato. E’ realista e misurata, nel senso che non perde mai di vista la vera essenza delle cose. I sentimenti, le emozioni, i comportamenti sono mossi, secondo la visione dell'autore, più da una risposta che viene dall’esterno, dagli altri, dalla società, piuttosto che dalla propria interiorità. E, dunque, i personaggi che interessano Maugham, sono quelli che hanno il coraggio di scendere negli abissi della propria interiorità e lasciarsi guidare dall’energia e dalla forza che ne proviene. Maugham ritrae personalità complesse, fuori dal comune, anticonformiste, alla ricerca di una propria spiritualità; personaggi ostici, antipatici e irritanti, se vogliamo, ma veri, autentici, perché scelgono di vivere fuori da qualsiasi tipo di condizionamento sociale e, forse, agli occhi di chi non vuole rischiare o provare a comprendere, possono sembrare anche cinici, crudeli, perché devastano e distruggono e appaiono indifferenti a tutto ciò che passa loro affianco, sentimenti, emozioni, dolori. La necessità di seguire il proprio demone è più forte di ogni altra cosa che possa offrire loro sicurezza, stabilità, tranquillità. E’ la Bellezza. Maugham scrive in modo schietto, netto, senza sbavature, è capace di svelare la reale essenza delle cose con le parole.

    ha scritto il 

  • 4

    Sotto il nome di Charles Strickland si nasconde la vita di Paul Gauguin, il pittore francese che ha abbandonato la sua vita solida e sicura per inseguire il suo sogno di fare il pittore, terminando i ...continua

    Sotto il nome di Charles Strickland si nasconde la vita di Paul Gauguin, il pittore francese che ha abbandonato la sua vita solida e sicura per inseguire il suo sogno di fare il pittore, terminando i suoi giorni in una casupola abbandonata a Tahiti malato di lebbra e nascosto all'umanità. Che cosa ha determinato questa sua strana parabola esistenziale? Il suo essere fedele a un fuoco che gli ardeva dentro, una devozione alla pittura che da principio non aveva un nome e un volto, in nome della quale ha abbandonato tutto e tutti.Ne è valsa la pena? L'autore non esprime giudizi, semplicemente tratteggia la storia di Strickland mostrando come, molti degli atteggiamenti che nella realtà del mondo occidentali sono sembrati strani o stravaganti sono diventati perfettamente congrui e legittimi in un'altra dimensione di vita.

    ha scritto il 

  • 3

    “E’ un abbaglio grottesco vedere nell’arte nient’altro che un fatto di mestiere, comprensibile appieno soltanto dall’artefice: l’arte è manifestazione di emozioni e l’emozione parla un linguaggio che ...continua

    “E’ un abbaglio grottesco vedere nell’arte nient’altro che un fatto di mestiere, comprensibile appieno soltanto dall’artefice: l’arte è manifestazione di emozioni e l’emozione parla un linguaggio che tutti possono intendere.”

    “Quando una persona dice di non curarsi di quello che pensano gli altri, il più delle volte si illude. Generalmente intende dire soltanto che suole fare come le aggrada..[ ] Ma il desiderio di approvazione è forse l’istinto più radicato nell’uomo civile [ ].
    Non credo a chi mi dice di infischiarsi dell’opinione dei suoi simili. E’ la boria dell’ignoranza. [ ] Ma qui c’era un uomo sinceramente incurante di ciò che pensava la gente, e quindi su di lui le convenzioni non avevano presa: era come un lottatore con il corpo unto d’olio, non riuscivi ad afferrarlo: e ciò gli dava una libertà oltraggiosa.”

    Una biografia (molto) romanzata di Paul Gauguin, una specie di inchiesta sull’attrazione fisica e totale per il bello, enigma “che in comune con l’universo ha il merito di essere senza risposta.”
    Maugham è sempre all’altezza, non si può smettere di leggere nemmeno quando racconta cose non troppo piacevoli, non il suo romanzo migliore secondo me, Schiavo d’amore rimane il più appassionante.

    ha scritto il 

  • 4

    La scintilla del divino nel profano

    Cos’è l’arte e come nasce l’ispirazione?
    Maugham cerca di spiegarlo a se stesso e agli altri attraverso la storia di un pittore ispirata - ma solo in parte - a Paul Gauguin.
    L’artista in questione è u ...continua

    Cos’è l’arte e come nasce l’ispirazione?
    Maugham cerca di spiegarlo a se stesso e agli altri attraverso la storia di un pittore ispirata - ma solo in parte - a Paul Gauguin.
    L’artista in questione è un certo Strickland, operatore finanziario londinese che a quarant’anni decide di abbandonare famiglia e lavoro in nome dell’Arte: “Devo dipingere”.
    E’ una folgorazione, un imperativo a cui non può sfuggire e che lo dominerà come un demone per il resto dei suoi giorni.
    La sua è una “libertà oltraggiosa” che se ne infischia di convenzioni sociali, affetti e buoni sentimenti: incurante di tutto, fame compresa, inizia una vita raminga partendo da un misero tugurio di Parigi.
    Se la prima parte del romanzo è caratterizzata da una prosa raffinata e ricca di arguzie, la seconda perde in ironia e a tratti diventa forse un po' enfatica, a servizio, si direbbe, della personalità complessa e decisamente canagliesca dell’artista, ma soprattutto dei risultati tangibili del suo geniale estro pittorico.
    Da Maugham, comunque, c’è sempre da imparare, sia per stile che per contenuti: la sete di conoscenza sulla vita di Strickland, la curiosità sulle origini del suo genio, pervade tutta l’opera, e lo scrittore riesce mirabilmente ad intrecciare senza far mai calare la tensione narrativa i resoconti di personaggi secondari con quelli dell’io narrante, suo alter ego, passando da Londra, Parigi, Marsiglia e approdando infine a Tahiti.
    L’incantevole descrizione delle sensazioni che comunica l’isola tropicale, dello spirito che la pervade tra suoni, profumi e colori, varrebbe da sola tutta l’opera:
    “Era una notte così bella che l’anima sembrava incapace di sopportare la prigione del corpo. La sentivi pronta a volare via nell’aria immateriale, e la morte aveva l’aspetto di un’amica dolcissima”.
    Nei Mari del Sud il desiderio di creare bellezza verrà pienamente appagato e Strickland porterà a compimento la sua opera.
    Ma l’Arte consuma e l’ispirazione è un fardello tanto sublime quanto pesante da portare: chi riesce a comprenderne la portata avrà per qualche istante il privilegio di scorgere la scintilla del divino nel profano.

    ha scritto il 

  • 0

    Maugham perfetto. Mai emozionante. Personalità precise e decise, senza sfumature; un racconto che sembra rimanere sempre in superficie, come se l'autore non volesse affondare...la penna (e il cuore) ...continua

    Maugham perfetto. Mai emozionante. Personalità precise e decise, senza sfumature; un racconto che sembra rimanere sempre in superficie, come se l'autore non volesse affondare...la penna (e il cuore) nelle vicende dei suoi personaggi, limitandosi a seguirne le vicende straordinarie da spettatore esterno. Esseri umani, ambienti, tutto viene descritto e delineato perfettamente, rifuggendo dichiaratamente da ogni coinvolgimento: un susseguirsi di quadri precisamente dipinti, ma senz'anima.

    ha scritto il 

  • 5

    "Fare ciò che più si desidera, vivere nelle condizioni che più danno piacere, in pace con sé stessi, è rovinarsi la vita? Il vero successo è essere un medico eminente con diecimila sterline all'anno e ...continua

    "Fare ciò che più si desidera, vivere nelle condizioni che più danno piacere, in pace con sé stessi, è rovinarsi la vita? Il vero successo è essere un medico eminente con diecimila sterline all'anno e una bella moglie? Dipende, suppongo, dal senso che si dà alla vita".

    Questo libro mi ha fatta finalmente innamorare di Maugham! *_* L'autore ci racconta dal punto di vista di un giovane scrittore la storia di un celebre pittore immaginario, Charles Strickland: anonimo londinese con un lavoro noioso e una bella casa che un giorno, di punto in bianco, lascia moglie e figli per andare a vivere di pittura a Parigi. Tutti credono che sia pazzo o che abbia un'altra, ma non è così: Strickland è semplicemente preda di uno strano "demone interiore" che lo spinge a trascurare tutto e tutti e a calpestare cose e persone senza alcun riguardo, pur di inseguire e concretizzare la visione interiore che lo tormenta. Con quest'opera a metà tra la biografia e il romanzo pare che l'autore si sia ispirato a Paul Gaugain, ma dato che la vita di quest'ultimo non ha nulla in comune con quella di Strickland credo che l'ispirazione riguardi principalmente il "demone interiore". Ci ho visto molto anche di Van Gogh, in Strickland, anche se il pittore olandese a dispetto della rinomata pazzia era molto più buono e gentile d'animo. Ho un debole per le opere che parlano di geni solitari ed eccentrici e questo libro mi ha conquistata anche per le sue belle riflessioni sulla vita e la società...consigliatissimo!

    ha scritto il 

  • 4

    Quando uno scrittore riesce a scrivere un bel libro ponendo al centro di esso un personaggio sgradevole e fondamentalmente privo di interesse quanto alle sue azioni e alle sue parole, beh, quello è un ...continua

    Quando uno scrittore riesce a scrivere un bel libro ponendo al centro di esso un personaggio sgradevole e fondamentalmente privo di interesse quanto alle sue azioni e alle sue parole, beh, quello è un ottimo scrittore.

    ha scritto il 

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