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La lunga attesa dell'angelo

Di

Editore: Rizzoli (Bur)

4.0
(656)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 413 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8817038830 | Isbn-13: 9788817038836 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Art, Architecture & Photography , Biography , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Jacomo Robusti, detto il Tintoretto, pittore vulcanico, ambizioso e anticonformista, pronto a sacrificare tutto e tutti al suo talento. Venezia alla fine del Cinquecento, ricca e fragile, minacciata dalle guerre coi Turchi e dall'epidemia di peste. Le mille invenzioni di una carriera controversa. Una famiglia sempre più numerosa: i figli maschi ribelli, le femmine destinate al monastero. E al centro di questa vita creativa e febbrile, l'amatissima figlia illegittima Marietta, educata alla musica e alla pittura per restare accanto al padre. Bambina vestita da maschio, ragazzina e infine donna, Marietta diventa il sogno e la creazione più riuscita del Tintoretto. Ma sarà proprio l'allieva a insegnare al Maestro che cosa da significato alla vita.
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  • 4

    Ho apprezzato moltissimo la lettura di questo libro della Mazzucco, autrice dalla scrittura poliedrica, sinuosa ed incantatrice. Non è facile ricostruire la vita di un personaggio così complesso come il Tintoretto, ma la Mazzucco riesce perfettamente nella sua impresa, ricostruendo altresì in ma ...continua

    Ho apprezzato moltissimo la lettura di questo libro della Mazzucco, autrice dalla scrittura poliedrica, sinuosa ed incantatrice. Non è facile ricostruire la vita di un personaggio così complesso come il Tintoretto, ma la Mazzucco riesce perfettamente nella sua impresa, ricostruendo altresì in maniera ineccepibile l’ambiente storico sociale dell’epoca. Adottando proprio il punto di vista del personaggio, in una lunga confessione “ante mortem” si intrecciano storie, sentimenti, destini, emozioni, passioni travolgenti, peccati, bassezze ma anche virtù. E’ impossibile abbozzare una trama perché la narrazione segue il filo dei ricordi del pittore, che apre il suo cuore, la sua mente, il suo non detto in una Venezia così viva, magica, unica in tutti i suoi quartieri, dai più poveri ai più ricchi, nelle feste, ma anche nella calamità della peste. E’ difficile staccarsi dal testo perché sempre più vieni ad immedesimarti nei personaggi come nei suoni , negli odori, nelle visioni, nelle pitture. Le grandi e travolgenti pitture del Tintoretto!! Ti trovi poi così coinvolta nel rapporto tra il pittore e sua figlia Marietta da sentirti tu stessa in imbarazzo di fronte ad un sentimento così profondo e così complesso!! Ogni personaggio è scolpito , o forse, visto il contesto, ritratto in modo molto vivo e completo, tanto da non lasciarti assolutamente indifferente.

    ha scritto il 

  • 5

    La storia del Tintoretto. Un libro difficile, da leggersi poco per volta. Ci ho messo mesi a finirlo. Tintoretto, ormai molto vecchio, sta morendo e ripercorre la sua vita, con le persone che ha amato, la Venezia del tempo, i costumi all'inizio abbastanza liberi e poi sempre più opprimenti. Bello ...continua

    La storia del Tintoretto. Un libro difficile, da leggersi poco per volta. Ci ho messo mesi a finirlo. Tintoretto, ormai molto vecchio, sta morendo e ripercorre la sua vita, con le persone che ha amato, la Venezia del tempo, i costumi all'inizio abbastanza liberi e poi sempre più opprimenti. Bello, bellissime le riflessioni sulla vita di cui è infarcito tutto il libro, il non servilismo verso i potenti, la leggera ironia. Tintoretto non ne emerge come un brav'uomo, ma come dotato di una personalità complessa, spesso egoista, ma molto acuto nel giudicare gli uomini.

    ha scritto il 

  • 3

    Chiariamo subito il voto: la tre stelle sono il risultato prettamente emozionale del giudizio, che obiettivamente dovrebbe essere almeno di 4. La scrittura, infatti, è ottima e la documentazione notevole, se la Mazzucco ha potuto poi scrivere la storia anche dal punto di vista documentario (che p ...continua

    Chiariamo subito il voto: la tre stelle sono il risultato prettamente emozionale del giudizio, che obiettivamente dovrebbe essere almeno di 4. La scrittura, infatti, è ottima e la documentazione notevole, se la Mazzucco ha potuto poi scrivere la storia anche dal punto di vista documentario (che peraltro voglio proprio leggere), ma il romanzo in sé non mi ha preso il cuore. E' rimasta una lettura fredda, a tratti annoiata, ed è proprio un peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    La lunga attesa dell'angelo ma...

    ...io tutta questa pazienza non ce l'ho....
    Bellissimo, coinvolgente, ma.... non è nelle mie corde!!!
    Riproverò in seguito!!!

    ha scritto il 

  • 4

    quattro stelle e mezza, voto 9+

    Non l'avevo comprato, questo libro di Melania Mazzucco, nonostante la mia affezione per l'autrice. Mi ero messa in testa che fosse pesante, un romanzo storico sul Tintoretto, non mi sembrava di averne voglia. L'ho comprato un paio di settimane fa, senza convinzione, solo perché era a metà prezzo ...continua

    Non l'avevo comprato, questo libro di Melania Mazzucco, nonostante la mia affezione per l'autrice. Mi ero messa in testa che fosse pesante, un romanzo storico sul Tintoretto, non mi sembrava di averne voglia. L'ho comprato un paio di settimane fa, senza convinzione, solo perché era a metà prezzo. L'ho posato sullo scaffale e ha cominciato a chiamarmi. L'ho iniziato e divorato.
    La scrittura che temevo pesante è avvolgente, straordinaria, incalzante, e ci trasporta nella Venezia del 1594, che però è la Venezia che sempre è stata e sempre sarà. Ti trascina per le calle, i canali, dentro case che sanno di umido e di cibo e di colori a olio. Ci era riuscito anche Michel Faber, ne Il petalo cremisi e il bianco, che ci portava a Londra: ma la Mazzucco lo fa in maniera più totalizzante, perché là c'era distacco e raziocinio, qui la voce del Tintoretto è fortemente emotiva.
    Jacomo Robusti è giunto alla fine della sua vita, lo incontriamo nei suoi ultimi 15 giorni, assalito dalla febbre e dai ricordi. Parla con Dio, un monologo torrenziale e intimo, eppure pieno di non detto, di nascosto, di solo accennato, da cui esce fulgida la figura di Marietta, la figlia troppo amata, a cui lo ha legato un rapporto profondissimo, forse morboso.
    Ma non è solo Marietta: tutti i personaggi qui acquistano una loro consistenza unica: la moglie, punto di equilibrio della sua vita, i figli maschi che faticosamente cercano un loro spazio nel mondo, oberati dalla personalità straripante del padre, e le altre figlie femmine, che nella vita di Tintoretto sono state solo delle comparse. La Mazzucco riesce mirabilmente a mettere in scena una storia di famiglia, di questa famiglia, che – come tutte – è infelice a modo suo.
    Non è un libro per tutti e infatti, a leggere i commenti, vedo che molti lo hanno trovato pesante e noioso. Io non ho saltato una singola parola, di questa prosa semplice e ricca a un tempo, come a un tempo è modernissima e antica. Chi adora le biografie romanzate ci stia attento, non è certamente quello che si aspetta, lontanissimo dal genere romanzone storico.

    ha scritto il 

  • 5

    Molto bello, lo consiglio ma avverto che è un viaggio lungo .

    (in sottofondo, piano, Asia di Guccini:

    " Fra i fiori tropicali, fra grida di dolcezza, la lenta, lieve brezza scivolava
    e piano poi portava, fischiando fra la rete, l' odore delle sete e della spezia"...

    e p ...continua

    Molto bello, lo consiglio ma avverto che è un viaggio lungo .

    (in sottofondo, piano, Asia di Guccini:

    " Fra i fiori tropicali, fra grida di dolcezza, la lenta, lieve brezza scivolava
    e piano poi portava, fischiando fra la rete, l' odore delle sete e della spezia"...

    e poi ancora
    "Leone di San Marco, leone del profeta, ad est di Creta corre il tuo vangelo;
    si staglia contro il cielo il tuo simbolo strano: la spada e non il libro hai nella mano"...)

    La meravigliosa città, tutta in questo libro, pare di sentirla e vederla. Affresco grandioso, Tintoretto restituito in pienezza di colori e di visione e nella sua profonda umanità.

    ha scritto il 

  • 5

    E' la vita straordinaria di Jacomo Robusti,il Tintoretto, al quale si devono alcune delle opere più importanti ed immortali di Venezia, una città così singolare, così emancipata e così interiormente legata all' artista da formarne parte integrante della sua stessa entità.
    Sono gli ultimi ...continua

    E' la vita straordinaria di Jacomo Robusti,il Tintoretto, al quale si devono alcune delle opere più importanti ed immortali di Venezia, una città così singolare, così emancipata e così interiormente legata all' artista da formarne parte integrante della sua stessa entità.
    Sono gli ultimi suoi giorni di vita che egli racconta come voce narrante dell'opera nell'attesa di essere sepolto.
    In questa sorta di limbo in cui si trova, egli ripercorre la sua intera esistenza, aspettando che qualcosa venga a portarlo via, a salvarlo: è la lunga attesa dell'angelo.
    L'artista dialoga col suo Dio, col suo Signore e ricorda soprattutto Marietta, la figlia prediletta ed illegittima, nata da una relazione d'amore con una donna tedesca che non ha mai sposato.
    Il rapporto tra padre e figlia è racchiuso in una legame che va dalla passione erotica ad una intensa affiliazione artistica.
    Quando è nata Marietta l'artista aveva già trentasei anni ed era appena diventato se stesso. Viveva per dipingere. Solo quello gli importava.
    Non poteva essere colui che Venezia voleva. Ma quella era la città che aveva sempre amato, che aveva sempre odiato. Venezia era la sua nemica e il suo destino. Ognuno ha il suo campo di battaglia e Venezia era il suo.
    Ha lavorato tanto - troppo, forse. Solo in quel modo, però, aveva l'illusione di bloccare la ruota, incastrare gli ingranaggi, dire alla vita: fermati.
    Per cinquant'anni lo hanno considerato un insolente intruso. Ha cercato il suo maestro come un cane randagio il suo padrone, ma il maestro non lo ha voluto. L'uomo che per lui era la pittura stessa - Tiziano - non gli ha mai permesso di avvicinarlo.
    Jacomo Robusti ha vissuto a modo suo. La sua norma era l'eccesso.
    Era lui stesso il regista e l'attore della sua vita, così come lo era nei suoi quadri.
    Non si è mai curato di sembrare stravagante e non conforme.
    Lui stesso afferma che se è stato una persona rispettabile è solo per ciò che ha dipinto, non per come ha vissuto - né per come ha pregato, pensato e creduto in Dio.
    E' il figlio e l'allievo di se stesso. E' nato da solo, affermando la sua libertà.
    E sua era anche Marietta, lei non sarebbe stata come le altre donne perché era speciale,
    diversa. Forse perché non è mai stata, davvero, una bambina.
    Aveva un carattere luminoso, era un gemma preziosa. Le sue domande erano pungenti, il suo spirito di osservazione acuto.
    Marietta aveva la capacità di librarsi al di sopra dell'opacità delle cose. Disegnava con facilità, copiava rapidamente, sapeva combinare i colori, era un prodigio.
    Il padre le insegnò che le cose minuscole contengono l'infinito e che poteva dipingerle con gli occhi chiusi.
    Jacomo preferiva la compagnia a quella di chiunque altro. Nessun altro essere umano, gli è mai stato più vicino. Facevano ogni cosa insieme;non c'era niente di lui che Marietta non abbia saputo.
    Il padre testimoniava che lei era viva, che esisteva - che è esistita.
    Amava tutto di lei. La testardaggine, la volontà feroce, il coraggio, l'anticonformismo, la grazia gentile, la vivacità. Anche la sua bellezza fragile, imperfetta. Il suo sorriso incerto, la sua paura di fallire, di deluderlo, di mancare la promessa.
    Non le avrebbe permesso un destino banale e mediocre. Con lei tutto era nuovo, stupefacente, irripetibile.
    Padre e figlia sono stati sempre una cosa sola: il Tintoretto non poteva tollerare il pensiero di separarsi da lei. E la paura di perderla era atroce come il dolore di averla perduta.
    Non c'è stato un giorno in cui non l'ha avuta accanto. Se la portava dietro ovunque andasse. Lei lo seguiva come la sua ombra, gli ripeteva come la sua eco si rifletteva come uno specchio.
    Gli anni in cui Marietta era bambina sono stati i più fertili della sua esistenza. Per questo la chiamava Scintilla: lei, davvero, lo ha acceso.
    Gli sono nati altri figli dal matrimonio con Faustina, ma non ha mai più potuto ritrovare la gioia provata con lei.
    Marietta adombrò non solo le figlie femmine divenute monache per volontà del padre, ma soprattutto i figli maschi, essendo la primogenita in senso assoluto.
    Tintoretto onorò la nascita della sua bambina e la sua omonima protettrice, la Vergine Maria, dipingendola sugli sportelli dell'organo della Madonna dell'Orto. Dipinse anche sua madre, di schiena, con le sue formidabili spalle nude. In pochi giorni ha dipinto quel "telerò" che per otto anni non era stato nemmeno
    capace di immaginare.
    Una scena folgorante ed una vibrazione emotiva fortissima: la bambina è collocata in cima ad una scala e guardandola si percepisce il destino di elezione, ma anche di solitudine.
    E' un quadro al femminile in cui lo sguardo del pittore declina su tutte le età della donna:
    ci sono solo donne protagoniste, gli uomini sono spettatori.
    I suoi colori hanno un odore e anche un sapore. Alcuni sanno di minerale, di terra e di spiagge lontane - altri di animale, di legno bruciato o della profondità del mare.
    L'artista vuole capire l'alchimia della metamorfosi. Perché tutto si tiene, ogni cosa diventa un'altra, ogni essere, ogni vita genera una catena di trasformazioni, e non se ne può indovinare la fine. La materia -che è la cosa più vile della terra - è però, anche, immortale.
    ciò che rende l'uomo diverso dalle altre creature è la capacità di manipolare gli elementi, di inventare e creare.
    Egli apprezza la feroce ironia della vita,perché niente è stato facile al figlio del tintore di panni.
    La vita vera di Tintoretto sta dove tutti possono vederla - nelle chiese, nelle case, sulle facciate dei palazzi, nelle regge dei sovrani, nella Scuola di San Rocco. È lì che chiunque vorrà, potrà trovarlo.

    ha scritto il 

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