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La lunga attesa dell'angelo

Di

Editore: Rizzoli (Bur)

4.0
(670)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 413 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8817038830 | Isbn-13: 9788817038836 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Art, Architecture & Photography , Biography , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Jacomo Robusti, detto il Tintoretto, pittore vulcanico, ambizioso e anticonformista, pronto a sacrificare tutto e tutti al suo talento. Venezia alla fine del Cinquecento, ricca e fragile, minacciata dalle guerre coi Turchi e dall'epidemia di peste. Le mille invenzioni di una carriera controversa. Una famiglia sempre più numerosa: i figli maschi ribelli, le femmine destinate al monastero. E al centro di questa vita creativa e febbrile, l'amatissima figlia illegittima Marietta, educata alla musica e alla pittura per restare accanto al padre. Bambina vestita da maschio, ragazzina e infine donna, Marietta diventa il sogno e la creazione più riuscita del Tintoretto. Ma sarà proprio l'allieva a insegnare al Maestro che cosa da significato alla vita.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    La vicenda negli ultimi giorni di vita del Tintoretto, che nei momenti di lucidità durante la convalescenza ricorda il suo passato. I fatti narrati vanno dall’infanzia all’incontro con Cornelia (giova ...continua

    La vicenda negli ultimi giorni di vita del Tintoretto, che nei momenti di lucidità durante la convalescenza ricorda il suo passato. I fatti narrati vanno dall’infanzia all’incontro con Cornelia (giovane prostituta tedesca che gli darà una figlia, Marietta), la volontà di emergere nel mondo dell’arte veneziana e il matrimonio con Faustina, compagna di vita con cui creerà una grande famiglia.

    L’autrice però si concentra perlopiù sul rapporto di Jacomo con la prima figlia, Marietta: l’amore paterno si accompagna alla volontà di fare della ragazza la propria erede, e in effetti Marietta cresce come un maschio, riceve un’educazione artistica e musicale, veste da ragazzo per poter accompagnare il padre nelle varie commissioni e gode di una libertà impensabile alle sue coetanee. Con il passare degli anni, l’amore paterno si trasforma in gelosia e diventa quasi un’ossessione che la figlia possa abbandonarlo da un momento all’altro. Marietta nutre un amore sconfinato per il padre, che vuole imitare in ogni aspetto: la sua influenza è chiaramente visibile nella stessa scelta di diventare pittrice.

    Il rapporto con gli altri figli è spesso burrascoso e il Tintoretto è troppo occupato a dipingere e rendere eterno il proprio nome per poter essere un vero padre. I figli maschi lo guardano come un modello da imitare durante l’infanzia, che però si trasforma in un modello da evitare durante l’adolescenza: il rancore di Marco verso il padre si spegnerà soltanto nel momento della morte di Jacomo, che abbandona la vita proprio tra le sue braccia; Zuane invece dedicherà la propria vita ai vagabondaggi, ma morirà prima di riconciliarsi con il padre. Dominico è l’unico figlio che gli resterà sempre accanto negli anni, e sarà lui a ereditare il nome del padre e proseguire la sua attività artistica. Le figlie femmine (eccetto Marietta) sono invece troppo giovani e Jacomo troppo vecchio per poter instaurare un vero rapporto: le maggiori sono state destinate alla vita monastica, seguite in futuro dalle due più piccole. Le figlie sono sottomesse alla volontà del padre e non osano contraddire i suoi desideri, anche se Ottavia (una delle figlie minori) chiede al padre di poter prendere marito. Jacomo confessa al lettore (o forse a se stesso?) che la scelta di farne delle monache è un gesto di espiazione dei peccati passati, quasi che offrire la vita delle proprie figlie a Dio gli avrebbe permesso di riconciliarsi con lui. Anche la decisione degli ultimi anni di vita di dipingere tele esclusivamente per il Signore sarebbe il segno di ringraziamento del pittore al Creatore.

    Il romanzo è scritto in uno stile fluido, che ricorda i rii di Venezia (città amata e condannata da Tintoretto), con flashback continui: Jacomo sta per morire, e questa consapevolezza lo costringe a fare i conti con se stesso e il proprio passato, dando alla narrazione la forma di un’autobiografia e un esame di coscienza allo stesso tempo.

    Il Tintoretto appare come un artista oscuro, tormentato, desideroso di essere riconosciuto tra i grandi del suo tempo, severo ed esigente con se stesso e soprattutto con i figli. È un uomo complesso, multiforme e questo romanzo vuole far emergere tutte le sfumature della sua personalità.

    Il personaggio che mi ha maggiormente affascinato è Marietta, donna libera dalle costrizioni sociali del suo tempo, indipendente, emancipata, si dedica alla pittura e ama la musica. Il padre la obbliga al matrimonio per paura che Marietta possa abbandonare la sua famiglia e allontanarsi da lui. In realtà, la vita della ragazza è dedicata interamente al padre: è diventata un’artista, risiede a Venezia e non accetta gli inviti di nobili e monarchi di trasferirsi nei loro palazzi come pittrice di corte. Anche il disinteresse verso il matrimonio e gli uomini è segno della totale dedizione a Jacomo.

    Altra figura interessante è Dominico, uno dei figli maggiori, personaggio che inizialmente mi è sembrato debole e sottomesso: esaudisce qualunque ordine o desiderio del padre, senza mai contestarlo o ribellarsi. Nelle sue ultime ore, però, il Tintoretto racconta la vita di Dominico, che ha sacrificato il sogno di diventare poeta per continuare l’attività del padre. Gli altri figli non avevano il talento oppure hanno lasciato la famiglia, quindi era suo compito badare alla madre e alle sorelle ed ereditare il “titolo” di Tintoretto. Prima di morire, Jacomo ringrazia il figlio per la sua dedizione e riconosce in lui il proprio successore.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho apprezzato moltissimo la lettura di questo libro della Mazzucco, autrice dalla scrittura poliedrica, sinuosa ed incantatrice. Non è facile ricostruire la vita di un personaggio così complesso come ...continua

    Ho apprezzato moltissimo la lettura di questo libro della Mazzucco, autrice dalla scrittura poliedrica, sinuosa ed incantatrice. Non è facile ricostruire la vita di un personaggio così complesso come il Tintoretto, ma la Mazzucco riesce perfettamente nella sua impresa, ricostruendo altresì in maniera ineccepibile l’ambiente storico sociale dell’epoca. Adottando proprio il punto di vista del personaggio, in una lunga confessione “ante mortem” si intrecciano storie, sentimenti, destini, emozioni, passioni travolgenti, peccati, bassezze ma anche virtù. E’ impossibile abbozzare una trama perché la narrazione segue il filo dei ricordi del pittore, che apre il suo cuore, la sua mente, il suo non detto in una Venezia così viva, magica, unica in tutti i suoi quartieri, dai più poveri ai più ricchi, nelle feste, ma anche nella calamità della peste. E’ difficile staccarsi dal testo perché sempre più vieni ad immedesimarti nei personaggi come nei suoni , negli odori, nelle visioni, nelle pitture. Le grandi e travolgenti pitture del Tintoretto!! Ti trovi poi così coinvolta nel rapporto tra il pittore e sua figlia Marietta da sentirti tu stessa in imbarazzo di fronte ad un sentimento così profondo e così complesso!! Ogni personaggio è scolpito , o forse, visto il contesto, ritratto in modo molto vivo e completo, tanto da non lasciarti assolutamente indifferente.

    ha scritto il 

  • 5

    La storia del Tintoretto. Un libro difficile, da leggersi poco per volta. Ci ho messo mesi a finirlo. Tintoretto, ormai molto vecchio, sta morendo e ripercorre la sua vita, con le persone che ha amato ...continua

    La storia del Tintoretto. Un libro difficile, da leggersi poco per volta. Ci ho messo mesi a finirlo. Tintoretto, ormai molto vecchio, sta morendo e ripercorre la sua vita, con le persone che ha amato, la Venezia del tempo, i costumi all'inizio abbastanza liberi e poi sempre più opprimenti. Bello, bellissime le riflessioni sulla vita di cui è infarcito tutto il libro, il non servilismo verso i potenti, la leggera ironia. Tintoretto non ne emerge come un brav'uomo, ma come dotato di una personalità complessa, spesso egoista, ma molto acuto nel giudicare gli uomini.

    ha scritto il 

  • 3

    Chiariamo subito il voto: la tre stelle sono il risultato prettamente emozionale del giudizio, che obiettivamente dovrebbe essere almeno di 4. La scrittura, infatti, è ottima e la documentazione notev ...continua

    Chiariamo subito il voto: la tre stelle sono il risultato prettamente emozionale del giudizio, che obiettivamente dovrebbe essere almeno di 4. La scrittura, infatti, è ottima e la documentazione notevole, se la Mazzucco ha potuto poi scrivere la storia anche dal punto di vista documentario (che peraltro voglio proprio leggere), ma il romanzo in sé non mi ha preso il cuore. E' rimasta una lettura fredda, a tratti annoiata, ed è proprio un peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    La lunga attesa dell'angelo ma...

    ...io tutta questa pazienza non ce l'ho....
    Bellissimo, coinvolgente, ma.... non è nelle mie corde!!!
    Riproverò in seguito!!!

    ha scritto il 

  • 5

    quattro stelle e mezza, voto 9+

    Non l'avevo comprato, questo libro di Melania Mazzucco, nonostante la mia affezione per l'autrice. Mi ero messa in testa che fosse pesante, un romanzo storico sul Tintoretto, non mi sembrava di avern ...continua

    Non l'avevo comprato, questo libro di Melania Mazzucco, nonostante la mia affezione per l'autrice. Mi ero messa in testa che fosse pesante, un romanzo storico sul Tintoretto, non mi sembrava di averne voglia. L'ho comprato un paio di settimane fa, senza convinzione, solo perché era a metà prezzo. L'ho posato sullo scaffale e ha cominciato a chiamarmi. L'ho iniziato e divorato.
    La scrittura che temevo pesante è avvolgente, straordinaria, incalzante, e ci trasporta nella Venezia del 1594, che però è la Venezia che sempre è stata e sempre sarà. Ti trascina per le calle, i canali, dentro case che sanno di umido e di cibo e di colori a olio. Ci era riuscito anche Michel Faber, ne Il petalo cremisi e il bianco, che ci portava a Londra: ma la Mazzucco lo fa in maniera più totalizzante, perché là c'era distacco e raziocinio, qui la voce del Tintoretto è fortemente emotiva.
    Jacomo Robusti è giunto alla fine della sua vita, lo incontriamo nei suoi ultimi 15 giorni, assalito dalla febbre e dai ricordi. Parla con Dio, un monologo torrenziale e intimo, eppure pieno di non detto, di nascosto, di solo accennato, da cui esce fulgida la figura di Marietta, la figlia troppo amata, a cui lo ha legato un rapporto profondissimo, forse morboso.
    Ma non è solo Marietta: tutti i personaggi qui acquistano una loro consistenza unica: la moglie, punto di equilibrio della sua vita, i figli maschi che faticosamente cercano un loro spazio nel mondo, oberati dalla personalità straripante del padre, e le altre figlie femmine, che nella vita di Tintoretto sono state solo delle comparse. La Mazzucco riesce mirabilmente a mettere in scena una storia di famiglia, di questa famiglia, che – come tutte – è infelice a modo suo.
    Non è un libro per tutti e infatti, a leggere i commenti, vedo che molti lo hanno trovato pesante e noioso. Io non ho saltato una singola parola, di questa prosa semplice e ricca a un tempo, come a un tempo è modernissima e antica. Chi adora le biografie romanzate ci stia attento, non è certamente quello che si aspetta, lontanissimo dal genere romanzone storico.

    ha scritto il 

  • 5

    Molto bello, lo consiglio ma avverto che è un viaggio lungo .

    (in sottofondo, piano, Asia di Guccini:

    " Fra i fiori tropicali, fra grida di dolcezza, la lenta, lieve brezza scivolava
    e piano poi porta ...continua

    Molto bello, lo consiglio ma avverto che è un viaggio lungo .

    (in sottofondo, piano, Asia di Guccini:

    " Fra i fiori tropicali, fra grida di dolcezza, la lenta, lieve brezza scivolava
    e piano poi portava, fischiando fra la rete, l' odore delle sete e della spezia"...

    e poi ancora
    "Leone di San Marco, leone del profeta, ad est di Creta corre il tuo vangelo;
    si staglia contro il cielo il tuo simbolo strano: la spada e non il libro hai nella mano"...)

    La meravigliosa città, tutta in questo libro, pare di sentirla e vederla. Affresco grandioso, Tintoretto restituito in pienezza di colori e di visione e nella sua profonda umanità.

    ha scritto il 

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