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La lunga marcia

Urania 1001

Di

Editore: Mondadori (Urania)

4.1
(2814)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 156 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Giapponese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Olandese , Polacco , Norvegese , Ceco

Isbn-10: A000007444 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Beata Della Frattina ; Illustrazione di copertina: Karel Thole

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Pubblicato con lo pseudonimo Richard Bachman

* * *
In epigrafe a questa Lunga marcia l'autore riporta il celebre grido di un ignoto sergente della Prima Guerra Mondiale: "Avanti, ragazzi! Sempre avanti! Non vorrete mica vivere per sempre?"
Ma non si tratta di un romanzo di guerra. Si tratta solo, per cento volontari provenienti da tutti gli stati degli Stati Uniti, di dimostrare il loro spirito di competizione partecipando a una marcia di 450 miglia. Le regole sono semplicissime. Se arrivate primi al traguardo (sempreché al traguardo qualcuno ci arrivi) avrete il premio e gli onori più alti che si possano immaginare. Se però, al di fuori delle tappe programmate, vi fermate o rallentate la velocità di marcia al di sotto delle 4 miglia orarie, ricevete tre avvertimenti. E al terzo, se non avete ripreso a marciare come si deve, vi fanno secco. Sempre avanti e buona fortuna, ragazzi!
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  • 2

    Il King degli albori, o Bachman come si faceva chiamare per alcuni lavori, è davvero molto acerbo. La Lunga Marcia, come il titolo sembra introdurre, è veramente lungo, anche se non per il numero di pagine: vuoi per la noia, vuoi per l’essere colmo di frasi e descrizioni inserite, almeno all’appa ...continua

    Il King degli albori, o Bachman come si faceva chiamare per alcuni lavori, è davvero molto acerbo. La Lunga Marcia, come il titolo sembra introdurre, è veramente lungo, anche se non per il numero di pagine: vuoi per la noia, vuoi per l’essere colmo di frasi e descrizioni inserite, almeno all’apparenza, giusto per allungare la minestra. L’idea, ai limiti del fantascientifico, del distopico e se vogliamo anche con una velata punta di ucronia, non sarebbe poi troppo male. Solo che il tutto si basa su un qualcosa che manca di violenza o di obbligo: i protagonisti, ragazzetti che paiono idioti, hanno la stravagante idea non propriamente imposta di partecipare ad una sadica ed inutile marcia per la sopravvivenza. Nel mezzo c’è tanto piattume di discorsi triti e ritriti, pensieri riutilizzati ed espressi più volte senza che l’interesse aumenti in maniera radicale. Lette le prime pagine è come averle lette tutte, tanto è ripetitivo. Questi disgraziati che non possono marciare a meno di sei chilometri all’ora (altrimenti vengono ammoniti e poi fucilati sul posto dopo tre volte) sanno a cosa vanno incontro e durante il lungo cammino si fanno molte domande, ma il succo è: chi glielo ha fatto fare? Certo, una volta che vinci (ma non mi pare siano chissà quali atleti super addestrati) puoi ottenere tutto ciò che un regime dittatoriale ha da offrirti, così come la notorietà (in pieno stile di quello che ai giorni d’oggi sono i reality show) per un pubblico affamato ed in parte idolatrante. Eppure i corridori non è che siano molto esaltati dal premio. Ne vale la pena? Solo uno sopravviverà e potrà gustarsi la vittoria. Tanto continuare a vivere una vita di merda, senza ambizioni e colma di noia potrebbe equivalere alla morte. Sì e no, visto che nel libro ci arrivi a senso, ma tutto ciò non è spiegato nel migliore dei modi. Non è che tutti i cento partecipanti si lascino alle spalle qualcosa di orribile da cui scappare. Sulle xxx pagine del romanzo, ci si poteva aspettare qualche metafora meglio esplicata sul valore della vita. Sicuramente altri lavori più conosciuti come L’Uomo In Fuga (dello stesso King, da cui il film L’Implacabile) o Battle Royale o Hunger Games, un minimo di spunto da questo lo hanno preso.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    La lunga lettura

    Questo libro l'ho trovato davvero pesante... Ok, l'argomento non è tra i più leggeri ma mi sono annoiata parecchio. Un'America governata dal Sergente Maggiore in cui 100 ragazzi devono continuare a marciare per giorni e giorni senza mai fermarsi, pena la morte. Ne sopravviverà solo 1. Apparte che ...continua

    Questo libro l'ho trovato davvero pesante... Ok, l'argomento non è tra i più leggeri ma mi sono annoiata parecchio. Un'America governata dal Sergente Maggiore in cui 100 ragazzi devono continuare a marciare per giorni e giorni senza mai fermarsi, pena la morte. Ne sopravviverà solo 1. Apparte che è ovvio fin dall'inizio chi vincerà, ma il finale mi è sembrato un pò confuso. Non ho apprezzato King, sorry.

    ha scritto il 

  • 3

    L'idea del libro a mio modo di vedere è geniale. Lo sviluppo un po' meno: si nota immediatamente l'"immaturità" di King, che scrisse questo romanzo mentre frequentava il primo anno di università.
    Nel complesso una lettura molto piacevole, peccato per lo svolgimento non impeccabile e per la ...continua

    L'idea del libro a mio modo di vedere è geniale. Lo sviluppo un po' meno: si nota immediatamente l'"immaturità" di King, che scrisse questo romanzo mentre frequentava il primo anno di università.
    Nel complesso una lettura molto piacevole, peccato per lo svolgimento non impeccabile e per la fine troppo sbrigativa.

    ha scritto il 

  • 2

    Non c'è da stupirsi che si tratti del primo libro che King ha scritto al college...

    ...rifiutato più volte dagli editori e pubblicato con lo pseudonimo (appunto, uno pseudonimo) "Richard Bachman" solo dopo il solido successo del vero King, ottenuto con altre opere ben meno noiose e più articolate, almeno narrativamente. Non che si potesse fare granché: la vicenda, parlando di un ...continua

    ...rifiutato più volte dagli editori e pubblicato con lo pseudonimo (appunto, uno pseudonimo) "Richard Bachman" solo dopo il solido successo del vero King, ottenuto con altre opere ben meno noiose e più articolate, almeno narrativamente. Non che si potesse fare granché: la vicenda, parlando di una marcia a piedi di più giorni, è di per sé - paradossalmente - abbastanza statica, ma davvero si rasenta il tedio. Per non parlare del finale scontatissimo: un ammiccamento al lettore meno esperto.
    Che King ringrazi la moglie, che gli ha salvato "Carrie" dalla pattumiera...

    ha scritto il 

  • 3

    Non il miglior libro di King

    Non si tratta del miglior libro di King.
    E' un pochino monotono e privo di grossi colpi di scena con un finale un po' così così.
    Si legge ma si trova certamente di meglio.

    ha scritto il 

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