Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La lunga marcia

Urania 1001

Di

Editore: Mondadori (Urania)

4.0
(2879)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 156 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Giapponese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Olandese , Polacco , Norvegese , Ceco

Isbn-10: A000007444 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Beata Della Frattina ; Illustrazione di copertina: Karel Thole

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

Ti piace La lunga marcia?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Pubblicato con lo pseudonimo Richard Bachman

* * *
In epigrafe a questa Lunga marcia l'autore riporta il celebre grido di un ignoto sergente della Prima Guerra Mondiale: "Avanti, ragazzi! Sempre avanti! Non vorrete mica vivere per sempre?"
Ma non si tratta di un romanzo di guerra. Si tratta solo, per cento volontari provenienti da tutti gli stati degli Stati Uniti, di dimostrare il loro spirito di competizione partecipando a una marcia di 450 miglia. Le regole sono semplicissime. Se arrivate primi al traguardo (sempreché al traguardo qualcuno ci arrivi) avrete il premio e gli onori più alti che si possano immaginare. Se però, al di fuori delle tappe programmate, vi fermate o rallentate la velocità di marcia al di sotto delle 4 miglia orarie, ricevete tre avvertimenti. E al terzo, se non avete ripreso a marciare come si deve, vi fanno secco. Sempre avanti e buona fortuna, ragazzi!
Ordina per
  • 4

    La Marcia metafora della vita

    In un mondo futuribile cento ragazzi marciano dal confine canadese verso sud attraverso il Maine, il New Hampshire, il Massachusetts. La gara prosegue ad oltranza e senza soste, finché resterà un solo ...continua

    In un mondo futuribile cento ragazzi marciano dal confine canadese verso sud attraverso il Maine, il New Hampshire, il Massachusetts. La gara prosegue ad oltranza e senza soste, finché resterà un solo concorrente. Il vincitore avrà un’enorme somma di denaro, i perdenti moriranno. Chi si ferma o rallenta al di sotto del limite consentito viene finito sul posto da implacabili soldati. L’idea di una gara x la vita, in cui gli sconfitti sono puniti con la morte, non è forse originalissima, infatti già i Romani la praticavano con le lotte dei gladiatori e i Maya con il gioco della palla, ma King riesce a tenere altissima la tensione fino all’ultima pagina. La Marcia non è solo una gara sportiva, è una metafora della vita: una corsa ad eliminazione fino dall’istante in cui senza averlo scelto veniamo al mondo. Ognuno come Ray è solo eppure scambia idee con i momentanei compagni di viaggio, e non c’è neppure un vincitore né un premio, poiché tutti, esaurito il nostro tempo, dobbiamo morire. E’ una metafora della guerra: che cosa spinge tanti giovani ad arruolarsi volontari? L’onore, la gloria, la convinzione di essere invincibili, che la morte sia finta come nei film, una cosa che riguarda gli altri, ma non ci può toccare. Finché non muore qualcuno che conosciamo, sia pure superficialmente. Non solo, c’è anche un desiderio inconsapevole di suicidio in chi va in guerra o pratica sport estremi, perché la morte attrae e fa orrore. Tante le motivazioni: denaro, delusione, rabbia, desiderio di rivalsa, disperazione. C’è anche un fascino nel veder morire, come x gli spettatori della Marcia, quando la morte x un momento ci lascia da parte e possiamo vederla negli altri, senza esserne toccati. Per questo i film gialli e horror hanno successo, ci fermiamo a guardare gli incidenti stradali, siamo avidi dei particolari di sanguinosi fatti di cronaca. Dentro ognuno di noi c’è un piccolo cavernicolo istintivamente avido di sangue. Una delle prime grandi opere di King.

    ha scritto il 

  • 4

    Con questo romanzo di King non bisogna porsi domande, perchè non si otterrebbero risposte. Perchè si tiene una marcia nella quale i partecipanti vengono fucilati dopo tre ammonizioni? Chi è il Maggior ...continua

    Con questo romanzo di King non bisogna porsi domande, perchè non si otterrebbero risposte. Perchè si tiene una marcia nella quale i partecipanti vengono fucilati dopo tre ammonizioni? Chi è il Maggiore, eterea e fuggente figura? Cosa spinge numerosi ragazzi a voler partecipare ad un massacro gratuito? Ebbene il Re non dà risposte, ma fa nascere solo molte domande. Del resto, la nostra lunga marcia verso la morte pone interrogativi e quesiti che rimangono irrisolti, ma che rendono il viaggio qualcosa di speciale.

    ha scritto il 

  • 3

    Uno dei primi libri scritti da King durante d’università (1966/1967) e pubblicato anni dopo sotto lo pseudonimo di Richard Bachman, giusto per vedere l'effetto che avrebbe fatto …

    Non si tratta del so ...continua

    Uno dei primi libri scritti da King durante d’università (1966/1967) e pubblicato anni dopo sotto lo pseudonimo di Richard Bachman, giusto per vedere l'effetto che avrebbe fatto …

    Non si tratta del solito horror ma psicologicamente forse la trama de LA LUNGA MARCIA è più scioccante.
    L'idea mi ha ricordato molto la più recente saga di HUNGER GAMES.

    Una competizione tra ragazzi nella quale solo uno potrà spuntarla.
    Costo del biglietto: la vita!

    Una lettura scorrevole anche se, visto il contesto inevitabilmente a tratti noiosa.

    ha scritto il 

  • 2

    Il King degli albori, o Bachman come si faceva chiamare per alcuni lavori, è davvero molto acerbo. La Lunga Marcia, come il titolo sembra introdurre, è veramente lungo, anche se non per il numero di p ...continua

    Il King degli albori, o Bachman come si faceva chiamare per alcuni lavori, è davvero molto acerbo. La Lunga Marcia, come il titolo sembra introdurre, è veramente lungo, anche se non per il numero di pagine: vuoi per la noia, vuoi per l’essere colmo di frasi e descrizioni inserite, almeno all’apparenza, giusto per allungare la minestra. L’idea, ai limiti del fantascientifico, del distopico e se vogliamo anche con una velata punta di ucronia, non sarebbe poi troppo male. Solo che il tutto si basa su un qualcosa che manca di violenza o di obbligo: i protagonisti, ragazzetti che paiono idioti, hanno la stravagante idea non propriamente imposta di partecipare ad una sadica ed inutile marcia per la sopravvivenza. Nel mezzo c’è tanto piattume di discorsi triti e ritriti, pensieri riutilizzati ed espressi più volte senza che l’interesse aumenti in maniera radicale. Lette le prime pagine è come averle lette tutte, tanto è ripetitivo. Questi disgraziati che non possono marciare a meno di sei chilometri all’ora (altrimenti vengono ammoniti e poi fucilati sul posto dopo tre volte) sanno a cosa vanno incontro e durante il lungo cammino si fanno molte domande, ma il succo è: chi glielo ha fatto fare? Certo, una volta che vinci (ma non mi pare siano chissà quali atleti super addestrati) puoi ottenere tutto ciò che un regime dittatoriale ha da offrirti, così come la notorietà (in pieno stile di quello che ai giorni d’oggi sono i reality show) per un pubblico affamato ed in parte idolatrante. Eppure i corridori non è che siano molto esaltati dal premio. Ne vale la pena? Solo uno sopravviverà e potrà gustarsi la vittoria. Tanto continuare a vivere una vita di merda, senza ambizioni e colma di noia potrebbe equivalere alla morte. Sì e no, visto che nel libro ci arrivi a senso, ma tutto ciò non è spiegato nel migliore dei modi. Non è che tutti i cento partecipanti si lascino alle spalle qualcosa di orribile da cui scappare. Sulle xxx pagine del romanzo, ci si poteva aspettare qualche metafora meglio esplicata sul valore della vita. Sicuramente altri lavori più conosciuti come L’Uomo In Fuga (dello stesso King, da cui il film L’Implacabile) o Battle Royale o Hunger Games, un minimo di spunto da questo lo hanno preso.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    La lunga lettura

    Questo libro l'ho trovato davvero pesante... Ok, l'argomento non è tra i più leggeri ma mi sono annoiata parecchio. Un'America governata dal Sergente Maggiore in cui 100 ragazzi devono continuare a ma ...continua

    Questo libro l'ho trovato davvero pesante... Ok, l'argomento non è tra i più leggeri ma mi sono annoiata parecchio. Un'America governata dal Sergente Maggiore in cui 100 ragazzi devono continuare a marciare per giorni e giorni senza mai fermarsi, pena la morte. Ne sopravviverà solo 1. Apparte che è ovvio fin dall'inizio chi vincerà, ma il finale mi è sembrato un pò confuso. Non ho apprezzato King, sorry.

    ha scritto il 

Ordina per