La lunga marcia

Di

Editore: Sperling & Kupfer

4.0
(2983)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 278 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Giapponese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Olandese , Polacco , Norvegese , Ceco

Isbn-10: 8882744825 | Isbn-13: 9788882744823 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Beata Della Frattina

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Dai confini con il Canada sino a Boston a piedi, senza soste. Una sfida mortale, con un regolamento implacabile, per cento volontari: un passo falso, una caduta, un malore, e si viene abbattuti. Ma chi riesce a tagliare il traguardo otterrà il Premio. Tra i partecipanti, fra cui spicca il sedicenne Garraty, si creano rapporti di sfida, di solidarietà e di lucida follia, lungo il terribile percorso scandito dagli incitamenti della folla assiepata ai margini della strada. Un incubo on the road che solo King (RichardBachman) poteva concepire...
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  • 3

    Rabbia!

    Nel corso della vita ho letto oltre trenta romanzi di King e diverse volte ho trovato il finale deludente.
    The long walk è senza dubbio tra questi: ho trascorso tre giorni a “marciare” con Ray, quasi ...continua

    Nel corso della vita ho letto oltre trenta romanzi di King e diverse volte ho trovato il finale deludente.
    The long walk è senza dubbio tra questi: ho trascorso tre giorni a “marciare” con Ray, quasi sentivo i colpi di carabina fischiarmi accanto alla testa e poi….? Poi ancora ricordo (non la scrivo, qualcuno potrebbe non averla ancora letta) l’ultima frase…. il romanzo che finisce e mi lascia lì. A bocca asciutta. L’ho tirato contro il muro.

    ha scritto il 

  • 3

    disposti a tutto per vivere, anche a morire

    mi ha fatto pensare a "la notte " di Wiesel. Mi ero chiesta come potessero correre per chilometri nel gelo i denutruti, esausti ebrei, e il premio era una sopravvivenza di stenti.

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro di cui vi parlo oggi è "La lunga marcia" di Richard Bachman pseudonimo di Stephen King.
    In un era in cui la morte è diventata ormai un "cult" vedremo una sfida mortale tra giovani ragazzi.
    Tu ...continua

    Il libro di cui vi parlo oggi è "La lunga marcia" di Richard Bachman pseudonimo di Stephen King.
    In un era in cui la morte è diventata ormai un "cult" vedremo una sfida mortale tra giovani ragazzi.
    Tutti tra i 12 e i 18 anni, cento ragazzi possono partecipare al programma televisivo "La Marcia", dal confine con il Canada fino a Boston a piedi e senza soste, il tutto da volontari.
    Una sfida luttuosa e feroce, con un regolamento implacabile, dopo tre ammonizioni ovvero "avvertimenti" si ha il "congedo" ossia l'abbattimento.
    Non sono concessi passi falsi, cadute e malori, si è in balia di sé stessi e della strada, lunga, dritta e infinita davanti a sé e l'unica via d'uscita mentale possono essere solo i compagni con cui però, si creano rapporti di solidarietà, sfida e una singolare follia.
    Chi riesce a tagliare il traguardo avrà il Premio.
    Un incubo sulla strada, spietato e crudele che tiene incollato alle pagine, con un tocco inconfondibile e un tratto psicologico assurdo, che solo il Re poteva dare, è uno dei migliori libri dell'autore che ho letto perché ci fa molto riflettere: a quali limiti può arrivare la mente umana?
    Voto 7/10 - Voto copertina 9/10

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    Grazie lettori 💜

    ha scritto il 

  • 0

    La via

    Non saprei come classificare questo genere di libro, forse è una "parabola" della vita, la via come cammino in cui cercare soprattutto il "perché" e camminare vicino ad altri che pure sono in ricerca, ...continua

    Non saprei come classificare questo genere di libro, forse è una "parabola" della vita, la via come cammino in cui cercare soprattutto il "perché" e camminare vicino ad altri che pure sono in ricerca, disponibili anche a cambiare opinione su noi stessi e sugli altri. Può servire anche per ricordarci di gustare il bene delle cose belle e buone che abbiamo e che magari non vediamo....

    ha scritto il 

  • 3

    Devo fare subito due premesse. La prima è che aspettavo di leggere questo autore da circa 25 anni, ma per un motivo o per l'altro ho sempre rimandato.
    Da ragazzo ricevevo pressioni inaudite da amici e ...continua

    Devo fare subito due premesse. La prima è che aspettavo di leggere questo autore da circa 25 anni, ma per un motivo o per l'altro ho sempre rimandato.
    Da ragazzo ricevevo pressioni inaudite da amici e compagni che dovevo assulutamente leggere tutto di King ma forse per puntiglio ho sempre deciso di fare il bastian contrario.
    Ma poi non potevo assolutamente non incontrare quello che è considerato il maggior narratore americano dei nostri tempi. Diciamo che le aspettative erano molto alte.

    Poi c'è stato il difficile compito di scegliere il romanzo con cui iniziare; mi ero quasi deciso di partire con "Shining" quando la fratellanza della fantascienza mi ha fornito l'occasione di leggere "La lunga marcia".

    E qui è nato subito il problema. Infatti nella mia edizione c'è una prefazione dello stesso King che spiega i motivi per cui ha utilizzato uno pseudonimo per alcune opere, e in questa prefazione bello tranquillo dice che il libro che sto per leggere è buoni si, ma niente di speciale.

    Ops, da qui la mia valutazione non può essere certo obiettiva, chi sono io per giudicare un libro meglio dell'autore stesso.
    Per essere sinceri il libro mi è sembrato più che buono, molto di quello che mi aspettavo c'è, soprattutto l'affresco di una America provinciale e profonda pennellata con freschezza tramite le storie,, i volti, i luoghi più comuni.
    Forse si è un po' sottratto nel finale, che per una gara e comunque fondamentale.

    Detto tutto questo non posso che dargli un 6 politico.

    ha scritto il 

  • 4

    Tutti i giochi sembrano onesti se ci si lascia imbrogliare una volta sola.

    La lunga marcia è un percorso, una lettura che accompagna il lettore attraverso vari stati d'animo: curiosità, ansia, paura, terrore...
    E' avvincente, ma incredibilmente doloroso.

    ha scritto il 

  • 4

    Pur essendo datato, non dimostra i suoi anni e nemmeno l'immaturità di King come scrittore. Cinico e spietato, questo breve libro mi ha tenuta incollata fino all'ultima pagina, nonostante la trama si ...continua

    Pur essendo datato, non dimostra i suoi anni e nemmeno l'immaturità di King come scrittore. Cinico e spietato, questo breve libro mi ha tenuta incollata fino all'ultima pagina, nonostante la trama sia "monotona", se così si può dire, come solo un autore così riesce a ottenere dai sui scritti

    ha scritto il 

  • 5

    Una lunga marcia.
    100 ragazzi che patecipano.
    1 grande premio: il vincitore potrà chiedere quello che vuole.
    Fin qui sembra tutto semplice, ma con un premio così importante il prezzo da pagare è alto: ...continua

    Una lunga marcia.
    100 ragazzi che patecipano.
    1 grande premio: il vincitore potrà chiedere quello che vuole.
    Fin qui sembra tutto semplice, ma con un premio così importante il prezzo da pagare è alto: centinaia di chilometri senza mai fermarsi e dopo tre richiami la morte.
    Stephen King ci porta in questa strana avventura fatta di tanti protagonisti che si fanno conoscere e si conoscono durante questo lungo viaggio fra stanchezza fisica, momenti divertenti, grotteschi, paura e follia.
    Una marcia lunga 279 pagine dove la grande domanda "Perché lo facciamo" non ha una risposta, perché l'unica cosa che conta e continuare, un passo dopo l'altro verso una nuova consapevolezza.

    Davvero: leggetelo e non ne rimarrete delusi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Folle

    Un libro strano, ambientato non si sa bene quando in un'America dove gli Stati Uniti non sono quelli che conosciamo. Distopico? Forse ucronico.
    Una lunga marcia il cui contorno è solo accennato, ma no ...continua

    Un libro strano, ambientato non si sa bene quando in un'America dove gli Stati Uniti non sono quelli che conosciamo. Distopico? Forse ucronico.
    Una lunga marcia il cui contorno è solo accennato, ma non importa: importa solo la strada. La strada e le persone che marciano sulla strada. Ai lati, i curiosi guardano i marciatori e tifano per loro, giorno dopo giorno, intanto che telecamere li riprendono.
    C'è il sole e la strada è calda e si estende all'infinito, poi piove, e la strada continua, e bisogna marciare, e viene la notte, e non ci si può fermare, e torna mattino, e poi pomeriggio, e di nuovo la notte, e la notte passa, e le facce ai lati della strada si fondono, e la strada continua e...qual'è la prossima città? Quanti chilometri abbiamo fatto?
    Cosa importa? La strada non finisce, finchè resta qualcuno che continua a marciare...
    Ma voi perchè state marciando? Chi partecipa alla lunga marcia non lo fa perchè spera di vincere, ma perchè, nel profondo, sa di non volerlo nemmeno. E' solo l'instinto di sopravvivenza che non ci lascia smettere di camminare, anche se i piedi fanno male e si hanno i crampi, anche se c'è la grandine, anche se le suole si stanno staccando dalle scarpe...

    ha scritto il 

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