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La lunga rotta

Solo tra mari e cieli

Di

Editore: Mursia

4.4
(133)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 272 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8842508748 | Isbn-13: 9788842508748 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Non-fiction , Philosophy , Travel

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Descrizione del libro
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  • 5

    Il lettore sprovveduto corre il serio rischio di arrivare a desiderare follemente di imbarcarsi, sfuggire dal mondo, e affrontare il Mare.
    Io sto già cercando un passaggio per l'oceano, poi non dite che non vi avevo avvisati..

    ha scritto il 

  • 5

    Impossibile recensirlo...

    Dopo la seconda lettura sono convinto che sia meglio riportare qualche frase dell'autore per invogliare sempre più persone a prendere in mano questo libro e dedicargli l'attenzione che merita.
    Scelgo per voi.
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    La mia giunca Marie-Therese si era messa a fare acqua in modo ter ...continua

    Dopo la seconda lettura sono convinto che sia meglio riportare qualche frase dell'autore per invogliare sempre più persone a prendere in mano questo libro e dedicargli l'attenzione che merita.
    Scelgo per voi.
    ----
    La mia giunca Marie-Therese si era messa a fare acqua in modo terrificante. Avevo lasciato l'Indocina senza un soldo. Se avessi voluto partire avendo dei soldi, non sarei mai partito. Oppure sarei partito, ma solo dopo molti anni, spossato dal Denaro. Ed ero lì, a Singapore, con una barca che aveva assoluto bisogno di un calafataggio completo, ad opera di gente del mestiere, e non avevo alcun modo di guadagnare denaro in un porto straniero. Dunque ero giunto al termine del mio viaggio, appena seicento miglia dal mio luogo di partenza. Non c'era nessun modo per cavarmene fuori.
    E' venuto un tale. Non lo conoscevo. Ha portato una squadra di calafati di mestiere. Ha pagato tutto. Era caro e lui non era ricco. Poi ha detto: "Lo restituirai a uno sconosciuto, come ho fatto per te. Perchè anch'io l'ho avuto da uno sconosciuto che mi ha aiutato, un giorno, e mi ha detto di restituirlo allo stesso modo a un altro. Non mi devi nulla, ma non dimenticare di restituirlo".

    ha scritto il 

  • 5

    Lontano dalla pazza folla.

    Sulla scia dell’ultimo successo di Soldini & equipaggio,ho voluto riprendere in mano questo stuupendo diario di bordo, che narra della prima circumnavigazione in solitaria e senza scali compiuta da Bernard Moitessier.Era il 1968 e,a quell’epoca,non esistevano ancora satellitari, computers o navig ...continua

    Sulla scia dell’ultimo successo di Soldini & equipaggio,ho voluto riprendere in mano questo stuupendo diario di bordo, che narra della prima circumnavigazione in solitaria e senza scali compiuta da Bernard Moitessier.Era il 1968 e,a quell’epoca,non esistevano ancora satellitari, computers o navigatori. Il punto nave si calcolava utilizzando bussola, sestante ed un orologio che segnasse l’ora esatta. La cosa più entusiasmante e che accese le menti di coloro che abitavano quegli anni,fu che,dopo aver doppiato Capo Horn,anziché puntare a nord, tornare a casa, e ritirare il cospicuo premio indetto dal Sunday Times, ripuntò dritto verso il Capo di Buona Speranza per fare un altro giro del mondo. Proprio così. Era in testa alla gara,ma disse che a lui non interessavano le competizioni,ma interessava il mare e la navigazione. Disse che quando si è da soli in mezzo all’oceano,in compagnia del mare e della sua musica,dei suoi colori e dei suoi umori non si è mai soli. Ci si sente molto più soli in mezzo ad una folla indifferente. Proprio così disse.

    ha scritto il 

  • 5

    Una storia vera, che oggi sarebbe assurda.

    Non so quante volte l'ho riletto da quando ero ragazzo. E non so cosa mi ha impedito nella vita di emulare questo matto di un navigatore solitario che si fa una volta e mezzo il giro del mondo, ritirandosi dalla regata che stava vincendo, per tornarsene nei mari del sud. Tutto senza radio, nè fot ...continua

    Non so quante volte l'ho riletto da quando ero ragazzo. E non so cosa mi ha impedito nella vita di emulare questo matto di un navigatore solitario che si fa una volta e mezzo il giro del mondo, ritirandosi dalla regata che stava vincendo, per tornarsene nei mari del sud. Tutto senza radio, nè foto, nè video, nè niente di niente. E siccome nessuno ne sapeva niente lo danno disperso, morto, affondato. Per scoprire dopo mesi che era arrivato alle hawai, e stava beato al sole.
    Niente da fare, oggi una roba del genere ti spedisce dritto al consultorio familiare.

    ha scritto il 

  • 5

    La storia: l'autore parte per un giro del mondo in solitaria senza scalo su una barca a vela. E' parte di una regata. Dopo aver doppiato i tre grandi Capi del mondo (Buona Speranza, Leeuwin e Horn), invece di tornare al porto di partenza, vira verso la punta meridionale dell'Africa, e poi fa rott ...continua

    La storia: l'autore parte per un giro del mondo in solitaria senza scalo su una barca a vela. E' parte di una regata. Dopo aver doppiato i tre grandi Capi del mondo (Buona Speranza, Leeuwin e Horn), invece di tornare al porto di partenza, vira verso la punta meridionale dell'Africa, e poi fa rotta verso Thaiti. Forse avrebbe vinto la regata. Ma, invece ha preferito continuare la sua lunga rotta.

    La storia, però non conta. Quello che affascina nella lettura è sentire il rumore delle vele che spingono la barca, vedere, grazie alle parole dell'autore, le onde gigantesche del Capo Horn. E sentire che la strana vita di un navigatore solitario è un percorso, che porta lontano, a conoscere profondamente sé stessi, a rinunciare a tutte le infrastrutture della vita per concentrarsi sul suo senso profondo. Solo leggendo l'ultima parte del libro, si riesce a capire che l'aver rinunciato a vincere una regata destinata a farlo entrare nella storia della navigazione a vela, non era una "scelta", ma l'unica possibilità. Solo alla fine, dopo aver fatto per quasi due volte il giro del mondo, capiamo che non serve una barca o il mare o il vento, per seguire la Lunga Rotta.

    ha scritto il 

  • 5

    Peut-être plus qu'un livre...

    Mon livre favoris, un récit de voyage troublant, sur l'homme et la solitude ou peut-être la non-solitude d'être seul avec soi-même au milieu de l'océan... Et pour ceux qui aime la voile et les bateaux, c'est un incontournable !

    ha scritto il 

  • 0

    Le mie impressioni sul viaggio? È un’equazione.
    Ti viene posto un problema: devi fare il giro del mondo, trova la tua rotta. Ci vuole una scienza immensa per riuscirci.
    Devi considerare le infinite incognite del mare, della barca e di te stesso, il vento, le onde, la resistenza, la pi ...continua

    Le mie impressioni sul viaggio? È un’equazione.
    Ti viene posto un problema: devi fare il giro del mondo, trova la tua rotta. Ci vuole una scienza immensa per riuscirci.
    Devi considerare le infinite incognite del mare, della barca e di te stesso, il vento, le onde, la resistenza, la piccola ma importante variazione di qualche mq in più o in meno, una manovra o un’altra; devi imparare a percepire l’importanza di ogni dettaglio per calibrare tutto in una soluzione, ascoltare l’oceano e la tua imbarcazione per capire cosa fare, e se non metti te stesso nel calcolo scientifico non capisci niente.
    Allora pensi che il viaggio è la ricerca della lunga rotta della tua esistenza, che è un’equazione a infinite incognite, l’equazione dell’anima e della vita, in cui c’è la scienza ma soprattutto ci sei tu, il tuo rapporto con il mondo, il vento che riesci a sentire sulla pelle, il mare che riesci ad ascoltare, i pensieri che riesci a tirare fuori.
    Ma come la risolvo, se non so cosa sto veramente cercando?
    4x+13a/9y-0,127z+5/19w…=?
    Qual è il risultato dell’interazione di tutte le variabili? Il denaro? Il successo? O forse semplicemente una vita veramente bella?

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelle per questo diario di bordo di Bernard Moitessier che racconta il suo giro del mondo in barca a vela, in solitario e senza scalo, regata organizzata dal Sunday Times nel 1968, con partenza da Plymouth, passando per Capo Buona Speranza, Capo Leuuwin e Capo Horn; un diario di bordo mo ...continua

    Quattro stelle per questo diario di bordo di Bernard Moitessier che racconta il suo giro del mondo in barca a vela, in solitario e senza scalo, regata organizzata dal Sunday Times nel 1968, con partenza da Plymouth, passando per Capo Buona Speranza, Capo Leuuwin e Capo Horn; un diario di bordo molto tecnico ma anche molto intimo che rivela dopo un lungo periodo di navigazione "Son mesi e mesi che sogno la mia vita, e tuttavia la vivo veramente", con delle riflessioni sul senso della vita che non si possono non condividere. Cinque stelle invece per la sua impresa.

    ha scritto il 

  • 5

    Forse il mio libro preferito, letto due volte, per gli appassionati di vela una tappa irrinunciabile. Il resoconto di un giro del mondo in barca a vela senza scalo in solitario rimasto nella storia dell'uomo, capace di emozionarti oltre che per le difficoltà incontrate e superate, per l'analisi ...continua

    Forse il mio libro preferito, letto due volte, per gli appassionati di vela una tappa irrinunciabile. Il resoconto di un giro del mondo in barca a vela senza scalo in solitario rimasto nella storia dell'uomo, capace di emozionarti oltre che per le difficoltà incontrate e superate, per l'analisi profonda che Bernard Moitessier fa di se stesso. Il senso di libertà e di comunione con la natura, il mare, il vento è assoluto, ti avvolge inebriandoti di emozioni, speranze, sogni. Leggetelo, è un consiglio che viene dal cuore. Aggiungo che per i neofiti della vela sarebbe opportuno, prima di intraprendere il viaggio, acquisire il significato di alcuni termini marinareschi di base.

    ha scritto il 

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