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La lunga rotta

Solo tra mari e cieli

By Bernard Moitessier

(42)

| Mass Market Paperback | 9788842508748

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25 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Il lettore sprovveduto corre il serio rischio di arrivare a desiderare follemente di imbarcarsi, sfuggire dal mondo, e affrontare il Mare.
    Io sto già cercando un passaggio per l'oceano, poi non dite che non vi avevo avvisati..

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    Camilla said on Dec 5, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Impossibile recensirlo...

    Dopo la seconda lettura sono convinto che sia meglio riportare qualche frase dell'autore per invogliare sempre più persone a prendere in mano questo libro e dedicargli l'attenzione che merita.
    Scelgo per voi.
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    La mia giunca Marie-Therese si era m ...(continue)

    Dopo la seconda lettura sono convinto che sia meglio riportare qualche frase dell'autore per invogliare sempre più persone a prendere in mano questo libro e dedicargli l'attenzione che merita.
    Scelgo per voi.
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    La mia giunca Marie-Therese si era messa a fare acqua in modo terrificante. Avevo lasciato l'Indocina senza un soldo. Se avessi voluto partire avendo dei soldi, non sarei mai partito. Oppure sarei partito, ma solo dopo molti anni, spossato dal Denaro. Ed ero lì, a Singapore, con una barca che aveva assoluto bisogno di un calafataggio completo, ad opera di gente del mestiere, e non avevo alcun modo di guadagnare denaro in un porto straniero. Dunque ero giunto al termine del mio viaggio, appena seicento miglia dal mio luogo di partenza. Non c'era nessun modo per cavarmene fuori.
    E' venuto un tale. Non lo conoscevo. Ha portato una squadra di calafati di mestiere. Ha pagato tutto. Era caro e lui non era ricco. Poi ha detto: "Lo restituirai a uno sconosciuto, come ho fatto per te. Perchè anch'io l'ho avuto da uno sconosciuto che mi ha aiutato, un giorno, e mi ha detto di restituirlo allo stesso modo a un altro. Non mi devi nulla, ma non dimenticare di restituirlo".

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    Francesco Pagliaro said on Feb 27, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lontano dalla pazza folla.

    Sulla scia dell’ultimo successo di Soldini & equipaggio,ho voluto riprendere in mano questo stuupendo diario di bordo, che narra della prima circumnavigazione in solitaria e senza scali compiuta da Bernard Moitessier.Era il 1968 e,a quell’epoca,non e ...(continue)

    Sulla scia dell’ultimo successo di Soldini & equipaggio,ho voluto riprendere in mano questo stuupendo diario di bordo, che narra della prima circumnavigazione in solitaria e senza scali compiuta da Bernard Moitessier.Era il 1968 e,a quell’epoca,non esistevano ancora satellitari, computers o navigatori. Il punto nave si calcolava utilizzando bussola, sestante ed un orologio che segnasse l’ora esatta. La cosa più entusiasmante e che accese le menti di coloro che abitavano quegli anni,fu che,dopo aver doppiato Capo Horn,anziché puntare a nord, tornare a casa, e ritirare il cospicuo premio indetto dal Sunday Times, ripuntò dritto verso il Capo di Buona Speranza per fare un altro giro del mondo. Proprio così. Era in testa alla gara,ma disse che a lui non interessavano le competizioni,ma interessava il mare e la navigazione. Disse che quando si è da soli in mezzo all’oceano,in compagnia del mare e della sua musica,dei suoi colori e dei suoi umori non si è mai soli. Ci si sente molto più soli in mezzo ad una folla indifferente. Proprio così disse.

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    roberto said on Feb 27, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Bastante soso no pasa mucha cosa, navega se hace amigo de los pajaros..., vocabulario muy técnico para quien no esta acostumbrado a la navegación.

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    Laura said on Jan 2, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una storia vera, che oggi sarebbe assurda.

    Non so quante volte l'ho riletto da quando ero ragazzo. E non so cosa mi ha impedito nella vita di emulare questo matto di un navigatore solitario che si fa una volta e mezzo il giro del mondo, ritirandosi dalla regata che stava vincendo, per tornars ...(continue)

    Non so quante volte l'ho riletto da quando ero ragazzo. E non so cosa mi ha impedito nella vita di emulare questo matto di un navigatore solitario che si fa una volta e mezzo il giro del mondo, ritirandosi dalla regata che stava vincendo, per tornarsene nei mari del sud. Tutto senza radio, nè foto, nè video, nè niente di niente. E siccome nessuno ne sapeva niente lo danno disperso, morto, affondato. Per scoprire dopo mesi che era arrivato alle hawai, e stava beato al sole.
    Niente da fare, oggi una roba del genere ti spedisce dritto al consultorio familiare.

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    Ant Massara said on Oct 16, 2012 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    La storia: l'autore parte per un giro del mondo in solitaria senza scalo su una barca a vela. E' parte di una regata. Dopo aver doppiato i tre grandi Capi del mondo (Buona Speranza, Leeuwin e Horn), invece di tornare al porto di partenza, vira verso ...(continue)

    La storia: l'autore parte per un giro del mondo in solitaria senza scalo su una barca a vela. E' parte di una regata. Dopo aver doppiato i tre grandi Capi del mondo (Buona Speranza, Leeuwin e Horn), invece di tornare al porto di partenza, vira verso la punta meridionale dell'Africa, e poi fa rotta verso Thaiti. Forse avrebbe vinto la regata. Ma, invece ha preferito continuare la sua lunga rotta.

    La storia, però non conta. Quello che affascina nella lettura è sentire il rumore delle vele che spingono la barca, vedere, grazie alle parole dell'autore, le onde gigantesche del Capo Horn. E sentire che la strana vita di un navigatore solitario è un percorso, che porta lontano, a conoscere profondamente sé stessi, a rinunciare a tutte le infrastrutture della vita per concentrarsi sul suo senso profondo. Solo leggendo l'ultima parte del libro, si riesce a capire che l'aver rinunciato a vincere una regata destinata a farlo entrare nella storia della navigazione a vela, non era una "scelta", ma l'unica possibilità. Solo alla fine, dopo aver fatto per quasi due volte il giro del mondo, capiamo che non serve una barca o il mare o il vento, per seguire la Lunga Rotta.

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    Marco Benini said on Jul 31, 2012 | Add your feedback

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