La lunga vita di Marianna Ucria

Di

Editore: Rizzoli

3.8
(3506)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 268 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Francese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 8817210064 | Isbn-13: 9788817210065 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico , eBook , CD audio

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 2

    Ho faticato a leggerlo, ho faticato a calarmi nei personaggi, ho faticato ad amarne la protagonista. E quando un libro è una fatica lascia poco di sè. Nulla da aggiungere

    ha scritto il 

  • 5

    Bel romanzo che ho letto con piacere. Marianna Ucria, sorda e muta, donna, riesce ad emanciparsi da un ambiente ostile, autoritario, ignorante, attraverso la cultura che le permette di amare veramente ...continua

    Bel romanzo che ho letto con piacere. Marianna Ucria, sorda e muta, donna, riesce ad emanciparsi da un ambiente ostile, autoritario, ignorante, attraverso la cultura che le permette di amare veramente chi vuole e vivere, per i tempi (1600-1700), con libertà.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    la scrittura è ..a volte pesante,descrizioni lunghe inutili a volte noiose che ho saltato a righe intere,però mi è piaciuto.Nessuno si sposava per amore,tutti i matrimoni erano combinati e le spose er ...continua

    la scrittura è ..a volte pesante,descrizioni lunghe inutili a volte noiose che ho saltato a righe intere,però mi è piaciuto.Nessuno si sposava per amore,tutti i matrimoni erano combinati e le spose erano tutte bambine..che tristezza.Marianna poi scopre la terribile causa della sua menomazione(per me uguale a sposa-bambina) e scopre l'amore ma vi rinuncia.

    ha scritto il 

  • 3

    Noioso

    Noiosa la lettura di Piera degli Esposti. Troppo enfatica, spesso sbaglia l'enfasi sulle parole e rende difficile capire la frase. Poi la storia mostra un po' il tempo che passa: Marianna non è figlia ...continua

    Noiosa la lettura di Piera degli Esposti. Troppo enfatica, spesso sbaglia l'enfasi sulle parole e rende difficile capire la frase. Poi la storia mostra un po' il tempo che passa: Marianna non è figlia del suo tempo ma è stata creata come protofemminista per confermare le teorie della scrittrice, peraltro apprezzabile per il lavoro di ricostruzione per periodo.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo è un libro davvero particolare. Ambientato nella Sicilia del 1600 tra atmosfere d'altri tempi, la protagonista, Marianna Ucria appunto, è una ragazza sordomuta. Non è nata così, dopo uno choc s ...continua

    Questo è un libro davvero particolare. Ambientato nella Sicilia del 1600 tra atmosfere d'altri tempi, la protagonista, Marianna Ucria appunto, è una ragazza sordomuta. Non è nata così, dopo uno choc subito da molto piccola non ha mai più parlato nè udito. E' di famiglia nobile, ma la sua condizione, invece di essere uno svantaggio, si rivela un pregio in lei. Appassionata di lettura si crea una cultura che la stragrande maggioranza delle donne della sua epoca si sognano. Comunica con gli altri attraverso la scrittura,e anche se molti pensano che non sia del tutto a posto, c'è anche chi scorge in lei una forza e una determinazione senza pari.
    Questo libro ci fa riscoprire una Sicilia ancora incontaminata, dominata da un ritmo di vita sonnolento e tranquillo,soprattutto per chi viene da una famiglia borghese. Nonostante il ritmo lento del racconto,mi è piaciuto molto vedere l'evoluzione del personaggio di Marianna, che da ragazzina insicura si trasforma in una donna forte e di potere, anche suo malgrado forse. Il suo mondo fatto di silenzio, è ricco però di introspezione personale, di dialoghi mentali con se stessa e anche con chi la circonda, visto che spesso ne indovina i pensieri. Non parlare e non sentire non la escludono da tutte le vicende familiari: intrighi,matrimoni, amanti, decisioni per il bene della famiglia e anche e solo per se stessa. Perchè alla fine, quando tutti i figli saranno sistemati e il marito sarà passato a miglior vita da tempo, Marianna finalmente pensa anche a se stessa, al proprio benessere e come degna conclusione del libro sceglierà la strada che la condurrà finalmente alla libertà.

    ha scritto il 

  • 4

    Splendido! Li senti i colori e i profumi della sicilia e i personaggi ti sembra di conoscerli personalmente. Un tratteggio veramente delicato e appassionante. Assolutamente imperdibile.

    ha scritto il 

  • 4

    Lunga vita alla signora.

    Occorre un poco di pazienza per entrare in sintonia con quest’opera che inizia piuttosto in sordina ma cresce in progressione rivelandosi a posteriori (pur in quasi totale assenza di Borboni, Asburgo, ...continua

    Occorre un poco di pazienza per entrare in sintonia con quest’opera che inizia piuttosto in sordina ma cresce in progressione rivelandosi a posteriori (pur in quasi totale assenza di Borboni, Asburgo, viceré e simili…) un notevole Romanzo Storico, quanto meno nella definizione di “opera narrativa ambientata in un'epoca passata, della quale ricostruisce le atmosfere, gli usi, i costumi, la mentalità e la vita in generale, così da farli rivivere al lettore” (Wiki). Ed in questo la Maraini, che in quei luoghi è cresciuta, riesce perfettamente nell’intento.

    Marianna Ucrìa è uno splendido personaggio, originale ed avvincente nel contesto narrativo ma soprattutto emblematico nel rappresentare, sulla sua pelle e nei suoi pensieri, il momento di passaggio fra la rigida, bigotta e ingessata società semifeudale della Sicilia seicentesca e i primi germi dell’Illuminismo che, sebbene boicottati dalla nobiltà dominante, penetrano inesorabili nell’isola attraverso mille pertugi: scritti, comportamenti, mode, viaggiatori occasionali, racconti sussurrati.

    Ed è un apparente paradosso che, proprio la persona più improbabile, in quanto duchessa e in quanto “minorata” e privata della facoltà di comunicare con la voce, costituisca l’antenna più sensibile verso il nuovo vento che, fra mille contraddizioni, spira sulle austere mura dei palazzi nobiliari e sulle convenzioni ipocrite che cercano di opporsi al progresso e all’emancipazione.

    Si citava in premessa, nella definizione di Romanzo Storico, la capacità di “ricostruire le atmosfere” ma qui l’autrice sa andare ben oltre introducendo nel libro, a splendida cornice della vicenda e quasi a compensare il sordomutismo della protagonista, gli odori, i sapori e i colori della Sicilia, descritti con minuziosa precisione e sezionati nelle loro forti, agrodolci e contrastate componenti.

    Un romanzo quindi che colpisce a fondo l’immaginazione e che, oltre ad appassionare per la bella storia narrata con uno stile peraltro mai forzato anche nei passaggi cruciali, si annusa e si assaggia come una ricca pietanza siciliana, zeppa di ingredienti potenti e genuini.

    ha scritto il 

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