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La lunga vita di Marianna Ucria !!!SCHEDA INCOMPLETA!!!!

Di

Editore: Mondadori

3.9
(3302)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Francese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: A000114415 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Paperback , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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  • 4

    La recensione scritta sul retro del libro dice : Un grande affresco storico, la storia di un’anima e di una vita, la magistrale ricostruzione di un’epoca.
    In queste parole è racchiuso tutto quello che ...continua

    La recensione scritta sul retro del libro dice : Un grande affresco storico, la storia di un’anima e di una vita, la magistrale ricostruzione di un’epoca.
    In queste parole è racchiuso tutto quello che anch’io ho riscontrato leggendo questo romanzo. L’unico libro della Maraini letto anni fa “Il marito” non mi era piaciuto per niente. Una scrittura triste che raccontava storie con personaggi senza speranza o addirittura disperati.
    Leggendo “La storia di Marianna Ucria” invece ho apprezzato fin dalle prime righe la scrittura impegnativa ma ben impostata, descrittiva nel modo giusto, mai stancante, utile per approfondire le abitudini di vita dei “ricchi” e di conseguenza della servitù e dei contadini. Il mondo cambia, i regnanti cambiano ma tutto viene accettato con indifferenza da questa nobiltà impegnata solo a costruirsi una vita felice, rispettata e riverita da tutti, orgogliosa di portare avanti, sposandosi presto e “figliando” molto, la casata che rappresenta.
    Marianna Ucria non è diversa da loro, nonostante sia sorda e muta, si sposa e partorisce 5 figli. E’ una duchessa riverita da tutti. Sa che quella è la sua vita e non si sottrae da nessun obbligo, anche quello di vivere gli “incontri” notturni con un marito per nulla gradito. L’unica libertà che chiede ed ottiene, è quella di vivere nella villa di Bagheria praticamente tutto l’anno, andando nella casa di Palermo solo per occasioni importantissime.
    Non mi sono emozionata, né mi sono immedesimata in quella vita, ma il filo della narrazione era così intenso anche nel raccontare eventi comuni e quotidiani, da tenere alta la mia curiosità sino all’ultima pagina.
    Marianna leggeva molto e la sua mente pian piano assorbiva idee nuove che la portavano e fare paragoni con la realtà da lei vissuta scuotendo le sue certezze.
    Riporto alcuni punti :
    1)“Non parliamo né con rigore né con filosofia quando parliamo di una lotta fra la passione e la ragione. La ragione è e deve essere schiava delle passioni e non può rivendicare in nessun caso una funzione diversa da quella di servire e obbedire a esse.”
    Il contrario esatto di quello che le hanno insegnato. La passione non è quel fagotto ingombrante dalle cui cocche sbucano brandelli di ingordigie da tenere nascoste? E la ragione non è quella spada che ciascuno tiene al fianco per tagliare la testa ai fantasmi del desiderio e imporre la volontà della virtù? Il signor marito zio inorridirebbe a leggere anche una sola delle frasi di questo libretto.
    2) Nel suo silenzio abitato da parole scritte, ha elaborato delle teorie lasciate a metà, ha rincorso brandelli di pensieri ma senza coltivarli con metodo, lasciandosi andare alla pigrizia tipica della sua gente, sicura dell’immunità, pure davanti a Dio, poiché “tutto sarà dato a chi ha e niente a chi non ha”
    E per “avere” non si intende proprietà, ville, giardini, ma delicatezze, riflessione, complicazioni intellettuali, tutto ciò che il tempo di cui dispongono in abbondanza favorisce a loro signori che poi si divertono a buttarne via le briciole ai poveri di spirito e di moneta.

    Cosa dire poi della lettera che Marianna, lontana dalla Sicilia, riceve da un devoto amico/innamorato ?
    Per me è un capolavoro, ironica, dolce, profondamente sincera. Ne riporto la parte terminale:
    “Sappiate che vi aspetto con mente serena, confidando nella vostra testa dai lunghi pensieri. Non dico confidando nel vostro corpo perché esso è riottoso come un mulo, ma mi rivolgo a quegli spazi aperti del vostro capo in cui scorre l’aria marina, lì dove siete più discorsiva, più propensa alla curiosità, all’amore, così per lo meno mi lusingo di credere …. Sapete, alle volte è l’amore degli altri che ci innamora: vediamo una persona solo quando essa chiede i nostri occhi.
    Con tutta la mia devozione tenerissima e l’augurio che torniate presto. Sto male senza di voi,
    Giacomo Camaleo
    Parole che ben chiudono il romanzo

    ha scritto il 

  • 4

    Una Maraini Superba

    Ecco era tanto che non leggevo un romanzo di Dacia Maraini veramente all'altezza del suo passato, non che gli altri non meritassero, ma questo é un libro con l'anima.
    Sará che narra delle sue terre, q ...continua

    Ecco era tanto che non leggevo un romanzo di Dacia Maraini veramente all'altezza del suo passato, non che gli altri non meritassero, ma questo é un libro con l'anima.
    Sará che narra delle sue terre, quelle della sua infanzia, sará che la protagonista forse gli somiglia un po', lei molto timida rappresentata da una "mutola". In poche pagine é riuscita a costruire la vita di un personaggio della Sicilia pre unificazione, e a descrivere l'entroterra in cui viveva. Sono pagine che sembrano pagine di un diario, scritto a piú mano, anzi sembra il riassunto di un diario, contenente i fatti salienti della vita di Marianna Ucria. I suoi primi deboli passi nel mondo e poi pian piano quelli sempre piú autorevoli. Personaggi che si innestano nella Sicilia del latifondo quasi ancora feudale, e che interagiscono per mezzo del realismo mai pessimista di Dacia Maraini. Un libro pieno di sole, bello come il sole.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello

    Lo scorso novembre ho conosciuto Dacia Maraini al Pisa Book Festival, l'ho poi rivista a Roma all'interno della manifestazione "Più libri, più libri" sentirla parlare mi ha convinto che prima di esse ...continua

    Lo scorso novembre ho conosciuto Dacia Maraini al Pisa Book Festival, l'ho poi rivista a Roma all'interno della manifestazione "Più libri, più libri" sentirla parlare mi ha convinto che prima di essere una scrittrice, di cui non avevo letto nulla, è una donna schierata da sempre dalla parte delle donne, quelle donne sottomesse, non considerate, nel corso degli anni o peggio maltrattate, umiliate, violentate....come quelle sempre da lei descritte in "L'amore rubato"..Non potevo quindi non leggere uno dei suoi romanzi più importanti, vincitore anche del premio Campiello, di diversi anni fa.
    Seguiamo Marianna, la figlia  sordomuta di una famiglia palermitana della prima metà del settecento, già dalla sua giovane età, quando viene data in sposa allo zio. La sua sarà una vita triste, fatta di solitudine allietata solo dalla lettura dei libri e con il "dovere"di far nascere un erede maschio. Dopo la morte del marito, il quale ha avuto un ruolo determinante nella sua vita, Marianna, riesce a emanciparsi e a lasciare addirittura la sua Sicilia per iniziare una nuova vita.

    ha scritto il 

  • 3

    Buono ma un po' pesante

    Ambientazione accurata storia che senza dubbio merita attenzione. Ma vuoi per la lunghezza di alcuni passi, vuoi per la pesantezza del tema trattato, pur essendo un quadro meritevolissimo della Sicil ...continua

    Ambientazione accurata storia che senza dubbio merita attenzione. Ma vuoi per la lunghezza di alcuni passi, vuoi per la pesantezza del tema trattato, pur essendo un quadro meritevolissimo della Sicilia dell'epoca, l'ho trovato duro da digerire. Interessante ma non un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 5

    Una donna che infrange la prevaricazione

    In questo romanzo, dedicato a una sua antenata, Dacia Maraini descrive in maniera approfondita e con dovizia di particolari, le persone, gli accadimenti, i luoghi, gli usi e costumi, i pregiudizi e le ...continua

    In questo romanzo, dedicato a una sua antenata, Dacia Maraini descrive in maniera approfondita e con dovizia di particolari, le persone, gli accadimenti, i luoghi, gli usi e costumi, i pregiudizi e le miserie nella Sicilia del ‘700 con particolare riguardo all’allora nobiltà locale.

    Protagonista è Marianna, una duchessa appartenente al casato degli Ucrìa, che fin da bambina, a causa di un trauma subìto ma volutamente negato dalla famiglia, è diventata muta (la mutola); riesce a comunicare con l’esterno attraverso la scrittura. La tradizione dell’epoca esige per le figlie femmine della buona società aristocratica, un matrimonio combinato oppure il convento di clausura; quindi il padre decide di darla in sposa, a soli tredici anni, a un anziano zio con il quale inizia una vita regolata da numerose gravidanze e priva d’affetto; Marianna è infelice anche a causa dei molti lutti che colpiscono la sua famiglia, tra questi, il più atroce, la malattia e la morte dell’ultimo figlio all’età di soli quattro anni.

    La morte del piccolo figlio cambierà in maniera decisiva l’atteggiamento di Marianna che inizia a rifiutare le attenzioni sessuali del vecchio marito-zio e, nel contempo, si dedica alla lettura degli innumerevoli libri facenti parte della ricca biblioteca di famiglia. Alla morte del marito dedicherà il suo tempo all’amministrazione dei propri beni e aprirà la sua anima a un amore proibito. E’ una ribellione inaccettabile per le tradizioni e la mentalità dell’epoca, come anche la decisione di lasciarsi alle spalle la sua terra e partire per il continente alla ricerca di se stessa.

    La narrazione induce a profonda riflessione mettendo in luce la totale prevaricazione sulle donne in una società di stampo patriarcale; d’altro canto il personaggio di Marianna vuole enfatizzare la donna che vince i pregiudizi e affermare la propria personalità al di fuori di certi schemi fortemente stereotipati che la circondano.

    Un romanzo che si legge molto bene nonostante qualche passaggio dialettale necessario per il realismo della vicenda stessa.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho trovato interessante la protagonista, ma la storia, il ritmo narrativo e lo stile non sono stati di mio gradimento.
    E' il primo libro che leggo di Dacia Maraini, dopo aver letto qualche libro del p ...continua

    Ho trovato interessante la protagonista, ma la storia, il ritmo narrativo e lo stile non sono stati di mio gradimento.
    E' il primo libro che leggo di Dacia Maraini, dopo aver letto qualche libro del padre, di cui sono un ammiratore, ma non mi ha entusiasmato.

    ha scritto il 

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