La macchia umana

Di

Editore: Einaudi

4.1
(1335)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 386 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8806173340 | Isbn-13: 9788806173340 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Vincenzo Mantovani

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Il professor Coleman Silk nasconde un segreto da cinquant'anni, e lo fa così bene che nessuno, nemmeno sua moglie e i suoi figli, se ne sono mai accorti. Un giorno però basta una frase (anzi una parola sola, detta per sbaglio, senza riflettere) per scatenare su di lui, e su tutto il suo mondo, le streghe del perbenismo, gli spiriti maligni della "political correctness". Mentre la sua vita precipita nel caos, l'America non a caso sta vivendo l'evento più inspiegabile della sua storia democratica: siamo infatti nel 1998, "l'estate in cui il pene di un presidente invase la mente di tutti".
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  • 5

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/01/14/la-macchia-umana-philip-roth/

    “È come se nella coscienza, a provocarne il minimo turbamento, non fosse mai stato ammesso neppure quel livello assolutamen ...continua

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/01/14/la-macchia-umana-philip-roth/

    “È come se nella coscienza, a provocarne il minimo turbamento, non fosse mai stato ammesso neppure quel livello assolutamente elementare di pensiero immaginativo. Un secolo di distruzioni diverso nei suoi eccessi da ogni altro viene a intristire la razza umana: decine di milioni di persone comuni condannate a patire una privazione dopo l’altra, un male dopo l’altro, mezzo mondo, o più di mezzo, sottoposto a patologico sadismo come politica sociale, intere società organizzate e ostacolare dalla paura di violente persecuzioni, la degradazione della vita individuale raggiunta in una misura ignota nella storia, nazioni vinte e ridotte in schiavitù da criminale ideologici che le privano di tutto, intere popolazioni così demoralizzare da essere incapaci di alzarsi dal letto la mattina col minimo desiderio di affrontare la giornata... Tutte le terribili pietre di paragone offerte da questo secolo, ed eccoli levarsi a prendere le armi per una Faunia Farley. Qui in America, o è Faunia Farley o è Monica Lewinsky! Il lusso di queste vite così turbate dai comportamenti inappropriati di Clinton e Silk! Questa, nel 1998, è la depravazione che devono sopportare. Questa, nel 1998, è la loro tortura, il loro tormento e la loro morte spirituale. La fonte della loro più grande disperazione morale, Faunia che mi fa un pompino e io che scopo Faunia.”
    (Philip Roth, “La macchia umana”, ed. Einaudi)

    Il professor Coleman Silk, settantunenne simpatico, loquace, estroverso, nasconde da oltre cinquant’’anni un segreto, anche alla moglie e ai suoi quattro figli. La sua carriera universitaria è brillante, diventa preside di facoltà, salvo poi subire un improvviso crollo, dovuto non al segreto celato, bensì al perbenismo, all’ipocrisia, alla maldicenza dell’ambiente accademico e non solo. Non gli si perdonano un’assurda accusa di razzismo nei confronti di due studenti neri, fondata su un equivoco lessicale, ma soprattutto la scoperta, peraltro successiva alle dimissioni di Coleman e alla morte della moglie Iris, di un relazione con Faunia, bidella trentaquattrenne dal passato tragico.
    Negli Stati Uniti del 1998, che per via del caso Clinton-Lewinsky ha sostituito al terrorismo e al comunismo la paura del “pompinismo” (così sintetizza con efficacia Roth), in un’atmosfera di generale e medievale bigottismo, Coleman Silk paga sulla sua pelle lo scandalo di una relazione extra-coniugale (a moglie morta) con una così grande differenza di età e di ceto sociale. Agli occhi del mondo, pronto a giudicare sulla scorta di meri indizi, Coleman appare come colui che, approfittando di una condizione di debolezza di Faunia, l’ha sedotta grazie alle sue abilità retoriche o chissà quale altra stregoneria. Ai giudici morali ed etici non passa neanche per la testa che tra i due possa esservi una reale e sconvolgente passione, fosse anche solo di natura sessuale. Se poi a viverla è uno accusato già di razzismo, allora sarà facile capire come per Coleman la situazione diventi presto tremenda e non certo semplificata dal violento Lester, l’ex compagno di Faunia, reduce dal Vietnam, sconvolto da tale esperienza e poco incline a risolvere le sue questioni col dialogo.
    Roth è sempre il solito, la sua scrittura avvolge, l’alternanza tra tragico e comico, le digressioni tematiche e quelle spazio-temporali, la capacità di fornirci il punto di vista dei diversi personaggi, sono tutti ingredienti che fanno di “La macchia umana” un romanzo tra i più riusciti del romanziere, almeno a parere di chi scrive. Per quanto riguarda i temi, oltre a quanto accennato circa il perbenismo e le maldicenza che distruggono l’esistenza di Coleman, vi è anche quello della maschera, che un po’ tutti indossano, ma che nel caso di Coleman caratterizza l’intera sua vita, avendo egli rinnegato qualcosa per diventare qualcos’altro (ma non anticipo per non rovinare la lettura), e poi ci sono i classici argomenti “rothiani”, cioè il sesso, l’ebraismo, il rapporto tra letteratura e vita.

    “Come avrebbe potuto finire (la conclusione che la realtà aveva risolutamente escluso): ecco l’unica cosa alla quale riusciva a pensare. Sbalordito da quanto poco l’aveva dimenticata e da quanto poco lei aveva dimenticato lui, Coleman si allontanò rendendosi conto, come mai prima di allora aveva dovuto fare al di fuori delle lezioni sulla tragedia greca, della facilità con cui la vita può essere una cosa piuttosto che un’altra e dalla casualità con cui si crea un destino... E anche, d’altra parte, di come il fato può sembrare accidentale quando le cose non possono andare a finire che come sono finite. Si allontanò, cioè, senza capire nulla, sapendo di non poter capire nulla, ma con l’illusione che avrebbe metafisicamente capito qualcosa di enorme importanza su questa sua testarda determinazione di diventare quello che voleva essere se... Se almeno queste cose fossero state comprensibili.”

    ha scritto il 

  • 5

    questo romanzo andrebbe letto a mio parere più di una volta perchè contiene molti punti che richiedono una concentrazione alta e non sempre è possibile, ne consiglio la lettura sicuramente perchè rac ...continua

    questo romanzo andrebbe letto a mio parere più di una volta perchè contiene molti punti che richiedono una concentrazione alta e non sempre è possibile, ne consiglio la lettura sicuramente perchè racchiude molte facce della vita raccontate da un narratore colto e profondo conoscitore "noi lasciamo una macchia, la nostra impronta. Impurità, crudeltà, abuso, errore, escremento, seme". Io aggiungo, la nostra impronta può anche essere di leggerezza, di comprensione, bontà, di senso della giustizia.

    ha scritto il 

  • 4

    Mostro sacro

    Il mio secondo Roth. Come dopo il primo, la sensazione è quella di trovarsi di fronte ad un mostro sacro della letteratura.
    Roth racconta l’uomo, letteralmente disvela il suo sentire più profondo, sen ...continua

    Il mio secondo Roth. Come dopo il primo, la sensazione è quella di trovarsi di fronte ad un mostro sacro della letteratura.
    Roth racconta l’uomo, letteralmente disvela il suo sentire più profondo, senza alcuna pietà: ambizione, bigottismo, falsi moralismi, desiderio di rivalsa sociale, invidia, egoismo, rapporto padri/figli, amore, desiderio. E racconta la società con lucida acutezza: la problematica dei reduci di guerra, degli ultimi, dell’integrazione razziale.
    In fonda smonta le certezze su cui tentiamo di reggere le nostre vite, demolendo ad una ad una finte e rassicuranti convinzioni.

    Tutti sanno... Cosa? Perchè le cose vanno come vanno? Cosa?
    Tutto ciò che sta sotto l'anarchia del corso degli avvenimenti, le incertezze, i contrattempi, il disaccordo, le traumatiche irregolarità che caratterizzano le vicende umane?
    Nessuno sa... Ciò che noi sappiamo è che, in un modo non stereotipato, nessuno sa nulla.
    Non puoi sapere nulla. Le cose che sai ... non le sai. Intenzioni? Motivi? Conseguenze? Significati?
    Tutto ciò che non sappiamo è stupefacente. Ancor più stupefacente è quello che crediamo di sapere.

    ha scritto il 

  • 4

    Probabilmente avrei dovuto leggere la trilogia in ordine cronologico - trilogia poichè sono i tre romanzi, per l'appunto, in cui compare Nathan Zuckerman - , ovvero "Pastorale Americana", "Ho sposato ...continua

    Probabilmente avrei dovuto leggere la trilogia in ordine cronologico - trilogia poichè sono i tre romanzi, per l'appunto, in cui compare Nathan Zuckerman - , ovvero "Pastorale Americana", "Ho sposato un comunista" e "La macchia umana", invece ho iniziato dal testo in oggetto per poi passare al libro con cui Roth ha vinto il pulitzer e infine l'altro. Sottogliezze, no, questione di precisione!

    Comunque, posso affermare con assoluta certezza di aver amato profondamente ciascuno dei romanzi, e da ognuno di essi peraltro ho ricevuto qualcosa. Uno splendido viaggio nell'intimo della società Americana, talvolta bigotta e nonostante tutto profondamente ancorata a tradizioni conservatrici che noi Europei non potremo mai capire.

    Ho notato alcune similitudini col pensiero di Chomsky, ora apprezzo entrambi ancor di più.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro scritto molto bene, ma denso e che necessita attenzione quando lo si legge per le improvvise accelerazioni, i rivolgimenti narrativi, gli indizi lasciati cadere qua e là. Nulla è come dovrebbe e ...continua

    Libro scritto molto bene, ma denso e che necessita attenzione quando lo si legge per le improvvise accelerazioni, i rivolgimenti narrativi, gli indizi lasciati cadere qua e là. Nulla è come dovrebbe essere, nulla è completamente come ci si aspetta. In questo sta la grande forza di questo ritratto di personalità forti, ma anche ambigue e contraddittorie, di cui non si può mai dire di sapere tutto.
    In questo senso, il finale raccontato dal punto di vista dello scrittore/alter ego dell'autore e delle sue congetture è da una parte un po' deludente perché non restituisce la certezza dei fatti; dall'altra è interessante perché permette al lettore che si è formato un proprio punto di vista di tenere vive le proprie personali congetture sulla storia.

    ha scritto il 

  • 5

    Un romanzo potente e abrasivo nei confronti dei suoi personaggi: strato dopo strato vengono messe a nudo tutte le doppiezze, le pavide meschinità dettate da una vita drammatica, insoddisfacente, o de ...continua

    Un romanzo potente e abrasivo nei confronti dei suoi personaggi: strato dopo strato vengono messe a nudo tutte le doppiezze, le pavide meschinità dettate da una vita drammatica, insoddisfacente, o del tutto inventata, in un affresco del quale la parabola discendente di Coleman Silk occupa il posto d'onore.
    Non è il primo romanzo di Roth, ma una superba introduzione per chi come me con questo libro entra per la prima volta nella sua orbita.

    ha scritto il 

  • 5

    Immagino come sia stata dura la vita per il protagonista di questo magnifico romanzo, dura e pericolosa, dura e cattiva, dura e perversa. Dura come duri sono tutti i suoi personaggi da coprimari in qu ...continua

    Immagino come sia stata dura la vita per il protagonista di questo magnifico romanzo, dura e pericolosa, dura e cattiva, dura e perversa. Dura come duri sono tutti i suoi personaggi da coprimari in questa storia. Non deve essere certo facile vivere all'ombra di un sogno. Eppure lui, il protagonista che non ha nome né identità per chi legge, perché in fin dei conti non lo conosce affatto il lettore questo professore caduto in disgrazia per un malinteso usato ad arte da chi lo voleva fuori dal giro di chi conta, lui vive la sua vita con la facilità di chi è abituato a vincere senza badare al vinto che rimane al tappeto. Un segreto è un segreto finché resta tale e lui ha vissuto una vita intera lasciando che quel segreto dominasse la sua esistenza e quella di chi ha avuto il fato di camminargli accanto. Il primo Roth che leggo e mi sono completamente persa nei personaggi e nelle storie che via via si snocciolano vivendo il racconto di una esistenza; le vite di coloro che incontrano e amano e vivono il professor Silk sono scandite da un segreto che alcuni percepiscono ma altri ignorandone completamente anche il solo alone, sotto questo segreto periscono, metaforicamente, schiacciati dal suo peso. Bellissime le descrizioni dei sentimenti che emergono netti e delineati da parole chiave, evocate da profonde e nostalgiche polveri che il tempo non ha certo fatto depositare sulle loro vite. Sono tutte vittime le persone che il professore incontra e a cui impone il suo modus vivendi? no, non lo sono, sono tutti complici a cominciare da sua madre che lo lascia andare al suo destino senza ostacolare minimamente il progetto di quel figlio tanto amato che la porterà alla morte di dolore. Sono complici i suoi figli che lo detestano senza saperne il vero motivo del loro rancore: non è compito di ogni figlio trovare la propria strada senza calcare per forza le orme genitoriali solamente per il perbenismo imperante della società borghese? E' complice la moglie che vive all'oscuro del segreto di suo marito troppo presa dai suoi ideali per non accorgersi di avere un ladro di identità al suo fianco? Ed è complice tutta la borghesia americana che con la falsità del suo bigotto perbenismo rende possibile la realizzazione di una utopia neanche poi tanto nascosta di un povero diavolo schiavo delle sue radici. Bellissimo il personaggio di Faunia. L'unica vera anima di questa storia. Bellissima e combattiva anima ribelle che alla vita ha pagato il prezzo più pesante per la propria forza e determinazione di carattere. Faunia è il fiore prezioso che cresce nel deserto dell'animo umano ed è l'unica che percepisce da subito quel segreto ma che da quel segreto non si lascia minimamente condizionare e questo perchè la sua vita è stata ben più nera del nero ed un segreto che aleggia nella sua quotidianità non può certo che farla annuire ed andare avanti perchè lei sa che che ogni istante di vita vissuta ha il suo valore il cui prezzo troppo spesso è la morte dentro. Bellissima storia che ti prende per mano e ti porta via lungo strade polverose di inconsci perversi ma anche molto profondi e belli.

    ha scritto il 

  • 5

    Non lo si può leggere tutto d'un fiato, no: bisogna dedicargli tempo. E, mentre sei assorto nella lettura, continui a pensare: "Va be' ciao, ma come scrive questo?!?"

    ha scritto il 

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