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La macchia umana

Di

Editore: Einaudi

4.1
(1155)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 386 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo

Isbn-10: 8806173340 | Isbn-13: 9788806173340 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Vincenzo Mantovani

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Il professor Coleman Silk nasconde un segreto da cinquant'anni, e lo fa così bene che nessuno, nemmeno sua moglie e i suoi figli, se ne sono mai accorti. Un giorno però basta una frase (anzi una parola sola, detta per sbaglio, senza riflettere) per scatenare su di lui, e su tutto il suo mondo, le streghe del perbenismo, gli spiriti maligni della "political correctness". Mentre la sua vita precipita nel caos, l'America non a caso sta vivendo l'evento più inspiegabile della sua storia democratica: siamo infatti nel 1998, "l'estate in cui il pene di un presidente invase la mente di tutti".
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  • 2

    Troppo problematico

    Caro Philip Roth, cosa volevi dirmi? L'hai scritto in modo magnifico, ma io in mezzo a tutte quelle parole mi ci sono perso, mi sono sentito come stretto da un boa, avvinghiato ed impaurito. Alla fine sono fuggito e non voglio guardarmi indietro.
    C'è questo professore che è accusato di razz ...continua

    Caro Philip Roth, cosa volevi dirmi? L'hai scritto in modo magnifico, ma io in mezzo a tutte quelle parole mi ci sono perso, mi sono sentito come stretto da un boa, avvinghiato ed impaurito. Alla fine sono fuggito e non voglio guardarmi indietro.
    C'è questo professore che è accusato di razzismo, ma poi si scopre che è di colore, ma sbiadito, povero, ma vuole essere borghese e rinnega le sue radici, che ama, ma forse solo se stesso e poi tutte queste scatole cinesi mi si sono richiuse tra le mani, perché facevo veramente fatica, a metà libro, a proseguire.
    Perché, semplicemente, mi complicava la vita e io volevo solo stare tranquillo.

    ha scritto il 

  • 4

    Si conclude con "La macchia umana" il mio incredibile incontro con Philip Roth per questo 2014 - inziato, tra parentesi, nel tardo Agosto di quest'anno-.
    Ho inziato con "Nemesi", il racconto di una vita (di più vite) devastata da una malattia; e termino con il racconto di un'altra vita deva ...continua

    Si conclude con "La macchia umana" il mio incredibile incontro con Philip Roth per questo 2014 - inziato, tra parentesi, nel tardo Agosto di quest'anno-.
    Ho inziato con "Nemesi", il racconto di una vita (di più vite) devastata da una malattia; e termino con il racconto di un'altra vita devastata, però, da un terribile segreto.
    Perché di questo scrive Philip Milton Roth: di vite devastate.
    O forse, più semplicemente, scrive di vite e basta.

    ha scritto il 

  • 5

    Dicono che questo romanzo sia il migliore di Philip Roth. E in effetti è bellissimo, con questi personaggi che si portano appresso le ferite di tutta una vita, come l'uomo di successo che tuttavia ha nascosto per una vita intera un segreto micidiale, sdoppiando la propria vita di affetti e ricord ...continua

    Dicono che questo romanzo sia il migliore di Philip Roth. E in effetti è bellissimo, con questi personaggi che si portano appresso le ferite di tutta una vita, come l'uomo di successo che tuttavia ha nascosto per una vita intera un segreto micidiale, sdoppiando la propria vita di affetti e ricordi, la donna più volte vittima di violenze rimasta una bambina inerme e indifesa che non ha mai imparato a leggere, ma che inaspettatamente si rivela saggia e ragionevole nella sua assenza di ideali e di utopie, e nonostante l'apparente futilità della sua vita! E il reduce dal Vietnam divenuto uno psicolabile, sino alla "normalienne" piena di se e anche di complessi, insicura e presuntuosa insieme. Una umanità ferita a morte, e infatti è la morte il destino inevitabile dei due splendidi protagonisti, la donna bambina e l'uomo di successo, puniti violentemente dallo psicolabile per la loro ricerca di una felicità primordiale e liberatoria, fuori da ogni schema o normalità benpensante, indifferente a tutto quello che di convenzionale chiede la società.

    ha scritto il 

  • 4

    4 stelle e mezzo.
    Mi ha fatto una gran pena Les Farley, nonostante tutto.
    Il personaggio peggiore è senza dubbio Delphine Roux.
    Il personaggio di Faunia mi è sembrato un po' forzato, una vita esageratamente negativa. Non le è mancato niente!

    ha scritto il 

  • 5

    Le tenebre

    Le tenebre dell'ignoranza sono intorno a noi, a volte dentro di noi... come può un paese come l'America cancellare la reputazione di un uomo adulto solo per una parola innocente fraintesa da due ragazzini ignoranti. Succede e per sapere come si dipana la trama di questo piccolo gioiello di Roth, ...continua

    Le tenebre dell'ignoranza sono intorno a noi, a volte dentro di noi... come può un paese come l'America cancellare la reputazione di un uomo adulto solo per una parola innocente fraintesa da due ragazzini ignoranti. Succede e per sapere come si dipana la trama di questo piccolo gioiello di Roth, vi consiglio di leggerlo. Favoloso.

    ha scritto il 

  • 5

    Il solito Zuckerman si ritrova queste volte alle prese con il professor Coleman Silk, misterioso fauno dal passato oscuro. Un po' raccontando, un po' ricostruendo, Zuckerman ripercorre la vicenda della tragedia esistenziale di Silk intessuta di passioni violente, di sesso, ambizione, paura, e ins ...continua

    Il solito Zuckerman si ritrova queste volte alle prese con il professor Coleman Silk, misterioso fauno dal passato oscuro. Un po' raccontando, un po' ricostruendo, Zuckerman ripercorre la vicenda della tragedia esistenziale di Silk intessuta di passioni violente, di sesso, ambizione, paura, e inserendo la storia in un contesto ben preciso storico geografico ben preciso, l'America dell'era Clinton (il libro fa parte della cosiddetta tricologia americana di Roth, che l'autore ha scritto col desiderio di tracciare le linee evolutive del suo paese). Questo libro è l'esempio di come la narrazione di matrice postmoderna possa essere indelebilmente legata alla passione e al mistero della vita, e non, necessariamente, a un mero fatto tecnico. Libro fantastico. Vorrei essere Roth. Anzi no, perché è un maschilista spudorato. Ma glie lo si perdona con facilità.

    ha scritto il 

  • 3

    Ben scritto, ma la storia proprio non regge

    Letto di un fiato perché la scrittura di Philip Roth ha sempre il potere di affascinarmi. Le sue osservazioni sono puntuali, condivisibili, in una parola le trovo perfette. E il tema del libro è attraente. Al centro è la questione dell'identità, alla quale si intrecciano altri temi: l'America cli ...continua

    Letto di un fiato perché la scrittura di Philip Roth ha sempre il potere di affascinarmi. Le sue osservazioni sono puntuali, condivisibili, in una parola le trovo perfette. E il tema del libro è attraente. Al centro è la questione dell'identità, alla quale si intrecciano altri temi: l'America clintoniana, la guerra del Vietnam e la tragedia dei suoi reduci. Eppure questo libro mi ha lasciato perplessa e insoddisfatta come non mai, a causa della trama che mi è parsa totalmente inverosimile, assurda. Un nero che si fa passare per bianco! Quando mai?? La storia non sta in piedi. Dopo Pastorale Americana, che ho amato molto, mi aspettavo assai di più. Philip Roth è un autore che mi suscita sempre grandi aspettative, purtroppo non sempre soddisfatte.
    Bravissimo invece, come sempre, il traduttore.

    ha scritto il 

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