La macchina del tempo

Di

Editore: Mursia (Gruppo Editoriale)

4.0
(1141)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 120 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Spagnolo , Catalano , Tedesco , Portoghese , Esperanto , Greco

Isbn-10: 8842514160 | Isbn-13: 9788842514169 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Piccy Carabelli

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Viaggi

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Descrizione del libro
Un classico della fantascienza fonte di ispirazione per molti film. Al centro, una macchina prodigiosa che consente di viaggiare nel tempo,verso un allucinante, lontano futuro, in cui è previsto un totale asservimento dell'uomo.
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  • 4

    Tanto "recente" da profumare ancora d'inchiostro... Che Wells lo abbia scritto oggi e consegnato al 1895 con la sua "macchina"?
    Un unico appunto, Caro Herbert: nel viaggio devi aver lasciato cadere qu ...continua

    Tanto "recente" da profumare ancora d'inchiostro... Che Wells lo abbia scritto oggi e consegnato al 1895 con la sua "macchina"?
    Un unico appunto, Caro Herbert: nel viaggio devi aver lasciato cadere qualche pagina. Peccato, chissà quale lettore di chissà quale epoca si starà dilettando con descrizioni e sfumature che noi non avremo mai..

    ha scritto il 

  • 4

    Il titolo è un po' fuorviante in quanto più che ad un classico romanzo sui viaggi nel tempo con annessi paradossi, effetto farfalla e via dicendo ci troviamo davanti ad un romanzo di critica sociale.
    ...continua

    Il titolo è un po' fuorviante in quanto più che ad un classico romanzo sui viaggi nel tempo con annessi paradossi, effetto farfalla e via dicendo ci troviamo davanti ad un romanzo di critica sociale.
    L'autore usa l'espediente del viaggio nel tempo per proporci le sue riflessioni su come la società industriale di fine '800 può svilupparsi in futuro.
    Il futuro remoto immaginato vede una evoluzione sia genetica che sociale dell'uomo che porta a due razze distinte ma entrambe miserevoli in un futuro cupo e tristissimo.
    Interessante è il confronto con Jules Verne, autore quasi contemporaneo, in realtà si incrociano la fine della carriera dell'autore francese con l'inizo di quello inglese, entrambi indicati come precursori della fantascienza.
    In comune i due hanno quella atmosfera scientifica ma ancora artigianale tipica del perido con macchinari lucenti di ottone, avorio, e legno.
    Tuttavia sono le differenze a prevalere, sia nella forma: romanzo classico con tanta avventura esotica per Verne e racconti lunghi con taglio freddo e giornalistico per Wells; che nella sostanza: sostanziale positivismo e ottimismo per Verne, pessimismo e disillusione per Wells.

    ha scritto il 

  • 0

    Confermo

    Un classico, inutile aggiungere commenti. Si può solo rileggere di anno in anno e avere la conferma che Wells ha scritto libri attuali indagando angosce e paure universali. E' moderno anche nel lingua ...continua

    Un classico, inutile aggiungere commenti. Si può solo rileggere di anno in anno e avere la conferma che Wells ha scritto libri attuali indagando angosce e paure universali. E' moderno anche nel linguaggio, secco e senza orpelli, molto giornalistico (giornalismo buono però).

    ha scritto il 

  • 0

    La bolletta della luce

    "La storia di un uomo che inventa
    un marchingegno per viaggiare nella quarta dimensione
    e pagare così la bolletta della luce in tempo"

    da "Alcune note su una non entità" di Umberto Bieco ...continua

    "La storia di un uomo che inventa
    un marchingegno per viaggiare nella quarta dimensione
    e pagare così la bolletta della luce in tempo"

    da "Alcune note su una non entità" di Umberto Bieco

    ha scritto il 

  • 0

    Un libro che oggi ti fa piacevolmente sorridere per la sua ingenuità.
    Wells lo ha scritto nel 1895 quando si prendeva atto che per spiegare certi fenomeni fisici era necessario introdurre nelle formul ...continua

    Un libro che oggi ti fa piacevolmente sorridere per la sua ingenuità.
    Wells lo ha scritto nel 1895 quando si prendeva atto che per spiegare certi fenomeni fisici era necessario introdurre nelle formule anche il “tempo” che diventava in qualche modo una “quarta dimensione”.
    Ma cento e passa anni sono per la fisica odierna una eternità…
    Va letto così…… come un fumettone, con simpatia senza aspettarsi grandi cose.
    Bella è la visione del mondo futuro dove il protagonista si trova proiettato con quella visionaria suddivisione nelle due classi sociali ed economiche.
    Non conoscendo le traduzioni precedenti non posso fare paragoni ma sono certo che la nuovissima traduzione di Michele Mari ha dato al tutto una marcia in più.

    ha scritto il 

  • 4

    Autore: britannico (1866-1946). Romanzo del 1895.

    Una famiglia con pochi soldi, il bisogno di lavorare che inizia da adolescente, per studiare e lavorare ha girato un sacco di scuole, spesso vecchio ...continua

    Autore: britannico (1866-1946). Romanzo del 1895.

    Una famiglia con pochi soldi, il bisogno di lavorare che inizia da adolescente, per studiare e lavorare ha girato un sacco di scuole, spesso vecchiotte e sguarnite, ha collezionato lo schiacciamento di un rene e un po’ di tubercolosi, pranzo e cena difficili da accoppiare.

    Una montagna di saggistica scientifica, un po’ di quella sociale (era un socialista fabiano) e poi verso la fine del secolo narrativa. Romanzi e racconti scientifici con un po’ di fantasia. Quella che poi si chiamerà fantascienza.
    Un pugno dei suoi racconti verranno saccheggiati da tutti, soprattutto dal cinema, con risultati raramente di serie A, spesso minestroni per un pubblico giovane o di bocca buona, con grande spolvero di effetti speciali.

    Anche la società inglese aveva suddivisioni rigide tra le classi sociali. Londra era piena di alloggi ai quali si accedeva aprendo una botola nel pavimento: seminterrati bui e umidi brulicanti di povertà se non miseria. E le grandi città minerarie con file di casette più nere che grigie, e tutto annerito dalla polvere di carbone…..

    Quindi perché non immaginare (avendo immaginazione) un viaggio nel tempo che per motivi di possibilità può essere solo in avanti?
    Un mondo verde e rigoglioso, in superficie popolato da giovani e minute figure pallide, mangiatrici di frutta, e nel sottosuolo da figure altrettanto pallide, ma circondate dal buio più profondo e dalla dieta dubbia. Entrambe quasi incapaci di comunicazione verbale.
    Due classi la cui sorte è stata una specie di involuzione: una sempre più eterea e inutile, l’altra sempre più rinchiusa e altrettanto inutile.
    Che fine ha fatto tutto il resto rimane un mistero.

    E le due visioni successive di una terra ancora più lontana nel tempo, con una specie di granchi rossi arrancanti su un pianeta arido e desolato, e poi assolutamente vuota di ogni specie di vita?
    Le ho trovate più efficaci di tante altre cose simili che ho letto o visto….

    17.03.2017

    ha scritto il 

  • 4

    Un classico

    Uno dei romanzi più famosi di colui che è stato uno dei principali antesignani del genere fantastico.
    Un'opera ancora oggi fresca e godibile, della quale ho davvero apprezzato la parte in cui il prota ...continua

    Uno dei romanzi più famosi di colui che è stato uno dei principali antesignani del genere fantastico.
    Un'opera ancora oggi fresca e godibile, della quale ho davvero apprezzato la parte in cui il protagonista, spintosi con la sua macchina del tempo fino a milioni di anni nel futuro, assiste agli ultimi momenti della Terra su una spiaggia desolata, popolata solo da licheni, crostacei ed altre forme di vita non meglio precisate, malamente illuminate da un sole ormai morente, mentre dell'umanità si è persa da tempo ogni traccia.
    Un classico che ogni cultore del fantastico dovrebbe leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    "L'uomo aveva voluto vivere nel benessere e nel piacere a spese delle fatiche dei suoi simili, aveva fatto della necessità il suo motto e la sua scusa, e alla fine quella necessità gli si era rivolta ...continua

    "L'uomo aveva voluto vivere nel benessere e nel piacere a spese delle fatiche dei suoi simili, aveva fatto della necessità il suo motto e la sua scusa, e alla fine quella necessità gli si era rivolta contro."

    ha scritto il 

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