La macchina del tempo

Di

Editore: Mursia (GUM nuova serie)

4.0
(1134)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 136 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Spagnolo , Catalano , Tedesco , Portoghese , Esperanto , Greco

Isbn-10: 8842538221 | Isbn-13: 9788842538226 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Piccy Carabelli ; Prefazione: Fernando Ferrara

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Viaggi

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    Un classico, inutile aggiungere commenti. Si può solo rileggere di anno in anno e avere la conferma che Wells ha scritto libri attuali indagando angosce e paure universali. E' moderno anche nel lingua ...continua

    Un classico, inutile aggiungere commenti. Si può solo rileggere di anno in anno e avere la conferma che Wells ha scritto libri attuali indagando angosce e paure universali. E' moderno anche nel linguaggio, secco e senza orpelli, molto giornalistico (giornalismo buono però).

    ha scritto il 

  • 0

    La bolletta della luce

    "La storia di un uomo che inventa
    un marchingegno per viaggiare nella quarta dimensione
    e pagare così la bolletta della luce in tempo"

    da "Alcune note su una non entità" di Umberto Bieco ...continua

    "La storia di un uomo che inventa
    un marchingegno per viaggiare nella quarta dimensione
    e pagare così la bolletta della luce in tempo"

    da "Alcune note su una non entità" di Umberto Bieco

    ha scritto il 

  • 0

    Un libro che oggi ti fa piacevolmente sorridere per la sua ingenuità.
    Wells lo ha scritto nel 1895 quando si prendeva atto che per spiegare certi fenomeni fisici era necessario introdurre nelle formul ...continua

    Un libro che oggi ti fa piacevolmente sorridere per la sua ingenuità.
    Wells lo ha scritto nel 1895 quando si prendeva atto che per spiegare certi fenomeni fisici era necessario introdurre nelle formule anche il “tempo” che diventava in qualche modo una “quarta dimensione”.
    Ma cento e passa anni sono per la fisica odierna una eternità…
    Va letto così…… come un fumettone, con simpatia senza aspettarsi grandi cose.
    Bella è la visione del mondo futuro dove il protagonista si trova proiettato con quella visionaria suddivisione nelle due classi sociali ed economiche.
    Non conoscendo le traduzioni precedenti non posso fare paragoni ma sono certo che la nuovissima traduzione di Michele Mari ha dato al tutto una marcia in più.

    ha scritto il 

  • 4

    Autore: britannico (1866-1946). Romanzo del 1895.

    Una famiglia con pochi soldi, il bisogno di lavorare che inizia da adolescente, per studiare e lavorare ha girato un sacco di scuole, spesso vecchio ...continua

    Autore: britannico (1866-1946). Romanzo del 1895.

    Una famiglia con pochi soldi, il bisogno di lavorare che inizia da adolescente, per studiare e lavorare ha girato un sacco di scuole, spesso vecchiotte e sguarnite, ha collezionato lo schiacciamento di un rene e un po’ di tubercolosi, pranzo e cena difficili da accoppiare.

    Una montagna di saggistica scientifica, un po’ di quella sociale (era un socialista fabiano) e poi verso la fine del secolo narrativa. Romanzi e racconti scientifici con un po’ di fantasia. Quella che poi si chiamerà fantascienza.
    Un pugno dei suoi racconti verranno saccheggiati da tutti, soprattutto dal cinema, con risultati raramente di serie A, spesso minestroni per un pubblico giovane o di bocca buona, con grande spolvero di effetti speciali.

    Anche la società inglese aveva suddivisioni rigide tra le classi sociali. Londra era piena di alloggi ai quali si accedeva aprendo una botola nel pavimento: seminterrati bui e umidi brulicanti di povertà se non miseria. E le grandi città minerarie con file di casette più nere che grigie, e tutto annerito dalla polvere di carbone…..

    Quindi perché non immaginare (avendo immaginazione) un viaggio nel tempo che per motivi di possibilità può essere solo in avanti?
    Un mondo verde e rigoglioso, in superficie popolato da giovani e minute figure pallide, mangiatrici di frutta, e nel sottosuolo da figure altrettanto pallide, ma circondate dal buio più profondo e dalla dieta dubbia. Entrambe quasi incapaci di comunicazione verbale.
    Due classi la cui sorte è stata una specie di involuzione: una sempre più eterea e inutile, l’altra sempre più rinchiusa e altrettanto inutile.
    Che fine ha fatto tutto il resto rimane un mistero.

    E le due visioni successive di una terra ancora più lontana nel tempo, con una specie di granchi rossi arrancanti su un pianeta arido e desolato, e poi assolutamente vuota di ogni specie di vita?
    Le ho trovate più efficaci di tante altre cose simili che ho letto o visto….

    17.03.2017

    ha scritto il 

  • 4

    Un classico

    Uno dei romanzi più famosi di colui che è stato uno dei principali antesignani del genere fantastico.
    Un'opera ancora oggi fresca e godibile, della quale ho davvero apprezzato la parte in cui il prota ...continua

    Uno dei romanzi più famosi di colui che è stato uno dei principali antesignani del genere fantastico.
    Un'opera ancora oggi fresca e godibile, della quale ho davvero apprezzato la parte in cui il protagonista, spintosi con la sua macchina del tempo fino a milioni di anni nel futuro, assiste agli ultimi momenti della Terra su una spiaggia desolata, popolata solo da licheni, crostacei ed altre forme di vita non meglio precisate, malamente illuminate da un sole ormai morente, mentre dell'umanità si è persa da tempo ogni traccia.
    Un classico che ogni cultore del fantastico dovrebbe leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    "L'uomo aveva voluto vivere nel benessere e nel piacere a spese delle fatiche dei suoi simili, aveva fatto della necessità il suo motto e la sua scusa, e alla fine quella necessità gli si era rivolta ...continua

    "L'uomo aveva voluto vivere nel benessere e nel piacere a spese delle fatiche dei suoi simili, aveva fatto della necessità il suo motto e la sua scusa, e alla fine quella necessità gli si era rivolta contro."

    ha scritto il 

  • 3

    Bella la storia, che sicuramente sarà stata innovativa all'epoca, ma non mi sento di dare più di tre stelle..
    Lo stile è quello freddo di una telecronaca: la trama è interessante ma non mi ha suscitat ...continua

    Bella la storia, che sicuramente sarà stata innovativa all'epoca, ma non mi sento di dare più di tre stelle..
    Lo stile è quello freddo di una telecronaca: la trama è interessante ma non mi ha suscitato una sola emozione

    ha scritto il 

  • 5

    L'opera di una mente tanto unica quanto brillante.

    In colpevole ritardo ho recuperato uno di questi grandi classici della fantascienza e, come mi era accaduto per L’Isola del Dottor Moreau, sono rimasto semplicemente folgorato dalle mente di Wells. Da ...continua

    In colpevole ritardo ho recuperato uno di questi grandi classici della fantascienza e, come mi era accaduto per L’Isola del Dottor Moreau, sono rimasto semplicemente folgorato dalle mente di Wells. Dalla sua brillantezza, dal suo acume e dalla sua capacità di andar ben oltre la semplice fantascienza.
    La storia del romanzo è risaputa: il Viaggiatore del Tempo ospita un gruppo di amici e confida loro di aver costruito una piccola macchina che permette di viaggiare nel tempo. Le prime pagine del libro sono insaporite da una lucida disamina scientifico-filosofica sul tempo, sulle dimensioni dello spazio e sul perché spostarsi tra passato e presente non sia una missione così impossible.
    Poi inizia il racconto del Viaggiatore: un lungo e appassionato monologo del personaggio che parla ai suoi commensali. Racconta al lettore del viaggio in un futuro remoto, oltre l’anno ottocentomila, un tempo decadente in cui gli uomini sembrano aver perso ogni loro brillantezza. Sembra aver smarrito il ‘ben dell’intelletto’ dantesco e vivono senza alcuno scopo se non quello di amoreggiare, nutristi e trascorrere le giornate sfuggendo la notte. Ed è proprio durante la notte che il Viaggiatore incontra per la prima volta i Morlock (Morlocchi, nella traduzione italiana), creature sotterranee che accudiscono gli Eloi fornendo loro cibo e vestiti. Salvo, di tanto in tanto, rapirli per usarli come loro sostentamento. Cannibalismo feroce, senza alcun giudizio morale. Il Viaggiatore racconta poi della sua fuga e dell’estremo viaggio verso un futuro ancora più avanzato, attraverso paesaggi tra l’incubo e il sogno.
    La cosa sorprendente di Wells è la lucidità con la quale analizza la nuova società da lui stesso teorizzata. La decadenza fisica e mentale degli uomini perché agiati in un modo ormai privo di pericoli, che controllano e dominano. La perdita della parola per la mancanza di necessità, una sorta di involuzione darwiniana che favorisce il prosperare del più debole. E al tempo stesso i Morlock, riflesso impietoso della classe operaia da sempre relegata in un mondo meno brillante, una servitù controllata, una separazione fisica oltre che intellettuale. Un quadro incredibilmente raffinato per un libro scritto nel 1895.
    Pensare a un uomo come Wells, abituato a vivere in un tempo in cui le rivoluzioni tecnologiche correvano più veloci di quanto potesse fare la mente di un comune essere umano. Pensare a tutto ciò che stava accadendo intorno a lui, e stupirsi di come le sue intuizioni non si siano mai lasciate sviare dalla luce della scienza e della tecnica, ma abbiano invece scavato e sezionato l’animo umano nelle sue parti più oscure e complesse. Questa è la cifra narrativa impagabile che riconosco a una mente unica come quella di H.G. Wells e mi stupisco ogni volta di come sia stato capace di proiettarsi oltre tutto ciò che lo circondava superando, con la sua fantascienza, anche le più evolute teorie filosofiche.

    ha scritto il 

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