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La macchina morbida

Di

Editore: Adelphi

3.6
(178)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 222 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845917908 | Isbn-13: 9788845917905 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Katia Bagnoli

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Gay & Lesbian , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Un mondo intermedio fra l'organico e l'inorganico, dove la droga, ogni sortadi droga, costituisce il collante universale, e la paranoia, con la suainclinazione a trovare in tutto, e in primo luogo nella mente dei singoli comedella società, qualche perverso agente di controllo, costituisce la "linguafranca", l'unica in cui personaggi larvali sono in grado di intendersi.
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  • 4

    La Trilogia Nova e la Rivoluzione Elettronica

    Rece completa: http://beatblog2.blogspot.it/2014/08/100-anni-di-willia…
    --
    [...] A Pasto Nudo segue la trilogia Nova, una serie di tre romanzi realizzata sfruttando a fondo la tecnica del cut-up. "Ho cercato di creare una nuova mitologia per l'era spaziale": così ...continua

    Rece completa: http://beatblog2.blogspot.it/2014/08/100-anni-di-william-burroughs-pt2-la.html
    --
    [...] A Pasto Nudo segue la trilogia Nova, una serie di tre romanzi realizzata sfruttando a fondo la tecnica del cut-up. "Ho cercato di creare una nuova mitologia per l'era spaziale": così Burroughs spiegava il suo intento. Romanzi sperimentali e difficili, anch'essi derivati dagli appunti scritti tra Tangeri, Parigi, Londra e i tanti luoghi mentali dovuti alla droga, nel periodo 1953-58.

    Il cut-up non prevede soltanto il rimescolamento di testi in ordine casuale, ma anche la trascrizione di registrazioni vocali e le arti visive. Questo naturalmente annulla una qualsiasi trama o intreccio, di fatto per Burroughs questa trilogia è "l'estensione matematica" dei temi e delle tecniche di Pasto Nudo: sessualità, bombardamenti mediatici, controllo del pensiero, scenari distopici all'estremo, visioni allucinate, e personaggi, luoghi e nomi che ritornano con forme più o meno delineate. Dopo la prima pubblicazione, tutti i libri vengono rivisti e ripubblicati nella seconda metà degli anni 60.
    Il ciclo inizia con La Macchina Morbida (1961) il cui titolo è significativo per il tema del controllo del corpo e della mente da parte di meccanismi esterni, su cui è incentrato il testo. [...]

    ha scritto il 

  • 2

    You won

    Odio abbandonare libri, lo odio lo odio lo odio.


    Ma è come cercare di contare i pixel della gioconda vista al computer. Voglio dire, nel Pasto Nudo la "validità artistica" era comunque alla pari dell'"intensità narrativa", cioè: alcune parti erano comprensibili, il discorso era difficile d ...continua

    Odio abbandonare libri, lo odio lo odio lo odio.

    Ma è come cercare di contare i pixel della gioconda vista al computer. Voglio dire, nel Pasto Nudo la "validità artistica" era comunque alla pari dell'"intensità narrativa", cioè: alcune parti erano comprensibili, il discorso era difficile da comprendere ma comunque non era spezzato, non c'erano problemi di comprensibilità sintattica: la frase iniziava e finiva. Poi magari non era ben calata nel contesto, ma amen.

    Qui no, dadaismo allo stato brado, prendere Tzara e riempirlo di barbiturici.

    E allora arrivo a chiedermi: quale il senso di 160 pagine? potevano esserne 50: tanto il testo non ha un messaggio da trasmettere o una tesi da propagandare/confutare.

    Così ne ho lette 50.

    Qual è il risultato?
    Se Pound fosse stato fatto ad acidi e avesse voluto comunque trasmettere un messaggio di incomprensibilità della realtà, e avesse voluto trasmetterlo in prosa, ecco, allora sarebbe Burroughs.

    Che peccato.

    ha scritto il 

  • 2

    " sono un agente pubblico e non so per chi lavoro, prendo istruzioni da segnali stradali, da giornali e da brani di conversazioni che strappo dall'aria come un avvoltoio che porti via interiora da un'altra bocca.

    ha scritto il 

  • 4

    Delirio Lucido

    Una prosa fatta di immagini scollegate, si perde volentieri il filo e si attacca con un'altra visione.
    Sicuramente ispira e sicuramente no è facile stargli dietro.
    Vorrei trovarlo in lingua originale per capire quanto di tutto ci è merito/colpa della traduzione.

    ha scritto il 

  • 4

    La Macchina Morbida

    Delirante, visionario, eccessivo etc. etc. Parole che si sprecano per descivere il lavoro di B. Siamo nel cut up più estremo, nel regno dell'ironia macabra del tossico. Pasto Nudo è riuscito meglio ma anche qui, per chi non ce la facesse ad andare avanti (comprensibilmente), vale la pena leggere ...continua

    Delirante, visionario, eccessivo etc. etc. Parole che si sprecano per descivere il lavoro di B. Siamo nel cut up più estremo, nel regno dell'ironia macabra del tossico. Pasto Nudo è riuscito meglio ma anche qui, per chi non ce la facesse ad andare avanti (comprensibilmente), vale la pena leggere almeno il capitolo "L'Operazione Maya". Citazione preferita a pagina 89: "Tagliate le linee delle parole, fate a pezzi la macchina di controllo, bruciate i libri, uccidete i sacerdoti". Il delirio è più lucido di quanto sembri a prima vista.

    ha scritto il 

  • 0

    La macchina morbida è il primo capitolo della "Trilogia Nova", un complesso di romanzi scritti nella seconda metà degli anni Cinquanta. Proprio in quegli anni - in cui il viaggio dell'autore insieme all'amico Kerouac, dall'America all'Europa fino al Marocco verrà rielaborato nel celebre On the ro ...continua

    La macchina morbida è il primo capitolo della "Trilogia Nova", un complesso di romanzi scritti nella seconda metà degli anni Cinquanta. Proprio in quegli anni - in cui il viaggio dell'autore insieme all'amico Kerouac, dall'America all'Europa fino al Marocco verrà rielaborato nel celebre On the road - Burroughs scrive un manoscritto confuso ed amorfo, diario di viaggio e collezione di appunti e pensieri sparsi, che poi viene rielaborato nel romanzo Pasto nudo.
    Questa premessa è fondamentale perché Pasto nudo non è altro che il prologo della "Trilogia Nova".

    Continua su
    http://ghettodeilettori.blogspot.com/2010/11/la-macchina-morbida-william-s-burroughs.html

    ha scritto il 

  • 4

    "... E la polvere delle parole gli sporcava il corpo che cadeva nello spazio tra i mondi."

    La macchina morbida è il primo capitolo della "Trilogia Nova", un complesso di romanzi scritti nella seconda metà degli anni Cinquanta. Proprio in quegli anni - in cui il viaggio dell'autore insieme all'amico Kerouac, dall'America all'Europa fino al Marocco verrà rielaborato nel celebre ...continua

    La macchina morbida è il primo capitolo della "Trilogia Nova", un complesso di romanzi scritti nella seconda metà degli anni Cinquanta. Proprio in quegli anni - in cui il viaggio dell'autore insieme all'amico Kerouac, dall'America all'Europa fino al Marocco verrà rielaborato nel celebre On the road - Burroughs scrive un manoscritto confuso ed amorfo, diario di viaggio e collezione di appunti e pensieri sparsi, che poi viene rielaborato nel romanzo Pasto nudo.
    Questa premessa è fondamentale perché Pasto nudo non è altro che il prologo della "Trilogia Nova". Tutte le caratteristiche e le tematiche si ritrovano in La macchina morbida, a cominciare dalla tecnica del cut-up, vera e propria trasposizione letteraria del dadaismo (o almeno, di quello che Burroughs aveva conosciuto nel pittore (e poeta) Brion Gysin).
    E' impossibile anche solo accennare alla trama di questo romanzo. E anche quando si riesce a scorgere un filo conduttore, la narrazione appare confusa ed incomprensibile: l'unico capitolo ad avere una narrazione vagamente lineare narra di un agente segreto che tramite pratiche porno-magiche drogate viaggia indietro nel tempo, giungendo nell'epoca dei Maya. Gli altri capitoli, che in realtà sarebbero dei racconti indipendenti, mancando effettivamente una trama centrale ed unitaria, sono fin troppo dilaniati dal cut-up per poter solo distinguere i personaggi in scena e ciò che accade.
    Da questo punto di vista La macchina morbida appare l'esagerazione di Pasto nudo: sperimentata la tecnica del cut-up, Burroughs vi si abbandona completamente, scrivendo racconti disordinati, sgrammaticati, con un'ortografia talmente sconvolta da apparire, veramente, la descrizione di una pittura dadaista. Il giudizio trova conferma nello sviluppo delle tematiche: sesso spinto (molto più spinto ed esagerato che in Pasto nudo), droga, allucinazioni, disagio sociale, più una spruzzata di suggestioni vagamente fantascientifiche.
    Se Pasto nudo è la raccolta disordinata dei pensieri e degli incubi di un tossicodipendente, La macchina mordiba è di più, decisamente di più. Ad un primo sguardo, ma anche ad un secondo e ad un terzo!, il tutto appare una giustapposizione di frasi sconnesse. Ma scavando in profondità il senso comincia ad arrivare. E per fortuna, Burroughs è un autore clemente, che non manca mai di arricchire le sue opere di appendici e post-fazioni, luoghi ideali per spiegare l'inspiegabile. Il vero succo del romanzo sta nella prima delle tre appendici, una paginetta in cui Burroughs dice che cos'è la macchina morbida:

    è il corpo umano sotto l'assedio continuo di un'immensa schiera di parassiti dai molti nomi ma con un'unica natura famelica e un unico intento: mangiare.

    Ed ecco allora che scatta la scintilla della comprensione, ecco allora che le visioni di uomini mostruosi divorati da parassiti altrettanto mostruosi prende un senso.

    Ma Burroughs va oltre: pur restando il tema centralissimo, il problema della droga diviene mezzo per sondare le profondità dell'inconscio umano. E se nei suoi racconti dipinge una vera e propria catabasi infernale allucinata, nell'appendice non manca di squarciare il velo fino a contestare apertamente la psicologia freudiana, puntando il dito sulla questione della "colpa" e rivelando che il "Super-Io" non è altro che una "invasione parassitaria" del cervello.
    Dunque pare lecito chiedersi fino a che punto La macchina morbida possa esser considerato un romanzo da leggere, da amare o odiare, un romanzo che comunque farebbe riflettere. Al di là dell'intento extra-narrativo dell'autore, che si scorge soprattutto nelle appendici (oltre alla già ricordata ne sono riportate altre in cui Burroughs ripropone le sue personali esperienze di tossicodipendente e contesta alcuni metodi proposti dalla comunità scientifica americana del tempo), La macchina morbida appare un romanzo potente, distruttivo ma anche rivelatore, per la potenza delle sue visioni, surreali, apocalittiche, oniriche ed allucinate; ma anche distruttivo, per l'opera, appunto, di distruzione letteraria oltre che della realtà; e rivelatore, infine, rivelatore dell'altra faccia del mondo e dell'umanità.
    E' questo che davvero fa. Scava, Burroughs scava dentro l'uomo, taglia la pelle, recide i nervi e va a fondo. E le sue visioni, che pure risultano rivoltanti e sconcertanti (specie nella continua e ossessiva presenza di pratiche sessuali finanche estremi e surreali!), finiscono col rivelarsi sorprendentemente liberatorie, necessarie e liberatorie.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia, la trama, la crudezza delle immagini e delle allucinazioni raccontate passano in secondo piano rispetto ad una scrittura ritmata, a volte poetica.
    Libro per stomaci forti e menti spalancate. Non so se è stato il mio caso.

    ha scritto il