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La malattia dell'infinito

La letteratura del Novecento

Di

Editore: Mondadori (Saggi)

4.1
(106)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 543 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804583053 | Isbn-13: 9788804583059 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Non-fiction , Da consultazione

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Descrizione del libro
"L'infinito è nemico dell'uomo" dice Joseph Conrad nel romanzo che inaugura la letteratura del Novecento, Lord Jim. La "malattia dell'infinito" è il tema segreto, profondo come un fiume sotterraneo, che Pietro Citati ha scelto per comporre la sua vasta e fascinosa conversazione sulle opere e sulle esistenze dei romanzieri, dei poeti, degli artisti del ventesimo secolo. Il desiderio d'infinito, lo sguardo appuntato al di là dei consueti orizzonti umani, popola di una folla di stranieri la letteratura occidentale. Il pensiero della propria inappartenenza accompagna lo scrittore novecentesco come una musica cupa e in sordina, dando eco e risonanza ai suoi libri.
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  • 3

    Raccolta di articoli/saggi brevi dedicati a grandi letterati e/o intellettuali del '900 con molti dei quali ha avuto rapporti di amicizia o di lavoro. Citati è molto bravo, ma a me è sfuggito qulacosa...

    ha scritto il 

  • 5

    Mi piace molto la scrittura di Citati, mi ritaglio spesso i suoi articoli su Repubblica, mi è piaciuto ancora di più dopo averlo visto con Fazio a casa di Fruttero..ironia, garbo, cultura..in questo libro interessanti esplorazioni su autori conosciuti o meno, bellissime le pagine su Virginia Wool ...continua

    Mi piace molto la scrittura di Citati, mi ritaglio spesso i suoi articoli su Repubblica, mi è piaciuto ancora di più dopo averlo visto con Fazio a casa di Fruttero..ironia, garbo, cultura..in questo libro interessanti esplorazioni su autori conosciuti o meno, bellissime le pagine su Virginia Woolf..e poi molta tenerezza nei ritratti degli amici: stupendo l'inizio di quello dedicato a Calvino e Manganelli

    ha scritto il 

  • 4

    bellissimo excursus nella letteratura del Novecento, non solo italiana,alla scoperta di quegli autori che,con la loro vita e le loro opere, hanno dimostrato di essere affetti da "malattia dell'infinito". Vite spesso tragiche,segnate anche dalla follia, ma dalle quali sono nate pagine indimenticab ...continua

    bellissimo excursus nella letteratura del Novecento, non solo italiana,alla scoperta di quegli autori che,con la loro vita e le loro opere, hanno dimostrato di essere affetti da "malattia dell'infinito". Vite spesso tragiche,segnate anche dalla follia, ma dalle quali sono nate pagine indimenticabili. Molto bello, intenso,con una prosa ricca e immaginifica, non sempre di facile lettura. Da godere a piccole dosi.

    ha scritto il 

  • 4

    Spulciando qua e là..

    I nomi più importanti della letteratura del Novecento, visti da un occhio particolare. La cultura di Citati è quasi sconfinata.. interessante.

    ha scritto il 

  • 4

    "...uomini, attimi che rabbrividiscono al cospetto dell'eternità" p.37
    "Se le forze umane non riescono a richiamare gli dei, essi tornano e sono eternamente presenti nei rami verdi, nei giunchi, nelle rose e nei gigli, nei riflessi degli alberi, nei fiumi, nella musica degli uccelli, nel finale c ...continua

    "...uomini, attimi che rabbrividiscono al cospetto dell'eternità" p.37 "Se le forze umane non riescono a richiamare gli dei, essi tornano e sono eternamente presenti nei rami verdi, nei giunchi, nelle rose e nei gigli, nei riflessi degli alberi, nei fiumi, nella musica degli uccelli, nel finale canto del tordo, nel battito del cuore sempre innamorato della primavera. Questo è il fiore dell'albero della vita. Se non abbiamo conosciuto gli dei, ne conosciamo l'eco nel corpo della natura e nella sua morte e resurrezione. Non abbiamo che questo" p. 37

    ha scritto il 

  • 4

    Questa raccolta di saggi riunisce una serie di riflessioni sulla letteratura tra Ottocento e Novecento, accomunate dalla tematica dell'infinito. Di particolare interesse la parte dedicata a Fernando Pessoa e alle sue tante identità,

    ha scritto il 

  • 5

    Una delle tante qualità di Citati è che scrive un saggio come se fosse un romanzo.....e io mi perdo; in senso buono, perchè continuo ad imparare, ad osservare e continuo a studiare, a ricercare ciò che non conosco, perchè non vi è niente di più bello del conoscere, del continuare a scoprire; la l ...continua

    Una delle tante qualità di Citati è che scrive un saggio come se fosse un romanzo.....e io mi perdo; in senso buono, perchè continuo ad imparare, ad osservare e continuo a studiare, a ricercare ciò che non conosco, perchè non vi è niente di più bello del conoscere, del continuare a scoprire; la letteratura ha un così ampio respiro, la possibilità delle parole, lo sguardo alle cose, agli uomini.....mi sento davvero fortunata perchè nulla mi dà più conforto!

    ha scritto il 

  • 5

    Contemplare i pensieri di poeti sospesi tra la vita e la morte; discorrere di realtà inconsistenti, colori che la mente ammira e gli occhi ignorano; percepire odori del passato. Le parole dischiudono un mondo al di là degli uomini. Che sia davvero l'infinito? La Letteratura. Che sia davvero una m ...continua

    Contemplare i pensieri di poeti sospesi tra la vita e la morte; discorrere di realtà inconsistenti, colori che la mente ammira e gli occhi ignorano; percepire odori del passato. Le parole dischiudono un mondo al di là degli uomini. Che sia davvero l'infinito? La Letteratura. Che sia davvero una malattia? Se pure così fosse, sarebbe la malattia che mi fa vivere.

    I saggi e le testimonianze raccolte in questo volume mi hanno ricordato una mia intima nostalgia che per un po' se ne era rimasta in silenzio. Nostalgia per un tempo che non si è mai vissuto e che si è desiderato tanto. D'improvviso leggo di quel tempo, scopro che quel tempo c'è stato, non è immaginazione: degli uomini hanno discusso di letteratura dandosi appuntamento sotto casa; l'hanno amata e condivisa ai tavoli dei caffè, a cena al ristorante e nei salotti; ne sono stati tormentati fino e oltre la morte.

    Ripenso a quel tempo come se lo avessi vissuto e poi perso. E invece non l'ho vissuto e non ho potuto perderlo. Rimpiango persino di non avere potuto perderlo.

    ha scritto il