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La maledizione del serpente

Di

Editore: Harlequin Mondadori (Harmony Historical)

3.4
(38)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 319 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: A000085631 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Isabella Ragazzi

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Romance

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Descrizione del libro
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  • 4

    "Brian era riuscito a diventare tutto il suo mondo e lei era pronta a rischiare la vita per lui."

    Antichità egizie,un complotto,un assassino spietato, un misterioso castello, un'affascinante "Bestia" e una ragazza bella e coraggiosa... con questi ingredienti era praticamente impossibile che il libro non mi piacesse ed infatti l'autrice ha creato una storia piena di fascino e mistero. La parte ...continua

    Antichità egizie,un complotto,un assassino spietato, un misterioso castello, un'affascinante "Bestia" e una ragazza bella e coraggiosa... con questi ingredienti era praticamente impossibile che il libro non mi piacesse ed infatti l'autrice ha creato una storia piena di fascino e mistero. La parte gialla è davvero intrigata, ci sono molti personaggi sospetti e fino alla fine è impossibile capire chi sia l'assassino, Camille stessa non sa di chi fidarsi e il comportamento ambiguo dello stesso conte non è certo d'aiuto XD Il rapporto tra i due è condito da litigi alternati a notti di passione, entrambi hanno un carattere forte e inizialmente non riescono a fidarsi l'uno dell'altra, lui la ricatta e la usa come spia e lei pur dovendo in parte piegarsi alle sue richieste è infuriata e allo stesso tempo affascinata dai penetranti occhi azzurri che svela la maschera. I richiami alla Bella e la Bestia (la cosa della maschera mi ricordava il fantasma dell'Opera *__*) sono stati la ciliegina sulla torta, avrei voluto un vero e proprio epilogo ma nel complesso è stata una bella lettura! *_*

    ha scritto il 

  • 4

    http://leatherandlibrarians.wordpress.com/2013/05/23/la-maledizione-del-serpente-2/
    Cambiamo periodo storico, spostandoci nella solita Londra dei romanzi storici, ma durante il regno della regina Vittoria. Si inizia a sentire aria di cambiamento per quanto riguarda i diritti delle donne, no ...continua

    http://leatherandlibrarians.wordpress.com/2013/05/23/la-maledizione-del-serpente-2/
    Cambiamo periodo storico, spostandoci nella solita Londra dei romanzi storici, ma durante il regno della regina Vittoria. Si inizia a sentire aria di cambiamento per quanto riguarda i diritti delle donne, non più solo bei pezzi di arredamento e mezzi per garantire la discendenza, ma persone con voglia d’indipendenza e di affermarsi nel lavoro. E’ un’epoca illuminata e Camille Montgomery ne gode le possibilità svolgendo il lavoro dei suoi sogni al British Museum come esperta di antichità egizie...

    ha scritto il 

  • 3

    Non riesco a dare una giudizio totale su questo libro :/
    Mi è sembrato scattoso e in più punti confusionario. Sembrava mancassero delle parti, che la Harmony lo abbia tagliato?

    tre stelline perchè l'idea di fondo è carina. Per il resto no comment

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    A primo acchito sembra di essere di fronte a una nuova versione di La Bella e la Bestia, non a caso il protagonista viene chiamato La Bestia di Carlyle perché indossa sul volto, che si dice sia stato terribilmente deturpato da una ferita, una maschera dalle fattezze mostruose. Poi ci si addentra ...continua

    A primo acchito sembra di essere di fronte a una nuova versione di La Bella e la Bestia, non a caso il protagonista viene chiamato La Bestia di Carlyle perché indossa sul volto, che si dice sia stato terribilmente deturpato da una ferita, una maschera dalle fattezze mostruose. Poi ci si addentra nella storia e ci si ritrova invischiati in un mistero archeologico e un giallo particolarmente ingarbugliato. Fino alla fine le soluzioni al mistero sono molteplici e tutte perfettamente credibili. La sua risoluzione non è di facile intuizione per il lettore, almeno per me che non sono particolarmente intuitiva.
    Come Bella, Camille Montgomery si ritrova a varcare le lugubri porte del castello del conte di Carlyle dopo aver saputo che il suo tutore è lì, tenuto prigioniero. Si ritrova di fronte la famigerata Bestia che non intende rilasciare Tristan Montogomery ma, al contrario trattiene lei stessa. Camille serve a Brian Stirling Conte di Carlyle per rientrare al British Museum e riprendere le ricerche sul responsabile dell’atroce morte dei genitori. Camille, infatti, lavora come traduttrice presso il Dipartimento di antichità egizie del British e i suoi più vicini colleghi sono quegli stessi che hanno accompagnato i Conti di Carlyle nella loro ultima spedizione in cui hanno scoperto un’importantissima tomba per morire in seguito al morso di un cobra. Tutti pensano che la loro morte sia dovuta alla maledizione dei faraoni che colpisce i profanatori e i loro discendenti. La stessa maledizione sembra aver colpito Brian, e il suo volto ne è testimonianza. Inoltre, quando dopo un anno di isolamento Brian riappare al fianco di Camille in società, ogni occasione si conclude con una morte o un pericoloso incidente. Nonostante tutti questi inquietanti particolari, Camille si sente stranamente attratta dal conte e neanche il mistero del suo volto riesce a bloccarla.
    Brian è convinto che i suoi genitori siano stati uccisi a causa di una loro preziosa scoperta e che il loro assassino si aggiri ancora nel suo castello, approfittando dei molti, e ancora inesplorati, passaggi segreti.
    Il mistero va avanti fino a pervenire a una inquietante risoluzione, ma tutti i partecipanti alla spedizione sono dei possibili indiziati, oltre al fatto che lo stesso conte potrebbe essere interessato a eliminare i collaboratori dei genitori. È un libro in cui tutti dubitano di tutti e l’autrice è abile a coinvolgere il lettore in questo clima di scetticismo.
    L’atmosfera prevalente è, quindi, abbastanza cupa ma, nonostante ciò, le interazioni tra i due protagonisti sono brillanti, veloci, sostenute. Camille è una protagonista decisa, testarda, autonoma. Ha una particolare abilità a cacciarsi nei guai, ma è anche molto abile a intuire il mistero e a risolverlo. Brian si vorrebbe mostrare come un uomo profondamente tormentato, e in parte lo è. Ma non perde una certa ironia, soprattutto quando ha a che fare con Camille. In effetti non è proprio la Belva che vuol far credere di essere, neanche fisicamente, visto che le sue cicatrici sono quasi invisibili. Quindi quella maschera che indossa è come un non voler accettare la nomea, il ruolo (pirandellianamente parlando) che la società gli impone e questo per lui è una forma di difesa perché dietro la rabbia nasconde i suoi veri sentimenti, il dolore per la morte dei genitori e la solitudine.
    Una nota positiva per l’abilità dell’autrice, di provata esperienza, nel condurre e dirimere un intricatissimo giallo e nel non renderlo troppo cupo e pesante.
    Consigliato.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo!!!!! Sarà che adoro la Drake...ma non mi pento mai di leggere un suo libro!!!! Entrambi i personaggi mi sono piaciuti immensamente...La storia si snoda tra misteriosi omicidi.....reperti egizi...un'eore che si nasconde dietro una maschera....e un' impiegata al museo davvero originale! ...continua

    Bellissimo!!!!! Sarà che adoro la Drake...ma non mi pento mai di leggere un suo libro!!!! Entrambi i personaggi mi sono piaciuti immensamente...La storia si snoda tra misteriosi omicidi.....reperti egizi...un'eore che si nasconde dietro una maschera....e un' impiegata al museo davvero originale!!!! Adesso non vedo l'ora di leggere gli altri della saga....

    ha scritto il