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La mano di Fatima

Di

Editore: Longanesi

3.6
(1827)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 911 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Olandese , Inglese , Svedese , Portoghese , Tedesco , Francese , Ceco

Isbn-10: 8830428981 | Isbn-13: 9788830428980 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Traduttore: Nanda di Girolamo

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Nei villaggi delle Alpujarras è esploso il grido della ribellione.
Stanchi di ingiustizie e umiliazioni, i moriscos si battono contro i cristiani che li hanno costretti alla conversione.
È il 1568.
Tra i rivoltosi musulmani spicca un ragazzo di quattordici anni dagli occhi incredibilmente azzurri. Il suo nome è Hernando.
Nato da un vile atto di brutalità - la madre morisca fu stuprata da un prete cristiano -, il giovane dal sangue misto subisce il rifiuto della sua gente.
La rivolta è la sua occasione di riscatto: grazie alla sua generosità e al coraggio, conquista la stima di compagni più o meno potenti. Ma c'è anche chi, mosso dall'invidia, trama contro di lui.
E quando nell'inferno degli scontri conosce Fatima, una ragazzina dagli immensi occhi neri a mandorla che porta un neonato in braccio, deve fare di tutto per impedire al patrigno di sottrargliela.
Inizia così la lunga storia d'amore tra Fatima ed Hernando, un amore ostacolato da mille traversie e scandito da un continuo perdersi e ritrovarsi.
Ma con l'immagine della mamma bambina impressa nella memoria, Hernando continuerà a lottare per il proprio destino e quello del suo popolo.
Anche quando si affaccerà nella sua vita la giovane cattolica Isabel...
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  • 4

    E' un libro che merita 4 stelle per l'accuratezza della ricostruzione storica ma non per la parte romanzata. Unico personaggio inventato è il protagonista a cui l'autore, fra varie vicissitudini, assegna il ruolo di colui che cerca di manipolare la storia con false reliquie religiose per spingere ...continua

    E' un libro che merita 4 stelle per l'accuratezza della ricostruzione storica ma non per la parte romanzata. Unico personaggio inventato è il protagonista a cui l'autore, fra varie vicissitudini, assegna il ruolo di colui che cerca di manipolare la storia con false reliquie religiose per spingere i due fronti sanguinari e nemici (cattolici e musulmani) ad una pace basata sui punti comuni alle due religioni. L'introduzione delle false reliquie è storicamente vera, per cui il personaggio di Falcones è plausibile anche se non è plausibile che regga sulle sue sole spalle tutto il peso del resto che gli succede nel libro. Ed è proprio nella parte inventata che il libro sinceramente non mi è piaciuto, anzi l'ho letto a fatica se non, a volte, con noia. Ho resistito solo per la appunto pregevole ricostruzione storica che fa da sfondo alla narrazione, frutto di un lavoro notevole con cui l'autore ha reso di facile lettura una storia complicata come quella della Spagna nella seconda metà del XVI secolo. Insomma mi è piaciuto lo sfondo ma non la scena principale, le vicende di Hernando sono troppe e troppo alterne, troppi amori, troppa fortuna e sfortuna, troppi meriti e troppi difetti per un uomo solo. L'autore gli ha cucito addosso un intero popolo, dal gradino più basso a quello più elevato, il risultato è un vestito troppo largo. Quasi irritanti le scene di sesso, descritte in maniera ingenua e scontata, decisamente non sono il suo forte, sembra quasi di vederlo arrossire mentre le scrive...

    ha scritto il 

  • 0

    Noia.
    Odio abbandonare i libri. È una cosa che mi disturba...ma questa volta non ho potuto esimermi dal farlo. Sarei morta di noia.
    Trama: questa sconosciuta. Diluita, annacquata fino all’inverosimile, lenta, vuota, insulsa.
    La parte storica, la migliore a mio avviso, se ne sta ...continua

    Noia.
    Odio abbandonare i libri. È una cosa che mi disturba...ma questa volta non ho potuto esimermi dal farlo. Sarei morta di noia.
    Trama: questa sconosciuta. Diluita, annacquata fino all’inverosimile, lenta, vuota, insulsa.
    La parte storica, la migliore a mio avviso, se ne sta lì, da una parte e guarda malinconica verso le vicende dei personaggi ma sembra non riuscire mai ad integrarsi con esse...e viceversa. Sembrano due piani diversi, scollati tra loro.
    Proprio non son riuscita a digerirlo: lo leggevo e non mi diceva assolutamente nulla. uno strazio senza fine.

    ha scritto il 

  • 5

    Semplicemente meraviglioso. Ho seguito la vita di Hernando e Fatima con un peso sul cuore, consapevole di quante ingiustizie ci siano state nel corso dei secoli.

    ha scritto il 

  • 1

    Adatto agli ingenui, poco curato, banale. Da granadina d'adozione non so se ridere o piangere

    Premessa 1: io vivo tra Milano e Granada. Praticamente ci sono cresciuta e conosco ogni pietriccio dell'80% dei luoghi citati (sì, conosco anche una buona parte di storie e leggende sulla rivolta delle Alpujarras).
    Premessa 2: ho letto questo romanzo sapendo a cosa andavo incontro: voglia d ...continua

    Premessa 1: io vivo tra Milano e Granada. Praticamente ci sono cresciuta e conosco ogni pietriccio dell'80% dei luoghi citati (sì, conosco anche una buona parte di storie e leggende sulla rivolta delle Alpujarras).
    Premessa 2: ho letto questo romanzo sapendo a cosa andavo incontro: voglia di chiuderlo subito.
    Trama esilissima, allungata in modo da risultare noiosa e poco credibile. Un papocchione storico costruito su buone intenzioni che si concretizzano in fallimento narrativo.
    E la volete la verità? Mi è sembrato che gran parte della fascinazione Falcones l'abbia cercata nell'affastellamento di favolose vestigia descritte in modo degno di pamphlet dell'ente del turismo.
    Oh, Cordoba è anche meglio di come viene descritta, credetemi (io amo quel posto, la sua gente e appena posso ci scappo volentieri). Ma si abusa di quelli che sono i tipicos topicos, direbbe uno spagnolo: i luoghi più che comuni.
    Si cita la nobile casa dei Fernandez de Cordoba e neanche un accenno a Juan Latino (tra l'altro imparentato con Aben Humeya)? Già, perché Falcones non lo dice, ma in quegli anni c'erano degli uomini di colore molto più influenti dei moriscos. Ma queste sono storie per chi se ne intende, non di certo per chi vuole leggersi una storiella dai toni esotici.
    Allora andiamo a prendere un episodio che pure in Spagna si conosce poco, ma fa gioco perché rimanda all'immaginario collettivo, Andalucia avamposto musulmano in Europa, eccetera. Poi ci piantiamo una storia d'amore e le mille avversità.
    Bene. Se vi basta, ok. Ma sappiate che è un romanzo per anime pure.
    Specifico che Falcones è uno che si documenta in modo certosino, la parte storica del suo romanzo (quella funzionale alla trama) è solidissima. Non ci fosse quella, il romanzo sarebbe un Harmony.
    Conclusione: ho dato una stella perché meno non si può.

    ha scritto il 

  • 3

    3 stelline e mezzo

    Molta trama, la ricostruzione storica pare accurata, molti colpi di scena, sangue, sesso, avventura, religione...però è un po' tutto spinto all'eccesso, un po' troppo barocco, un po' troppo lungo, un po' troppo esagerato.
    Comunque una buona lettura estiva.

    ha scritto il 

  • 3

    Un'epopea islamica in Spagna

    Leggendo la nota finale redatta da Falcones si intende perfettamente le radici storiografiche e i riscontri storici che stanno alla base del lungo periodo tra il XVI e il XVII secolo in cui è ambientata la lunga vicenda di Hernando alias Hamid ibn Hamid,detto il Nazareno, e la sue donne: Fatima, ...continua

    Leggendo la nota finale redatta da Falcones si intende perfettamente le radici storiografiche e i riscontri storici che stanno alla base del lungo periodo tra il XVI e il XVII secolo in cui è ambientata la lunga vicenda di Hernando alias Hamid ibn Hamid,detto il Nazareno, e la sue donne: Fatima, Isabel, Rafaela.
    Lo scenario è costituito dapprima dalla rivolta dei moriscos, poi dalla vittoria della Spagna cattolica e dalla conseguente persecuzione del popolo moresco, ancorché convertito a forza al cattolicesimo, fino alla sua deportazione sotto Filippo III.
    Definire il plot come un “thriller storico” è assolutamente fuorviante: in realtà siamo nella tradizione del romanzo storico otto-novecentesco, se non altro per l’ampiezza del disegno narrativo, il dualismo di volta in volta polarizzato tra coppie di personaggi, l’uso dei tradizionali ribaltamenti narrativi (assassini, vendette, tradimenti, amori impossibili, agnizioni, Spannung, deus ex machina, ecc.).
    La novità dell’opera di Falcones sta nel suo punto di vista: il narratore sta saldamente dalla parte degli islamici, ancor prima dal punto di vista religioso che da quello propriamente storico.
    Sia detto tra parentesi: sta benissimo una critica della teologia cattolica, ma che vi si contrapponga non già una visione laica dell’esistenza umana, bensì l’apologia di un’altra confessione religiosa monoteistica, in quanto giusta” e fonte della vera salvezza, lascia scettico e un po’ annoiato il lettore medio europeo del XXI secolo, il quale a volte teme di esser caduto dalla padella alla brace.
    Trattandosi di un best-seller in numerosi paesi non resta che concludere: o l’Occidente si è veramente islamizzato, come paventano gli oscuri teorici delle destre nazionaliste e xenofobe europee, oppure il lettore di massa dei nostri tempi ha un’intelligenza critica di poco superiore a un ragazzino di otto anni.
    Ciò detto, il mestiere non manca a Falcones e la trama ha momenti di lettura coinvolgente.

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo storico ben scritto dove però il tessuto storico sembra prevalere sulla descrizione dei protagonisti e sull'intreccio delle vicende. Le difficoltà che ho incontrato nella lettura sono dovute esclusivamente alle mie limitate conoscenze della geografia dei luoghi e del particolare contes ...continua

    Un romanzo storico ben scritto dove però il tessuto storico sembra prevalere sulla descrizione dei protagonisti e sull'intreccio delle vicende. Le difficoltà che ho incontrato nella lettura sono dovute esclusivamente alle mie limitate conoscenze della geografia dei luoghi e del particolare contesto storico. Sapevo del bando degli Ebrei, ma non ricordavo la vicenda dei moriscos musulmani o cristiani nuovi. Mi stupisce però sempre come, in tema di religioni, la storia faccia pochi passi in avanti e come le intolleranze nel nome dei vari dei continuino e ripertersi nel corso dei secoli della storia umana (ieri l'Andalusia, oggi l'Iraq)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Andalucìa prima di tutto

    L'ho letto in poco tempo, benchè alcune parti fossero lente. Sono indecisa su come giudicarlo. Io amo visceralmente l'Andalucìa e quindi ripercorrere la storia di luoghi che amo mi ha sicuramente tenuta attaccata al libro. Il grosso MA è il protagonista e il fatto che sia veramente un intrico di ...continua

    L'ho letto in poco tempo, benchè alcune parti fossero lente. Sono indecisa su come giudicarlo. Io amo visceralmente l'Andalucìa e quindi ripercorrere la storia di luoghi che amo mi ha sicuramente tenuta attaccata al libro. Il grosso MA è il protagonista e il fatto che sia veramente un intrico di disgrazie e improbabili salvataggi all'ultimo minuto. Non sono riuscita ad amarlo o apprezzarlo nella sua ambiguità. Manca sicuramente di qualcosa la trama di questo libro. La ricostruzione è bella, veramente bella,ma la storia è paradossalmente "troppo",troppo lunga in alcuni punti, troppo breve in altri, troppo ridondante, troppo improbabile...ho aspettato per 500 pagine Fatima...mentre Hernando combinava guai. E alla fine l'autore sembrava che si fosse scocciato e mi liquida Hernando e Fatima con un bacio dopo 30 anni di Fatima qua, fatima là. Lo salvo per la storia e l'ambientazione ma la trama proprio no. Dite di leggere la cattedrale del mare?

    ha scritto il 

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