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La mano izquierda de la oscuridad

By

Publisher: Minotauro

4.1
(945)

Language:Español | Number of Pages: 329 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Japanese , Italian , Catalan , French

Isbn-10: 8445073877 | Isbn-13: 9788445073872 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
"El mundo de invierno de Ursula K. Le Guin es real, y en la última página el lector sale de ese mundo con un temblor y un escalofrío" (Damon Knight)

Premio Nebula 1969
Premio Hugo 1970
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  • 4

    很久以前就排在閱讀清單裡,前陣子終於從圖書館借來看完。小說裡的世界還算好懂,但我好像只能欣賞,無法喜愛,那種冷峻疏離又不時帶點哲思的筆鋒總是給人距離感,想到我以前閱讀地海系列前兩本的經驗,不禁懷疑是否Le Guin的作品調性與我不合。

    said on 

  • 3

    Trama piatta e poco coinvolgente. La cosa che ho apprezzato parecchio, invece, è il mondo in cui è ambientata la vicenda, che stravolge tutte le "leggi umane".

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Più che spoiler, le mie sono delucidazioni anticipate per chiarire meglio la lettura.
    [pag. 185]
    - Il mio errore più grande è stato, come dite, nel non chiarire a voi i miei scopi. Non sono abituato a ...continue

    Più che spoiler, le mie sono delucidazioni anticipate per chiarire meglio la lettura.
    [pag. 185]
    - Il mio errore più grande è stato, come dite, nel non chiarire a voi i miei scopi. Non sono abituato a fare questo. Non sono abituato a dare o ad accettare, sia il consiglio che il biasimo.
    - Non intendo essere ingiusto, Estraven...
    - Eppure lo siete. È strano. Io sono il solo uomo, su tutto Gethen, che ha creduto completamente in voi, e sono il solo uomo su tutto Gethen nel quale voi avete rifiutato di credere.

    [pag. 232]
    Aveva avuto ragione, completamente ragione, nel dire che lui, l'unica persona su Gethen che mi avesse creduto, che avesse avuto una totale fiducia in me, fosse anche l'unica persona su Gethen alla quale io non avevo creduto, non avevo dato la mia fiducia. Perché lui era il solo che mi aveva interamente accettato come un essere umano: che mi aveva apprezzato personalmente, e mi aveva offerto una completa lealtà personale: e che di conseguenza aveva chiesto a me un uguale grado di riconoscimento, di accettazione. E io non ero stato disposto a dargli questo. Avevo avuto paura. Non avevo voluto dare la mia fiducia, la mia amicizia a un uomo che era una donna, a una donna che era un uomo.

    Stavo leggendo la presentazione del libro "gli abitanti possono scegliere - e cambiare- il sesso". Non è esatto. E comunque c'è molto di più.
    Questo libro è, citando Wiki, il quarto romanzo, in ordine di pubblicazione e non di cronologia interna, del Ciclo dell'Ecumene.
    Gethen, o Inverno, è uno dei pianeti più lontani della galassia e Genly Ai viene mandato come "Inviato" per trattare con i popoli locali in cerca di un'alleanza con l'Ecumene (una specie di federezione di pianeti). Gethen è quasi totalmente ricoperto dai ghiacci, nevica persino in estate e le temperature sono molto rigide. Forse per adattamento al clima, o forse per via di un esperimento (come suppone il protagonista), il genere umano si è evoluto in una razza che è allo stesso tempo ermafrodita e asessuata. Gli abitanti di Inverno sono privi di sesso per circa 3 settimane su 4. Hanno lineamenti che li fanno sembrare sia uomini che donne. Durante la quarta settimana diventano attivi sessualmente (entrano in kermer) e durante l'accoppiamento, in base a diverse dinamiche, il corpo tende verso uno dei due sessi, facendo crescere i dovuti attributi (mentre l'altro compagno tende verso il sesso opposto. Questo fa presupporre che tutto sia indirizzato verso la riproduzione. Non esiste la ricerca del piacere in sé, tanto che gli esseri umani bisessuali, cioè o solo maschi o solo femmine, vengono chiamati "pervertiti" perché perennemente in kermer). Poiché lì un uomo (nel senso neutro del termine) può diventare sia maschio che femmina in base al rapporto, ne deriva che tutti possono essere madri e portare in grembo il cosidetto “figlio della carne” e allo stesso tempo essere padri di altri figli. Oltretutto, non esiste il concetto di incesto. Due fratelli possono stare insieme, almeno finché uno dei due non rimane gravida. A quel punto vengono separati. Il racconto è intervallato da alcune leggende e da storie dei tempi antichi nei quali viene spiegata la cultura. C'è la storia dei fratelli amanti; quella dei nemici che si giurano kermeri eterno (unico e impossibile da spezzare); la genesi di uno dei grandi stati da un atroce delitto e la spiegazione del perché sia pericoloso non sapere a quali domande non si può rispondere. Infatti gli abitanti di Karhide hanno una specie di concilio in grado di prevedere il futuro, ma che si riserva di non rispondere ad alcune domande perché causano la rovina dei popoli. E' uno dei passaggi più interessanti, specialmente la figura del Tessitore. Lui in un certo senso lega le energie dei membri del gruppo, composto dai Celibi, dai Pazzi e da un Pervertito (in kermer continuo indotto da farmaci). Pare quasi una figura buddhista. Purtroppo non ho badato molto al culto derivante, molto più terreno. So che divago...
    L'Ecumene funziona abbastanza come la Federazione unita dei pianeti di Star Trek. C'è una sorta di prima direttiva, che impedisce di entrare in contatto con popolazioni non pronte tecnologicamente e culturalmente e di interferire con la cultura del luogo (per assurdo, sarà proprio la conoscenza del "mondo esterno" e di Ai a causare l'inizio di uno dei cambiamenti più grandi della storia di Gethen). Prima dell'Inviato vengono spediti sul pianeta gli “Investigatori”, che si fingono gente del luogo per poter studiare la popolazione senza farsi scoprire. Il fine maggiore pare essere il commercio e una migliore mobilità all'interno dell'ottantina di pianeti da cui è composto. Se l'Inviato porta a termine il primo passo, inizieranno le trattative vere e proprie. Viene spiegato che è sempre uno solo per evitare che le genti del pianeta si sentano invase, ma anche perché l'Ecumene ritiene tanto importante una vita da non volerne mettere in pericolo due. Gethen però è ovviamente un pianeta diviso. Genly Ai giunge nel regno di Karhide, sotto il re pazzo, ma esistono anche Orgoreyn ("repubblica" simil dittatoriale) e l'arcipelago. Affinché qualcuno parli a nome del pianeta, serve che le popolazioni si riuniscano e cessino gli “scontri” (Gethen non ha mai conosciuto una guerra).
    La storia quindi si concentra sulle azioni di Ai in un momento turbolento, a un anno dal suo arrivo, quando le cose iniziano a mettersi male. Co-protagonista della storia è Estraven, personaggio intenso, primo ministro di Karhide. Una persona difficile da sondare, che nasconde molto al suo interno e che per me è una delle più vive e pure. La sua giusta collera, il suo orgoglio (caratteristica di tutta la popolazione, lo Shifgretor per me è stato il casino maggiore da comprendere, perché la Le Guin non spiega mai. Racconta e basta. Ho capito realmente la portata del suicidio per i Getheniani solo rileggendo uno dei racconti dopo aver finito il libro).
    Uff, c'è davvero tanto da dire. Lo studio della popolazione, i meccanismi che muovono gli animi e i governi, le riflessioni filosofiche sul sesso, sulle azioni e su cosa renda un essere un umano.. Ci sono dei momenti che mi hanno toccato moltissimo. L'unica pecca è che alla prima lettura può risultare lento e difficilino da comprendere per via di diversi concetti introdotti e spiegati solo più avanti. Disturba anche che Genly sia un vero misogino, ogni sua parola era un insulto verso il genere femminile, ma è pur sempre un ragazzo di appena 30 anni che ammette di non capire nulla delle donne. Da parte mia, mi sono goduta piano piano la lettura per riflettere sulle tante sfumature e sulle lezioni che avrei potuto trarne. E' interessante anche vedere come i due governi principali si distinguano tantissimo, ma risultino comunque difficilmente comprensibili da un terrestre che non conosce da tempo certe distinzioni. Ah, viene trattato anche il problema dello scorrere del tempo nei lunghi viaggi spaziali e il doversi lasciare alle spalle vita e famiglia. Come azione in verità non c'è molto, potrebbe essere riassunto in due righe, è proprio il carico a livello mentale a renderlo un libro davvero ricco.

    said on 

  • 3

    Mi ha straniato e incuriosito come solo un mondo di ambisessuali in potenza poteva fare: straniato perché è difficile destreggiarsi tra nomi e cultura alieni; incuriosito perché una razza di umani com ...continue

    Mi ha straniato e incuriosito come solo un mondo di ambisessuali in potenza poteva fare: straniato perché è difficile destreggiarsi tra nomi e cultura alieni; incuriosito perché una razza di umani come quella di Gethen finora non l'ho trovata da nessun'altra parte.
    Il problema però è che la Le Guin rimane al margine di questo mondo: i due punti di vista (Genly Al, rappresentante dell'Ekumen, ed Estraven, politico di uno dei regni) non permettono di assaporare completamente l'ambientazione, e il "gioco dei troni" è più disorientante che appassionante (causa nomi difficili da memorizzare e personaggi coinvolti che rimangono nebulosi sullo sfondo). Sembra che le interessino principalmente i discorsi filosofici (la diversità e le implicazioni di un popolo di ambisessuali) e i viaggi da un regno all'altro, col risultato che se i momenti in cui Genly e Estraven parlano tengono viva l'attenzione, lo stesso non si può dire di tutta la parte finale.
    Quel genere di libro, probabilmente, che affascina di più ripensandoci tempo dopo averlo finito che quando si fatica a superare il ghiacciaio.

    said on 

  • 5

    basterebbero solo i capitoli che raccontano l'attraversamento del ghiacciaio da parte dei due protagonisti per descrivere questo romanzo come un capolavoro.
    i romanzi di ursula le guin sono la miglior ...continue

    basterebbero solo i capitoli che raccontano l'attraversamento del ghiacciaio da parte dei due protagonisti per descrivere questo romanzo come un capolavoro.
    i romanzi di ursula le guin sono la miglior scoperta che ho fatto quest'anno: ben scritti, inventivi e ricchi di interessanti riflessioni politiche/sociali (in questo caso si parla di sessualità, ma anche un paese dove l'eccesso di formalità porta ad una sorta di doppia morale, per non parlare del capitolo ambientato in una sorta di prigione-manicomio, un autentico studio sulla repressione), difficile non subirne il fascino.

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  • 4

    http://www.ryo.it/2014/07/04/la-mano-sinistra-delle-tenebre/ Gli alieni de LA MANO SINISTRA DELLE TENEBRE possono variare sesso a cicli regolari: un individuo può essere padre di alcuni figli e madre ...continue

    http://www.ryo.it/2014/07/04/la-mano-sinistra-delle-tenebre/ Gli alieni de LA MANO SINISTRA DELLE TENEBRE possono variare sesso a cicli regolari: un individuo può essere padre di alcuni figli e madre di altri!

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  • 5

    Pragmatica della comunicazione androgina

    Questo romanzo è un capolavoro.
    La trama, brevemente è la seguente: Genly Ai, viene inviato dall’Ecumene, una confederazione di pianeti, sul pianeta Gethen, chiamato dagli umani Winter, per il freddo ...continue

    Questo romanzo è un capolavoro.
    La trama, brevemente è la seguente: Genly Ai, viene inviato dall’Ecumene, una confederazione di pianeti, sul pianeta Gethen, chiamato dagli umani Winter, per il freddo e i giganteschi ghiacciai che lo ricoprono. Il suo compito è convincere le nazioni del pianeta ad unirsi alla confederazione. Il reciproco scambio tecnologico e culturale porterà benefici sia alla confederazione che al pianeta Gethen. La missione di Ai ha quindi uno scopo pacifico.
    Il problema per Ai, per cui non è assolutamente preparato, è entrare in contatto e comprendere le culture delle società del pianeta. I getheniani hanno origini umane, ma nei millenni sono diventati androgini: lo stesso individuo, seguendo un particolare ciclo biologico, assume ciclicamente caratteri sessuali maschili o femminili. Può in una certa fase dell’anno essere un maschio ed in un’altra femmina. Questa caratteristica segna profondamente ogni aspetto della società: la politica, i valori sociali, i rituali di interazione e corteggiamento, lo sviluppo economico e tecnologico. La religione.
    Poiché Ai vede il mondo come un individuo maschio, non riesce assolutamente a comprendere come i getheniani percepiscano quello stesso mondo. Nel cercare di inserire i getheniani nei propri schemi culturali relativi ai ruoli e ai generi, si trova completamente incapace a stabilire una comunicazione sensata che favorisca la sua missione. Naturalmente lo stesso problema lo hanno i getheniani nei suoi confronti. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che le due nazioni principali del pianeta, Karhide e Orgoreyn, hanno strutture politiche e sociali molto particolari, rette da codici culturali che sono totalmente alieni per l’ambasciatore terrestre. Karhide è una sorta di monarchia semimedievale, mentre Orgoreyn assomiglia molto ad uno stato simil sovietico. E per un umano proveniente da una confederazione planetaria che ormai da secoli si è lasciata alle spalle queste distinzioni e tipi di governi, la situazione è assolutamente complicata se non impossibile.
    Il romanzo sviluppa fondamentalmente questo tema: sebbene ogni parte parli lo stesso linguaggio, i significati delle parole e della comunicazione in senso lato sono così differenti, che il compito principale sarà quello di scoprire, comprendere e fare propria la relazione esistente tra il linguaggio e la cultura che lo esprime. Un compito di portata fenomenale, che richiede un cambiamento radicale nelle proprie percezioni, ed un decentramento dal proprio punto di vista culturale. Ed è un compito cruciale, perché non comprendere il significato culturale dei linguaggi di quelle società non solo potrebbe mettere a rischio la missione, ma anche la vita stessa di Genly Ai.
    Le Guin riesce con grande maestria e farci conoscere i vari aspetti sociali e culturali del pianeta, così come gradualmente li scopre Ai, trasmettendo perfettamente i suoi fraintendimenti e le sue difficoltà. Vengono esplorati tutti gli ambiti citati, politico, ideologico, sociale, religioso.
    Alla base del romanzo vi è un messaggio culturale che vede la necessaria complementarietà degli opposti, l’impossibilità di separare la luce dalle tenebre. Il titolo del romanzo è una citazione di una poesia della stessa Le Guin e che appare ad un certo punto della storia, che fa riferimento alla necessità dell’integrazione delle opposizioni.
    Questo tema appare continuamente, a volte solo accennato, altre volte ben sviluppato come nella descrizione delle due principali religioni del pianeta, Handdara e Yomeshta. La prima è una religione simil taoista che promuove l’unità di ciò che è apparentemente opposto, la necessità sia della luce che delle tenebre; la seconda, derivata dalla prima, è una religione più messianica in qualche modo più legata ai nostri canoni occidentali. Le differenze sono in realtà molto sfumate e vengono evidenziate se intervengono particolari interessi politici.
    Come un’antropologa Le Guin ci conduce nei miti del pianeta, ci fa conoscere i suoi simboli, i riti religiosi, le usanze sociali. Il tutto inserito in una narrazione colta che però non perde di vista le passioni, i conflitti, l’azione.
    Fondamentale per capire molte sfumature di significato delle culture, è osservare quali sono i ruoli dei componenti del gruppo religioso a cui gli individui si rivolgono per ricevere divinazioni sul futuro: vi sono il tessitore, il perverso, i folli ed altri che ricordano certi riferimenti junghiani sugli archetipi e sull’energia psichica e sessuale, come forze fondanti la natura e le relazioni umane. Interessante è l’idea di perversione di Le Guin: in una società androgina, in cui lo spostamento verso una fase maschile o femminile nasce da un reciproco incontro, una sorta di danza che definisce in modo temporaneo verso quale polarità sessuale si dirigerà il ciclo di ciascun individuo, perverso è colui che mantiene una propria polarità sessuale, imponendo all’altro - per una sorta di costrizione biologica/psicologica - un polo complementare, senza entrare in una danza a reciproco scambio. Un riferimento esplicito alla necessità dello scambio ciclico tra luce e tenebre: perverso è colui che utilizza una logica esclusiva o/o, che separa e nega la necessità di entrambi i poli.
    Così il tema dell’Altro viene continuamente richiamato in tutto il romanzo. Ai si sente alieno e percepisce come alieni gli abitanti del pianeta. Spesso non sa di chi dovrebbe fidarsi e da chi dovrebbe guardarsi. Usato come mezzo per fini politici di alcuni gruppi governativi si troverà in una situazione di estremo pericolo. Sarà solo nell’incontro con l’Altro, se avrà compreso i codici culturali ed emotivi del pianeta, cambiando così contemporaneamente se stesso e l’altro che riuscirà – forse – a giungere ad un punto fondamentale della sua missione.
    Il romanzo parla di questo e molto altro: affrronta il tema della guerra – termine ed attività che fino a quel momento sono sconosciuti sul pianeta, ma che, anche a causa della presenza dell’ambasciatore, potrebbe trasformarsi in una spaventosa realtà culturale. Parla di politica, confrontando sistemi di governo ed ideologie che richiamano i tempi della Guerra Fredda. Parla molto di amore, in una toccante descrizione di avvicinamento e di conoscenza che cancellerà l’alienità, durante una spaventosa esperienza in un Campo di lavoro e poi in un percorso sui mortali ghiacciai del pianeta. Ghiacciai dove l’Ombra apparirà nella sua assoluta necessità come mezzo di sopravvivenza in un mondo abbacinato dalla Luce.
    Nella sua analisi culturale, La mano sinistra delle tenebre ricorda molto il successivo romanzo del ’74 The Dispossessed (I reietti dell’altro pianeta), con il riferimento alla metafora del ‘Muro’ e alla necessità di comprensione culturale, conoscenza e scambio reciproco e di necessario riconoscimento delle alterità.
    Le Guin non va semplicemente letta, va ‘studiata’. E’ uno studio arricchente, assolutamente non noioso. C’è chi definisce difetto la ‘lentezza’ di alcune parti della trama, oppure prolisso lo stile dell’autrice, mentre io lo reputo un pregio assoluto e necessario per produrre un’opera di questo livello. L’attenzione non è sull’azione in sé, o sulle grandi scoperte tecnologiche o sul senso di meraviglioso. Il punto centrale è l’individuo e la sua cultura e come spesso le culture si parlano ma non si comprendono. Ed entrano in conflitto. Non c’è un supereroe, ma esseri reali, molto umani anche se androgini.
    Ho trovato utile seguire gli spostamenti dei personaggi consultando alcune mappe del pianeta Gethen che ho trovato cercando su Google: Gethen map -> images.
    La mano sinistra delle tenebre ha meritatamente vinto il premio Nebula nel 1969 e l’Hugo nel 1970. Insieme all’altro romanzo di Le Guin, I reietti dell’altro pianeta, lo ritengo tra i migliori romanzi di fantascienza, e non solo, di sempre.
    Voto: 6 stelle.

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  • 0

    Il più riletto

    E' l'unico libro che ho riletto almeno una decina di volte, diciamo che più o meno ogni due anni lo rileggo. E ogni volta mi dà emozioni che non mi stancano, non è un libro che ho imparato a memoria, ...continue

    E' l'unico libro che ho riletto almeno una decina di volte, diciamo che più o meno ogni due anni lo rileggo. E ogni volta mi dà emozioni che non mi stancano, non è un libro che ho imparato a memoria, anche se conosco la trama. A me pare che questo libro sia sottovalutato e poco conosciuto da gruppi e collettivi di pensiero femminista/glbtqi, mentre invece merita di entrare a pieno titolo nell'elenco dei testi di riferimento, secondo me.

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  • 5

    Un capolavoro, ricco di metafore, in cui sono condensate suggestioni di molteplici scienze umane e sociali e che, tuttavia, riesce ad essere toccante e commovente.
    Affascinante e struggente il persona ...continue

    Un capolavoro, ricco di metafore, in cui sono condensate suggestioni di molteplici scienze umane e sociali e che, tuttavia, riesce ad essere toccante e commovente.
    Affascinante e struggente il personaggio di Estraven.

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