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La mano izquierda de la oscuridad

By Ursula K. Le Guin

(32)

| Paperback | 9788467427691

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Book Description

135 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Si tratta del primo libro di Le Guin che leggo: un'autentica scoperta. Una storia avvincente, ricchissima di contenuti, scritta in modo accuratissimo, gravida di fantasia e di precisione scientifica. Sembra, a tratti, di leggere un'allegoria della no ...(continue)

    Si tratta del primo libro di Le Guin che leggo: un'autentica scoperta. Una storia avvincente, ricchissima di contenuti, scritta in modo accuratissimo, gravida di fantasia e di precisione scientifica. Sembra, a tratti, di leggere un'allegoria della nostra realtà contemporanea (Le Guin, in una recente intervista, rivendicava in qualche modo il punto di vista originale offerto dal fantasy come punto di partenza per una conoscenza alternativa della realtà in cui siamo immersi). Apprezzabilissime le riflessioni politiche, filosofiche, religiose, antropologiche, sessuologiche presenti nel romanzo; vivide le descrizioni dei luoghi e delle situazioni; affascinante e struggente il personaggio di Estraven.

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    VinceMM said on Aug 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Su Inverno si è rispettati e giudicati solo come esseri umani. E' una esperienza spaventosa."

    Anche se a mio parere non raggiunge le vette di The Dispossessed (tratta di un argomento che mi sta più caro), La Mano Sinistra mette comunque a segno dei colpi quasi letali.
    Una stellina in meno per la confusione di nomi e luoghi che h ...(continue)

    Anche se a mio parere non raggiunge le vette di The Dispossessed (tratta di un argomento che mi sta più caro), La Mano Sinistra mette comunque a segno dei colpi quasi letali.
    Una stellina in meno per la confusione di nomi e luoghi che ho fatto fatica a seguire; in compenso la seconda parte, quella della traversata dei ghiacci, e il finale sono assolutamente strepitosi.
    In mezzo a questo la Le Guin non manca mai di metterci qualche chicca che mi resta impiantata nel cervello:

    "Voi odiate Orgoreyn, vero?"
    "[...] Odiare Orgoreyn? No, e perchè dovrei? Come si fa ad amare una nazione, o ad amarne una? E' Tibe che parla di questo, io non conosco l'espediente per farlo. Io conosco la gente, conosco le città, le fattorie, le colline, i fiumi e le rocce, so come il sole al tramonto, d'autunno, discende sul fianco di un certo campo sulle colline; ma qual è il senso di dare un confine a tutto questo, di dare un nome a esso e cessare di amare là dove il nome finisce di essere applicato? Cos'è l'amore per il paese di una persona; è forse l'odio per quello che non è il paese di quella persona? Allora non è una cosa buona. E' semplicemente amore di sè stessi. Questa è una cosa buona, ma non bisogna farne una virtù o una professione... Per come io amo la vita, io amo le colline del Dominio di Estre, ma questo tipo di amore non ha una linea di frontiera di odio. E oltre a quello, io sono ignorante, così spero."

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    Scottie said on Aug 4, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Fantascienza genderqueer

    Quanto il genere sessuale influenza la società?

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    Rumble_Fish said on Jul 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ★★★½

    tre stelline e mezza

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    Yupa said on Jul 16, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Ancora una volta l'incantesimo della Le Guin riesce.
    La storia è quella dell'ingresso di un nuovo mondo, Gethen, nell'Ecumene, entità difficile da definire, che garantisce commerci e soprattutto scambi culturali fra gli ottantatre pianeti che già ne ...(continue)

    Ancora una volta l'incantesimo della Le Guin riesce.
    La storia è quella dell'ingresso di un nuovo mondo, Gethen, nell'Ecumene, entità difficile da definire, che garantisce commerci e soprattutto scambi culturali fra gli ottantatre pianeti che già ne fanno parte. Il responsabile del primo contatto con gli indigeni del gelido pianeta è Genly Ai, un terrestre. L'altro grande protagonista, nel corso del romanzo, sarà Therem Harth rem ir Estraven, getheniano nativo del Dominio Karhidiano.
    Entrare nella storia non è facilissimo. Si rimane a tutta prima spaesati di fronte a significati di gesti e parole sconosciuti, si condivide in questo il sentimento di Genly. Man a mano, però, si entra nel vivo del gioco politico in corso, si ha modo di comprendere le usanze, le mentalità dei Getheniani. Tutto è estremamente vivido, il gusto quasi antropologico con cui la buona vecchia Ursula tratteggia questa civiltà di esseri androgini è evidente. La trama si dipana con lentezza, ma non annoia; certi momenti sono più convulsi e vanno letti d'un fiato. In generale non si perde mai il senso di movimento, la percezione di assistere a un'evoluzione. I personaggi cambiano, svelano nuovi lati della loro personalità, imparano nuove cose. Io stesso, come lettore, mi sento una presenza viva al loro fianco, mi sento spinto alla riflessione, o semplicemente mi lascio trascinare nella evocazione di certe situazioni e ambienti.
    Come sto imparando, leggere la Le Guin è un'attività da portare avanti con calma. La ricchezza dei suoi romanzi è magnifica. Si gode su più livelli e ci si sente motivati alla rilettura. Nelle sue storie si avverte sempre con chiarezza cosa significa che è il percorso la cosa più importante, non l'arrivo.

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    Nicolaj said on Jul 6, 2014 | Add your feedback

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