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La manutenzione degli affetti

Di

Editore: Einaudi

3.6
(347)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 179 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806183192 | Isbn-13: 9788806183196 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
I tre nuovi racconti che arricchiscono questa nuova edizione del librocompongono, con gli altri, dieci storie spietate, malinconiche e sghembe,dieci ritratti ironici che sembrano sbucare fuori dagli angoli della vita. Lamanutenzione degli affetti è come un romanzo corale in cui tutti rincorrono lastessa ossessione: nella vita quante occasioni abbiamo per imparare? Lascrittura di Pascale delinea qui un ceto medio distratto, vagamentemeridionale, alle prese con i cambiamenti della società e i privatissimiscacchi individuali. È l'intelligenza del dettaglio il collante che tieneinsieme le due anime del libro, fondendo la vena civile con la ricchissimafantasia narrativa. I tre nuovi racconti lo confermano: "Stai serena", checostituisce, come in un gioco di specchi, l'altra faccia del racconto che dàil titolo al libro; "Hai capito come?", una storia intensa intorno a unmedico, a un pronto soccorso e a un caso disperato. E infine "Noi che parliamoda soli", dove una semplice caduta in moto innesca inaspettate riflessioniuniversali.
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  • 4

    Una sorta di manifesto del pensiero contemporaneo che aiuta a semplificare il groviglio incandescente dei sentimenti interiori dei nostri giorni. Tutte le storie raccontate sono caratterizzate da una delicatezza e una malinconia profonde..

    ha scritto il 

  • 3

    Racconti della periferia della propria coscienza che, però, non mi hanno dato emozione.
    Una sorta di ricognizione dei meccanismi che ci portano a rivedere le scelte, a riguardare il passato, però in maniera molto asettica, senza sfumature che siano riuscite a coinvolgermi, complice l'assenz ...continua

    Racconti della periferia della propria coscienza che, però, non mi hanno dato emozione.
    Una sorta di ricognizione dei meccanismi che ci portano a rivedere le scelte, a riguardare il passato, però in maniera molto asettica, senza sfumature che siano riuscite a coinvolgermi, complice l'assenza di originalità.

    ha scritto il 

  • 4

    7 racconti che si integrano a vicenda per descrivere la vita di tutti i giorni tra affetti, amici e piccole cose. uno stile tra nostalgia e ironia con un pizzico di napoletanità

    ha scritto il 

  • 3

    E allora?

    Per questo libro avrei voluto una mezza stellina in sottrazione.
    La scrittura è indiscutibilmente pulita ed essenziale. Scorre...ottime qualità, se non fosse che ti fa incazzare.
    Gli strumenti sono tutti lì, pronti ad esprimere grosse potenzialità. E poi?
    Bella la narrazione, in ...continua

    Per questo libro avrei voluto una mezza stellina in sottrazione.
    La scrittura è indiscutibilmente pulita ed essenziale. Scorre...ottime qualità, se non fosse che ti fa incazzare.
    Gli strumenti sono tutti lì, pronti ad esprimere grosse potenzialità. E poi?
    Bella la narrazione, interessanti gli spunti per le storie, cucite tra loro a maglia larga.
    I racconti restano però sospesi, come mozzati a metà...senza contorni. E viene da chiederti: e allora? Che cos'è che mi vuoi dire?
    Caro Pascale, ovviamente la risposta è dentro di te...ma (in questo caso) è sbagliata!

    ha scritto il 

  • 4

    E' arrivato insieme ad una canzone di Guccini questo libro di racconti..a me a dire il vero i racconti in generale non entusiasmano e, tuttavia, lo stile di Pascale mi è piaciuto parecchio: fluido, corretto, abile nel descrivere cose e stati d'animo in modo vero, ricco, pieno..mi verrebbe da dir ...continua

    E' arrivato insieme ad una canzone di Guccini questo libro di racconti..a me a dire il vero i racconti in generale non entusiasmano e, tuttavia, lo stile di Pascale mi è piaciuto parecchio: fluido, corretto, abile nel descrivere cose e stati d'animo in modo vero, ricco, pieno..mi verrebbe da dire un pò alla Ammaniti..e poi, "meridionale", nel senso a me più caro del termine. Una particolare notazione la meritano i racconti La manutenzione degli affetti, La controra e Bei giorni domani, dove il rapporto tra coniugi, quello tra genitori e figli e il dolore più grande che un essere umano possa provare sono rappresentati come in una fotografia dalla quale emergono, elementi inscindibili, la realtà e la complessità infinita dei sentimenti

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro ha per me un valore più affettivo che altro, le storie che vengono raccontate sono caratterizzate tutte da una delicatezza e una malinconia profonde, che avvicinano a situazioni (quasi tutte) di vita vissuta, avvicinano a una vita che non sempre è bella, ma almeno è lì, c'è. E tutti ...continua

    Questo libro ha per me un valore più affettivo che altro, le storie che vengono raccontate sono caratterizzate tutte da una delicatezza e una malinconia profonde, che avvicinano a situazioni (quasi tutte) di vita vissuta, avvicinano a una vita che non sempre è bella, ma almeno è lì, c'è. E tutti lottano per viverla al meglio, per stare a galla, per non affondare e non perdersi.

    ha scritto il 

  • 4

    Sui sette racconti di questo libro, tre sono di notevole levatura, gli altri un leggero gradino più in basso ma ugualmente preziosi. Pascale, del resto, si esprime al meglio quando sofferma il suo sguardo sulla società contemporanea e sui suoi mali; è impossibile non condividere la sua capillare ...continua

    Sui sette racconti di questo libro, tre sono di notevole levatura, gli altri un leggero gradino più in basso ma ugualmente preziosi. Pascale, del resto, si esprime al meglio quando sofferma il suo sguardo sulla società contemporanea e sui suoi mali; è impossibile non condividere la sua capillare osservazione del reale e non provare la sua stessa afflizione per una città/mondo che vorremmo profondamente diverso.

    ha scritto il 

  • 3

    Ricordi e anteprime - 08 lug 12

    Questa è la seconda edizione del primo libro di racconti di Antonio Pascale, che avevo ben ap-prezzato in quel romanzo-autoreferente sulla città distratta. Seconda edizione che include tre racconti in più rispetto alla prima. Premesso che la forma racconto mi tiene sempre sulle spine, qui Pascale ...continua

    Questa è la seconda edizione del primo libro di racconti di Antonio Pascale, che avevo ben ap-prezzato in quel romanzo-autoreferente sulla città distratta. Seconda edizione che include tre racconti in più rispetto alla prima. Premesso che la forma racconto mi tiene sempre sulle spine, qui Pascale (soprattutto attraverso le tre aggiunte) utilizza una forma di racconto-rimando dove, a volte, i personaggi di un racconto si ripresentano in un altro, magari (o forse di proposito) accendendo dei lumi su alcuni passaggi del precedente. Un’operazione che mi rimanda un duplice sentimento. Da un lato, mi fa piacere ritrovare protagonisti di una storia, dove ogni volta, quando lascio un testo, dispiace che scompaiono dalla carta (anche se rimangono nella mente). Tuttavia, dall’altro dispiace (o limita il piacere) perché nuove parole tolgono il velo d’ombra ad alcuni comportamenti. Certo li spiegano dal punto di vista dell’autore, che a volte non è l’ottica che avevo io nel leggerli. Come ad esempio il testo di base, dolente monologo di Alessandro che non capisce il comportamento di Rosaria, ma che continua nella sua ottica di vita, si riflette nel primo dei nuovi, che invece vede la stessa storia dall’ottica di Rosaria. Con quel titolo “Stai serena”, che al solo sentirlo mi vengono i pruriti di nervosismo. Rosaria che poi ritroviamo nell’ultimo, con un passaggio che getta ancora nuove luci sugli altri due. Il tutto a ricomporre un mosaico, nella testa di Pascale, quasi che si arrivasse alla scrittura di un romanzo, composto da varie sfaccettature. Peccato. Che ogni racconto, in sé (almeno questi tre appena citati) ha una sua dignità e si fa leggere e ti fa partecipe. Ma se li riunisci come facce della stessa storia, ne perde (per me) di consistenza. Non m’interessava sapere perché Rosaria aveva malessere, ma mi intrigava vederla fare un percorso e poi tornare da Alessandro. E quando Rosaria si avvia per altre esperienze, è utile seguirla per se, non perché sappiamo del marito e dei figli. È un percorso difficile di ricerca di se stessa. Ricerca che alla fine trova, con tutti i dolori che si possono immaginare, quando, comunque, bisogna fare delle scelte. E queste scelte non lasceranno indenni nessuno. Né Rosaria, né la sua famiglia, né il comprensivo (ma fino ad un certo punto) amante. Ed infine, sapere se Rosaria si metterà o meno a dipingere, è un elemento che non aggiunge nulla né a queste due storie, né alla terza cui fa capolino. Analogamente, per la storia del ragazzo che, colpito dall’irreversibile crisi dei genitori, non trova di meglio che affliggere il suo corpo ed ingrassare. Ma se nel testo base, questo ha una sua logica, nel converso di altri accenni, la dolenza viene spiegata, ma proprio per questo mitigata. Farà pace il ciccione con il padre che tanto l’ha fatto soffrire? Altro rimane nella forma-racconto originale, ed ha un suo perché. Sia laddove non mi è piaciuto (vedi “Bei giorni domani” o “Mi vidi di schiena”) sia dove mi ha fatto partecipe nell’infinita tristezza di quel percorso da impiegato di una Pubblica Amministrazione, percorso in certi versi simile al mio personale (pur se privato) e di tante persone da me conosciute nel corso della vita lavorativa (“Spettabile Ministero”). Rimangono poi delle immagini impagabili, come quel tornare sul quadro di Schiele che ognuno dei due protagonisti vive alla sua maniera, ma che comunque può far da tramite ad un rapporto. Insomma, una raccolta altalenante, che tuttavia ribadisce alcuni punti fermi di Pascale, che apprezzo e sottolineo: la capacità di scrivere, e di farsi leggere in maniera scorrevole e partecipata, e l’impegno, sociale direi, che si evince da alcune frasi dell’ultimo racconto (e che ritrovo in maniera trasversale nella recensione fatta da Baricco al libro proprio di Pascale con Rastello “Democrazia: cosa può fare uno scrittore?”).
    “Quando ero giovane ho letto ‘Avere o essere?’, una di quelle stupidaggini che si fanno solo da giovani.” (7)
    “Sapere come funziona un oggetto significa non chiedersi perché farlo funzionare.” (41)
    “Sto sempre a pensare alla mia vita, e facendo un bilancio serio devo dire che non ho mai sa-puto rispondere la cosa giusta al momento giusto. Mai, nemmeno una volta. Le cose buone mi venivano fuori dopo, magari quando stavo a casa, e così la mia vita è un accumulo di risposte esatte date al momento sbagliato.” (76)
    “Quando ci innamoriamo chiediamo al nostro amato di portarci indietro nel tempo, per farci ri-provare i momenti in cui siamo stati felici da bambini.” (147)
    “Siamo il paese che preferisce il bello al vero.” (165)

    ha scritto il 

  • 0

    Sto sempre a pensare alla mia vita, e facendo un bilancio serio devo dire che non ho mai saputo rispondere al cosa giusta al momento giusto. Mai, nemmeno una volta. Le cose buone mi venivano dopo, magari quando stavo a casa, e così la mia vita è un accumulo di risposte esatte date al momento sbag ...continua

    Sto sempre a pensare alla mia vita, e facendo un bilancio serio devo dire che non ho mai saputo rispondere al cosa giusta al momento giusto. Mai, nemmeno una volta. Le cose buone mi venivano dopo, magari quando stavo a casa, e così la mia vita è un accumulo di risposte esatte date al momento sbagliato.

    ha scritto il 

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