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La mappa del destino

Di

Editore: Nord (Narrativa Nord)

3.5
(1800)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 410 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8842916714 | Isbn-13: 9788842916710 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Velia Februari , Amalia Rincori

Disponibile anche come: eBook , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Per gli abitanti di Ruac non è certo la prima volta. Capita che qualche turista si avventuri tra le montagne del Périgord. E che trovi le dieci caverne segrete ricoperte di pitture rupestri. Questa volta, però, non possono liberarsi di Luc Simard con un colpo di fucine, come hanno fatto gli altri. Perché lui ha già avvertito le autorità e sta organizzando una campagna di scavi archeologici. Il mistero della decima stanza sta per essere svelato...
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  • 3

    Non come i precedenti

    Subito si è mostrato poco scorrevole ma superati i primi capitoli la storia ha iniziato a funzionare. Buona l'idea della grotta e dei graffiti, un po' troppi morti a mio avviso. Nel complesso è stata una lettura discreta.

    ha scritto il 

  • 4

    Originale

    Storia che si toglie un po' dalle solite trame di questi libri stile Dan Brown, con un po' di arte, un po' di salti spazio-temporali, un po' di misteri & servizi segreti o giù di lì. A me personalmente i libri di Cooper non dispiacciono, sono coinvolgenti e leggeri, adattissimi per quando non vog ...continua

    Storia che si toglie un po' dalle solite trame di questi libri stile Dan Brown, con un po' di arte, un po' di salti spazio-temporali, un po' di misteri & servizi segreti o giù di lì. A me personalmente i libri di Cooper non dispiacciono, sono coinvolgenti e leggeri, adattissimi per quando non voglio impegnare troppo il cervello per seguire una trama.

    ha scritto il 

  • 0

    Per settecento anni è rimasto nascosto in un muro dell'abbazia. Poi una scintilla ha scatenato un incendio e il muro è crollato. Stupito, l'abate Menaud sfoglia quel volume impreziosito da disegni di animali e di piante. È scritto in codice, ma le prime parole sono in latino: "Io, Barthomieu, mon ...continua

    Per settecento anni è rimasto nascosto in un muro dell'abbazia. Poi una scintilla ha scatenato un incendio e il muro è crollato. Stupito, l'abate Menaud sfoglia quel volume impreziosito da disegni di animali e di piante. È scritto in codice, ma le prime parole sono in latino: "Io, Barthomieu, monaco dell'abbazia di Ruac, ho duecentoventi anni. E questa è la mia storia." Per migliaia di anni è rimasto immerso nell'oscurità. Poi un'intuizione ha squarciato le tenebre. Incredulo, l'archeologo Lue Simard cammina in quel grandioso complesso di caverne, interamente decorate con splendidi dipinti rupestri. E arriva all'ultima grotta, la più sorprendente, dove sono raffigurate alcune piante: le stesse riprodotte nell'enigmatico manoscritto medievale... Per un tempo indefinibile è rimasto avvolto nel mistero. È stato custodito da santi e da assassini, è stato una fonte di vita e una ragione di morte. Poi un imprevisto ha rischiato di svelarlo agli occhi del mondo. Spietati, gli abitanti di Ruac non hanno dubbi: i forestieri devono essere fermati. Perché la cosa più importante è difendere il loro segreto. A ogni costo.

    ha scritto il 

  • 2

    E questo sarebbe il tanto osannato Glenn Cooper?

    Molto delusa, mi sono annoiata durante tutta la lettura. È la prima volta che mi imbatto in questo autore e sicuramente non è stata un'esperienza positiva. Proverò a leggere altro di Cooper,forse questo non è uno dei suoi romanzi più riusciti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    dal blog Giramenti

    Un libro talmente brutto e pretenzioso da far sembrare i thriller di casa nostra dei capolavori. Già il titolo che Editrice Nord ha scelto per la versione italiana – tradotta da Velia Februari e Amalia Rincori – è al limite del lecito. Dopo la Biblioteca dei morti e il Libro delle anime, ci manca ...continua

    Un libro talmente brutto e pretenzioso da far sembrare i thriller di casa nostra dei capolavori. Già il titolo che Editrice Nord ha scelto per la versione italiana – tradotta da Velia Februari e Amalia Rincori – è al limite del lecito. Dopo la Biblioteca dei morti e il Libro delle anime, ci mancava giusta giusta La mappa del destino, così abbiamo dato fondo alle principali parole chiav(ich)e dell’editoria moderna, ci manca solo “da Tiffany”, ma proprio non ci azzeccava col resto.

    SEGUE su http://gaialodovica.wordpress.com/2013/01/07/la-mappa-del-destino-di-glenn-cooper-con-autopsia/

    La recensione facciale: http://recensionifacciali.wordpress.com/2014/09/05/faccia-335/

    ha scritto il 

  • 4

    viva le grotte

    Premetto che non sono una patita di questo genere. Detto ciò, molto interessante la parte relativa alla grotta preistorica e agli scavi archeologici, intrippante il pippone botanico, poca roba il resto e prosa mediocre. Comunque coinvolgente, quindi funziona.

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante la trama, poi decade...

    Adoro le letture esoteriche, cariche di cospirazione e mistero che paventano incognite dietro ogni pagina… Avevo letto delle recensioni dei due precedenti libri di Cooper (La biblioteca dei morti – Il libro delle anime) quindi la mia aspettativa era piuttosto elevata.
    Ho trovato la trama certamen ...continua

    Adoro le letture esoteriche, cariche di cospirazione e mistero che paventano incognite dietro ogni pagina… Avevo letto delle recensioni dei due precedenti libri di Cooper (La biblioteca dei morti – Il libro delle anime) quindi la mia aspettativa era piuttosto elevata. Ho trovato la trama certamente ben elaborata: cattura inizialmente il lettore per poi scendere di tono con omicidi un po’ troppo frequenti (i quali servono unicamente a creare più suspense?) Degno di un film alla Indiana Jones, per intenderci… Anche la cittadina di Ruac nella valle del fiume Vézère (non così conosciuta come Lascaux), ha reso molto accattivante la lettura ed è per questo che ho portato a termine il romanzo. Ho apprezzato la parte di flash back (su diversi piani temporali), con precise ed eloquenti descrizioni archeologiche perfettamente integrabili nel tangibile. Verso il finale, la storia diventa un monotona per terminare nella totale banalità con la scena dell’orgia “psicotropa”, facendo regredire interesse e coinvolgimento. Narrativa scorrevole e ben articolata (questa volta ho letto la traduzione italiana), un romanzo che non richiede troppa concentrazione, adatto quale lettura anche se c’è gente attorno :-)

    ha scritto il 

  • 4

    Molto bello e avvincente anche questo libro di Cooper che già conoscevo per la sua precedente trilogia. Ci sono forse un pochino troppi omicidi per i miei gusti, ma di certo non gli manca la fantasia!

    ha scritto il