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La maravillosa vida breve de Oscar Wao

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Publisher: Mondadori

4.0
(1642)

Language:Español | Number of Pages: 336 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Italian , Swedish , French , Chi traditional , Portuguese , Korean , German , Dutch , Czech

Isbn-10: 8439720947 | Isbn-13: 9788439720942 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Audio CD , Others , Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Book Description

Las tribulaciones de un joven latino en Nueva Jersey. La esperada novela de Junot Díaz.

La vida nunca ha sido fácil para Oscar Wao, un dominicano dulce, obeso y algo desastroso que vive con su madre y su hermana en un gueto de Nueva Jersey. Oscar sueña con convertirse en un J.R.R. Tolkien dominicano y, por encima de todo, con encontrar el amor de su vida. Pero puede que nunca alcance sus metas debido a una extraña maldición presente en su familia desde hace generaciones; enviando a los Wao a prisión, predisponiéndolos a accidentes trágicos y, ante todo, al desamor.
Después del éxito internacional de Los Boys (Mondadori, 1996), Junot Díaz recrea, con humor, la experiencia de los dominicanos en Estados Unidos y la capacidad de perseverar en medio del desengaño amoroso y la pérdida.

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  • 4

    Il libro narra la storia di Oscar Wao e della sua famiglia, ripercorrendo gli anni della dittatura di Trujillo, che ha governato la Repubblica dominicana come un despota totale per oltre trent'anni ...continue

    Il libro narra la storia di Oscar Wao e della sua famiglia, ripercorrendo gli anni della dittatura di Trujillo, che ha governato la Repubblica dominicana come un despota totale per oltre trent'anni, dal 1930 al 1961. Il testo mi è piaciuto più per i riferimenti storici che per la storia in sé, che, se pur coinvolgente e a tratti esilarante, non mi ha entusiasmato come forse mi aspettavo.

    said on 

  • 5

    E pensare che non mi ispirava proprio

    Devo ringraziare Sakura87, Chiara Speziale e La Tigre Danzante che ne parlavano in una discussione e senza le quali non avrei mai letto questo favoloso oscar wao. Non so dire perchè. Forse mi era anti ...continue

    Devo ringraziare Sakura87, Chiara Speziale e La Tigre Danzante che ne parlavano in una discussione e senza le quali non avrei mai letto questo favoloso oscar wao. Non so dire perchè. Forse mi era antipatica la copertina o comunque mi suggeriva un tipo di romanzo diverso da quello che è; forse l'idea che il titolo già definisse il finale; forse il fatto che il protagonista fosse un grasso ghettonerd dominicano fanatico di fumetti e fantascienza (che non sono il mio forte), forse il solo fatto che Diaz avesse vinto il Pulitzer...insomma un sacco di pregiudizi. E invece mi sbagliavo. E sì che mi sbagliavo. Davvero un libro splendido.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Con La breve favolosa vita di Oscar Wao Junot Diaz ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa nel 2008. E al di là dell'ufficiale riconoscimento, il romanzo è davvero straordinario, fortunatamente n ...continue

    Con La breve favolosa vita di Oscar Wao Junot Diaz ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa nel 2008. E al di là dell'ufficiale riconoscimento, il romanzo è davvero straordinario, fortunatamente non breve e davvero favoloso per la sua capacità di narrare una storia di crescita, di formazione, di educazione sentimentale, tessendo il tutto con riferimenti e citazioni alla cultura popolare in cui i protagonisti - e i lettori - sono immersi in questo processo di formazione della propria vita, e con un linguaggio intenso ed espressivo.
    Te ne offro un breve assaggio:
    "Cercai di aiutarlo con le ragazze? Condivisi con lui i miei trucchetti da scopatore?
    Certo che sì. Il problema era che, quando si trattava di mujeres, il mio compagno di stanza era unico al mondo. Soffriva del peggior caso di aficasia che avessi mai visto. L'unica persona che poteva reggere il confronto con lui era un mio compagno delle superiori, un povero salvadoregno con la faccia completamente ustionata, che non avrebbe mai trovato una ragazza perché sembrava il Fantasma dell'Opera. Ebbene: Oscar era addirittura peggio. Almeno Jeffrey poteva dare la colpa a un'effettiva menomazione fisica. A cosa poteva darla Oscar? A Sauron? L'amico pesava 140 chili, porca puttana! Parlava come un computer di Star Trek! Ma la vera tragedia era che non avevo mai conosciuto nessuno che sbavasse tanto dietro alle ragazze. Cioè, cazzo, credevo che a me piacessero le femmine, ma a nessuno, e intendo dire a nessuno, piacevano quanto a Oscar. Per lui erano l'inizio e la fine, l'Alfa e l'Omega, DC e Marvel. Era ridotto così male che appena vedeva una tipa carina gli veniva la tremarella. Si prendeva una cotta dopo l'altra: se ne prese almeno due dozzine, e belle toste, solo in quel primo semestre. Ma finiva sempre col beccarsi una botta nei denti. E vi stupite? Per lui, stare con una ragazza voleva dire parlare di giochi di ruolo! Che razza di stronzata! (Non dimenticherò mai il giorno in cui, sull'autobus E, lo sentii dire a una bella morena: Se fossi nel mio gioco, ti assegnerei diciotto punti carisma!).
    Provai a dargli qualche consiglio, davvero. Niente di troppo complicato. Tipo: Smettila di chiamare le sconosciute per strada, e non nominare Beyonder più del necessario. Mi ascoltò? No, ovviamente! Cercare di farlo ragionare sulle ragazze era come prendere a sassate Unus l'Intoccabile. L'amico era impenetrabile. Mi ascoltava e poi scrollava le spalle. Se nient'altro ha efficacia, tanto vale essere me stesso.
    Ma il tuo te stesso fa schifo!
    È tutto quello che ho, disgraziatamente.
    Ma il nostro dialogo migliore è questo:
    Yunior?
    Cosa c'è?
    Sei sveglio?
    Se riguarda Star Trek...
    Non riguarda Star Trek. Tossì. Ho saputo da fonte certa che nessun maschio dominicano è mai morto vergine. Tu che hai esperienza in queste cose... pensi che sia vero?
    Mi drizzai a sedere. L'amico mi scrutava nel buio, serissimo.
    Oscar, è contro le leggi di natura che un dominicano muoia senza aver scopato almeno una volta.
    È questo che mi preoccupa, sospirò".
    E ancora:
    "E nel caso crediate che la sua vita non potesse diventare peggio di così: un giorno entrò alla Game Room e scoprì con stupore che la nuova generazione di nerd aveva smesso da un giorno all'altro di comprare giochi di ruolo. La nuova ossessione erano le carte Magic! Nessuno l'aveva previsto. Niente più personaggi o campagne, solo battaglie infinite tra mazzi di carte. Il gioco era stato spogliato di ogni elemento narrativo, di ogni spazio per la bravura individuale, e ridotto a pura, disadorna meccanica. Quegli stronzi di ragazzini andavano matti per quella roba! Oscar cercò di dargli una possibilità, cercò di mettere insieme un mazzo decente, ma Magic non faceva per lui. Perse tutte le carte con un teppistello undicenne, e scoprì che non gli importava. Il primo segno che la sua Epoca volgeva al termine. Ben presto avrebbe smesso di considerare irresistibile l'ultima trovata nerd, e avrebbe cominciato a preferire il Vecchio al Nuovo".
    Un po' come la nonna de Le notti bianche di Dostoevskij, che "avrebbe voluto che tutto fosse come ai suoi tempi! Ai suoi tempi lei era più giovane, ai suoi tempi il sole era più caldo e persino la panna, ai suoi tempi, non diventava acida così presto!". C’è sempre qualcuno pronto a criticare, contestare e magari contrastare la personalissima traiettoria di crescita e formazione di qualcun altro, perché le cose devono rimanere come erano, come sono sempre(?) state.

    said on 

  • 4

    Oscar è un ragazzo che per fisico e mentalità non corrisponde al cliché del maschio dominicano. E' grasso, ama i giochi di ruolo, scrive romanzi e non riesce ad avere una donna tanto da essere sicuro ...continue

    Oscar è un ragazzo che per fisico e mentalità non corrisponde al cliché del maschio dominicano. E' grasso, ama i giochi di ruolo, scrive romanzi e non riesce ad avere una donna tanto da essere sicuro che sarà l'unico dominicano a morire vergine. Sulla diversità di Oscar e sulla sua ossessione per le donne che non ha si basa la trama sottile del libro che descrive attraverso la vita dei parenti passati e presenti la crudele dittatura di Trujillo e la realtà dell'inserimento dei caraibici negli Stati Uniti. La voce narrante è quella di Yunior, amico di Oscar e innamorato della sorella Lola, questa tecnica porta il lettore a diventare un osservatore e quindi a distaccarsi un po' dal coinvolgimento che il racconto con la sua implicita crudeltà avrebbe su chi legge. Si raccontano quindi tutte storie tristissime ma con distacco. Consigliato.

    said on 

  • 3

    Ce l'ha fatta!!!

    Storia di una famiglia dominicana sotto la dittatura di Truillo, una storia alla Marquez con un tocco di J.K. Toole e un finale quasi surreale come quello di Toole.
    Il protagonista, Oscar non ha un gr ...continue

    Storia di una famiglia dominicana sotto la dittatura di Truillo, una storia alla Marquez con un tocco di J.K. Toole e un finale quasi surreale come quello di Toole.
    Il protagonista, Oscar non ha un gran successo con le donne:

    "Oscar, lo ammoniva Lola, morirai vergine se non cominci a cambiare.
    Credi che non lo sappia? Ancora cinque anni così e credo che mi dedicheranno una chiesa.

    Il libro ci racconta la vita della madre e della sorella di Oscar ma soprattutto quella di Oscar, tutti accomunati dalla sfortuna più nera.

    (Oscar) ogni giorno vedeva i ragazzi fichi tormentare violentemente i grassi, i brutti, gli intelligenti, i meticci, i neri, gli antipatici, gli africani, gli indiani, gli arabi, gli immigrati i diversi, gli effemminati, i gay e in ognuno di quei conflitti vedeva se stesso.

    Il romanzo come spesso mi capita con i romanzi del centro-sud America non mi ha entusiasmato. Però, anche se la maggior parte del libro non ha lasciato il segno, il finale mi è sembrato esplosivo e geniale, ricco di idee ma anche di poesia per cui vale la pena di leggere il libro anche solo per le bellissime pagine finali.

    Nel suo libro preferito: Watchmen, Oscar che non aveva mai imbrattato un libro in vita sua, ha cerchiato tre volte una tavola in cui Veidt, personaggio del libro, dice: "Ho fatto la cosa giusta, vero? Ha funzionato alla fine"
    E Manhattan prima di svanire dal nostro universo risponde:
    " Alla fine? Non esiste la fine Adrian. Non finisce mai niente."

    Naturalmente anche il titolo del libro è geniale.

    said on 

  • 4

    Così è la vita. Tutta la felicità che riesci a mettere insieme viene spazzata via come se niente fosse. Se volete la mia opinione, non credo esistano le maledizioni. La vita, da sola, basta e avanza.

    Quante emozioni in questo libro, quante storie di vita appassionanti e appassionate! Impossibile non lasciarsi coinvolgere da Oscar stesso, re dei nerd, dei pensieri contorti e dell'innamoramento faci ...continue

    Quante emozioni in questo libro, quante storie di vita appassionanti e appassionate! Impossibile non lasciarsi coinvolgere da Oscar stesso, re dei nerd, dei pensieri contorti e dell'innamoramento facile (non ricambiato ahimè) o da sua sorella Lola o, ancora, dalla storia della ricca famiglia di sua madre figlia di un dottore e si una infermiera caduti poi in disgrazia, di sua nonna e di suo nonno. Tutto sullo sfondo di una santa Domingo sotto la dittatura di Trujillo. Una lettura scorrevole, una prosa leggera e ironica a raccontare quanto invece nulla ha di ironico come la dittatura, il disagio, l'abbandono, l'amore non corrisposto, il tradimento, il suicidio. Così bello e toccante da tenersi dentro per un bel pò

    said on 

  • 3

    alla faccia della vita favolosa!!

    le aspettative erano alte, e come al solito, sono state deluse! l'idea originale, l'ambientazione e il periodo storico interessanti per tutto quello che normalmente sappiamo della dittatura di Truijll ...continue

    le aspettative erano alte, e come al solito, sono state deluse! l'idea originale, l'ambientazione e il periodo storico interessanti per tutto quello che normalmente sappiamo della dittatura di Truijllo - che, ignoranza mia, nemmeno conoscevo - dialoghi e storia ricca e piena di ritmo, ma.. il troppo stroppia sempre. Oscar è troppo sfigato, un po' inverosimile come personaggio troppo fiacco, troppo grasso, troppo emarginato.. e va bene il fukù, la maledizione, ma le scelte pessime le fa tutte lui!! e poi troppe note, troppi riferimenti incomprensibili in lingua madre, che interrompono sempre la lettura e costringono ad andarne a leggere il significato, tanto che a un certo punto ci si stanza e li si sorvola allegramente, togliendo bellezza alla narrazione. un libro che narra deve narrare, non deve rimandare alle spiegazioni come un testo scolastico!! no, decisamente mi ha infastidito, benché la storia familiare in sé sarebbe stata anche bella. no, decisamente questo modo di scrivere non fa per me.

    said on 

  • 4

    Consiglio di lettura di ottobre 2014

    L'Oscar Wao del titolo è un ragazzino dominicano sovrappeso, incapace di adattarsi alla realtà ed emarginato dagli altri, ma a differenza di quanto faccia supporre il titolo il libro non narra solo la ...continue

    L'Oscar Wao del titolo è un ragazzino dominicano sovrappeso, incapace di adattarsi alla realtà ed emarginato dagli altri, ma a differenza di quanto faccia supporre il titolo il libro non narra solo la sua storia bensì anche quella della sorella, che si ribella ad una madre-padrona, quella della madre, ultima infelice rampolla di una ricca casata dominicana decaduta e quella del nonno, che aveva provato invano ad opporsi al terribile dittatore Trujillo. Su tutti sembra aleggiare il fukù, la terribile maledizione dominicana, ma anche una misteriosa presenza benevola...
    Davvero un bel libro che mi ha permesso di conoscere di più la storia di un paese che conoscevo solo come ambita meta vacanziera!^^'
    I nerd lo adoreranno: io invece, dei numerosissimi riferimenti a film e libri di fantascienza/fantasy sono riuscita a capire giusto quelli al Signore degli anelli! xD

    said on 

  • 5

    A great book, with a common theme (the history of some second generation children in USA) treated in an original and compelling way. The language is very seductive and evocating, especially if you und ...continue

    A great book, with a common theme (the history of some second generation children in USA) treated in an original and compelling way. The language is very seductive and evocating, especially if you understand some spanish :)

    said on 

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