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La maravillosa vida breve de Oscar Wao

By Junot Diaz

(79)

| Hardcover | 9788439720942

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Book Description

Las tribulaciones de un joven latino en Nueva Jersey. La esperada novela de Junot Díaz.

La vida nunca ha sido fácil para Oscar Wao, un dominicano dulce, obeso y algo desastroso que vive con su madre y su hermana en un gueto Continue

Las tribulaciones de un joven latino en Nueva Jersey. La esperada novela de Junot Díaz.

La vida nunca ha sido fácil para Oscar Wao, un dominicano dulce, obeso y algo desastroso que vive con su madre y su hermana en un gueto de Nueva Jersey. Oscar sueña con convertirse en un J.R.R. Tolkien dominicano y, por encima de todo, con encontrar el amor de su vida. Pero puede que nunca alcance sus metas debido a una extraña maldición presente en su familia desde hace generaciones; enviando a los Wao a prisión, predisponiéndolos a accidentes trágicos y, ante todo, al desamor.
Después del éxito internacional de Los Boys (Mondadori, 1996), Junot Díaz recrea, con humor, la experiencia de los dominicanos en Estados Unidos y la capacidad de perseverar en medio del desengaño amoroso y la pérdida.

422 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    La sfiga domenicana è tenace, non molla! Perseguita la famiglia di Oscar e la fa innamorare perdutamente delle persone sbagliate, così sbagliate da portarla alla rovina. Caraibicamente fantastico!

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    toc said on Jul 10, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    "Non sono mai i cambiamenti desiderati, quelli che cambiano tutto"

    Vita di Oscar, nerd dominicano che vive a New York, puro dell’amore e della vita, fanatico di fantascienza e giochi di ruolo, intelligente e oltremodo autoironico, il cui unico sollievo è una sorella che lo adora. Anomalia grassa in un popolo di bell ...(continue)

    Vita di Oscar, nerd dominicano che vive a New York, puro dell’amore e della vita, fanatico di fantascienza e giochi di ruolo, intelligente e oltremodo autoironico, il cui unico sollievo è una sorella che lo adora. Anomalia grassa in un popolo di bellissimi, innamorato di ogni ragazza che gli passa accanto, disprezzato, emarginato, maltrattato, infelice.

    Epopea delle diverse generazioni della sua famiglia, della sorella e della madre, della provvidenziale nonna/zia e dei veri bisnonni dal tragico destino, in un paese tormentato per decenni dall'atroce e perverso regime di Trujillo e dai suoi violenti e fanatici tirapiedi.

    Un destino che sembra ripetersi nelle generazioni, tra fukù e zafa, diaspore, sogni premonitori, sventurati amori e preghiere che salvano.

    Un libro che è forse una piccola cosa, ma che si legge d’un fiato, con potenti personaggi femminili che ricordano le donne dei grandi romanzi sudamericani e una massiccia dose di umorismo, le cui ultime pagine, lo confesso, mi hanno spiazzato, commuovendomi come non immaginavo.

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    Splendini said on Jun 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Unica grande pecca, che poi è una sua peculiarità: troppe note! Alla fine non andavo neppure più a cercare in appendice. Quelle a piè di pagina sono parte integrante del romanzo, invece.
    Però, che banale, favolosa, tragicomica vita, Oscar Wao!

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    Nuvola said on Jun 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Nostro Signore dei Nerd

    “Oscar ricorda di aver sognato che una mangusta gli parlava. Ma non era una mangusta qualsiasi, era la Mangusta.
    Cosa scegli, muchacho? Gli chiese. Ancora o basta?
    Per poco non disse basta. Era tanto stanco e gli faceva male dappertutto – Basta! Bast ...(continue)

    “Oscar ricorda di aver sognato che una mangusta gli parlava. Ma non era una mangusta qualsiasi, era la Mangusta.
    Cosa scegli, muchacho? Gli chiese. Ancora o basta?
    Per poco non disse basta. Era tanto stanco e gli faceva male dappertutto – Basta! Basta! Basta! – ma poi in un angolo del cervello vide spuntare l’immagine della sua famiglia. Lola, sua madre e Nene Inca. Ricordò quando era più giovane e ottimista. Il cestino del pranzo accanto al letto, la prima cosa che vedeva al risveglio. Il pianeta delle Scimmie.
    Ancora, rispose con voce lugubre.
    …. ,disse la Mangusta, e poi il vento lo respinse nell’oscurità.”
    Oscar Wao: Ci vuole una gran forza a non essere nessuno, a non contare niente. Oscar è un ghetto-nerd dominicano obeso e goffo, vive una vita fatta di giochi di ruolo e di letture di fantascienza. Non ha mai neppure baciato una ragazza e s’innamora a ripetizione di donne che neppure lo considerano un essere umano. Oscar è uno SFIGATO, e di quelli cosmici. Quelli come lui sono fondale, tappezzeria, contorno. Quelli come lui sono note a margine che nessuno legge, troppa fatica. Eppure Oscar, campione di inutilità e nerditudine con un piede nel patetico e uno nel ridicolo, si rivela un cardine dell’universo, un’asse portante, un volano di storie e di Storia. In questo bellissimo libro di Junot Dìaz, la figura di oscar viene composta dalle proiezioni ascendenti e discendenti dei membri della sua famiglia: sua madre Belicia, sua sorella Lola, il suo compagno di stanza all’Università Yunior, persino i suoi sfortunati nonni Abelard e Socorro. In questo libro c’è una buona dose del realismo magico sudamericano che io adoro, quello alla Marquez, per capirci, dove le favole della nonna, diavolo, non sono mica favole! C’è davvero in corso una lotta tra Bene e Male. Davvero la famiglia di Oscar è afflitta da una maledizione, perseguitata dall’Uomo senza Volto e aiutata dalla Mangusta dagli Occhi Dorati. Junot prende uno che agli occhi di molti, moltissimi non conta nulla, lo scompone in mille sguardi diversi e ci racconta la storia di Santo Domingo del secolo scorso, che non è solo il paradiso dei turisti bianchi, ma è stata la sede di una delle più sanguinose, terribili, spaventose dittature che il Sudamerica conosce, quella di Trujillo.
    Lo dice anche il titolo, “la breve favolosa vita di Oscar Wao”, non può finire bene. Ma la vita del grassone nerd che nessuno vuole sarà si breve, ma sarà a modo suo favolosa.

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    Dr. Frankensteen said on May 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Aunque me falta más vida de Oscar Wao ...

    ... es una novela entretenida, muy bien narrada, con giros vivos y dinámicos. Muestra muy bien una sociedad y define con mucha fuerza cada personaje. Sólo que esperaba una continuidad en la vida de Oscar Wao, ahí es justo donde se me queda corto el p ...(continue)

    ... es una novela entretenida, muy bien narrada, con giros vivos y dinámicos. Muestra muy bien una sociedad y define con mucha fuerza cada personaje. Sólo que esperaba una continuidad en la vida de Oscar Wao, ahí es justo donde se me queda corto el personaje ....
    Se lee del tirón, muy amena.

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    Carmen Hache said on May 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tagliente, vulcanico, scoppiettante, politicamente scorretto: sono questi alcuni degli aggettivi che mi vengono in mente per definire La Breve Favolosa vita di Oscar Wao e descrivere le sensazioni che mi ha suscitato questo romanzo nel corso della le ...(continue)

    Tagliente, vulcanico, scoppiettante, politicamente scorretto: sono questi alcuni degli aggettivi che mi vengono in mente per definire La Breve Favolosa vita di Oscar Wao e descrivere le sensazioni che mi ha suscitato questo romanzo nel corso della lettura; certamente non è un libro noioso, grazie ai continui cambi di scenari attraverso cui il lettore conosce la Storia recente della Repubblica Dominicana e le storie di Oscar e dei suoi familiari. E’ anche il modo più veloce per accrescere le proprie conoscenze in materia di fantasy, fantascienza e fumetti, poiché le storie e i protagonisti di questi generi letterari (senza peraltro disdegnare i supereroi) sono continuamente citati per costruire l’atmosfera in cui prende corpo la storia di Oscar e della sua famiglia.
    Il punto di vista del narratore oscilla tra la prima persona (Lola, sorella di Oscar che racconta la sua infanzia e adolescenza tra nucleo familiare negli Stati Uniti e famiglia allargata a Santo Domingo) e terza persona (quando vengono narrate le vicende di Oscar e degli altri protagonisti). La narrazione in terza persona acquista gradatamente una sua personalità ed esce dall’anonimato, in cui è in genere inserita, per diventare essa stessa voce e punto di vista di un personaggio che ha un ruolo rilevante nell’intera vicenda. Non è, quindi, un narratore onnisciente ma uno dei protagonisti che cerca di comprendere la Storia e le storie che racconta, anzi in molti casi si rivolge direttamente al lettore richiamando la sua attenzione su alcuni particolari e cercando di giustificare le sue azioni.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/04/speciale-p…

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    La Stamberga dei Lettori said on Apr 30, 2014 | Add your feedback

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