La masseria delle allodole

Di

Editore: Centro Internazionale del Libro Parlato

4.0
(2015)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: CD audio | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: A000018419 | Data di pubblicazione: 

Lettore: Franco Grosso

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Altri

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
1 compact disc MP3 (7 h, 35 m); 12 cm
Edizione letta: Rizzoli, 2004
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  • 4

    Antonia Arslan si è fatta portavoce del "popolo perduto", recando la testimonianza nei suoi romanzi del genocidio degli Armeni all'alba della Prima Guerra Mondiale.
    Antonia racconta le vicende della s ...continua

    Antonia Arslan si è fatta portavoce del "popolo perduto", recando la testimonianza nei suoi romanzi del genocidio degli Armeni all'alba della Prima Guerra Mondiale.
    Antonia racconta le vicende della sua famiglia, dello zio Sempad Arslanian e della moglie Shushanig, rimasti in Anatolia, a differenza del nonno Yerwant trasferitosi a Venezia giovanissimo.
    La Arslan ha dichiarato che il titolo dato al romanzo (il nome della masseria in cui vennero trucidati i maschi della famiglia) ha tratto in inganno la censura turca, che si è accorta dei contenuti dello stesso dopo il successo ottenuto in Italia.
    Per non dimenticare che le pulizie etniche perpetrate dal governo turco hanno sterminato le minoranze cristiane (non solo armeni ma anche greci e assiri), operando ancora oggi una cancellazione della memoria tramite il negazionismo.

    ha scritto il 

  • 5

    non uomini che uccidono, trucidano altri Uomini e Bambini, in nome di una violenza inarrestabile, un potere esercitato malamente, storia che ti fa inorridire, sdegnare, sconvolgere. Il primo genocidio ...continua

    non uomini che uccidono, trucidano altri Uomini e Bambini, in nome di una violenza inarrestabile, un potere esercitato malamente, storia che ti fa inorridire, sdegnare, sconvolgere. Il primo genocidio del ventesimo secolo da parte dei turchi e per le donne inizia un'odissea con marce forzate, umiliazioni e crudeltà.
    Il popolo armeno si disperderà nel mondo, corservando nel cuore la struggente nostalgia per una patria e una felicità perdute. Un popolo in parte sopravvissuto grazie al coraggio delle sue donne straordinarie.

    ha scritto il 

  • 3

    L'autrice, padovana di ascendenza armena, a partire dai ricordi di famiglia racconta il genocidio di quel popolo ad opera dei turchi nel 1915-1916: un contributo letterario interessante e importante, ...continua

    L'autrice, padovana di ascendenza armena, a partire dai ricordi di famiglia racconta il genocidio di quel popolo ad opera dei turchi nel 1915-1916: un contributo letterario interessante e importante, considerato anche il negazionismo ufficiale del governo turco che perdura a distanza di un secolo, come pure il fatto che parte della storia si svolge ad Aleppo, tuttora scenario di un'immane tragedia. Ma il punto debole del romanzo sta nella scrittura della Arslan, macchinosa e carente nel trasmettere le emozioni suscitate dai terribili eventi.

    ha scritto il 

  • 4

    Onori e tragedia di un popolo senza Storia che ha fatto la Storia. Il lettore è spinto da un vortice potente ad entrare nel racconto e a trascinarsi affianco a chi prega di morire per non soffrire più ...continua

    Onori e tragedia di un popolo senza Storia che ha fatto la Storia. Il lettore è spinto da un vortice potente ad entrare nel racconto e a trascinarsi affianco a chi prega di morire per non soffrire più.

    ha scritto il 

  • 5

    un libro coraggioso che mette, senza sconti , di fronte ad una tragedia umana . In nome del razzismo , si descrimina un popolo e si cerca di annientare una cultura ed una tradizione come quelle armene ...continua

    un libro coraggioso che mette, senza sconti , di fronte ad una tragedia umana . In nome del razzismo , si descrimina un popolo e si cerca di annientare una cultura ed una tradizione come quelle armene . Rimane ;con questa ed altre testimonianze; la memoria ed un indelebile monito per l'umanità

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo i "Quaranta giorni del Mussa Dagh", insieme ai "Quaranta giorni del Mussa Dagh", ancora più intimo e crudele dei "Quaranta giorni del Mussa Dagh": evidenze di macchie indelebili causate da azioni ...continua

    Dopo i "Quaranta giorni del Mussa Dagh", insieme ai "Quaranta giorni del Mussa Dagh", ancora più intimo e crudele dei "Quaranta giorni del Mussa Dagh": evidenze di macchie indelebili causate da azioni "umane" quando si smette di essere "umani".

    ha scritto il 

  • 3

    Molto interessante perché ti dà la possibilità di conoscere, almeno parzialmente, la tragedia armena e di comprendere come la parola genocidio sia proprio la parola adeguata per descrivere quanto suc ...continua

    Molto interessante perché ti dà la possibilità di conoscere, almeno parzialmente, la tragedia armena e di comprendere come la parola genocidio sia proprio la parola adeguata per descrivere quanto successo.
    In sé il libro non è però scritto in modo particolarmente eccelso

    ha scritto il 

  • 3

    Libro intenso, a momenti disperato, crudo, forte e prepotente. Il dolore vissuto dagli armeni, come chiunque e sempre si trovi in mezzo a tragedie, deve essere stato immenso e duro, difficile da super ...continua

    Libro intenso, a momenti disperato, crudo, forte e prepotente. Il dolore vissuto dagli armeni, come chiunque e sempre si trovi in mezzo a tragedie, deve essere stato immenso e duro, difficile da superare e sopportare. Ogni tanto qua e là, speranza e spiragli di un futuro migliore appaiono e aiutano il cuore ad alleggerirsi un po', si ritrova a fatica la forza di sorridere e di credere. Restando strettamente al testo non mi ha particolarmente affascinata la scrittura, a volte troppo ricca di virgole e sottotesto. Buona difficile lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo è un libro eccezionale per la storia che narra e per il coraggio di Antonia Arslan di averla scritta. Ho fatto fatica a leggere e non perché la scrittura non sia scorrevole e avvincente, ma sol ...continua

    Questo è un libro eccezionale per la storia che narra e per il coraggio di Antonia Arslan di averla scritta. Ho fatto fatica a leggere e non perché la scrittura non sia scorrevole e avvincente, ma solo perché sapere che quanto narrato è tutto realmente accaduto gela il sangue e affanna il respiro. E il pensiero non può non andare ad altri genocidi, stragi, deportazioni e alla tragedia immane che stanno vivendo migliaia di migranti in fuga dalle guerre. E Aleppo, Aleppo senza pace, allora come oggi. E noi, impietriti, a guardare.

    ha scritto il 

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