La masseria delle allodole

Di

Editore: Centro Internazionale del Libro Parlato

4.0
(2023)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: CD audio | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: A000018419 | Data di pubblicazione: 

Lettore: Franco Grosso

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Altri

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
1 compact disc MP3 (7 h, 35 m); 12 cm
Edizione letta: Rizzoli, 2004
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  • 5

    “Nelle plaghe dell’oriente / sia pace sulla terra / non più sangue ma sudore / irrori le vene dei campi / e al tocco della campana di ogni paese / sia canto di benedizione…”

    Il genocidio degli armeni è stato uno di quei crimini contro l’umanità, come molti altri rimasti nascosti nelle pieghe della storia, tipo, per esempio, quello degli indiani d’america, di cui però ness ...continua

    Il genocidio degli armeni è stato uno di quei crimini contro l’umanità, come molti altri rimasti nascosti nelle pieghe della storia, tipo, per esempio, quello degli indiani d’america, di cui però nessuno caldeggierà mai un giorno della memoria, soprattutto per non infastidire troppo quei paesi teatro di queste epiche imprese che a tutt’oggi rivestono ruoli importantissimi nei delicati equilibri del pianeta.
    Un racconto allucinante, quello di Antonia Arslan, che ricostruisce le vicende delle stragi e delle deportazioni degli armeni, con un’agghiacciante cronaca, lucida e particolareggiata, narrando in questo modo anche le vicende della sua famiglia coinvolta nei tragici avvenimenti.
    Sarà un genocidio iniziato e portato a termine dal governo turco con un’operazione progettata e pianificata a tavolino. C’è da dire che, ieri come oggi, i turchi non sono mai andati troppo per il sottile nel regolare, prima con gli armeni e dopo con altre presenze etniche, quelli che per loro sono sempre stati soltanto affari interni.
    La prosa della scrittrice descrive egregiamente, anche perché emotivamente coinvolta, i sentimenti di un popolo, quello armeno, profondamente unito da valori comuni, tra cui non ultimi quelli cristiani, che dovrà affrontare una tragedia immensa, trovandosi poi alla fine disperso e senza più una patria.
    Una cruda testimonianza di quella che fu tra le prime pulizie etniche operate nel secolo scorso, in maniera cruenta e sanguinosa, a danno di un popolo di cui il nazionalismo turco mal tollerava la presenza sul suo territorio, ma anche momenti emozionanti legati ai ricordi dell’autrice alle persone della sua famiglia, anche loro morte, insieme a milioni di altre, in quell’assurdo olocausto.

    ha scritto il 

  • 4

    la storia negata

    Sapevo mi sarei trovata dinanzi a degli orrori : non immaginavo quanto profondo può essere l'abisso della non umanità. Un libro da leggere e da applicare in tutti i contesti. Bello. Duro. Commovente. ...continua

    Sapevo mi sarei trovata dinanzi a degli orrori : non immaginavo quanto profondo può essere l'abisso della non umanità. Un libro da leggere e da applicare in tutti i contesti. Bello. Duro. Commovente. Educativo ( spero )

    ha scritto il 

  • 4

    Antonia Arslan si è fatta portavoce del "popolo perduto", recando la testimonianza nei suoi romanzi del genocidio degli Armeni all'alba della Prima Guerra Mondiale.
    Antonia racconta le vicende della s ...continua

    Antonia Arslan si è fatta portavoce del "popolo perduto", recando la testimonianza nei suoi romanzi del genocidio degli Armeni all'alba della Prima Guerra Mondiale.
    Antonia racconta le vicende della sua famiglia, dello zio Sempad Arslanian e della moglie Shushanig, rimasti in Anatolia, a differenza del nonno Yerwant trasferitosi a Venezia giovanissimo.
    La Arslan ha dichiarato che il titolo dato al romanzo (il nome della masseria in cui vennero trucidati i maschi della famiglia) ha tratto in inganno la censura turca, che si è accorta dei contenuti dello stesso dopo il successo ottenuto in Italia.
    Per non dimenticare che le pulizie etniche perpetrate dal governo turco hanno sterminato le minoranze cristiane (non solo armeni ma anche greci e assiri), operando ancora oggi una cancellazione della memoria tramite il negazionismo.

    ha scritto il 

  • 5

    non uomini che uccidono, trucidano altri Uomini e Bambini, in nome di una violenza inarrestabile, un potere esercitato malamente, storia che ti fa inorridire, sdegnare, sconvolgere. Il primo genocidio ...continua

    non uomini che uccidono, trucidano altri Uomini e Bambini, in nome di una violenza inarrestabile, un potere esercitato malamente, storia che ti fa inorridire, sdegnare, sconvolgere. Il primo genocidio del ventesimo secolo da parte dei turchi e per le donne inizia un'odissea con marce forzate, umiliazioni e crudeltà.
    Il popolo armeno si disperderà nel mondo, corservando nel cuore la struggente nostalgia per una patria e una felicità perdute. Un popolo in parte sopravvissuto grazie al coraggio delle sue donne straordinarie.

    ha scritto il 

  • 3

    L'autrice, padovana di ascendenza armena, a partire dai ricordi di famiglia racconta il genocidio di quel popolo ad opera dei turchi nel 1915-1916: un contributo letterario interessante e importante, ...continua

    L'autrice, padovana di ascendenza armena, a partire dai ricordi di famiglia racconta il genocidio di quel popolo ad opera dei turchi nel 1915-1916: un contributo letterario interessante e importante, considerato anche il negazionismo ufficiale del governo turco che perdura a distanza di un secolo, come pure il fatto che parte della storia si svolge ad Aleppo, tuttora scenario di un'immane tragedia. Ma il punto debole del romanzo sta nella scrittura della Arslan, macchinosa e carente nel trasmettere le emozioni suscitate dai terribili eventi.

    ha scritto il 

  • 4

    Onori e tragedia di un popolo senza Storia che ha fatto la Storia. Il lettore è spinto da un vortice potente ad entrare nel racconto e a trascinarsi affianco a chi prega di morire per non soffrire più ...continua

    Onori e tragedia di un popolo senza Storia che ha fatto la Storia. Il lettore è spinto da un vortice potente ad entrare nel racconto e a trascinarsi affianco a chi prega di morire per non soffrire più.

    ha scritto il 

  • 5

    un libro coraggioso che mette, senza sconti , di fronte ad una tragedia umana . In nome del razzismo , si descrimina un popolo e si cerca di annientare una cultura ed una tradizione come quelle armene ...continua

    un libro coraggioso che mette, senza sconti , di fronte ad una tragedia umana . In nome del razzismo , si descrimina un popolo e si cerca di annientare una cultura ed una tradizione come quelle armene . Rimane ;con questa ed altre testimonianze; la memoria ed un indelebile monito per l'umanità

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo i "Quaranta giorni del Mussa Dagh", insieme ai "Quaranta giorni del Mussa Dagh", ancora più intimo e crudele dei "Quaranta giorni del Mussa Dagh": evidenze di macchie indelebili causate da azioni ...continua

    Dopo i "Quaranta giorni del Mussa Dagh", insieme ai "Quaranta giorni del Mussa Dagh", ancora più intimo e crudele dei "Quaranta giorni del Mussa Dagh": evidenze di macchie indelebili causate da azioni "umane" quando si smette di essere "umani".

    ha scritto il 

  • 3

    Molto interessante perché ti dà la possibilità di conoscere, almeno parzialmente, la tragedia armena e di comprendere come la parola genocidio sia proprio la parola adeguata per descrivere quanto suc ...continua

    Molto interessante perché ti dà la possibilità di conoscere, almeno parzialmente, la tragedia armena e di comprendere come la parola genocidio sia proprio la parola adeguata per descrivere quanto successo.
    In sé il libro non è però scritto in modo particolarmente eccelso

    ha scritto il 

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