La matematica degli dèi e gli algoritmi degli uomini

Di

Editore: Adelphi (Piccola biblioteca Adelphi 696)

3.4
(11)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 258 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845931021 | Isbn-13: 9788845931024 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

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Descrizione del libro
I numeri sono un'invenzione della mente o una scoperta con cui la mente accerta l'esistenza di qualcosa che è nel mondo? Domanda a cui da secoli i matematici hanno cercato di rispondere e che si può anche formulare così: che specie di realtà va attribuita ai numeri? Con la sua magistrale perspicuità, Zellini affronta questi temi, che non riguardano solo i matematici ma ogni essere pensante. Collegata alla prima, si incontrerà un'altra domanda capitale: come può avvenire che qualcosa, pur crescendo in dimensione (e nulla cresce come i numeri), rimanga uguale? Domanda affine a quella sull'identità delle cose soggette a metamorfosi. Ed equiparabile a quelle che si pongono i fisici sulla costituzione della materia.
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  • 4

    La teoria sotto i fondamenti della matematica va bene. Ma la pratica?

    Paolo Zellini, almeno per un poveretto come me che non ha fatto le alte scuole, pone un problema di lettura. Io mi perdo sempre con tutte le sue citazioni di autori greci più o meno noti, e in questo ...continua

    Paolo Zellini, almeno per un poveretto come me che non ha fatto le alte scuole, pone un problema di lettura. Io mi perdo sempre con tutte le sue citazioni di autori greci più o meno noti, e in questo caso mi sono anche trovato frammenti vedici che mi hanno completamente spiazzato e che confesso di non essere riuscito a comprendere. Tutto questo è un peccato, perché la tesi filosofica di base che Zellini presenta in questo testo meriterebbe di essere conosciuta. Secondo l'autore, gli antichi greci e indiani avevano infatti intuito il vero problema del passaggio dai numeri naturali a quelli irrazionali, vale a dire la crescita verso l'infinito come nel problema della duplicazione del cubo, non per nulla associata agli dèi. La cosa si può anche vedere pensando alle approssimazioni dei numeri irrazionali per mezzo di frazioni il cui numeratore e denominatore cresce sempre più. Il guaio è che a parte i frammenti vedici ho avuto spesso l'impressione che l'autore tendesse a ripetere lo stesso argomento solo con qualche minuscola variante, e quindi non capivo l'utilità delle ulteriori pagine.
    Dal capitolo 16 in poi mi sono trovato molto più a mio agio, il che non è poi così strano perché siamo tornati in un terreno che mi è abbastanza noto, la complessità ed efficienza degli algoritmi (Nota personale: all'università ho seguito per mia curiosità alcune lezioni sulla complessità algoritmica, tenuta da un giovane professore di matematica, per l'appunto Zellini) Vedendo la cosa da un punto di vista filosofico, qui Zellini mostra gli stretti rapporti tra questi algoritmi - che dobbiamo tenere sott'occhio quando li implementiamo, perché rischiamo che le approssimazioni di rappresentazione del calcolatore ci impediscano di arrivare a una risposta anche solo approssimata - e i guai notati già dagli antichi. Non aspettatevi una lettura leggera, insomma.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi sembra che il succo del saggio sia tutto negli ultimi capitoli. Lo stato ontologico dei numeri reali e' esaminato distinguendo razionali e irrazionali, assegnando la piena esistenza solamente ai pr ...continua

    Mi sembra che il succo del saggio sia tutto negli ultimi capitoli. Lo stato ontologico dei numeri reali e' esaminato distinguendo razionali e irrazionali, assegnando la piena esistenza solamente ai primi (per tacere dei numeri transfiniti di Cantor). L'esistenza di un irrazionale è esaminata con un approcio costruttivista. l'esistenza è tanto meno evanescente quanto più un algoritmo lo puo' meglio approssimare ad un numero razionale in un intervallo temporale sufficientemente breve.

    ha scritto il 

  • 5

    Paolo Zellini e le mappe di Borges

    Spesso, quando mi trovo a leggere dei saggi, ho l'abitudine di annotarmi e/o condividere i passaggi che ritengo più interessanti.

    Con La matematica degli dèi e gli algoritmi degli uomini di Paolo Zell ...continua

    Spesso, quando mi trovo a leggere dei saggi, ho l'abitudine di annotarmi e/o condividere i passaggi che ritengo più interessanti.

    Con La matematica degli dèi e gli algoritmi degli uomini di Paolo Zellini la cosa mi rimane difficile perché, un po' come la storia della mappa di Borges, il risultato delle mie annotazioni tendono essere una mappa uno a uno e a coincidere con il libro stesso.

    ha scritto il