Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La memoria, la storia, l'oblio

Di

Editore: Raffaello Cortina

3.5
(8)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 741 | Formato: Altri

Isbn-10: 8870788105 | Isbn-13: 9788870788105 | Data di pubblicazione: 

Narratore: Daniella Iannotta

Genere: Philosophy

Ti piace La memoria, la storia, l'oblio?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
L'opera di Paul Ricoeur si divide in tre parti: dedicate rispettivamente a unafenomenologia della memoria, a un'epistemologia della storia e aun'ermeneutica della condizione storica. Lontano da una visione totalizzantedelle vicende umane riunite in una filosofia della storia, Ricoeur conduceun'ermeneutica della vita umana che, svolgendosi nel tempo, è storica e cometale intessuta di memoria e oblio.
Ordina per
  • 4

    Che dire di un libro di Ricoeur? Che si deve leggere per una tesi di laurea, che è specialistico, che non accende? Tutto questo e molto altro. Permettetemi però un'ossevazione rivolta al lettore medio di filosofia (o di buona cultura); Ricoeur è un gigante del '900 innanzitutto nello stile. Qualc ...continua

    Che dire di un libro di Ricoeur? Che si deve leggere per una tesi di laurea, che è specialistico, che non accende? Tutto questo e molto altro. Permettetemi però un'ossevazione rivolta al lettore medio di filosofia (o di buona cultura); Ricoeur è un gigante del '900 innanzitutto nello stile. Qualcuno lo ha definito il filosofo "gentile". Io preferirei la qualifica di urbano dove rieccheggia quella capacità di colloquiare con le menti migliori dell'epoca per aprire un dialogo "vero" con l'alterità. Nessuna via breve con Ricoeur, ma lunga come l'amava definire lui stesso. Come un novello Aristotele, il filosofo ama riepilogare le posizioni che lo hanno preceduto per poi scegliere la res medietas. Il risultato non è sempre confacente allo sforzo e spesso si ha la sensazione che la montagna abbia partorito il topolino. Tuttavia Ricoeur ha la capacità unica di centrare il problema, di evidenziarlo lasciando al limite a noi, suoi lettori, vie alternative.
    Che dire allora della scelta di Ricoeur di sviscerare il problema della Shoah che a partire da Adorno è diventata una questione filosofica oltre che storica (ve lo ricordate quel " Dopo Auschiwitz non c'è poesia", sembra non ci sia nemmeno filosofia)?
    Tema difficile che vale quelle tremende 717 pagine così sofferte. Ogni anno mi regalo una lettura di Ricoeur (spesso, come quest'anno, di più) e mi chiedo già quando finirò di affrontare la sua immensa produzione. Provo già tristezza.

    ha scritto il