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La memoria del tiburón

By Steven Hall

(20)

| Others | 9788498381825

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Book Description

Rompecabezas filosófico, thriller psicológico, innovadora mezcla de realismo y fantasía, apasionante aventura, éste es un libro que se resiste a ser etiquetado. Explosivo debut literario de Steven Hall, joven autor británico formado Continue

Rompecabezas filosófico, thriller psicológico, innovadora mezcla de realismo y fantasía, apasionante aventura, éste es un libro que se resiste a ser etiquetado. Explosivo debut literario de Steven Hall, joven autor británico formado como artista visual, la novela se sitúa en la vanguardia más innovadora de las letras inglesas en la actualidad. Tras despertar gran expectación incluso antes de su publicación en inglés —los derechos se vendieron entonces a más de veinte editoriales de todo el mundo—, La memoria del tiburón ha suscitado la respuesta entusiasta de los críticos más exigentes. Eric Sanderson, un joven narrador amnésico, se enfrenta a la tarea de recomponer su pasado a partir de reuniones diarias con una psicóloga y de la lectura de las cartas que aparentemente se escribió a sí mismo antes de perder la memoria. La doctora Randle le comunica que padece un trastorno de disociación provocado por la muerte de su novia en un accidente de buceo en las islas griegas. Cuando, desobedeciendo los consejos de la doctora, Eric Sanderson empieza a indagar sobre su pasado, deberá hacer frente a una extraña criatura conceptual, un ludoviciano, un agresivo tiburón que lo persigue para devorarle la memoria.

30 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    memorie da un romanzo concettuale

    Eric si sveglia sul pavimento della stanza e non si ricorda chi è, poi trova dei bigliettini indirizzati a lui da parte di se stesso, quello di prima, poi si mette in cerca di uno squalo concettuale che se lo vorrebbbe mangiare, lui con tutti i suoi ...(continue)

    Eric si sveglia sul pavimento della stanza e non si ricorda chi è, poi trova dei bigliettini indirizzati a lui da parte di se stesso, quello di prima, poi si mette in cerca di uno squalo concettuale che se lo vorrebbbe mangiare, lui con tutti i suoi ricordi, e al momento pare solo che abbia lasciato a metà il lavoro, infatti i ricordi sono andati...

    ambizioso romanzo d'esordio, direi che ha pure esaurito tutto quel che il suo autore aveva da dire, perchè si ammoscia un po' a metà, intendiamoci è un romanzo postmoderno, quindi quello che accade o forse no è del tutto marginale, però la pretenziosità della rappresentazione testuale un pochino sciupa l'effetto dell'idea di partenza, tipo che lo squalo concettuale si è mangiato tutto quel che Hall potrebbe aver conosciuto in precedenza sul tipo di romanzo che intendeva scrivere per rientrare nel genere postmoderno...

    comunque il tutto è una fantasiosa descrizione di un crollo concettuale e dei fantasmi che si annidano nella mente delle persone che leggono, pensano e raccontano le proprie idee come se ne andasse della stessa vita

    nel complesso originale in parte, comunque interessante e divertente, peccato l'eccessiva prolissità....insomma Hall lo so che ti piacerebbe ma non sei mica David Foster Wallace!

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    Mircalla64 (Free Liu Xiaobo) said on Aug 12, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il libro inizia con una trama (quella del retro di copertina) intrigante, e le prime pagine si divorano che è un piacere: l'alternarsi tra le lettere del Primo Sanderson e le sedute dalla dottoressa mettono tanta curiosità.
    Nel momento in cui arriva ...(continue)

    Il libro inizia con una trama (quella del retro di copertina) intrigante, e le prime pagine si divorano che è un piacere: l'alternarsi tra le lettere del Primo Sanderson e le sedute dalla dottoressa mettono tanta curiosità.
    Nel momento in cui arriva lo squalo concettuale la storia diventa particolarmente noiosa, avanza a fatica. Allo scrittore va il merito di aver inventato una sorta di universo "parallelo" davvero originale,ma di contro alcune parti, come Eric che affonda nell'idea di pavimento, risultano di difficile comprensione, e l'infarcimento di termini "bizzarri" non aiuta ad immaginare le situazioni descritte.
    Non lo consiglio a nessuno.

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    Pipkin said on Apr 20, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un bel libro che però paga un pesante tributo al "nulla" delle prime 170 pagine che gli costano la 4° stellina piena.
    A tratti (sopratutto nel finale) risale la china sfiorando, in alcune pagine, il capolavoro rendendo più facile perdonare l'autore p ...(continue)

    Un bel libro che però paga un pesante tributo al "nulla" delle prime 170 pagine che gli costano la 4° stellina piena.
    A tratti (sopratutto nel finale) risale la china sfiorando, in alcune pagine, il capolavoro rendendo più facile perdonare l'autore per l'ampio preambolo iniziale.

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    Folletrap said on Oct 3, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Questo per me é un libro importante, a prescindere dalla storia stessa, di per se, intendiamoci, anche avvincente.
    Iniziai a leggerlo in un momento particolare della mia vita, in cui l' "IO" decise di fare i capricci, sconfinando prepotentemente da ...(continue)

    Questo per me é un libro importante, a prescindere dalla storia stessa, di per se, intendiamoci, anche avvincente.
    Iniziai a leggerlo in un momento particolare della mia vita, in cui l' "IO" decise di fare i capricci, sconfinando prepotentemente dalla mente al corpo, con conseguenze che solo chi ha provato sulla prorpia pelle può capire.
    Li chiamano attacchi di panico o ... d'ansia, ma per me é stato un demone che decise di affacciarsi ad intervalli regolari dentro la mia anima, costringendomi ad impari guerre interne, consumate tra una cena in compagnia ed un film a casa di amici.
    Solo la mia fidanzata di allora capiva quando, dietro una facciata fatta di dialoghi sterili e sguardi persi nel vuoto, si combatteva una battaglia epica per non cedere, non svenire, e dio solo sa quanto mi aiutava quella battuta che mi diceva mentre con la mano mi toccava la tempia, chiedendomi se avevessi la testa piena di formichine.
    Insomma il libro tocca più o meno velatamente questi temi, ed io, allora, non riuscii a leggerlo, mi sentivo male ad ogni pagina, insistevo caparbiamente ripetendomi che non era possibile, che non era logico, ma...alla fine vinse lui, lo riposi pensando che lo avrei affrontato in un momento in cui mi sarei sentito pronto....più forte.
    Per anni é stato li davanti a me, poggiato sulla libreria in bella vista, quasi come un monito e ... oggi ... l'ho finito...compiendo un passo in più, sulla strada delle esperienze, che formano la nostra vita.

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    Stefano Capitelli said on Oct 1, 2012 | Add your feedback

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    Il mondo fa la parola o la parola fa il mondo? Oppure entrambe le posizioni si conciliano? Una questione tutta filosofica prende forma nella narrazione della storia di Eric Sanderson, una mise en abyme ben cotruita che lascia poco alla noia e ...(continue)

    Il mondo fa la parola o la parola fa il mondo? Oppure entrambe le posizioni si conciliano? Una questione tutta filosofica prende forma nella narrazione della storia di Eric Sanderson, una mise en abyme ben cotruita che lascia poco alla noia e molto alla immaginazione e alla riflessione.
    Avvincente!

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    Gabbo said on Sep 5, 2012 | Add your feedback

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